Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 182-quinquies ∙ (Disposizioni in tema di finanziamento e di continuità aziendale nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione dei debiti)


Pagamenti non autorizzati
Tutte le MassimeCassazione
La migliore soddisfazione dei creditoriSindacato del giudiceConcordato con riservaFinanziamenti prededucibiliFinanziamento con riserva di ripetizionePagamenti di crediti anteriori per prestazioni di beni o serviziDeposito per spese e compenso del commissario nella fase preconcordatariaContratti con pubbliche amministrazioniMantenimento dei livelli occupazionaliTutela della continuità aziendaleRapporto con art. 118 Codice AppaltiContratti pendentiMantenimento delle linee di credito autoliquidantiLinee di credito autoliquidanti e controllo del debitoApplicazione analogicaRateizzazioni contributive e tributarieSanzioniAttestazione del professionistaPagamenti non autorizzatiCompensazione


Pagamenti non autorizzati

Concordato preventivo – Pagamento di crediti anteriori – Atto di straordinaria amministrazione soggetto ad autorizzazione ex art. 161 settimo comma l. fall. – Carattere di urgenza – Autorizzazione ex art. 182 quinquies quinto comma l. fall. – Attestazione del professionista – Necessità – Esclusione
In pendenza di domanda di concordato c.d. con riserva qualificato in continuità aziendale, la richiesta di autorizzazione al pagamento di debiti anteriori chiaramente funzionali alla prosecuzione dell’attività, ove si appalesi come “urgente” in considerazione della natura dei beni e dei servizi indicati, rientra nell’alveo di cui all’art. 161, comma 6, l. fall., considerato che l’art. 182 quinquies l. fall. si pone rispetto alla previsione di cui all’art. 161, comma 7, l. fall. in un rapporto di species a genus. L’assoggettabilità della richiesta nell’ambito del citato art. 161 l. fall., proprio per il suo carattere di urgenza, consente di superare la attestazione del professionista richiesta dall’art. 182 quinquies l. fall., a cui si sostituisce la valutazione operata dal Tribunale di convenienza ed opportunità dell’atto rispetto all’interesse della massa dei creditori. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 18 Novembre 2019.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Patti paraconcordatari - Contenuto - Fattispecie
Non è soggetto alla autorizzazione del giudice delegato di cui all'art. 167, comma 2, legge fall. - in quanto costituente un fatto giuridico presupposto del piano che precede, logicamente e cronologicamente l'ammissione alla procedura, laddove il giudice delegato esercita il proprio controllo su atti di gestione dell’impresa che intervengono successivamente all’apertura della procedura medesima - il patto paraconcordatario, soggetto alla sola condizione sospensiva dell'omologazione del concordato preventivo, che:
a) preveda il riscadenziamento dei piani di ammortamento dei mutui in essere, anche per le rate già scadute al momento del deposito del ricorso, consentendo in tal modo di escludere la violazione del limite annuale di moratoria per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, previsto dall’art. 186-bis, comma 2 lett. c), legge fall.;
b) non contenga novazione di mutui, né riconoscimenti di diritti di terzi;
c) non preveda l'apporto di nuova finanza da collocarsi in prededuzione;
d) conferisca mandato irrevocabile per la vendita di un bene immobile con efficacia che decorra successivamente alla data di termine del piano, così che l’esecuzione del mandato a vendere sia collocata non solo al di là delle fasi di ammissione alla procedura e di omologa, ma anche al di fuori dell’orizzonte temporale del piano, cosicché tale dispositivo (nella fattispecie di garanzia in un concordato di sola continuità) non incide sulla struttura del patrimonio del ricorrente in quel periodo di osservazione che la disciplina concordataria sottopone al controllo autorizzativo del tribunale o del giudice delegato, né interferisce con la fase esecutiva del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 07 Giugno 2018.


Concordato preventivo - Pagamenti di crediti - Difetto di autorizzazione del giudice delegato - Revoca dell'ammissione al concordato preventivo - Automaticità - Esclusione - Accertamento della frode alle ragioni dei creditori - Necessità
Il pagamento non autorizzato di un debito scaduto eseguito in data successiva al deposito della domanda di concordato preventivo, non integra in via automatica, ai sensi dell'art. 173, comma 3, l.fall., una causa di revoca del concordato, la quale consegue solo alla verifica, da compiersi ad opera del giudice di merito, che tale pagamento, non essendo ispirato al criterio della migliore soddisfazione dei creditori, sia diretto a frodare le ragioni di questi ultimi, così pregiudicando le possibilità di adempimento della proposta formulata con la domanda di concordato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Maggio 2018, n. 11958.


Concordato preventivo – Pagamento di sanzione tributaria – Divieto – Eccezione – Fattispecie
Se è vero che la sanzione per il mancato pagamento di imposte non può essere applicata quando il termine sia scaduto dopo l’apertura della procedura di concordato, in ragione dei noti divieti, derogabili solo nei casi previsti dall’art. 182-quinquies l.fall., tale ipotesi non ricorre ove il termine per il pagamento sia scaduto prima dell’inizio della procedura concorsuale nonostante la sanzione possa essere ridotta a fronte di un pagamento immediato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Modena, 21 Settembre 2017.


