Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 186-bis ∙ (Concordato con continuità aziendale)


Affitto di azienda
Tutte le MassimeCassazione
La continuità
La continuità aziendale
Rischio connesso alla continuità aziendaleContinuità a tempoContinuità temporaneaConcordato con riservaDestinazione dell'utile ricavato dalla prosecuzione dell'attività

La proposta
Natura vincolante della proposta
Migliore soddisfazione dei creditoriRuolo e funzioni del commissario giudizialeConcordato misto, liquidatorio e con continuità aziendaleLiquidazione assistitaLiquidazione dei beni non funzionali all'attività di impresaFacoltà di non liquidare beni funzionali all'attività di impresaRegola del 20% dell'ammontare dei crediti chirografariPercentuale minima offerta ai crediti chirografariTransazione fiscaleControllo del tribunalePotere del tribunale di qualificare la domandaFattibilitàRagionevole durata del piano di concordatoRispetto dell'ordine delle cause legittime di prelazioneFinanza esternaTempistica di pagamento e violazione dell'ordine delle cause di prelazioneDilazione di pagamento dei creditoriCreditori privilegiati, votoCreditori prededotti, dilazione di pagamentoCreditori privilegiati, dilazione di pagamentoCreditori privilegiati, perdita conseguente alla dilazione di pagamentoRisoluzioneChiusura della procedura

Contratti pendenti e contratti pubblici
Continuità aziendale e appalti pubblici: coordinamento tra legge fallimentare e codice appalti
Contratti pubblici, attestazione del professionistaContratti in corso di esecuzioneInteresse pubblico alla esecuzionePartecipazione a procedura di affidamento lavori ex art. 186-bis, commi 4 e 5, l.f.

Attestazione
Attestazione del professionista
Attestazione condizionataValutazione di manifesta dannosità per i creditoriValorizzazione dell'azione di responsabilità

La liquidazione
Esecuzione del concordato e autorizzazioni
Liquidatore giudizialeModalità di liquidazioneNatura negoziale delle venditee cancellazione dei vincoliLiquidazione e rent to buy

Altro
Profili penali
Gruppo di impreseFinanziamenti prededucibiliPagamento di creditori strategiciSocietà in liquidazioneConcordato con assuntoreScissioneAffitto di aziendaCessione di aziendaRilascio del DURCTrasferimento di azienda e accordi sindacaliRegistro impreseCessione parziale dei beniCessazione dell'attivitàPagamenti ex art. 118, co. 3bis, d.lgvo 163/200Cancellazione delle formalità pregiudizievoli


Affitto di azienda

Concordato preventivo – Continuità aziendale – Affitto di azienda – Ammissibilità
Il concordato con continuità aziendale disciplinato dall'art. 186-bis L. Fall. è configurabile anche quando l'azienda sia già stata affittata o sia destinata ad esserlo, rivelandosi affatto indifferente la circostanza che, al momento dell'ammissione alla suddetta procedura concorsuale o del deposito della relativa domanda, l'azienda sia esercitata dal debitore o, come nell'ipotesi dell'affitto della stessa, da un terzo, in quanto il contratto d'affitto - recante, o meno, l'obbligo dell'affittuario di procedere, poi, all'acquisto dell'azienda (rispettivamente, affitto cd. ponte oppure cd. puro) - può costituire uno strumento per giungere alla cessione o al conferimento dell'azienda senza il rischio della perdita dei suoi valori intrinseci, primo tra tutti l'avviamento, che un suo arresto, anche momentaneo, rischierebbe di produrre in modo irreversibile. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Novembre 2018, n. 29742.


Concordato preventivo – Continuità aziendale – Liquidazione di tutti i cespiti mobiliari e immobiliari che non risultino strettamente necessari e funzionali all'esercizio dell'impresa

Continuità indiretta – Cessione dell’azienda sia preceduta dall'affitto c.d. ponte

Nel concordato con continuità aziendale di cui all'art. 186-bis l. fall., la prosecuzione dell'attività caratteristica può tollerare anche la liquidazione di tutti i cespiti mobiliari e immobiliari che non risultino strettamente necessari e funzionali all'esercizio dell'impresa, essendo evidente ratio della norma “quella di favorire, per quanto possibile, soluzioni concordatarie non esclusivamente liquidatorie e che non abbiano quale risultato unico quello della progressiva “desertificazione” del tessuto produttivo, imprenditoriale ed occupazionale del paese”.

