LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO I
Delle obbligazioni in generale
CAPO VI
Della delegazione, dell'espromissione e dell'accollo

Art. 1269

Delegazione di pagamento
TESTO A FRONTE

I. Se il debitore per eseguire il pagamento ha delegato un terzo, questi può obbligarsi verso il creditore, salvo che il debitore l'abbia vietato.

II. Il terzo delegato per eseguire il pagamento non è tenuto ad accettare l'incarico, ancorché sia debitore del delegante. Sono salvi gli usi diversi.


GIURISPRUDENZA

Domanda ammissione al passivo – Crediti da lavoro – Quote di T.F.R. destinate a previdenza complementare – Legittimazione attiva del lavoratore dipendente all’ammissione privilegiata – Sussiste .
Nel caso in cui il lavoratore opti per la destinazione alla previdenza complementare, il pagamento che il datore di lavoro esegue a favore del fondo per conto del lavoratore realizza una delegazione di pagamento ai sensi dell’art. 1269, c.c., dunque il lavoratore può agire per far valere il diritto al pagamento delle quote delle retribuzioni trattenute e non versate, rimando titolare del suo credito come sorto nell’ambito del rapporto di lavoro; l’individuazione del lavoratore quale creditore “principale” non soddisfatto determina necessariamente che tali importi siano ammessi in via privilegiata ex art. 2751 bis n. 1 c.c. e non quali contributi ex art. 2754 c.c. ed ancor meno quale credito di natura risarcitoria. (Gualtiero Terenghi) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 06 Novembre 2015.


Pagamento eseguito dal trattario alla banca nel corso di tale procedura e prima della dichiarazione di fallimento del traente - Conseguenze - Inopponibilità ai creditori ammessi al passivo del fallimento del traente dichiarato ex art. 192 legge fall. - Azione del curatore fallimentare per il recupero delle somme versate dal trattario - Nei confronti della banca scontatrice - Esperibilità - Nei confronti del trattario - Esclusione.
Con riguardo ad una cambiale tratta non accettata e senza cessione di provvista, che sia stata girata dal traente per lo sconto ad una banca, il pagamento eseguito dal trattario alla banca implica contemporaneamente adempimento del debito del trattario nei confronti del traente, per il tramite della banca, nonché adempimento del debito del traente verso la banca, derivante dallo sconto, per il tramite del trattario. Ciò comporta, per il caso in cui il traente abbia effettuato la girata per lo sconto prima di essere ammesso alla procedura di amministrazione controllata, ed il trattario abbia pagato alla banca in costanza di detta procedura e prima della dichiarazione di fallimento del traente, che resta efficace il primo adempimento, stante la legittimazione dell'imprenditore in amministrazione controllata a ricevere pagamenti di crediti, direttamente od indirettamente, mentre è inefficace il secondo, in virtù del principio che l'imprenditore in amministrazione controllata non è abilitato ad estinguere debiti preesistenti e venuti a scadenza nel periodo della procedura, con la conseguenza che i pagamenti effettuati in tali condizioni non sono opponibili alla massa dei creditori ammessi al passivo del fallimento (successivamente dichiarato a norma dell'art. 192 del R.d. 16 marzo 1942 n. 267). Da tanto deriva che il curatore del fallimento del traente ha Azione, per il recupero delle somme versate dal trattario, nei confronti della banca scontatrice e non nei confronti del trattario stesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Giugno 1983, n. 4053.