Codice Civile


LIBRO TERZO
Della proprietà
TITOLO VI
Delle servitù prediali
CAPO V
Dell'esercizio delle servitù

Art. 1068

Trasferimento della servitù in luogo diverso
TESTO A FRONTE

I. Il proprietario del fondo servente non può trasferire l'esercizio della servitù in luogo diverso da quello nel quale è stata stabilita originariamente.

II. Tuttavia, se l'originario esercizio è divenuto più gravoso per il fondo servente o se impedisce di fare lavori, riparazioni o miglioramenti, il proprietario del fondo servente può offrire al proprietario dell'altro fondo un luogo egualmente comodo per l'esercizio dei suoi diritti, e questi non può ricusarlo.

III. Il cambiamento di luogo per l'esercizio della servitù si può del pari concedere su istanza del proprietario del fondo dominante, se questi prova che il cambiamento riesce per lui di notevole vantaggio e non reca danno al fondo servente.

IV. L'autorità giudiziaria può anche disporre che la servitù sia trasferita su altro fondo del proprietario del fondo servente o di un terzo che vi acconsenta, purché l'esercizio di essa riesca egualmente agevole al proprietario del fondo dominante.


GIURISPRUDENZA

Spostamento cavi elettrici – Indennizzo – Esclusione

Spostamento cavi elettrici – Servitù costituite per usucapione – Indennizzo – Esclusione

Spostamento cavi elettrici – Pagamento eseguito dal proprietario del fondo servente – Indebito oggettivo
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L’art. 122, comma 4, R.D. n. 1775/1933 configura un vero e proprio diritto soggettivo, che legittima la pretesa di ottenere la rimozione o diverso collocamento dei cavi elettrici ad onere e spese del gestore della rete (diversamente da quanto avviene nel regime comune ex art. 1068 c.c.); in tal senso, nessun indennizzo spetta all’esercente dell’elettrodotto per lo spostamento o rimozione degli impianti, nel caso in cui il proprietario del fondo debba eseguire innovazioni, costruzioni o impianti.

L’art. 122, comma 4, R.D. n. 1775/1933 si applica a prescindere dalla circostanza che la servitù di elettrodotto sia stata costituita con atto impositivo o per contratto, o eventualmente anche per usucapione (né si dubita che altrettanto, ed anzi a maggior ragione, possa avvenire in caso di occupazione non sorretta da alcun titolo); infatti, nell’ordinamento vigente non è configurabile una servitù di elettrodotto diversa da quella (tipica) disciplinata dal T.U. 11 dicembre 1933 n. 1775, cui rinvia l’art. 1506 cod. civ., sicché l’usucapione, che si aggiunge agli altri suoi titoli di acquisto (convenzione, sentenza, espropriazione per pubblica utilità) previsti da tale disciplina speciale, non può dar luogo ad un rapporto diverso da quello da questa contemplato, sicché la disciplina dell’art. 122 del T.U. citato non è influenzata dal modo di costituzione della servitù e rimane ugualmente applicabile anche quando il diritto di servitù sia stato acquistato per usucapione (cfr. Cass. n. 3148/1984).

Il pagamento eseguito dal proprietario del fondo servente, che voglia realizzare innovazioni, costruzioni o impianti nella rispettiva proprietà, per lo spostamento dei cavi elettrici, che la legge pone ad onere e spese del gestore della rete senza la previsione di alcun indennizzo (in deroga al regime comune di cui all’art. 1068 c.c.), costituisce un indebito oggettivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Paola, 06 Giugno 2019.


Trasferimento della servitù in luogo diverso - Necessità di eseguire le opere necessarie al mutamento sul fondo servente - Fondamento.
L'art. 1068, comma 2, c.c. autorizza il mutamento del luogo della servitù, a richiesta di chi ne è gravato, ma esige che le opere necessarie a tale mutamento siano eseguite nell'esclusivo ambito del fondo servente, dovendosi ritenere abusive quelle che dovessero insistere nel fondo dominante poiché le opere siffatte verrebbero a ledere la sfera dominicale altrui. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 05 Ottobre 2018, n. 24618.