Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
apri l'articolo del codice

Articolo 182-ter ∙ (Transazione fiscale)


Pagamento parziale di Iva e ritenute: natura della disposizione
Tutte le MassimeCassazione
Obbligatorietà della transazione fiscalePagamento parziale di Iva e ritenute: natura della disposizionePagamento parziale di Iva e ritenute: divietoPagamento parziale di Iva e ritenute: ammissibilità in assenza di transazione fiscalePagamento parziale di Iva e ritenute: rispetto dell'ordine della cause di prelazionePagamento parziale di Iva e ritenute: apporto di finanzaPagamento in misura inferiore all'importo indicato dall'Agenzia delle entrateVoto dell'Agenzia delle entrateAdesione alla transazione fiscale con stralcio di sanzioni e interessiAdesione alla transazione fiscale fino all'adunanza dei credioriImpugnazione del diniego di adesione alla transazione fiscaleTransazione fiscale, procedimentoRapporti pendentiConcordato con continuità aziendaleConcordato fallimentareAccordi di ristrutturazione dei debitiConsolidamento del debito fiscaleCessazione del contenziosoReato di omesso versamento dell'IvaRegime transitorioLegittimità costituzionale

Dopo la l. 11 dicembre 2016, n. 232
Falcidia Iva e ritenute
Proposta contestuale al deposito della domanda di concordatoPagamento dilazionato di crediti tributari e previdenzialiDegrado dei crediti privilegiatiRispetto ordine delle cause di prelazioneConfronto fra la soluzione concordataria e lo scenario liquidatorio


Pagamento parziale di Iva e ritenute: natura della disposizione

Concordato preventivo con transazione fiscale - Cd. infalcidiabilità del credito IVA - Disciplina "ratione temporis" vigente ex art. 182 ter l.fall. - Applicabilità alle proposte formulate nel periodo dal 16 luglio al 28 novembre 2008 - Fondamento
In tema di omologazione del concordato preventivo con transazione fiscale, la regola della cd. infalcidiabilità dell’IVA trova applicazione anche nelle proposte ex art. 182 ter l.fall. nel testo originario, prima della novella operata dal d.l. n. 105 del 2008, conv. con modif. in l. n. 2 del 2009 e dunque in relazione al periodo decorrente dal 16 luglio 2008 al 28 novembre 2008. Ciò in applicazione delle Decisioni del Consiglio dell’Unione europea 2000/597/CE, 2000/436/CE, 2014/335/UE, Euratom e del disposto degli artt. 2, 250, paragrafo 1, e 273 della Direttiva del Consiglio dell’UE n. 2006/112/CE, secondo le quali tutti gli Stati membri devono adottare le misure legislative e amministrative atte a garantire il prelievo integrale dell’IVA nei loro territori, essendo dunque ammissibile solo ed esclusivamente una mera dilazione nel pagamento di tale imposta, proprio perché già rappresentava risorsa dell’Unione Europea. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Settembre 2017, n. 21474.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Applicazione alla sola ipotesi di proposta con transazione fiscale
La previsione dell'infalcidiabilità del credito IVA di cui all'art. 182-ter legge fall. trova applicazione solo nell'ipotesi di proposta di concordato accompagnata da una transazione fiscale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 13 Gennaio 2017, n. 760.


Concordato preventivo – Falcidia del credito IVA – Ammissibilità – Regime in vigore dal 1 gennaio 2017 – Distinzione
Mentre, per effetto della modifica apportata dalla legge 11 dicembre 2016, n. 232 all’art. 182-ter legge fall., a partire dal 1 gennaio 2017, il ricorso alla transazione fiscale diverrà obbligatorio per l’ipotesi in cui il debitore voglia proporre un pagamento parziale dei tributi previsti in detta norma, nel regime anteriore alla citata modifica normativa, continuerà ad operare un “doppio binario” alternativo, con facoltà per il debitore di accedere alla transazione fiscale, restando tuttavia vincolato al pagamento integrale di I.V.A. e ritenute, oppure di non avvalersi della transazione, procedendo alla falcidia anche di tali voci di debito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Dicembre 2016.