Il concordato con continuità aziendale non è escluso dal fatto che si tratti di una c.d. continuità indiretta continuità indiretta né dal fatto che la cessione dell’azienda sia preceduta dall'affitto c.d. ponte in quanto spetta al tribunale verificare che la conservazione della realtà aziendale operativa non sia del tutto marginale ovvero meramente di facciata.

Si è pertanto indubbiamente in presenza di un concordato in continuità, ovverosia di un concordato che oggettivamente consente la prosecuzione dell'attività d'impresa attraverso il conferimento dell'azienda in esercizio alla newco, qualora la prosecuzione, anche alla stregua degli elementi di valutazione forniti dai commissari giudiziali, non risulti affatto di mera facciata o artificiosamente creata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 06 Luglio 2018.


Concordato preventivo – Continuità aziendale ex art. 186 bis l. fall. – Affitto d’azienda – Criterio della continuità oggettiva o indiretta – Accoglimento di detto criterio nelle recenti norme di diritto positivo – Sussistenza
In tema di continuità aziendale e affitto d’azienda, va altresì affermato l’esplicito accoglimento della tesi della continuità oggettiva o indiretta stante l’esplicita valutazione positiva della compatibilità fra disciplina della continuità ed affitto d’azienda sancita dal legislatore all’art. 6 lett. i) n. 3) della L. 19 ottobre 2017, n. 155, recante delega al governo per la riforma della disciplina della crisi di impresa e dell’insolvenza. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 15 Gennaio 2018.


Concordato preventivo – Modifiche apportate dalla legge di conversione del D.L. 83/2015 – Favore nei confronti del concordato con continuità aziendale – Intento di conservare il valore azienda in quanto tale – Continuità indiretta
Le disposizioni dettate dagli artt. 160, comma 4°, e 163, comma 5° – entrambe, come noto, introdotte in sede di conversione del d.l. 27 giugno 2015, n. 83 – disvelano un atteggiamento di particolare favore nei confronti del concordato con continuità aziendale, e di disfavore invece per quello liquidatorio, in qualche modo anticipando le linee di politica legislativa alla base del disegno di legge governativo di delega al Governo per la riforma delle procedure concorsuali. Si tratta di atteggiamento che non si presta ad essere spiegato in forza di caratteristiche intrinseche del concordato in continuità, ed anzi, al contrario, esso presenta notoriamente un grado di aleatorietà ed un rischio maggiore del concordato liquidatorio, per il carattere tipicamente prognostico delle valutazioni poste a fondamento dell’elaborazione di un business plan, ed il pericolo che le risorse a disposizione dei creditori concorsuali siano erose dalle obbligazioni contratte nell’esercizio dell’impresa; la ragione giustificatrice può dunque rinvenirsi soltanto nell’intento di preservare la continuità aziendale, di conservare il valore azienda in quanto tale, cosa che porta a ricomprendere nell’ambito di applicazione dell’art. 186-bis (e sottrarre così all’obbligo di rispetto della soglia del 20%), anche le ipotesi di continuità indiretta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 06 Luglio 2017.


Concordato preventivo – Continuità aziendale – Natura – Affitto di azienda – Prosecuzione dell'attività e assunzione del rischio – Necessità
Un concordato preventivo non può qualificarsi in continuità aziendale ai sensi dell'art. 186-bis legge fall. per il fatto che sia in corso un contratto di affitto di azienda; la fattispecie del concordato con continuità aziendale può, infatti, ravvisarsi solo se esso preveda la prosecuzione dell'attività di impresa e quindi l'assunzione del relativo rischio ed è caratterizzato dalla modalità di adempimento dell'obbligazione di pagamento che presuppone la prosecuzione dell'attività in capo al debitore.

E ciò anche considerando, oltre al dato testuale della mancata previsione dell'affitto di azienda nella norma citata, anche la ratio derivante dal fatto che in tanto si può parlare di continuità in quanto permanga il rischio di impresa, che non sussiste invece nel caso di affitto di azienda in cui si tratti della riscossione del canone stabilito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 05 Aprile 2017.


