LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO I
Delle obbligazioni in generale
CAPO VII
Di alcune specie di obbligazioni
SEZIONE I
Delle obbligazioni pecuniarie

Art. 1283

Anatocismo
TESTO A FRONTE

I. In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi.


GIURISPRUDENZA

Ordinanza ex art.702 ter - Ripetizione di interessi anatocistici.
L’onere della prova della pattuizione scritta delle condizioni economiche del rapporto di conto corrente ricade sulla Banca. Il correntista, infatti, chiedendo l’accertamento o la ripetizione dell’indebito, in relazione al rapporto di conto corrente, è onerato solamente dell’allegazione e prova dei pagamenti da lei svolti e dell’assenza di causa. Quest’ultimo elemento, essendo negativo, non può essere provato dalla correntista, bensì solo allegato: l’onere di fornire la prova del fatto positivo contrario, ossia della sussistenza del titolo, quindi, ricade sulla Banca.

In punto prescrizione, su un conto pacificamente affidato, spetta alla Banca provare il limite di detto affidamento al fine di verificare quali tra le rimesse potesse avere eventuale funzione solutoria; in mancanza di detta prova l’eccezione di prescrizione andrà rigettata, in quanto le rimesse dovranno considerarsi tutte di natura ripristinatoria.

Anche gli accrediti effettuati sul conto in presenza di un saldo positivo hanno natura ripristinatoria: tutte le annotazioni sul conto, tranne quelle effettuate per ripianarne lo scoperto, rientrano nella disciplina generale del rapporto e, quindi, diventano esigibili solo a partire dalla sua chiusura.

In assenza di approvazione per iscritto da parte del correntista, la capitalizzazione degli interessi passivi non si applicherà anche successivamente all’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 09.02.2000. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 21 Aprile 2018.


Clausola di capitalizzazione trimestrale - Eccezione di nullità - Rilevo d’ufficio - Contratto autonomo di garanzia.
Il garante autonomo di un rapporto di conto corrente è legittimato a sollevare nei confronti della banca l’eccezione di nullità della clausola anatocistica allorquando essa non si fondi su un uso normativo.

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo la nullità delle clausole anatocistiche può essere rilevata d’ufficio anche in fase di gravame. (Antonio De Piano) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 13 Marzo 2018.


Conto corrente con apertura di credito – Illegittimità degli interessi ultralegali (usi su piazza) ed anatocistici – Sospensione provvisoria esecuzione decreto ingiuntivo.
In una causa di opposizione a decreto ingiuntivo, relativa ad un rapporto di conto corrente aperto nel 1987, la presenza della clausola “usi su piazza” e di interessi anatocistici illegittimi, integrano i gravi motivi richiesti dall’art. 649 c.p.c., posto che il saldo, come azionato, alla luce delle suddette eccezioni, deve considerarsi frutto dell’applicazione di interessi illegittimi. (Lorenzo Buldrini) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 26 Febbraio 2018.


Anatocismo bancario nei contratti “uso piazza” anteriori alla delibera CICR 9.2.2000 – Illegittimità – Ricalcolo degli interessi senza operare alcuna capitalizzazione – Prova della pubblicazione dell’adeguamento alla delibera CICR 9.2.2000 in G.U. e comunicazione al correntista – Necessità – Prova della pattuizione di nuova regolamentazione degli interessi – Necessità – Modifica dell’azione di accertamento negativo in azione di condanna a seguito di chiusura del rapporto di c/c in corso di causa – Validità contratto mono-firma.
1) La proposizione della domanda di mero accertamento finalizzata alla rideterminazione del saldo del conto corrente non impedisce a parte ricorrente, qualora nelle more del giudizio il conto corrente sia stato chiuso su iniziativa della banca, di modificare l’originaria domanda di accertamento in quella di condanna, trovando applicazione quanto affermato dalle sentenza n. 12310 del 15.06.2015 delle SS.UU. della Corte di Cassazione in base a cui “la modificazione della domanda […] può riguardare anche uno o entrambi gli elementi oggettivi della stessa, sempre che la domanda così modificata risulti comunque connessa alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio e senza che, perciò solo, si determini la compromissione delle potenzialità difensive della controparte, ovvero l’allungamento dei tempi processuali”.