Concordato preventivo – Falcidia del credito da ritenute – Ammissibilità
La specialità della regola contenuta nell’art. 182-ter legge fall. in relazione alla falcidiabilità dell’iva, e la conseguente inapplicabilità dei vincoli in essa contenuti al concordato senza transazione fiscale, depongono nel senso dell’affermazione della piena falcidiabilità – al di fuori della transazione fiscale – anche del debito per ritenute, operando nella specie la stessa ratio che è alla base della decisione delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione 27 dicembre 2016, n. 26988. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Dicembre 2016.


Concordato preventivo – Crediti privilegiati – Credito IVA – Falcidia – Ammissibilità
La previsione dell'infalcidiabilità del credito IVA di cui all'art. 182-ter legge fall. trova applicazione solo nell'ipotesi di proposta di concordato accompagnata da transazione fiscale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 27 Dicembre 2016, n. 26988.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Degradazione al chirografo del credito Iva per in capienza - Falcidia - Inammissibilità
Nella proposta di concordato preventivo nella quale il proponente abbia inteso innestare una proposta di transazione di tutti i crediti fiscali, anche a ritenere il credito Iva integralmente degradato al chirografo per mancanza assoluta di beni su cui soddisfarsi, il proponente non potrebbe comunque offrirne il pagamento in misura falcidiata, ostandovi all’attualità il disposto del vigente articolo 182-ter, comma 1, legge fall., che ne consente la sola dilazione, con una previsione che ha superato il vaglio di costituzionalità venendo a costituire “il limite massimo di espansione della procedura transattiva compatibile con il principio di indisponibilità del tributo” (Corte Cost. 23 giugno 2014, n. 225). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Luglio 2016.


Concordato preventivo - Falcidia dell’Iva - Effetti della decisione CGUE del 7 aprile 2016 - Falcidia delle ritenute - Ammissibilità
Con la sentenza CGUE del 7 aprile 2016 (causa C-546/14) è venuto meno l’argomento principale posto a fondamento della sentenza della Cassazione 25 giugno 2014, n. 14447, la quale aveva affermato l’intangibilità dell’Iva sul presupposto che la stessa costituisse un tributo di interesse comunitario vincolato, con la conseguenza che nel concordato preventivo il divieto di falcidia dell’Iva rimane confinato nell’ambito della transazione fiscale.

Lo stesso ragionamento deve valere per le “ritenute” menzionate nell’articolo 182-ter legge fall. le quali, tra l’altro, non hanno nemmeno quel rilievo di carattere europeo che aveva portato la cassazione ad escludere la falcidia dell’Iva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 13 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Imposta sul valore aggiunto - IVA - Falcidia - Ammissibilità - Presupposti
L’articolo 4, paragrafo 3, TUE nonché gli articoli 2, 250, paragrafo 1, e 273 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, non ostano a una normativa nazionale, come quella di cui al procedimento principale, interpretata nel senso che un imprenditore in stato di insolvenza può presentare a un giudice una domanda di apertura di una procedura di concordato preventivo, al fine di saldare i propri debiti mediante la liquidazione del suo patrimonio, con la quale proponga di pagare solo parzialmente un debito dell’imposta sul valore aggiunto attestando, sulla base dell’accertamento di un esperto indipendente, che tale debito non riceverebbe un trattamento migliore nel caso di proprio fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 07 Aprile 2016.


