LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO I
Delle obbligazioni in generale
CAPO V
Della cessione dei crediti

Art. 1264

Efficacia della cessione riguardo al debitore ceduto
TESTO A FRONTE

I. La cessione ha effetto nei confronti del debitore ceduto quando questi l'ha accettata o quando gli è stata notificata.

II. Tuttavia, anche prima della notificazione, il debitore che paga al cedente non è liberato, se il cessionario prova che il debitore medesimo era a conoscenza dell'avvenuta cessione.


GIURISPRUDENZA

Procedimento di concordato preventivo – Voto espresso da cessionario del credito – Mancata prova dell’avvenuta cessione del credito – Difetto di legittimità del votante – Silenzio assenso.
In materia di cessione dei crediti ex art. 58 Tub, ancorché la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’intercorsa cessione produca per i debitori ceduti gli effetti indicati dall’articolo 1264 del Codice Civile, è comunque onere del cessionario dimostrare la propria legittimazione, fornendo gli elementi per verificare l’intervenuta cessione del credito, non essendo possibile raggiungere tale prova mediante la verifica della sussistenza contemporanea dei requisiti per l’identificazione dei crediti oggetto di cessione come indicati nella Gazzetta Ufficiale.
 
In difetto di prova di tali elementi, il cessionario non è legittimato al voto nel concordato preventivo, fermi restando gli effetti del silenzio assenso di cui all’art. 178 legge fall. vigente ratione temporis. (Riccardo Rocca) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 03 Giugno 2016.


Nuova revocatoria fallimentare – Rimesse in conto corrente bancario – Accertamento di eventuali affidamenti – Mancato deposito contratto conto anticipi – Inesistenza prova affidamento e cessione credito

Nuova revocatoria fallimentare – Rimesse in conto corrente bancario – Nozione di riduzione consistente e durevole – Applicazione al caso concreto – Criteri per la individuazione delle singole rimesse revocabili

Nuova revocatoria fallimentare – Rimesse in conto corrente bancario – Applicazione del tetto massimo revocabile di cui all’art. 70 L.F. – Sussistenza
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Il mancato raggiungimento della prova sia della cessione che della sua efficacia nei confronti del debitore ai sensi dell’art. 1264 c.c. comporta che i pagamenti eseguiti da parte dei terzi sul conto della fallita costituiscono in tutto e per tutto atti estintivi eseguiti in favore della società fallita. Peraltro la preesistenza delle obbligazioni dei terzi rispetto ai singoli versamenti non consente di qualificare questi ultimi come adempimento del terzo agli obblighi del correntista verso la banca né come adempimento di obblighi di garanzia (cfr. sul punto Cass. Sent. n. 7074/2005). (Salvatore Fieramonti) (riproduzione riservata)

Appare idoneo il criterio indicato dalla procedura, ripreso dalla prima giurisprudenza di merito che ha applicato la nuova normativa, sulla base del quale si considera consistente ogni rimessa che supera il 10% dell’importo massimo revocabile ex art. 70 L.F. (Salvatore Fieramonti) (riproduzione riservata)

Per quanto riguarda l’elemento della durevolezza dell’effetto solutorio può invece applicarsi, nel caso di specie, il diverso dato temporale utilizzato dal CTU il quale ha ipotizzato la durevolezza analizzando l’efficacia solutoria in un arco temporale di quattro giorni. Si tratta infatti di una metodologia certamente congrua in considerazione di quanto già evidenziato sulla natura movimentata del conto in questione e dunque del fatto che si tratta di rapporto all’interno del quale la stabilità del rientro va valutata nel breve – ma non brevissimo – periodo. (Salvatore Fieramonti) (riproduzione riservata)
Tribunale Latina, 05 Aprile 2016.


Processo civile – Dichiarazione di fallimento – Interruzione automatica – Decorrenza del termine per la riassunzione – Data della legale conoscenza dell'evento interruttivo – Comunicazione PEC del Curatore avente ad oggetto l’intervenuto fallimento – Inidoneità ai fini del decorso del termine.
Ai sensi dell’art. 43 l. fall., per il quale il fallimento determina l’automatica interruzione del giudizio in corso, l’invio di comunicazione a mezzo PEC da parte del Curatore, avente ad oggetto la circostanza della intervenuta dichiarazione di fallimento della parte in causa, non è idonea ad integrare a carico della controparte la prova della conoscenza dell’evento interruttivo da cui far decorrere il termine trimestrale per la riassunzione della causa. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 15 Gennaio 2016.


Compromesso e arbitrato – Clausola compromissoria contenuta in contratto di appalto – Cessione del credito – Procedimento monitorio promosso dal cessionario – Eccezione di compromesso sollevata dal debitore ceduto – Fondatezza.
Il cessionario di un credito nascente da un contratto nel quale sia inserita una clausola compromissoria non subentra nella titolarità del distinto ed autonomo negozio compromissorio e non può pertanto invocare detta clausola nei confronti del debitore ceduto. Quest’ultimo, per contro, può avvalersi della clausola compromissoria nei confronti del cessionario, rientrando essa tra le eccezioni opponibili all’originario creditore, ed atteso che, altrimenti, si vedrebbe privato del diritto di far decidere ad arbitri le controversie sul credito in forza di un accordo tra cedente e cessionario al quale egli è rimasto estraneo (così Cass. sez. un. 1998/12616).