2) Quanto ai contratti sottoscritti dal solo correntista, la nullità di cui all’art. 117 TUB costituisce un’ipotesi riconducibile alle c.d. nullità di protezione di derivazione comunitaria, le quali, per la peculiarità della disciplina che le caratterizza, non appaiono in alcun modo sovrapponibili alla nullità codicistica, tradizionalmente intesa come quella patologia di gravità tale da rendere il negozio radicalmente improduttivo di effetti e insuscettibile di sanatoria.  La forma scritta prescritta a pena di nullità dall’art.  117 TUB, nella logica di quello che è stato definito in dottrina come “neo-formalismo comunitario”, assolve essenzialmente alla funzione di colmare il divario informativo esistente in determinati settori tra i soggetti che vi operano professionalmente ed il contraente debole.
Ne consegue che la forma scritta prescritta dall’art. 117 TUB non appare integrare un elemento costitutivo e strutturale del contratto, imposto, come nella tradizione romanistica, allo scopo di richiamare il contraente sull’importanza del negozio che si accinge a compiere, ma appare un adempimento imposto al contraente forte e strumentale ai doveri di correttezza, buona fede e trasparenza contrattuale necessari a colmare l’iniziale e fisiologico deficit informativo tra le parti. Tale nullità, atteso il suo carattere  "relativo" e la finalità protettiva degli interessi particolari del contraente debole, può apprezzarsi solo se vi sia stata in concreto una lesione dell’interesse protetto, lesione che, è di palmare  evidenza,  non  può  sussistere  per  la  mera  mancata  sottoscrizione  del  contratto  da parte della banca contraente, atteso che il cliente, ricevendo il contratto redatto per iscritto, è stato pienamente messo in  grado di conoscere e di comprendere ogni clausola contrattuale.
In altri termini, con la nullità atipica di cui all’art. 117 TUB il legislatore ha recepito il principio comunitario che impone, in caso di asimmetria informativa tra le parti, l’obbligo di clare loqui, affinché il cliente sia quanto più possibile reso edotto dei diritti e obblighi connessi ai contratti relativi ai rapporti bancari e all’erogazione del credito.
Ricostruita tale “nullità” in termini di una peculiare forma di tutela del contraente debole, ne consegue come la stessa non possa ritenersi sussistente qualora il contratto (rectius: il documento che raccoglie le clausole contrattuali) sia effettivamente redatto per iscritto e consegnato alla parte che l’ha sottoscritto, laddove venga dedotto soltanto il difetto di forma dell’accettazione da parte della Banca.

3) Per poter applicare la capitalizzazione periodica degli interessi passivi in contratti stipulati anteriormente l’entrata in vigore della delibera CICR del 9.2.2000 (avvenuta il 30.6.2000), è necessaria una nuova pattuizione scritta, non essendo sufficiente una mera comunicazione unilaterale della banca ancorché rispondente a quanto stabilito dall’art. 7 di detta delibera; pertanto, la pubblicazione sulla G.U. è condizione necessaria ma non sufficiente per l’adeguamento della Banca al combinato disposto dell’art. 120 TUB e dell’art. 7 della Delibera CICR del 2000 poiché, ai sensi del comma 2 della norma in esame, essa avrebbe dovuto fornire anche “opportuna notizia per iscritto alla clientela”. (Barbara Torti) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 07 Febbraio 2018.


Anatocismo – Adeguamento Delibera CICR 9/02/2000 – Necessità della approvazione scritta specifica.
Per i contratti accesi prima dell’entrata in vigore della Delibera CICR 9/02/00, l’adeguamento alla pari periodicità trimestrale previsto dalla Delibera richiede necessariamente la specifica approvazione scritta del correntista, per un duplice motivo: da un lato, l’adeguamento è da considerarsi peggiorativo rispetto alla preesistente situazione di diritto, dall’altro, è da rilevarsi la carenza di delega del CICR a normare i rapporti preesistenti, essendo, a seguito della sentenza n. 425/2000 della Corte Costituzionale venuto meno l'art. 25 comma 3 del D.Lgs. n. 342/1999, che costituiva il fondamento legittimante la disciplina transitoria posta dall’art. 7 della delibera C.I.C.R. (Antonio Giulio Pastore) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 21 Dicembre 2017.