Concordato preventivo – Crediti per IVA e per ritenute d'acconto operate e non versate – Falcidia – Ammissibilità
Sulla base di quanto ha statuito la Corte di Giustizia dell'Unione Europea con la recentissima sentenza ECLI:EU:C:2016:206 del 7 aprile 2016 non è incompatibile con l'ordinamento italiano una falcidia dell'IVA in sede concordataria ed a maggior ragione, lo stesso ragionamento deve valere per le "ritenute" citate nell'art. 182-ter, non avendo esse neppure quel rilievo Europeo che aveva portato la Cassazione a escludere la falcidiabilità concordataria dell'IVA. Da ciò consegue che la non falcidiabilità di IVA e ritenute deve essere confinata nell'ambito della transazione fiscale, e dunque la legittimità della falcidia in assenza di transazione fiscale che è solo facoltativa. (Tiziana Merlini) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 13 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva e per ritenute - Ratio della disposizione - Evitare nelle procedure concorsuali di natura negoziale la falcidia di crediti oggetto di appropriazione
L'estensione del divieto di falcidia al credito erariale relativo alle ritenute, operata dal d.l. 78/2010, convertito con legge n. 30/2010, benché non possa ricondursi al principio di indisponibilità del tributo in quanto risorsa dell'Unione Europea, è giustificato da evidenti ragioni di carattere sistematico e dalla lettura stessa della norma, la quale equipara il trattamento delle due tipologie di credito ed impedisce di considerare falcidiabile il solo credito per ritenute in assenza di transazione fiscale. La stessa Relazione ministeriale che ha accompagnato il d.l. 78/2010 sottolinea che l’equiparazione delle ritenute all’imposta sul valore aggiunto “trova il suo fondamento nel fatto che anche le ritenute operate dal sostituto d’imposta a titolo di acconto sono poi utilizzate in detrazione dal sostituito, in diminuzione del proprio debito tributario” e prosegue osservando che “anche le ritenute d’acconto sono somme di terzi, che il sostituto trattiene allo scopo di riversarle allo Stato. Le analogie con l’imposta sul valore aggiunto rendono irragionevole una disparità di trattamento” ed invero consentono d’individuare nell’attuale disposizione una nuova unitaria ratio nell’obiettivo del legislatore di non consentire, nelle procedure concorsuali connotate da elementi di negozialità e quindi affidate all’iniziativa del debitore, la falcidia per crediti erariali connotati dall’intervenuta appropriazione da parte dello stesso di somme da questi raccolte per essere riversate all’Erario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 27 Novembre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva - Inammissibilità
La proposta concordataria che assegna al credito IVA e per ritenute un trattamento pari a quello previsto per i chirografari non può essere ritenuta ammissibile, in quanto si pone in netto contrasto con il disposto dell’art. 182 ter l. fall. quale norma inderogabile, che non permette la falcidia di tali crediti ma solo una dilazione del pagamento. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 08 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva - Inammissibilità - Natura sostanziale della norma
L’art. 182 ter l. fall., ove prevede che la proposta di concordato preventivo, quanto all’IVA, può configurare solo la dilazione del pagamento, ha natura sostanziale ed esclude la falcidia concordataria di detto credito speciale in qualsiasi forma di concordato, ancorchè proposto senza ricorrere all’istituto della transazione fiscale, attenendo allo statuto concorsuale del credito IVA. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 08 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia del credito per Iva e ritenute -  Inammissibilità
A seguito dell’intervento legislativo attuato con legge n. 122 del 30 luglio 2010, la medesima disciplina valevole per il credito IVA deve ritenersi estesa anche alle ritenute operate e non versate, rinvenendosi la ratio di tale assimilazione non già nella natura del tributo quanto nel meccanismo della titolarità del rapporto d’imposta, che fa capo a soggetti diversi, rispetto ai quali l’imprenditore è mero sostituto d’imposta. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 08 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia del credito per Iva e ritenute - Inammissibilità
L’intangibilità dei crediti per Iva e per ritenute alla fonte di cui all’articolo 182 ter L.F. sussiste anche per le procedure alle quali non sia applicabile il decreto-legge n. 185 del 2008, il quale ha modificato l’articolo 182 ter, comma 1 L.F., in quanto la disposizione, che esclude la falcidia concordataria sul capitale dell’Iva, ha natura eccezionale e attribuisce al credito un trattamento peculiare ed inderogabile, con la conseguenza che tale norma, di portata sostanziale, si applica ad ogni forma di concordato, ancorché proposto senza ricorrere all’istituto della transazione fiscale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 10 Giugno 2014.