(Fattispecie di opposizione a decreto ingiuntivo ottenuto dal cessionario del credito contro il debitore ceduto, in relazione a contratto di appalto, contenente clausola compromissoria, sottoscritto tra cedente e debitore ceduto. Il Tribunale di Rimini ha accolto l’eccezione di clausola compromissoria sollevata dal debitore ingiunto). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Tribunale Rimini, 17 Dicembre 2015.


Cessione di crediti - Nullità - Azione revocatoria fallimentare - Ripetizione delle somme presso il cessionario ed il debitore ceduto - Buona fede.
In caso di nullità della cessione di crediti, il cedente - nella specie il curatore fallimentare che aveva agito anche in revocatoria - può eccepire la nullità e ripetere le somme, oltre che dal cessionario anche dal debitore ceduto, salvo il caso in cui questi sia in buona fede ex art. 1189 c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 10 Aprile 2015.


Cessione di credito - Cessione di credito futuro - Effetto traslativo al momento in cui il credito viene ad esistenza - Natura consensuale del contratto di cessione - Opponibilità dalla notifica o accettazione

Cessione di credito - Cessione di credito futuro - Titolarità in capo al cessionario - Esistenza del credito - Eccezione di compensazione del debitore ceduto - Esclusione

Cessione di crediti futuri - Cessione di massa - Indeterminatezza - Disposizione dell’articolo 3 della legge n. 52 del 1991

Cessione di credito - Cessione di crediti futuri - Eccezioni attinenti alla fonte negoziale del credito - Opponibilità al factor - Eccezioni attinenti a fatti estintivi posteriori al rapporto obbligatorio - Opponibilità - Distinzione
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Se è vero che nella cessione di credito futuro l’effetto traslativo si verifica soltanto nel momento in cui il credito viene ad esistenza, tuttavia, data la natura consensuale del contratto di cessione di credito, questo si perfeziona per effetto del solo consenso dei contraenti, cedente e cessionario, ed è opponibile al ceduto nel momento in cui la cessione gli viene notificata o è da questi accettata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nonostante nel contratto di cessione di credito futuro il cessionario ne diventi titolare solo quando il credito viene ad esistenza, il credito stesso entra direttamente nella sfera giuridica del cessionario, senza mai transitare attraverso quella del cedente, con la conseguenza che nei confronti di quest’ultimo il ceduto non potrà mai sollevare l’eccezione di compensazione, non verificandosi il presupposto della coesistenza dei due crediti-debiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il legislatore, in tema di cessione di crediti futuri, si è preoccupato di prevenire possibili censure di nullità sotto il profilo della determinatezza dell’oggetto prevedendo, all’articolo 3, comma 4, della legge n. 52 del 1991 che “la cessione dei crediti in massa si considera con un oggetto determinato, anche con riferimento a crediti futuri, se è indicato il debitore ceduto, salvo quanto prescritto nel comma 3”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Si applica anche alla cessione dei crediti futuri il principio elaborato dalla giurisprudenza, secondo il quale, mentre le eccezioni attinenti alla fonte negoziale del credito (inesistenza, nullità, annullabilità del negozio) sono sempre opponibili al factor cessionario, quelle attinenti a fatti estintivi posteriori al rapporto obbligatorio sono punibili solo se tali fatti si siano verificati prima della conoscenza della cessione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Venezia, 25 Maggio 2014.


Cessione del credito – Conoscenza dell’avvenuta cessione ex art. 1264, comma 2, c.c. – Comunicazione a mezzo raccomandata – Idoneità..
Costituisce idonea notizia della mutata titolarità del credito, come tale costitutiva del carattere non liberatorio del successivo pagamento effettuato dal ceduto al cedente, la comunicazione a mezzo raccomandata semplice degli elementi costitutivi e identificativi del negozio di cessione (senza la contestuale trasmissione di copia del relativo atto). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 05 Febbraio 2013, n. 2636.


Fallimento – Stato passivo – Opposizione – Cessione di credito – Efficacia nei confronti del debitore ceduto – Notificazione – Insinuazione al passivo – Equipollenza..
La cessione di credito può essere notificata al debitore ceduto fallito con la stessa insinuazione al passivo. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 18 Settembre 2012.


Obbligazioni in genere - Cessione dei crediti - Efficacia della cessione riguardo al debitore ceduto - Factoring - Eccezioni del debitore ceduto - Relative all'esistenza e alla validità del negozio - Opponibilità al cessionario - Relative all'esatto adempimento - Opponibilità al cessionario - Relative a fatti modificativi o estintivi dell'obbligazione - Opponibilità al cessionario solo se precedenti la notizia della cessione.
In tema di contratto atipico di "factoring", la cessione dei crediti che lo caratterizza non produce modificazioni oggettive del rapporto obbligatorio e non può pregiudicare la posizione del debitore ceduto in quanto avviene senza o addirittura contro la sua volontà; ne consegue che il debitore ceduto può opporre al "factor" cessionario le eccezioni concernenti l'esistenza e la validità del negozio da cui deriva il credito ceduto ed anche le eccezioni riguardanti l'esatto adempimento del negozio, mentre le eccezioni che riguardano fatti estintivi o modificativi del credito ceduto sono opponibili al "factor" cessionario solo se anteriori alla notizia della cessione comunicata al debitore ceduto e non ove successivi, in quanto una volta acquisita la notizia della cessione il debitore ceduto non può modificare la propria posizione nei confronti del cessionario mediante negozi giuridici posti in essere con il creditore originario. (massima ufficiale) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 11 Maggio 2007, n. 10833.