LIBRO TERZO
Della proprietà
TITOLO VIII
Del possesso
CAPO III
Delle azioni a difesa del possesso

Art. 1169

Reintegrazione contro l'acquirente consapevole dello spoglio
TESTO A FRONTE

I. La reintegrazione si può domandare anche contro chi è nel possesso in virtù di un acquisto a titolo particolare, fatto con la conoscenza dell'avvenuto spoglio.


GIURISPRUDENZA

Espropriazione forzata - Opponibilità all'aggiudicatario del contratto di affitto agrario ultra novennale - Rinnovazione tacita - Autorizzazione del giudice dell'esecuzione - Necessità.

Azione di spoglio - Spoglio attuato a mezzo di ufficiale giudiziario - Condizioni - Onere della prova.
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Il contratto di affitto agrario ultra novennale è opponibile all'aggiudicatario d'asta solo se recante data certa anteriore al pignoramento e, qualora non sia stato trascritto, solo nei limiti di un novennio dall'inizio della locazione. Né è possibile giovarsi, ai fini della opponibilità del titolo di detenzione, della rinnovazione tacita del contratto comunicata unilateralmente alla Agenzia delle entrate, in quanto la rinnovazione tacita della locazione integra un nuovo negozio giuridico bilaterale, che quando ha ad oggetto l'immobile pignorato deve essere autorizzata dal giudice dell'esecuzione ai sensi dell'articolo 560 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Perché ricorra l'ipotesi di spoglio attuato a mezzo di ufficiale giudiziario, sono necessarie due condizioni: i) che il titolo in forza del quale si procede non abbia efficacia contro il possessore; ii) che l'intervento dell'ufficiale giudiziario sia stato dolosamente provocato da colui che ha richiesto l'esecuzione, vale a dire che l'istante, conscio dell'arbitrarietà della sua richiesta, abbia in mala fede sollecitato l'intervento dell'ufficiale giudiziario, con la precisazione che, stante la presunzione di legittimità dell'attività dell'ufficiale giudiziario, l'onere della prova dell'arbitrarietà della condotta incombe su colui che invoca la tutela possessoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Brindisi, 14 Gennaio 2014.


Azione di reintegrazione – Detentore qualificato..
In materia di azione di reintegrazione il cui esercizio venga effettuato dal detentore qualificato contro l’autore dello spoglio, la posizione latu sensu possessoria del detentore non ha una estensione oggettiva pari a quella del possesso strictu sensu tale da prescindere dal vincolo obbligatorio che ne concreta e ne delimita il fondamento, cosicché il giudice del merito, a fronte delle contestazioni dell’intimato, non può, ai fini del riconoscimento della tutela possessoria, esimersi dall’accertamento del rapporto obbligatorio e dalla verifica che l’attività contestata dal preteso autore dello spoglio rientri nella detenzione consentita da quel rapporto. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 08 Giugno 2012.


Azioni a difesa del possesso - Reintegrazione da spoglio - Atto di spoglio - "Animus spoliandi" - Spoglio alla presenza od autorizzato da pubblici ufficiali - Decreto di aggiudicazione nella espropriazione immobiliare - Natura - Titolo esecutivo - Efficacia soggettiva - Nei confronti del debitore esecutato e del possessore e detentore dell'immobile - Condizioni - Conseguenze in ordine alla configurabilità di uno spoglio a mezzo dell'ufficiale giudiziario..
Nell'espropriazione forzata immobiliare, il decreto di trasferimento di cui all'art. 586 cod. proc. civ. costituisce titolo esecutivo per il rilascio dell'immobile espropriato, in favore dell'aggiudicatario al quale l'immobile è stato trasferito, non solo nei riguardi del debitore esecutato ma anche nei confronti di chi si trovi nel possesso o nella detenzione dell'immobile medesimo, senza che vi corrisponda una situazione di diritto soggettivo (reale o personale) già opponibile al creditore pignorante ed ai creditori intervenuti e in quanto tale opponibile anche all'aggiudicatario cui l'immobile è stato trasferito "iussu iudicis". Ne consegue che perché lo svolgimento dell'attività esecutiva dia luogo ad uno spoglio a mezzo di ufficiale giudiziario è necessario che il titolo in forza del quale si procede non abbia efficacia contro il possessore e che l'intervento dell'ufficiale giudiziario sia stato maliziosamente provocato da colui che ha richiesto l'esecuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Agosto 2007, n. 18179.