Concordato preventivo - Controllo di legittimità in tutte le fasi del concordato - Contenuto - Sindacato sulla fattibilità giuridica - compatibilità con le norme inderogabili - Attitudine del piano a realizzare la causa concreta del concordato
Nel concordato preventivo, il controllo di legittimità da parte del giudice, che deve svolgersi in tutte le fasi del concordato, non è limitato alla completezza, alla congruità logica ed alla coerenza complessiva della relazione del professionista, ma si estende alla fattibilità giuridica della proposta, la cui valutazione implica un giudizio in ordine alla sua compatibilità con le norme inderogabili e con la causa in concreto dell'accordo, il quale ha come finalità il superamento della situazione di crisi dell'imprenditore, da un lato, e l'assicurazione di un soddisfacimento, sia pur ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori, da un altro.(Redazione IL CASO.it - riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 Aprile 2014, n. 9541.


Concordato preventivo - Obbligo dell'integrale pagamento dell'Iva - Esclusione - Natura eccezionale della norma di cui all'articolo 182 ter L.F. - Norma di carattere sostanziale - Esclusione.
La disposizione contenuta nell'articolo 182 ter L.F., la quale prescrive l'obbligo dell'integrale pagamento dell'Iva è una norma eccezionale ma non sostanziale ed il suo ambito di applicazione è limitato all'Istituto della transazione fiscale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 23 Dicembre 2013.


Nel concordato preventivo, il debito IVA deve essere sempre pagato per intero, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale, poiché la norma che lo stabilisce va considerata inderogabile e di ordine pubblico economico internazionale.
Costituisce diritto vivente il principio (espresso da ultimo da Cass. civ., 16 maggio 2012, n. 7667; ma nello stesso senso anche da Cass. civ, 4 novembre 2011, n. 22931) secondo cui "In tema di omologazione del concordato preventivo con transazione fiscale, secondo l'istituto di cui all'art. 182 ter L.F., anche per le procedure cui non sia applicabile "ratione temporis" l'art. 32 del d.l. 29 novembre 2008, n. 185 (convertito nella legge 28 gennaio 2009, n. 2), che ha modificato il primo comma dell'art. 182 ter l.f., prevedendo espressamente che la proposta, quanto all'IVA, può configurare solo la dilazione del pagamento, sussiste l’intangibilità del predetto debito d'imposta. Le entrate derivanti dall'applicazione di un'aliquota uniforme, valida per tutti gli Stati membri, agli imponibili relativi a detto tributo, costituiscono, infatti, risorse proprie iscritte nel bilancio dell'Unione europea, con la conseguenza che il relativo credito, il quale attiene comunque a tributi costituenti risorse proprie dell'Unione europea, non può essere oggetto di accordo per un pagamento parziale neppure ai sensi dell'art. 182 ter nella versione introdotta dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5." (Franco Benassi - Riproduzione riservata) Cassazione penale, 31 Ottobre 2013.


Credito Iva - Falcidia - Concordato privo di transazione fiscale - Ammissibilità.
Il trattamento dell'Iva e delle ritenute previdenziali contemplato nell’ambito della sola transazione fiscale trova giustificazione nello “scambio”, caratteristico dell'istituto in questione, tra erario (o enti previdenziali) e debitore proponente, laddove nell'ambito concordatario può, invece, ritenersi ammissibile la falcidia di detto credito al pari di tutti gli altri crediti muniti di privilegio generale, con l'unico limite sancito dall'articolo 160, comma 2, L.F., nel rispetto dell'ordine delle cause legittime di prelazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 22 Ottobre 2013.


