Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 99 ∙ (Procedimento)


Regolamento delle spese di lite
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Natura del giudizio di opposizione
Natura unitaria del procedimento di accertamento del passivoImpugnazione dele decreto di esecutività dello stato passivo delle domande tardiveImpugnazione incidentale, tempestiva o tardivaImprocedibilità ed inammissibilitàPossibilità di far valere un proprio diritto nella opposizione proposta da altro soggettoAutorizzazione del curatore a stare in giudizioImpugnazione da parte di creditore tardivo di credito ammesso a favore di un terzoOpposizione e soci illimitatamente responsabiliImpugnazione e principio apparenzaDurata del giudizio e domanda tardiva di creditoRegime transitorioRegime anterioreLiquidazione coatta amministrativa

Procedimento
Applicazione analogica delle norme del processo civile ordinario
Domanda tardiva e termine per l'opposizioneTerminiIncompatibilità del giudice delegatoDifesa tecnica del curatoreCostituzione in giudizioLegittimazione ad impugnare l'altrui ammissione al passivoMancata comparizione della parteLitisconsorzio necessarioChiamata in causa di terziSospensione del processoChiusura del fallimento pendente il giudizio di opposizioneRevoca del fallimento in pendenza del giudizio di opposizioneGiurisdizione tributariaRegistrazione della sentenzaRigetto dell'opposizione allo stato passivo e raddoppio del contributo unificatoNatura del termine per l'adozione del relativo provvedimento da parte del collegioRicorso per cassazioneDomande tardive ante riforma e termini di impugnazione

Istruzione probatoria
Principio dispositivo
Oneri probatoriNuovi mezzi di provaFacoltà di produrre documentiOrdine di esibizione documentiProduzione del provvedimento impugnatoTestimonianzaData certaConfessione del curatoreDisconoscimento di scrittura privataGiuramentoNon contestazione

Oggetto del giudizio
Accertamento dello stato di insolvenza
Domande nuoveDomanda riconvenzionaleEccezione riconvenzionale e domanda svolta in sede ordinariaFacoltà di sollevare eccezioniOsservazioni al progetto di stato passivoEccezione di revocatoriaEccezione di prescrizione presuntivaCorrispondenza tra il chiesto e pronunciatoRegolamento delle spese di liteSoccombenza e pagamento doppio contributo unificato


Regolamento delle spese di lite

Fallimento - Dichiarazione tardiva di credito - Regolamento delle spese - Opposizione allo stato passivo
L'art. 101 l.fall. (nel testo "ratione temporis" vigente prima delle modifiche del D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5), nel disporre che, nel caso di dichiarazione tardiva di credito, il creditore sopporta le spese conseguenti al ritardo della domanda, salvo che il ritardo sia dipeso da causa a lui non imputabile, si ispira all'esigenza di tenere indenne l'amministrazione del fallimento da spese dovute a colpa del creditore che si insinui tardivamente: questa esigenza sussiste esclusivamente per quelle spese all'insinuazione tardiva che non siano richieste all'insinuazione tempestiva, perchè soltanto tali spese possono ritenersi causate dal ritardo e quindi giustificano una responsabilità del creditore; essa non ricorre, invece, per le spese del procedimento contenzioso che sia eventualmente promosso con l'opposizione dall'insinuazione tardiva, trovando applicazione in tal caso, per la soccombenza della curatela, la regola ordinaria di cui all'art. 91 c.p.c., per la quale le spese del giudizio debbono far carico alla parte che ad esso ha dato ingiustamente causa.

Con la modifica della L. Fall., art. 101, è venuta meno ogni possibilità di ritenere che la regolamentazione delle spese nel giudizio di opposizione allo stato passivo resti sottratta all'applicazione del principio generale di cui all'art. 91 c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Febbraio 2018, n. 3956.


Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Compensazione parziale o per intero delle spese in assenza di reciproca soccombenza - Esplicita indicazione di gravi ed eccezionali ragioni - Necessità - Procedimento di opposizione allo stato passivo - Applicabilità
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, non diversamente che nel giudizio ordinario di cognizione, la compensazione delle spese processuali, in assenza di una reciproca soccombenza tra le parti, è consentita solo in presenza di gravi ed eccezionali ragioni che il giudice è tenuto ad indicare esplicitamente nella motivazione del decreto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 21 Febbraio 2017, n. 4521.


Procedimento civile - Compensazione delle spese in mancanza di soccombenza reciproca o di gravi ed eccezionali ragioni
Deve essere riformata e può essere decisa nel merito la sentenza che abbia errato nel compensare le spese processuali in mancanza di soccombenza reciproca o di "gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione". (Nel caso di specie, la Suprema Corte ha riformato la decisione del tribunale che, in sede di opposizione allo stato passivo, ha accolto la domanda dell'opponente e compensato le spese di lite). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 27 Aprile 2016.


Opposizione allo stato passivo - Ammissione in base a documentazione prodotta in sede di opposizione - Compensazione delle spese.
Quando l'opponente venga ammesso al passivo solo sulla base della documentazione prodotta in sede di opposizione, le spese del giudizio non possono gravare sulla curatela, ma devono quantomeno essere compensate, dovendo essere valutata la condotta dell'opponente e la sua eventuale responsabilità nel aver dato causa al giudizio in questione. (Anna Serafini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 07 Dicembre 2012.


Accertamento del passivo - Opposizione - Facoltà della parte di produrre documenti non prodotti nelle fasi precedenti - Sussistenza - Regolazione delle spese processuali.
In sede di opposizione allo stato passivo l'opponente può produrre documenti nuovi che non abbia provveduto a depositare unitamente alla domanda di insinuazione al passivo o comunque nel procedimento svoltosi innanzi al giudice delegato. Tuttavia, qualora la produzione di documenti che la parte avrebbe potuto produrre in precedenza abbia determinato la necessità dell'ulteriore gravame e di ulteriori spese a carico del fallimento, il giudice potrà tenerne conto nel regolamento delle spese. (Andrea Gibelli) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 17 Maggio 2011.