Ordinanza ex art. 186-quater c.p.c. - Ripetizione di interessi anatocistici.
E’ ammissibile la richiesta di provvedimento anticipatorio di condanna ex art. 186-quater c.p.c. in materia di ripetizione di interessi anatocistici illegittimamente addebitati su conto corrente bancario.

Per quanto riguarda la rilevazione degli interessi usurari, la formula da applicarsi è quella dettata da Banca d’Italia, così come previsto nella sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 12965/2016.

L’eccezione di prescrizione è inammissibile ove la Banca la sollevi in maniera generica senza riferimento ai presupposti fattuali e giuridici della sua applicazione. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)
Tribunale Parma, 09 Ottobre 2017.


Anatocismo - Ripetizione di interessi anatocistici - Prescrizione.
L’eccezione di prescrizione deve essere specifica e non genericamente indicata con riferimento a tutte i versamenti compiuti anti decennio; è quindi onere della Banca provare -a fondamento dell’eccezione proposta, come imposto dalla norma generale di cui all’ art.2697 c.c.- quali singoli pagamenti riteneva prescritti per non avere natura ripristinatoria ma solutoria, in quanto solo nei confronti di questi ultimi sarebbe decorso il termine di prescrizione.   
In difetto di tali allegazioni, pertanto, si deve ritenere l’eccezione di prescrizione assolutamente infondata, non avendo la Banca dimostrato -con la produzione della relativa documentazione- quali versamenti erano di natura solutoria, essendosi invece limitata ad eccepire genericamente l’intervenuta prescrizione di tutte le operazioni/rimesse in conto anteriori al decennio dalla citazione, da essa ritenute sic et simpliciter solutorie sol per non avere –a suo dire- la correntista provato che il conto era affidato.   
Non incombe comunque sul correntista l’onere di provare la natura ripristinatoria di una rimessa, ma incombe sulla Banca l’onere di provarne la natura solutoria (provando che la stessa era in assenza di (o extra) affidamento) nel momento in cui ha ritenuto di eccepirne la prescrizione. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 19 Settembre 2017.


 .
E’ ammissibile nel primo grado il ricorso al procedimento sommario ai sensi dell’art. 702 bis c.p.c. in quanto lo stesso non comporta il raggiungimento di una decisione sommaria, sussistendo sempre e comunque una cognizione piena delle domande ed eccezioni. Esso comporta meramente il ricorso ad un’attività istruttoria semplificata, a seguito di scelta discrezione del giudice adito, a nulla rilevando la complessità delle questioni giuridiche presenti nella controversia né la difficoltà della materia, rilevando solamente la complessità o meno dell’attività istruttoria. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)

E’ ammissibile in corso di causa la modificazione della domanda di accertamento del saldo in quella di condanna a seguito dell’avvenuta chiusura del conto corrente trovando applicazione in merito quanto affermato dalle sentenza n. 12310 del 15.06.2015 delle SS.UU. della Corte di Cassazione, in base a cui “la modificazione della domanda … può riguardare anche uno o entrambi gli elementi oggettivi della stessa ("petitum" e "causa petendi"), sempre che la domanda così modificata risulti comunque connessa alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio e senza che, perciò solo, si determini la compromissione delle potenzialità difensive della controparte, ovvero l'allungamento dei tempi processuali”. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)

Quanto all’onere probatorio in ordine alla qualificazione delle varie rimesse, compete alla Banca, quale soggetto che eccepisce la prescrizione, specificare quali siano le rimesse aventi natura solutoria, vale a dire i singoli pagamenti in relazione ai quali sarebbe decorso il termine di prescrizione ed in relazione ai quali essa intenda avvalersi della facoltà di eccepire la prescrizione. Ciò in applicazione sia delle regole di cui all’art. 2697 c.c. sia della natura dispositiva dell’eccezione di prescrizione che, in quanto eccezione in senso stretto, impone a colui che le solleva di allegare e provare i fatti fondanti l’eccezione stessa.  La prescrizione deve essere pertanto eccepita dalla Banca in modo preciso, con l’indicazione dei versamenti che avrebbero avuto una funzione solutoria. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 20 Luglio 2017.