Continuità aziendale – Affitto di azienda finalizzato alla cessione – Principi contenuti nel disegno di legge Rordorf
La previsione contenuta nel c.d. disegno di legge Rordorf (c. 3671-bis-A) che, all’art. 2 punto g) esprime un netto favor per le proposte di concordato preventivo che assicurino “la continuità aziendale anche tramite diverso imprenditore, riservando la liquidazione giudiziale ai casi nei quali non sia proposta un’idonea alternativa”, induce a superare quell’interpretazione che, nel sistema attualmente vigente, reputa incompatibile l’affitto di azienda finalizzato alla cessione con la continuità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 09 Febbraio 2017.


Concordato preventivo – Affitto di ramo d’azienda – Affitto stipulato in data anteriore alla presentazione della domanda di concordato – Continuità aziendale – Sussistenza
Rientra nell’ambito della continuità aziendale, con conseguente applicabilità della disciplina di cui all’art. 186-bis legge fall., anche il caso in cui il ramo d’azienda sia stato affittato prima della presentazione della domanda di concordato. (Marco Trapanese) (riproduzione riservata) Tribunale Macerata, 12 Gennaio 2017.


Concordato preventivo – Continuità aziendale – Gestione temporanea da parte di un terzo mediante contratto di affitto – Rientro dell’azienda risanata nella piena disponibilità del debitore
E’ qualificabile come concordato con continuità aziendale quello che preveda la gestione temporanea dell’azienda in esercizio da parte di un terzo, con la previsione di rientro dell’azienda una volta risanata nella piena disponibilità del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 01 Dicembre 2016.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Affitto del ramo di azienda - Atto di ordinaria amministrazione - Fattispecie
L'affitto del ramo di azienda rientra tra gli atti di ordinaria amministrazione a meno che, a causa della sua durata non comprometta l'interesse dei creditori ovvero sia idoneo ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore pregiudicandone la consistenza e compromettendone la capacità a soddisfare le ragioni dei creditori in quanto ne determina la riduzione ovvero lo grava di vincoli e pesi cui non corrisponde l'acquisizione di utilità reali su di essi prevalenti. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto compatibile con il piano concordatario l'affitto del ramo d'azienda finalizzato alla conservazione di valori immateriali quali le certificazioni SOA). (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Affitto di azienda - Affitto stipulato in data anteriore alla presentazione della domanda di concordato - Continuità aziendale - Sussistenza
Rientra nell'ambito della continuità aziendale e comporta, pertanto, l'applicazione della disciplina di cui all'articolo 186-bis legge fall. anche il caso in cui l'azienda sia stata affittata prima della presentazione della domanda di concordato e ciò in quanto l'esplicita previsione normativa della continuità indiretta induce a ritenere che il legislatore abbia dato rilevanza alla continuità in senso oggettivo, la quale non può considerarsi esclusa dal fatto che l'azienda sia stata affittata ad altro imprenditore prima della domanda di concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 05 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Affitto di azienda - Concordato con continuità aziendale - Compatibilità - Esclusione
L’affitto di azienda anteriore o interinale alla fase endoconcordataria è incompatibile con il concordato preventivo con continuità aziendale in virtù di una interpretazione non solo testuale, ma anche teleologica e sistematica dell’art. 186-bis L.F. (Nel caso di specie, la proposta di concordato si incentrava essenzialmente sulla stipula di due contratti di affitto di rami di azienda finalizzati alla successiva cessione in favore dei rispettivi affittuari). (Giuseppe D'Elia) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 29 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Caratteristiche - Applicazione alle ipotesi di affitto d'azienda e successiva cessione - Esclusione
Il concordato con continuità aziendale implica una sopportazione del rischio di impresa da parte dei creditori concorsuali, la quale può giustificarsi e sussistere solo nell'ipotesi in cui l'impresa sia gestita dall'imprenditore e la gestione continui a presentare dei parametri di aleatorietà per i creditori concordatari. Deve, pertanto, essere esclusa l'applicazione della disciplina del concordato con continuità aziendale qualora il piano preveda l'affitto dell'azienda quale strumento di transito verso il successivo trasferimento a terzi della stessa. (Nel caso di specie, il Tribunale, in applicazione della disciplina introdotta dal decreto legge 83 del 2015, ha ritenuto necessario che fosse assicurato ai creditori chirografari il soddisfacimento di almeno il 20% dei loro crediti). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 01 Febbraio 2016.