Concordato preventivo - Falcidia dei crediti per Iva e ritenute - Inammissibilità - Deroga al sistema dell'ordine dei privilegi - Esclusione - Pagamento di Iva e ritenute quale pre-condizione all’ammissibilità del concordato.
La regola secondo la quale l’imprenditore che presenta un piano concordatario deve necessariamente prevedere l'integrale pagamento del credito erariale per Iva e ritenute operate e non versate, non pone alcuna deroga al sistema della graduazione ordinaria dell'ordine delle cause legittime di prelazione: la previsione del pagamento integrale obbligatorio non sottrae il credito erariale al regime della concorsualità, cioè all’ordine dei privilegi ed ai tempi dei pagamenti con i riparti ordinari, né introduce un'ipotesi di prededuzione (posto che manca una previsione normativa espressa che qualifichi il credito come tale), ma impone una sorta di precondizione all’ammissibilità del concordato, nel senso che occorre procedere all’attribuzione allo Stato delle risorse di sua esclusiva pertinenza per Iva e ritenute prima di poter accedere a qualsiasi ipotesi di accordo concorsuale con gli altri creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 02 Ottobre 2013.


Transazione fiscale - Interpretazione della norma che determina l'intangibilità del credito Iva - Portata sostanziale - Inderogabilità in ogni forma di concordato anche in assenza di transazione fiscale.
L'articolo 182 ter L.F., nella parte in cui prevede che la proposta relativa al credito Iva possa configurare solo la dilazione di pagamento, determina l'intangibilità di tale credito di imposta, in quanto la disposizione che ne esclude la falcidia concordataria ha natura eccezionale ed attribuisce al credito un trattamento peculiare ed inderogabile di portata sostanziale che si applica ad ogni forma di concordato, ancorché proposto senza ricorrere all'istituto della transazione fiscale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 13 Settembre 2013.


Concordato preventivo - Falcidia dei crediti Iva e per ritenute - Inammissibilità.
È inammissibile la proposta di concordato preventivo che prevede la falcidia del credito Iva e per ritenute in violazione dell'articolo 182 ter L.F., il quale esprime un principio di carattere generale e comunque applicabile ad ogni proposta concordataria con o senza transazione fiscale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 11 Giugno 2013.


Concordato preventivo – Obbligo di pagamento integrale del credito IVA e ritenute – Falcidia dei crediti IVA e ritenute – Indebita appropriazione da parte dell’imprenditore di risorse dell’erario – Art. 182 ter l. fall. – Art. 7 l. 27/01/2012 n. 3.
Il mancato pagamento dell’IVA o delle ritenute comporta un’indebita appropriazione da parte dell’imprenditore di risorse proprie dell’erario nel momento in cui le stesse, verificatosi il presupposto impositivo, avrebbero dovuto essere tempestivamente versate: in caso di domanda di concordato preventivo, ciò giustifica un trattamento differenziato del fisco rispetto agli altri creditori, in modo da metterlo a riparo dal rischio di insolvenza, non ritenendo meritevole di tutela l’imprenditore che, essendosi consapevolmente appropriato di somme che avrebbe dovuto versare come imposte erariali, intenda invece falcidiare detti crediti nella stessa misura in cui ciò sarebbe avvenuto secondo la disciplina di diritto comune. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 30 Maggio 2013.


Concordato preventivo – Obbligo di pagamento integrale del credito IVA e ritenute – Falcidia dei crediti IVA e ritenute – Inammissibilità della proposta concordataria – Art. 182 ter l. fall. – Art. 7 l. 27/01/2012 n. 3.
Può affermarsi l’esistenza nel nostro ordinamento del principio secondo cui chi intende presentare un piano concordatario deve necessariamente prevedere l’integrale pagamento dei debiti erariali per IVA e ritenute operate e non versate, costituendo tale integrale pagamento condizione di ammissibilità della proposta concordataria, restando invece indifferente se a ciò si provveda con i beni facenti parte del patrimonio del debitore o con finanza esterna. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 30 Maggio 2013.


