LIBRO TERZO
Della proprietà
TITOLO VIII
Del possesso
CAPO III
Delle azioni a difesa del possesso

Art. 1168

Azione di reintegrazione
TESTO A FRONTE

I. Chi è stato violentemente od occultamente spogliato del possesso può, entro l'anno dal sofferto spoglio, chiedere contro l'autore di esso la reintegrazione del possesso medesimo.

II. L'azione è concessa altresì a chi ha la detenzione della cosa, tranne il caso che l'abbia per ragioni di servizio o di ospitalità.

III. Se lo spoglio è clandestino, il termine per chiedere la reintegrazione decorre dal giorno della scoperta dello spoglio.

IV. La reintegrazione deve ordinarsi dal giudice sulla semplice notorietà del fatto, senza dilazione.


GIURISPRUDENZA

Azioni possessorie – Azione di manutenzione – Legittimazione attiva – Detentore qualificato – Esclusione.
Il detentore qualificato è legittimato all’azione di spoglio di cui all’art. 1168 c.c., ma non all’azione di manutenzione nel possesso di cui all’art. 1170 c.c. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 12 Maggio 2016.


Azioni possessorie – Sostituzione chiavi immobile – Tutela – Azione di manutenzione.
La sostituzione ad opera del proprietario delle chiavi dell’appartamento in cui vive un soggetto, al quale le nuove chiavi non sono state consegnate, pur consentendogli di conservare il godimento dell’immobile con l’assistenza del proprietario per l’apertura dell’appartamento, non costituisce estromissione, ma semplice modificazione qualitativa delle facoltà di godimento dell’immobile tutelabile con l’azione di manutenzione. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 12 Maggio 2016.


Azioni possessorie – Detentore qualificato – Fattispecie.
E’ detentore qualificato dell’immobile, tutelabile con l’azione possessoria, colui il quale è stato accolto stabilmente e non in via transitoria ed occasionale nella abitazione dal proprietario, vivendovi stabilmente per diversi anni e abitandovi tuttora, abbia sempre avuto il possesso delle chiavi, dimostrando di essere anche in possesso di ricevute di pagamento di un’utenza telefonica dallo stesso usata all’interno della casa. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 12 Maggio 2016.


Posta elettronica - Titolarità dell'account - Rapporto contrattuale con il fornitore del servizio - Potere di fatto sulla cosa che giustifica l'azione possessoria - Esclusione.
L'utilizzo di un'account di posta elettronica da parte del suo titolare trova titolo nel rapporto contrattuale con il fornitore del servizio e non si esplica in quel potere di fatto sulla cosa di cui all'articolo 1140 c.c. che giustifica la proposizione dell'azione possessoria di cui all'articolo 1168 c.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 29 Dicembre 2015.


Separazione – Provvedimenti temporanei e urgenti – Autorizzazione a vivere separati – Diritti e doveri dei coniugi – Reciproco rispetto – Valore inviolabile – Permanenza

Separazione – Provvedimenti temporanei e urgenti – Autorizzazione a vivere separati – Abitazione coniugale – Proprietà esclusiva – Non assegnazione – Dignità di coniuge – Detenzione qualificata – Azione di reintegrazione – Legittimazione
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L’ordinanza presidenziale che, in via temporanea ed urgente, autorizza i coniugi a vivere separati nelle more del processo di separazione personale non fa venir meno i diritti e doveri reciproci diversi da quello di coabitazione e, pertanto, permangono intatti quelli riconducibili al generale obbligo di rispetto della dignità e della personalità di ogni componente del nucleo familiare, cui va riconosciuto il valore di diritto inviolabile. (Luca Andretto) (riproduzione riservata)

L’ordinanza presidenziale che, in via temporanea ed urgente, autorizza i coniugi a vivere separati nelle more del processo di separazione personale, senza alcunché disporre in ordine all’abitazione coniugale in proprietà esclusiva di uno di essi, non priva il coniuge non proprietario di una detenzione qualificata dell’immobile, trovando la permanenza nell’abitazione coniugale fondamento nel rapporto di coniugio non ancora definitivamente sciolto e, in particolare, nel diritto al rispetto della propria dignità di coniuge derivante dal matrimonio; conseguentemente, il coniuge non proprietario è legittimato ad esperire l’azione di reintegrazione di cui all’art. 1168 c.c.. (Luca Andretto) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 23 Settembre 2015.


Provvedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. – Tutela di diritti assoluti non ancora costituiti – Ammissibilità .
Il rimedio di cui all’art. 700 c.p.c. può essere accordato a tutela di diritti assoluti, come è quello di proprietà, sebbene non ancora costituiti (nel caso di specie a tutela di una costituenda servitù coattiva di passaggio). (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 04 Novembre 2014.


