Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 73 ∙ (Vendita con riserva di proprietà)


Rischi relativi del bene acquistato
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Ambito di applicazioneApplicazione al contratto preliminare di compravendita concluso prima del fallimentoSubentro nel contratto pendenteScioglimento del contrattoRestituzione della cosaRisoluzione del contratto per inadempimento del compratoreRisoluzione del contratto per inadempimento precedente al fallimentoProsecuzione azione di risoluzione già intrapresaClausola risolutiva espressaRischi relativi del bene acquistato


Rischi relativi del bene acquistato

Fallimento - Effetti sui rapporti preesistenti - Vendita non eseguita - Contratto preliminare di compravendita - Fallimento del venditore - Applicabilità dell'art. 73, secondo comma, legge fall. - Esclusione - Fondamento - Natura obbligatoria del contratto - Distinzione dalla vendita a rate con riserva di proprietà - Trasferimento immediato del possesso del bene e pagamento integrale del prezzo - Rilevanza - Esclusione
La peculiare disciplina dettata dall'art. 73, secondo comma, della legge fall., che assicura al compratore una tutela più ampia rispetto a quella accordata al promittente acquirente dall'art. 72, quarto comma, trova giustificazione nel fatto che nella vendita a rate con riserva di proprietà l'effetto traslativo, pur rinviato nel tempo e subordinato all'integrale pagamento del prezzo, è già vincolante tra le parti, al punto che con la conclusione del contratto il venditore è obbligato alla consegna del bene al compratore, il quale dal momento della consegna assume su di sé i rischi relativi al bene acquistato; essa non può quindi trovare applicazione al contratto preliminare di compravendita concluso in epoca anteriore alla dichiarazione di fallimento, il quale rimane assoggettato alla disciplina dettata dall'art. 72, quarto comma, della legge fall. anche nell'ipotesi in cui siano stati pattuiti l'immediato trasferimento del possesso e l'integrale pagamento del prezzo, in quanto tali clausole, aventi carattere accessorio e non incompatibili con la natura obbligatoria del contratto, non determinano effetti traslativi, essendo all'uopo necessaria la prestazione di un ulteriore consenso ad opera delle parti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2005, n. 28480.