Concordato preventivo - Pagamento non autorizzato di crediti anteriori - Atto in frode - Rilevanza della buona fede - Esclusione
Il pagamento di crediti anteriori al di fuori delle ipotesi tassativamente previste dalla legge costituisce atto in frode ai creditori, rilevante ai fini di cui all’articolo 173 L.F. indipendentemente dall’indagine sull’elemento psicologico dell’eventuale buona fede nell’esecuzione dei pagamenti, in quanto il legislatore ha ritenuto che nei pagamento di un credito pregresso sia implicita la frode. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 18 Settembre 2014.


Concordato preventivo - Ripresentazione di precedente proposta non omologata - Mancata rimozione degli atti illegittimi - Abuso
Risulta in contrasto con norme imperative la mera ripresentazione di precedente proposta non omologata dal tribunale senza che vi sia stata rimozione degli atti che il tribunale aveva ritenuto illegittimi. (L’imprenditore aveva ripresentato la medesima proposta concordataria che non era stata omologata per violazione del divieto di pagamento non autorizzato di crediti pregressi). (Arturo Pardi) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro, 29 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Atti in frode - Pagamento non autorizzato di crediti anteriori
Il pagamento effettuato nel corso della procedura di concordato preventivo di crediti sorti anteriormente senza la previa autorizzazione del tribunale costituisce atto in frode ai creditori e ciò indipendentemente dal fatto che lo stesso venga eseguito con l'intento di frodare i creditori, poiché il legislatore ha ritenuto di presumere ed essere implicita la frode nel pagamento di un credito pregresso al di fuori delle ipotesi consentite. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 06 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Pagamento di crediti anteriori - Autorizzazione - Presupposti - Sindacato del tribunale - Esclusione
L'articolo 182 quinquies L.F. nonostante richieda, per il pagamento di crediti anteriori, l'autorizzazione del giudice delegato, non lascia a questi alcun margine di discrezionalità per valutare in concreto in quali casi detto pagamento sia autorizzabile, avendo il legislatore stabilito a monte i presupposti sostanziali che consentono il rilascio dell'autorizzazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 06 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Compensazione tra crediti sorti anteriormente e crediti realizzati in corso di procedura - Autorizzazione - Necessità
Costituisce atto in frode, al pari del pagamento non autorizzato di crediti anteriori alla procedura, la compensazione dei debiti sorti anteriormente con crediti realizzati in pendenza della procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 06 Febbraio 2014.


Pagamenti non autorizzati durante il preconcordato o post ammissione al concordato – Procedimento ex art. 173 l. fall. – Archiviazione – Condizioni.
Il pagamento di crediti anteriori al concordato in assenza della autorizzazione di cui all’art. 182-quinquies L.F. (peraltro applicabile solo al concordato in continuità) costituisce atto rilevante per la revoca del concordato ai sensi dell’art. 173 L.F., procedimento che può concludersi senza che si faccia luogo alla revoca qualora il debitore ponga in essere atti idonei alla restituzione delle somme erogate (Nel caso di specie, soggetti terzi hanno messo a disposizione dei creditori del concordato beni immobili che, in base a valutazioni peritali compiute dagli organi della procedura sono state ritenute adeguate a reintegrare il patrimonio sociale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 14 Novembre 2013.


Concordato preventivo – Pagamento non autorizzato di crediti concorsuali – Inammissibilità della proposta – Esclusione – Atto di frode – Esclusione – Condizioni.
Non è di ostacolo all’ammissione alla procedura di concordato preventivo la circostanza che la società istante abbia effettuato, in data successiva al deposito della proposta di concordato, pagamenti di crediti concorsuali non autorizzati dal Tribunale ai sensi dell’art. 182-quinquies, comma 4, l. fall., quante volte la descritta condotta esuli, per le concrete modalità di esecuzione e per la qualità soggettiva dei beneficiari, da profili di manifesta frode nei confronti degli altri creditori concorsuali. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 18 Marzo 2013.


Concordato preventivo – Pagamento non autorizzato di crediti concorsuali – Inammissibilità della proposta – Esclusione – Atto di frode – Esclusione – Condizioni.
L’assenza di una autorizzazione giudiziale, pure imposta dal richiamato art. 182-quinquies, comma 4, l.fall., non è equiparabile, quanto agli effetti negativi sulla sorte della procedura concordataria, a quella prevista per gli atti di straordinaria amministrazione, ex art. 167, comma 2, l. fall., restando peraltro ancora controverso in giurisprudenza se il pagamento di crediti anteriori al concordato costituisca atto di straordinaria amministrazione (come mostra di ritenere, sia pure a determinate condizioni, Cass. 12 Gennaio 2007, n. 578), ovvero possa essere senz’altro ricondotto nell’ambito dell’ordinaria amministrazione (così Cass. 29 novembre 2005, n. 26036). (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 18 Marzo 2013.