Azione di reintegrazione nel possesso – Possessore e detentore qualificato – Legittimazione attiva – Esclusione.
La legittimazione attiva all’azione di reintegrazione spetta non solo al possessore ma anche al detentore qualificato, sia nell’interesse proprio, sia nell’interesse altrui (in quest’ultimo caso, l’azione non può essere però rivolta nei confronti di colui contro il quale si detiene), restando esclusi solo i detentori per ragioni di servizio o di ospitalità. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 13 Febbraio 2014.


Espropriazione forzata - Opponibilità all'aggiudicatario del contratto di affitto agrario ultra novennale - Rinnovazione tacita - Autorizzazione del giudice dell'esecuzione - Necessità.

Azione di spoglio - Spoglio attuato a mezzo di ufficiale giudiziario - Condizioni - Onere della prova.
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Il contratto di affitto agrario ultra novennale è opponibile all'aggiudicatario d'asta solo se recante data certa anteriore al pignoramento e, qualora non sia stato trascritto, solo nei limiti di un novennio dall'inizio della locazione. Né è possibile giovarsi, ai fini della opponibilità del titolo di detenzione, della rinnovazione tacita del contratto comunicata unilateralmente alla Agenzia delle entrate, in quanto la rinnovazione tacita della locazione integra un nuovo negozio giuridico bilaterale, che quando ha ad oggetto l'immobile pignorato deve essere autorizzata dal giudice dell'esecuzione ai sensi dell'articolo 560 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Perché ricorra l'ipotesi di spoglio attuato a mezzo di ufficiale giudiziario, sono necessarie due condizioni: i) che il titolo in forza del quale si procede non abbia efficacia contro il possessore; ii) che l'intervento dell'ufficiale giudiziario sia stato dolosamente provocato da colui che ha richiesto l'esecuzione, vale a dire che l'istante, conscio dell'arbitrarietà della sua richiesta, abbia in mala fede sollecitato l'intervento dell'ufficiale giudiziario, con la precisazione che, stante la presunzione di legittimità dell'attività dell'ufficiale giudiziario, l'onere della prova dell'arbitrarietà della condotta incombe su colui che invoca la tutela possessoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Brindisi, 14 Gennaio 2014.


Convivente "more uxorio" del comodatario di appartamento destinato ad abitazione - Legittimazione all'azione di reintegrazione per lo spoglio compiuto da un terzo - Sussistenza - Fondamento.
La qualità di convivente "more uxorio" del comodatario di un appartamento destinato ad abitazione legittima ad esperire l'azione di spoglio (nella specie, contro un terzo), in quanto la convivenza "more uxorio" determina sulla casa ove si svolge e si attua il programma di vita in comune un potere di fatto basato su un interesse proprio del convivente, ben diverso da quello derivante da ragioni di mera ospitalità, tale da assumere i connotati tipici di una detenzione qualificata, avente titolo in un negozio giuridico di tipo familiare. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 02 Gennaio 2014, n. 7.


Reintegrazione possesso - Azione che comporta la demolizione del bene - Litisconsorzio necessario tra i comproprietari - Necessità..
Qualora gli autori materiali e/o morali dello spoglio siano più di uno, l’azione di reintegrazione può proporsi di regola nei loro confronti congiuntamente o separatamente, in quanto nel giudizio possessorio non ricorre tendenzialmente l’esigenza del litisconsorzio necessario, il quale ha la funzione di assicurare la partecipazione al processo di tutti i titolari degli interessi in contrasto. Tuttavia, legittimati passivi all’azione di spoglio sono anche i comproprietari e/o compossessori che per effetto della demolizione del bene subirebbero gli effetti della condanna. In questo caso, nel giudizio possessorio, il litisconsorzio necessario tra gli anzidetti soggetti si impone qualora la reintegrazione del possesso comporti la necessità del ripristino dello stato dei luoghi mediante la demolizione di un’opera di proprietà o nel possesso di più persone. In tale ipotesi, infatti, la sentenza resa nei confronti di alcuno e non anche degli altri comproprietari e/o compossessori dell’opera sarebbe inutiliter data, giacché la demolizione della cosa pregiudizievole incide sulla sua stessa esistenza e necessariamente quindi sulla proprietà o sul possesso di tutti coloro che sono partecipi di tali signorie di fatto o di diritto sul bene, non essendo configurabile una demolizione limitatamente alla quota indivisa del comproprietario o del compossessore convenuto in giudizio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 23 Aprile 2013.


