Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 152 ∙ (Proposta di concordato)


Concordato con riserva
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Derogabilità atto costitutivo o allo statutoFunzione della delibera prevista da articolo 152 l.f.Contenuto della deliberaDelibera dell'organo amministrativoOrgano amministrativo monocratico, amministratore unicoRapporto tra delibera e domanda di concordatoAssemblea straordinariaMaggioranza assoluta del capitaleSocietà in nome collettivoIscrizione nel registro delle impreseCancellazione dal registro delle impreseOmessa produzione della delibera e inammissibilità del concordatoTermine per il deposito della deliberaConcordato con riserva


Concordato con riserva

Concordato con riserva – Verbale notarile per approvazione condizioni di concordato – Necessità
Nel concordato con riserva ex art. 161 comma 1 LF il debitore, ai sensi del comb. disp. degli artt. 161 comma 4 e 152 comma 3 LF, deve formalizzare con atto notarile sia la domanda introduttiva sia, all’esito del deposito di proposta e piano, la decisione relativa alla condizioni del concordato. (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 29 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Proposta di concordato - Formalità di cui all'articolo 152 L.F. - Applicabilità alla domanda di concordato con riserva - Esclusione
La disciplina di cui all'articolo 152 L.F. è applicabile al deposito della domanda di cd. concordato pieno e non a quello della domanda di concordato con riserva formulata ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F., la quale può preludere anche la richiesta di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Giugno 2014.


Concordato preventivo delle società - Requisito di cui all'articolo 152, comma 3, l.f. - Decisione o deliberazione risultanti da verbale redatto da notaio - Sottoscrizione della domanda di concordato - Necessità - Distinzione tra domanda, proposta e piano.
Il requisito di cui all'articolo 152, comma 3, legge fallimentare (secondo il quale la decisione o la deliberazione della società di accedere alla procedura di concordato preventivo devono risultare da verbale redatto da notaio, ed essere depositate ed iscritte nel registro delle imprese a norma dell'articolo 2436 c.c.) è necessario non solo per la sottoscrizione della proposta e delle condizioni del concordato ma anche per la sottoscrizione ed il deposito della “domanda” propriamente detta. La terminologia utilizzata dal citato articolo 152 non tiene, infatti, conto della distinzione, successivamente introdotta dal decreto legge numero 83 del 2012, il quale ha più correttamente definito come “domanda” l'istanza rivolta al tribunale tramite il ricorso per l'ammissione e l'omologazione del concordato, quale “proposta” le modalità quantitative, qualitative e temporali di soddisfacimento dei creditori e “piano” l'insieme delle attività attraverso le quali il debitore si propone di ottenere il verificarsi delle condizioni per l'adempimento della proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 28 Novembre 2012.