Continuità aziendale - Caratteristiche natura - Prosecuzione oggettiva dell'attività - Affitto dell'azienda finalizzato al successivo trasferimento
Il segno distintivo del concordato con continuità aziendale va individuato nella oggettiva, e non soggettiva, continuazione del complesso produttivo, sia direttamente da parte dell'imprenditore, che indirettamente da parte di un terzo (affittuario, cessionario, conferitario), come del resto evidenziato dalla stessa formulazione della norma di cui all'art. 186-bis, comma 1, legge fall., la quale distingue tra prosecuzione dell'attività di impresa da parte del debitore e la cessione dell'azienda in esercizio ovvero il conferimento della stessa in esercizio in una o più società, così che la previsione dell'affitto come elemento del piano concordatario, ove sia finalizzato al successivo trasferimento dell'azienda, deve essere ricondotta nell'ambito dell'art. 186-bis legge fall. con conseguente applicazione della relativa specifica disciplina (cfr. Trib. Roma 24 marzo 2015 e 29 gennaio 2014; Trib. Reggio Emilia 21 ottobre 14; Trib. Rovereto 13 ottobre 14); in altri termini, il presupposto per la continuità è costituito da una "continuità aziendale" di tipo oggettivo più che soggettivo, in quanto ciò che in definitiva rileva è che l'azienda sia in esercizio, non importa se ad opera dello stesso imprenditore o di un terzo, tanto al momento dell'ammissione che all'atto del successivo trasferimento poiché non appare concretamente contestabile che il rischio di impresa continui comunque a gravare, seppure indirettamente, sul debitore in concordato e che l'andamento dell'attività incida quindi sulla fattibilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 18 Gennaio 2016.


Concordato preventivo – Affitto d’azienda anteriore al deposito della domanda di concordato – Carattere liquidatorio del concordato – Sussistenza
La stipula di un contratto di affitto d’azienda da parte della società concordataria anteriormente al deposito della domanda di concordato che preveda una scadenza ben precisa ed una clausola in forza della quale gli organi della procedura possono in ogni momento provocarne lo scioglimento, non snatura il carattere liquidatorio del concordato, essendo funzionale ad impedire la perdita dell’avviamento aziendale e a renderne, quindi, più agevole, la vendita (v. Tribunale di Ravenna, sez. fallimentare, 29 ottobre 2013). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 01 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Continuità indiretta - Continuità aziendale - Sussistenza - Elemento rilevante costituito dalla continuazione della vita dell'azienda
A seguito dell'introduzione dell'articolo 186 bis L.F., anche il concordato cd. con continuità indiretta è ascrivibile alla categoria del concordato con continuità aziendale, dovendosi avere riguardo alla continuazione della vita dell'azienda sia che avvenga in capo all'originario imprenditore sia che avvenga in capo a terzi affittuari o acquirenti. Da ciò consegue che le operazioni straordinarie (cessione, affitto, conferimento aziendale), seppure volte ad un mutamento della originaria compagine aziendale, non possono dirsi prive del requisito della continuità sotto forma di risanamento traslativo indiretto, che pure è ricompreso nel concetto della continuità aziendale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24 Marzo 2015.