Concordato preventivo – Concordato preventivo senza transazione fiscale – Pagamento integrale di iva e ritenute – Necessità – Esclusione.
La prescrizione del pagamento per intero di iva e ritenute previsto dall’art. 182 ter l.f. per il concordato preventivo con transazione fiscale non è applicabile al concordato preventivo senza transazione fiscale per ragioni letterali, sistematiche e costituzionali: da un lato, infatti, è regola non introdotta tra i requisiti generali del concordato preventivo ed eccezionale in quanto derogante alla regola cardine del rispetto dell’ordine dei privilegi e dall’altro lato la sua applicazione estensiva contrasterebbe con i principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza in quanto non prevista anche per il fallimento, per il concordato fallimentare e per le procedure esecutive individuali (eccezion fatta per quelle con ricorso all’istituto del sovra-indebitamento) ed in quanto renderebbe inammissibili tutti i concordati per i quali l’imprenditore non possiede moneta per il pagamento dei creditori privilegiati sino alla diciannovesima posizione dell’art. 2778 c.c.. (Francesca Goggiamani) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 29 Maggio 2013.


Concordato preventivo – Obbligo pagamento integrale iva anche al di fuori dell’ipotesi di transazione fiscale ex art. 182ter L.F. – Non sussistenza.
Se la volontà del legislatore fosse stata quella di creare un trattamento “superprivilegiato” per il credito iva, per le menzionate esigenze comunitarie, ben avrebbe potuto disporne una diversa collocazione nell’ordine dei privilegi; la collocazione della disposizione all’interno dell’art. 182 ter L.F. ne evidenzia la diretta attinenza con l’istituto della transazione fiscale. (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 07 Maggio 2013.


Concordato preventivo – Obbligo pagamento integrale iva anche al di fuori dell’ipotesi di transazione fiscale ex art. 182ter L.F. – Non sussistenza.
L’intento sottostante alla riforma del concordato preventivo (e della legge fallimentare in generale) è nel senso di facilitare l’uscita dalla crisi imprenditoriale attraverso il ricorso alle procedure di concordato preventivo e non renderla più ardua (come sarebbe certamente accedendo all’interpretazione accreditata dalla Suprema Corte). (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 07 Maggio 2013.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Interpretazione del combinato disposto degli articoli 160 e 182 ter L.F. - Pagamento integrale dell'Iva - Violazione del principio costituzionale del buon andamento della P.A. - Disparità di trattamento della P.A. rispetto agli altri creditori - Questione di costituzionalità - Non manifesta infondatezza.
Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 160 e 182 ter L.F., con riferimento all'articolo 97 della Costituzione, nella parte in cui, rendendo necessariamente inammissibile la proposta concordataria che non prevede il pagamento integrale dell'Iva, non consente alla Pubblica amministrazione di valutare in concreto la convenienza della proposta che prospetti un grado di soddisfazione del suo credito in misura pari al valore delle attività del proponente ed in misura superiore a quella derivante dalla liquidazione fallimentare, violando così il principio costituzionale del buon andamento della Pubblica amministrazione, il quale obbliga la stessa a seguire i criteri di economicità e di massimizzazione delle risorse, nonché in relazione all'articolo 3 della Costituzione, nella parte in cui non consente alla Pubblica amministrazione, contrariamente a quanto accade per tutti i creditori privilegiati, di accettare un pagamento inferiore al credito ma superiore a quello ricavabile dalla liquidazione del patrimonio del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 10 Aprile 2013.


Fallimento – Concordato preventivo – Debito per IVA – Obbligo di pagamento integrale – Sussistenza – Ordine pubblico economico internazionale – Transazione fiscale – Irrilevanza.
Il debito per IVA va sempre pagato per intero nel concordato preventivo, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale, atteso che la norma che lo prevede va considerata inderogabile e di ordine pubblico economico internazionale, come confermato dalla recentissima disciplina della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 27 Dicembre 2012.