Azione di reintegrazione possesso e azione di rivendica della proprietà - Distinzione in ordine all'onere della prova..
La domanda diretta ad ottenere la rimozione della situazione lesiva del diritto di proprietà, non accompagnata dalla contestuale richiesta di declaratoria del diritto reale, può assumere la veste di azione di reintegrazione in forma specifica di natura personale se è intesa al ristabilimento di un'attività esercitata sulla base del diritto di proprietà o di altro diritto reale, in quanto l'azione si fonda sul diritto di credito conseguente alla lesione di tale titolarità. In tale caso, la controversia va decisa con esclusivo riferimento alla pretesa dedotta, per cui non vi è a carico dell'attore il più gravoso onere della prova dell'azione di rivendicazione, con la conseguenza che prova può essere data con ogni mezzo, non escluse le presunzioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 16 Novembre 2012.


Azione possessoria – Cd. Servitù di Parcheggio – Esperibilità – Esclusione..
In materia possessoria, l'utilizzazione, da parte dei condomini di uno stabile, di un'area condominiale ai fini di parcheggio, non è tutelabile con l'esperimento dell’azione di reintegrazione del possesso di servitù dal momento che per l’esercizio di siffatta azione occorre un possesso qualsiasi, anche se illegittimo ed abusivo, purché avente i caratteri esteriori di un diritto reale, laddove il parcheggio dell'auto non rientra nello schema di alcun diritto di servitù, difettando la caratteristica tipica di detto diritto, ovverosia la "realità" (inerenza al fondo dominante dell'utilità così come al fondo servente del peso), in quanto la comodità di parcheggiare l'auto per specifiche persone che accedono al fondo non può valutarsi come una utilità inerente al fondo stesso, trattandosi di un vantaggio del tutto personale dei proprietari. In altri termini, il parcheggio di autovetture su di un'area può costituire legittima manifestazione di un possesso a titolo di proprietà del suolo, ma non anche estrinsecazione di un potere di fatto riconducibile al contenuto di un diritto di servitù, diritto caratterizzato dalla cosiddetta "realitas", intesa come inerenza al fondo dominante dell'utilità così come al fondo servente del peso. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 13 Settembre 2012, n. 15334.


Azioni Possessorie – Sussistenza servitù di passaggio – Assenza di opere visibili e permanenti..
In materia di azioni possessorie, con riguardo alla sussistenza o meno di una servitù di passaggio, l’eventuale assenza di opere visibili e permanenti non rileva in ambito della tutela possessoria cosicché il requisito dell’apparenza influenza solo la possibilità di acquistare il suddetto tipo di servitù per usucapione o per destinazione del padre di famiglia ai sensi dell’art. 1061 c.c.. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 07 Giugno 2012.


Tutela possessoria ai sensi degli artt. 1168 – 1170 c.c. – Compossesso tra eredi – Pregiudizio dei partecipanti alla comunione ereditaria..
In materia di tutela possessoria, in una situazione di compossesso tra i componenti di una comunione ereditaria in pendenza di un giudizio di divisione, è ravvisabile una lesione possessoria solo quando uno dei condividenti abbia alterato e violato, senza il consenso e in pregiudizio degli altri partecipanti, lo stato di fatto o la destinazione della cosa oggetto del comune possesso, in modo da impedire o restringere il godimento spettante a ciascun compossessore sulla cosa medesima mediante atti integranti un comportamento durevole, tale da evidenziare un possesso esclusivo animo domini su tutta la cosa, incompatibile con il permanere del possesso altrui. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Rossano, 06 Aprile 2012.


Azioni a difesa del possesso - Reintegrazione da spoglio - Atto di spoglio - "Animus spoliandi" - Spoglio alla presenza od autorizzato da pubblici ufficiali - Decreto di aggiudicazione nella espropriazione immobiliare - Natura - Titolo esecutivo - Efficacia soggettiva - Nei confronti del debitore esecutato e del possessore e detentore dell'immobile - Condizioni - Conseguenze in ordine alla configurabilità di uno spoglio a mezzo dell'ufficiale giudiziario..
Nell'espropriazione forzata immobiliare, il decreto di trasferimento di cui all'art. 586 cod. proc. civ. costituisce titolo esecutivo per il rilascio dell'immobile espropriato, in favore dell'aggiudicatario al quale l'immobile è stato trasferito, non solo nei riguardi del debitore esecutato ma anche nei confronti di chi si trovi nel possesso o nella detenzione dell'immobile medesimo, senza che vi corrisponda una situazione di diritto soggettivo (reale o personale) già opponibile al creditore pignorante ed ai creditori intervenuti e in quanto tale opponibile anche all'aggiudicatario cui l'immobile è stato trasferito "iussu iudicis". Ne consegue che perché lo svolgimento dell'attività esecutiva dia luogo ad uno spoglio a mezzo di ufficiale giudiziario è necessario che il titolo in forza del quale si procede non abbia efficacia contro il possessore e che l'intervento dell'ufficiale giudiziario sia stato maliziosamente provocato da colui che ha richiesto l'esecuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Agosto 2007, n. 18179.