Concordato con continuità indiretta - Affitto e successiva cessione dell'azienda - Fattibilità del piano - Contenuto della prestazione - Idoneità dell'affittuario - Elementi di valutazione - Piano industriale e durata
Nel concordato con continuità indiretta perseguito mediante l'affitto e successivamente la cessione dell'azienda, ove la fattibilità del piano dipende dai flussi derivanti dal pagamento dei canoni e del prezzo di acquisto dell'azienda, il contenuto dell'attestazione dovrà incentrarsi sull'idoneità dell'affittuario e promissario acquirente a fare fronte ai propri impegni grazie non solo il patrimonio di cui dispone o alle garanzie su cui è in grado di fare affidamento, ma anche sulla realizzazione di un adeguato piano industriale, il cui orizzonte temporale dovrà essere perlomeno coincidente con la data in cui avrà luogo il trasferimento a terzi dell'azienda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24 Marzo 2015.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Affitto di azienda - Continuità diretta ed indiretta - Applicazione della disciplina sulla continuità aziendale anche nell'ipotesi di continuità indiretta
La nozione di continuità aziendale, così come definita espressamente dall’art. 186 bis L.F., ricomprende sia la fattispecie della cd. continuità diretta dell'attività in capo all’imprenditore, sia quella della continuità indiretta attuata mediante cessione o conferimento a terzi dell’azienda in esercizio. Pertanto, l’affitto stipulato prima della presentazione della domanda di concordato, come quello da stipularsi in corso di procedura concordataria non è, ove vi sia la previsione di successiva cessione dell’azienda in esercizio, di ostacolo all’applicabilità della disciplina tipica del concordato in continuità, essendo l’affitto un mero strumento giuridico ed economico finalizzato proprio ad evitare una perdita di funzionalità ed efficienza dell’intero complesso aziendale in vista di un suo successivo passaggio a terzi. L’affitto d’azienda che persegua la finalità di mantenere in vita, di continuare, appunto, l’attività d’impresa, non è altro che uno “strumento ponte” per giungere alla cessione o al conferimento della stessa senza il rischio della perdita dei valori intrinseci - primo fra tutti l’avviamento - che un suo arresto, anche solo momentaneo, produrrebbe in modo irreversibile. L'affitto d’azienda rappresenta, quindi, uno strumento compatibile, essenziale e funzionale al raggiungimento degli obiettivi sottesi, da un lato della conservazione dell’impresa, e dall’altro al miglior soddisfacimento del ceto creditorio.
Lo spartiacque fra il concordato liquidatorio e quello in continuità deve, pertanto, essere individuato nell'oggettiva, e non soggettiva, continuazione del complesso produttivo, sia direttamente da parte dell’imprenditore, che indirettamente da parte di un terzo (affittuario, cessionario, conferitario), con conseguente applicazione della specifica disciplina, in termini di benefici e oneri. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 10 Marzo 2015.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Disciplina dei contratti pendenti - Ratio - Riorganizzazione dell'attività di impresa - Fattispecie in tema di concordato con riserva
Rientra nelle motivazioni che hanno ispirato l'introduzione dell'articolo 169-bis L.F. quella di favorire l'imprenditore che intende procedere alla riorganizzazione dell'attività d'impresa mediante un concordato con continuità aziendale. (Nel caso di specie, il Tribunale, nella fase di concordato con riserva, a fronte di adeguata disclosure, autorizzato la sospensione di contratti di affitto di azienda). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale, 04 Novembre 2014.


Concordato preventivo – Giudizio di omologazione – Continuità aziendale senza cessione dell’azienda locata – Inammissibilità
Ai sensi dell’art. 186-bis L.F., la proposta concordataria e il relativo piano possono dirsi in continuità quando la proponente preveda esplicitamente l'obbligo di acquisto dell'azienda in capo all'affittante. Qualora, infatti, venga previsto un affitto d'azienda fine a se stesso, (ossia senza previsione di cessione e/o acquisto in favore dell'affittante, la cui durata sia superiore alla proposta concordataria, con canone d'affitto in misura fissa e del tutto disancorato dal flusso economico dell'impresa affittante) ciò determina una incolmabile lacuna informativa a detrimento del ceto creditorio che pregiudica la stessa fattibilità giuridica della proposta. Tale pregiudizio si acuisce in assenza di previsione di adeguate garanzie e cautele per il caso di retrocessione dell’azienda. (Antonio d’Onofrio) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 22 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Affitto di azienda a Continuità aziendale - Esclusione
Nell'ambito del concordato con continuità aziendale di cui all'articolo 186 bis L.F., la esplicita previsione del requisito della "cessione di azienda in esercizio" consente di escludere  che il concordato con continuità possa essere attuato tramite la distinta ipotesi dell'affitto di azienda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Affitto di azienda - Continuità aziendale -  Esclusione - Esercizio dell’impresa come elemento di acquisizione del fabbisogno concordatario - Necessità
Sono da escludere dal novero della continuità aziendale tutte le fattispecie concordatarie caratterizzate dalla presenza di un contratto di affitto d’azienda. In particolare, non rientrano nella nozione di concordato con continuità aziendale le ipotesi in cui tale contratto, sia pure corredato da un impegno irrevocabile di acquisto da parte dell’affittuario, sia stato stipulato prima del deposito della domanda ex art. 161 L.F. o comunque prima dell’omologazione, atteso che il piano così strutturato non potrà contemplare l’esercizio dell’impresa come elemento di acquisizione del fabbisogno per il soddisfacimento dei creditori e posto che la cessione dell’azienda avverrà quando questa non sarà più in esercizio da parte del debitore. Il concordato può, infatti, essere ricondotto all’istituto di cui all’art. 186bis L.F. in tutte le ipotesi in cui il debitore prosegue nell’esercizio dell’impresa dopo l’omologazione: in via temporanea perché in vista di una cessione (anche eventualmente preceduta dall’affitto purché lo stesso intervenga dopo un periodo di gestione da parte del debitore) o in via definitiva perché in prosecuzione diretta in vista di un risanamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 01 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Affitto di azienda - Affitto preordinato alla conservazione dei valori aziendali
La nozione di continuità aziendale deve essere letta in senso oggettivo così che l’applicazione dell’articolo 186 bis L.F. non può essere esclusa laddove l’affitto di azienda non sia esclusivamente preordinato ad una conservazione dei valori aziendali in vista della successiva liquidazione ma sia finalizzato al mantenimento in esercizio dell’attività imprenditoriale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 13 Agosto 2014.