Concordato preventivo - Integrale pagamento dell'Iva - Applicabilità della prescrizione alla sola transazione fiscale - Applicazione al concordato senza transazione fiscale - Esclusione.
Non è condivisibile l'opinione secondo la quale la regola della intangibilità dell'Iva, espressamente prevista per la proposta di concordato che si avvalga dell'istituto della transazione fiscale, sarebbe applicabile anche nel caso in cui la transazione fiscale non sia stata attivata. Detta interpretazione, se condivisa, porterebbe alla creazione di una norma sulla collocazione del credito destinata ad operare non solo nell'ambito del concordato preventivo ma anche nelle procedure esecutive individuali e comporterebbe, altresì, lo stravolgimento del fondamentale principio della inalterabilità dell'ordine delle cause di prelazione che regola e limita la libertà del proponente nel formulare la proposta di ristrutturazione dei debiti ed informazione delle classi di creditori. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 30 Giugno 2012.


Concordato preventivo - Pagamento integrale dell'Iva - Necessità.
La norma che prescrive l'integrale pagamento (anche se dilazionato) dell'Iva non è una norma processuale, legata allo specifico procedimento di transazione fiscale, ma una norma sostanziale relativa al trattamento dei crediti nell'ambito dell'esecuzione concorsuale, dettata da motivazioni che attengono alla peculiarità del credito e che prescindono dalle modalità con cui si svolge la procedura di crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Ottobre 2011.


Concordato preventivo – Transazione Fiscale –  Esclusione dell’effetto condizionante della transazione fiscale –  Possibilità di prevedere il pagamento non integrale di dei tributi. (27/07/2010)
Se è vero che non mancano tributi (in quanto costituenti risorse proprie dell‘Unione Europea: imposte doganali ed lva) per i quali è la legge stessa a stabilire espressamente la necessità di pagamento integrale, e per i quali è fatta salva unicamente la possibilità di proporre una transazione dilatoria (v. art.182 ter, come mod. dall’art. 32 V comma d.l. 185/08, conv.con I.2/09), altrettanto evidente è che tale argomento finisce con il provare ‘contro’ la tesi dell’effetto condizionante della transazione fiscale (intesa quale istituto ‘autonomo’ e non ‘subprocedimentale’). (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 23 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Trattamento dei crediti fiscali previdenziali e assistenziali previsto dall’art. 182 ter l.f. – Natura imperativa della disciplina – Sussistenza.
L’articolo 182 ter legge fallimentare fissa le regole imperative (costituenti altrettanti presupposti di ammissibilità della procedura) del trattamento dei crediti fiscali, previdenziali ed assistenziali negli accordi di ristrutturazione dei debiti e nei concordati, stabilendo le condizioni che possono essere offerte per detti crediti, la procedura di transazione da seguire per raggiungere il previo accordo su tale trattamento nonché la regola fondamentale e finale secondo la quale, all’esito della transazione fiscale (e contributiva), il creditore fa valere in concordato le proprie determinazioni tramite l’esercizio del voto, di modo che la transazione si pone come momento procedurale costitutivo della più ampia procedura di concordato. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Dicembre 2009, n. 0.


Concordato preventivo – Disciplina del credito Iva – Pagamento integrale – Natura eccezionale della norma – Obbligo di pagamento integrale dei creditori con privilegio poziore – Insussistenza – Eccezione di incostituzionalità – Manifesta infondatezza.
La regola contenuta nell’art. 182 ter legge fallimentare che impone il pagamento integrale del credito IVA ha natura eccezionale, per cui la sua applicazione non comporta necessariamente che la proposta di concordato preveda il pagamento integrale di tutti gli altri crediti assistiti da privilegio poziore. E’ quindi manifestamente infondata l’eccezione di incostituzionalità dell’art. 182 ter legge fallimentare concernente la disciplina del credito IVA, sollevata in relazione agli artt. 3 e 97 Costituzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Dicembre 2009, n. 0.