LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO I
Delle obbligazioni in generale
CAPO V
Della cessione dei crediti

Art. 1265

Efficacia della cessione riguardo ai terzi
TESTO A FRONTE

I. Se il medesimo credito ha formato oggetto di più cessioni a persone diverse, prevale la cessione notificata per prima al debitore, o quella che è stata prima accettata dal debitore con atto di data certa, ancorché essa sia di data posteriore.

II. La stessa norma si osserva quando il credito ha formato oggetto di costituzione di usufrutto o di pegno.


GIURISPRUDENZA

Processo civile – Dichiarazione di fallimento – Interruzione automatica – Decorrenza del termine per la riassunzione – Data della legale conoscenza dell'evento interruttivo – Comunicazione PEC del Curatore avente ad oggetto l’intervenuto fallimento – Inidoneità ai fini del decorso del termine.
Ai sensi dell’art. 43 l. fall., per il quale il fallimento determina l’automatica interruzione del giudizio in corso, l’invio di comunicazione a mezzo PEC da parte del Curatore, avente ad oggetto la circostanza della intervenuta dichiarazione di fallimento della parte in causa, non è idonea ad integrare a carico della controparte la prova della conoscenza dell’evento interruttivo da cui far decorrere il termine trimestrale per la riassunzione della causa. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 15 Gennaio 2016.


Compromesso e arbitrato – Clausola compromissoria contenuta in contratto di appalto – Cessione del credito – Procedimento monitorio promosso dal cessionario – Eccezione di compromesso sollevata dal debitore ceduto – Fondatezza.
Il cessionario di un credito nascente da un contratto nel quale sia inserita una clausola compromissoria non subentra nella titolarità del distinto ed autonomo negozio compromissorio e non può pertanto invocare detta clausola nei confronti del debitore ceduto. Quest’ultimo, per contro, può avvalersi della clausola compromissoria nei confronti del cessionario, rientrando essa tra le eccezioni opponibili all’originario creditore, ed atteso che, altrimenti, si vedrebbe privato del diritto di far decidere ad arbitri le controversie sul credito in forza di un accordo tra cedente e cessionario al quale egli è rimasto estraneo (così Cass. sez. un. 1998/12616).

(Fattispecie di opposizione a decreto ingiuntivo ottenuto dal cessionario del credito contro il debitore ceduto, in relazione a contratto di appalto, contenente clausola compromissoria, sottoscritto tra cedente e debitore ceduto. Il Tribunale di Rimini ha accolto l’eccezione di clausola compromissoria sollevata dal debitore ingiunto). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Tribunale Rimini, 17 Dicembre 2015.


Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - Cessione dei crediti d'impresa - Opponibilità al fallimento del cedente - Data del pagamento del corrispettivo - Azione revocatoria da parte del curatore - Presupposti.
La cessione dei crediti d'impresa, a norma degli artt. 5 e 7 della legge 21 febbraio 1991, n. 52, è opponibile al fallimento del cedente non già dal momento del perfezionamento dell'atto contrattuale ma dalla data del pagamento del corrispettivo della cessione da parte del cessionario, sempre che il pagamento abbia data certa, sia stato eseguito nell'anno anteriore al fallimento e prima della scadenza del credito ceduto e che il curatore, agendo ex art. 67 legge fall., dimostri la conoscenza da parte del cessionario dello stato di insolvenza del cedente a quella data. Cassazione civile, sez. I, 08 Luglio 2015, n. 14260.


Cessione di credito - Cessione di credito futuro - Effetto traslativo al momento in cui il credito viene ad esistenza - Natura consensuale del contratto di cessione - Opponibilità dalla notifica o accettazione

Cessione di credito - Cessione di credito futuro - Titolarità in capo al cessionario - Esistenza del credito - Eccezione di compensazione del debitore ceduto - Esclusione

Cessione di crediti futuri - Cessione di massa - Indeterminatezza - Disposizione dell’articolo 3 della legge n. 52 del 1991

Cessione di credito - Cessione di crediti futuri - Eccezioni attinenti alla fonte negoziale del credito - Opponibilità al factor - Eccezioni attinenti a fatti estintivi posteriori al rapporto obbligatorio - Opponibilità - Distinzione
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Se è vero che nella cessione di credito futuro l’effetto traslativo si verifica soltanto nel momento in cui il credito viene ad esistenza, tuttavia, data la natura consensuale del contratto di cessione di credito, questo si perfeziona per effetto del solo consenso dei contraenti, cedente e cessionario, ed è opponibile al ceduto nel momento in cui la cessione gli viene notificata o è da questi accettata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nonostante nel contratto di cessione di credito futuro il cessionario ne diventi titolare solo quando il credito viene ad esistenza, il credito stesso entra direttamente nella sfera giuridica del cessionario, senza mai transitare attraverso quella del cedente, con la conseguenza che nei confronti di quest’ultimo il ceduto non potrà mai sollevare l’eccezione di compensazione, non verificandosi il presupposto della coesistenza dei due crediti-debiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il legislatore, in tema di cessione di crediti futuri, si è preoccupato di prevenire possibili censure di nullità sotto il profilo della determinatezza dell’oggetto prevedendo, all’articolo 3, comma 4, della legge n. 52 del 1991 che “la cessione dei crediti in massa si considera con un oggetto determinato, anche con riferimento a crediti futuri, se è indicato il debitore ceduto, salvo quanto prescritto nel comma 3”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Si applica anche alla cessione dei crediti futuri il principio elaborato dalla giurisprudenza, secondo il quale, mentre le eccezioni attinenti alla fonte negoziale del credito (inesistenza, nullità, annullabilità del negozio) sono sempre opponibili al factor cessionario, quelle attinenti a fatti estintivi posteriori al rapporto obbligatorio sono punibili solo se tali fatti si siano verificati prima della conoscenza della cessione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Venezia, 25 Maggio 2014.


Cessione di crediti "futuri" in pregiudizio del creditore pignorante (o del fallimento del cedente) - Crediti "futuri" e crediti solo eventuali - Prevalenza sul pignoramento - Limiti temporali e condizioni.
Ai fini dell'efficacia della cessione di crediti "futuri" in pregiudizio del creditore pignorante (e dunque del fallimento del cedente), ex art. 2914, n. 2, cod. civ., è sufficiente che la notifica - o l'accettazione - della cessione sia stata effettuata con atto avente data certa (art. 1265 cod. civ.) anteriore al pignoramento (o al fallimento), giacché per il successivo effetto traslativo della cessione (rinviato al momento del sorgere del credito), sottratto alla disponibilità delle parti, non si pone un problema di opponibilità ai sensi dell'art 2914 cit.; invece, per i crediti soltanto eventuali, non identificati in tutti gli elementi oggettivi e soggettivi, la prevalenza della cessione richiede che la notificazione o accettazione siano non solo anteriori al pignoramento (o al fallimento), ma altresì posteriori al momento in cui il credito sia venuto ad esistenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Dicembre 2005, n. 28300.