Concordato preventivo - Affitto di azienda anteriore al deposito della domanda di concordato - Affitto funzionale al trasferimento dell’azienda con mantenimento in esercizio - Continuità aziendale - Sussistenza
L’affitto di azienda, anche se anteriore al deposito della domanda di concordato, in quanto funzionale al trasferimento dell’impresa con mantenimento in esercizio della stessa, rappresenta una modalità di esercizio dell’attività imprenditoriale non diversamente dall’alternativa (esplicitamente prevista dall’articolo 186 bis L.F.) della cessione dell’azienda in esercizio, sicché in presenza delle condizioni descritte nulla osta all’applicazione dell’articolo in questione anche in presenza di affitto di ramo di azienda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 13 Agosto 2014.


Concordato con continuità aziendale - Affitto di azienda - Affitto stipulato in data anteriore al ricorso - Ammissibilità
La stipula del contratto di affitto di azienda in data anteriore alla presentazione del ricorso per concordato preventivo non pone problemi di compatibilità con la continuità aziendale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 31 Luglio 2014.


Concordato con continuità aziendale - Affitto di azienda - Responsabilità solidale ex articolo 2112 c.c. - Retrocessione dell’azienda
L’attestazione di funzionalità al migliore soddisfacimento dei creditori deve tener conto di possibili responsabilità debitorie solidali dell’impresa in concordato per i rapporti di lavoro ai sensi dell’articolo 2112 c.c. e per l’ipotesi di retrocessione dell’azienda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 31 Luglio 2014.


Concordato con continuità aziendale - Affitto di azienda - Relazione del professionista in ordine all’andamento dell’impresa affittata
Nel concordato con continuità aziendale che preveda l’affitto dell’azienda, il professionista attestatore deve prendere posizione anche in ordine all’andamento dell’impresa affittata dalla sua incidenza sulla soddisfazione dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 31 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Atti di straordinaria amministrazione - Definizione - Atti idonei ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore ai quali non corrisponde l’acquisizione di utilità prevalenti
Ai fini dell’autorizzazione di cui all’articolo 161, comma 7, sono da considerarsi atti di straordinaria amministrazione quelli idonei ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore pregiudicandone la consistenza e compromettendone la capacità a soddisfare le ragioni dei creditori in quanto ne determinano la riduzione ovvero lo aggravano di vincoli e di pesi cui non corrisponde l’acquisizione di utilità reali prevalenti su questi ultimi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Crotone, 17 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Affitto di azienda - Atto di straordinaria amministrazione
L’affitto di azienda non rientra nella comune gestione dell’impresa e può, quindi, senza dubbio definirsi come atto di straordinaria amministrazione che, in quanto tale, deve essere autorizzato dal tribunale ai sensi dell’articolo 161, comma 7, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Crotone, 17 Luglio 2014.


Concordato con continuità aziendale - Affitto di azienda in esercizio precedente alla domanda di concordato - Prosecuzione dell'attività per mezzo dell’affittuario dell'azienda, senza obbligo di acquisto - Fattispecie di cui all'articolo 186 bis L.F. - Insussistenza.
Ove l’imprenditore abbia concesso in affitto la propria azienda in epoca precedente alla presentazione della proposta concordataria – avanzata ai sensi dell’art. 186 bis L.F. – e in quest’ultima si preveda la prosecuzione dell’attività per mezzo dell’affittuario della stessa azienda, senza che sia contestualmente previsto un obbligo di acquisto a suo carico entro un dato termine, non può trovare applicazione la speciale disciplina dettata dall’art. 186 bis L.F., non potendo qualificarsi la fattispecie come concordato con continuità aziendale. (Salvatore Saija) (Riproduzione riservata) Tribunale Patti, 12 Novembre 2013.


Concordato con continuità aziendale - Affitto finalizzato al trasferimento dell'azienda e non alla mera liquidazione - Requisiti di cui all'art. 186 bis L.F. - Sussistenza.
Nel concordato preventivo la previsione dell’affitto come elemento del piano concordatario, purché finalizzato al trasferimento dell’azienda e non destinato alla mera conservazione del valore dei beni aziendali al fine di una loro più fruttuosa liquidazione, deve ritenersi riconducibile all’ambito disciplinato dall’art. 186-bis l.fall.. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 29 Ottobre 2013.


Concordato con continuità aziendale - Affitto di azienda in esercizio antecedente alla domanda di concordato - Prosecuzione dell'attività per mezzo della cessione dell'azienda - Fattispecie di cui all'articolo 186 bis L.F. - Sussistenza.
Può rientrare nella previsione dell’art. 186 bis L.F. l’ipotesi in cui prima della presentazione della domanda di concordato la proponente abbia affittato l’azienda in esercizio, contemplando nel piano la prosecuzione dell’attività per mezzo della cessione dell’azienda. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Settembre 2013.


Concordato con continuità aziendale – Affitto di azienda – Previsione della successiva cessione dell’azienda all’affittuario – Necessità.
Il contratto di affitto di azienda è compatibile con lo strumento del concordato con continuità aziendale quando è propedeutico alla successiva cessione dell'azienda funzionante all'affittuario, cessione che deve, pertanto, essere prevista come obbligatoria nella proposta di concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 11 Giugno 2013.


Concordato con continuità aziendale - Analitica indicazione dei costi e ricavi attesi - Contenuto della relazione del professionista - Tutela del ceto creditorio dai rischi dei flussi e dei costi in prededuzione - Osservanza delle prescrizioni anche in ipotesi di affitto dell'azienda a terzi.
Le prescrizioni contenute nell'articolo 186 bis L.F. in ordine alla analitiche indicazioni di costi e dei ricavi attesi dalla prosecuzione dell'attività di impresa ed alla relazione del professionista di cui all'articolo 161, terzo comma, sono disposizioni di tutela del ceto creditorio dai rischi connessi all'alea dei flussi economici e dall'incremento delle passività in prededuzione e, come tali, devono essere osservate anche nell'ipotesi in cui la continuità aziendale sia ottenuta mediante affitto dell'azienda in esercizio a terzi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 02 Aprile 2013.


Concordato preventivo con continuità aziendale - Affitto di azienda o di ramo d'azienda - Ammissibilità.
L'articolo 186 bis L.F., il quale disciplina il concordato con continuità aziendale, nel prevedere la prosecuzione dell'attività di impresa da parte del debitore, non distingue tra attività esercitata direttamente ed attività esercitata indirettamente dal debitore imprenditore, con la conseguenza che quella di affitto di azienda deve necessariamente ritenersi compresa nell'esercizio dell'attività di impresa e che l'affitto di azienda può rientrare in una delle ipotesi di continuità espressamente previste dal citato articolo 186 bis. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 27 Febbraio 2013.


Concordato preventivo - Affitto di azienda o di ramo d'azienda - Contratto in corso di esecuzione - Applicazione dell'articolo 169 bis L.F.
Poiché la stipula del contratto di affitto di azienda non esclude la continuazione dell'attività di impresa in capo al suo titolare, qualora venga proposta domanda di concordato preventivo, il contratto in questione deve essere considerato un contratto in corso di esecuzione disciplinato dall'articolo 169 bis L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 27 Febbraio 2013.


Concordato con continuità aziendale - Affitto di azienda - Esclusione.
Nell'ambito del concordato con continuità aziendale di cui all'articolo 186 bis L.F., la esplicita previsione del requisito della "cessione di azienda in esercizio" consente di escludere che il concordato con continuità possa essere attuato tramite la distinta ipotesi dell'affitto di azienda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 28 Gennaio 2013.