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Ai fini dell’adeguamento del contratto di conto corrente sottoscritto prima del 22 aprile 2000 circa la capitalizzazione paritetica di interessi attivi e passivi, la Banca deve dar prova di aver fatto sottoscrivere al correntista apposita clausola ai sensi di quanto previsto dall’art.7.3 di detta delibera, non essendo sufficiente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera citata e la sua comunicazione al correntista.
Ove contestata dalla Banca la prescrizione dell’azione di ripetizione delle somme ritenute indebite dal correntista, sarà onere della Banca dar prova dell’esistenza di eventuali rimesse solutorie, indicandole specificatamente, così come enunciato dalla sentenza della Cassazione n.4518/2014. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 04 Maggio 2017.


Consulenza tecnica preventiva ex art. 696 bis c.p.c. – Oggetto – Ambito di applicazione – Ammissibilità – Anatocismo bancario.
In materia di anatocismo bancario svolgere o meno un dato accertamento contabile ed elaborare un quesito peritale è il portato di una valutazione decisionale non demandabile a un CTU, incompatibile con le finalità conciliative della procedura di consulenza tecnica preventiva, che pertanto è inammissibile. (Massimo Pellizzato) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06 Aprile 2017.


Anatocismo bancario nei contratti “uso piazza” anteriori alla delibera Cicr 9/2/2000 – Illegittimità – Ricalcolo degli interessi senza operare alcuna capitalizzazione – Correttezza – Prova della pubblicazione dell’adeguamento alla delibera Cicr nella Gazzetta Ufficiale e comunicazione al correntista – Necessità – Prova della pattuizione di nuova regolamentazione degli interessi – Necessità.
Dichiarata la nullità della clausola contrattuale che consente la capitalizzazione trimestrale, e posto che il divieto di anatocismo stabilito dall’art. 1283 cod. civ. osterebbe anche ad un’eventuale previsione negoziale di capitalizzazione annuale, gli interessi a debito del correntista devono infatti essere calcolati senza operare alcuna capitalizzazione (Cass., Sez. Un., 24418/2010). Va precisato che, nel caso di specie, la banca convenuta ha dato atto di aver depositato, in allegato n. 4 alla comparsa di risposta, prova dell’avvenuta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di adeguamento alla delibera C.I.C.R. del 2000, ma tale documento non si rinviene nel fascicolo di parte, per cui non vi è alcuna prova dell’avvenuto adeguamento, né è possibile valorizzare a tal fine la comunicazione di adeguamento che il c.t.u. ha rinvenuto in allegato all’estratto conto al 30/6/2000 (all. 13 alla relazione peritale), sia perché la delibera C.I.C.R. prevedeva che l’adempimento avrebbe dovuto essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, sia perché non vi è prova che tale avviso sia stato effettivamente comunicato al correntista. Inoltre, nella pattuizione modificativa delle condizioni economiche del rapporto intervenuta in data 7/4/2000 non vi è traccia di una nuova regolamentazione anche della periodicità di capitalizzazione pattuita nel 1992. Pertanto, correttamente il consulente ha svolto una seconda ipotesi di calcolo (1.B), nella quale ha espunto dal conteggio la capitalizzazione degli interessi sino alla chiusura del rapporto, e alla quale si farà, dunque, riferimento del quantificare le somme dovute alla parte attrice. (Adolfo Pesaresi) (riproduzione riservata) Tribunale Frosinone, 10 Marzo 2017.


Mutuo – Usura – Verifica superamento tasso soglia – Tasso corrispettivo e tasso moratorio – Somma algebrica – Erroneità

Mutuo – Usura – Tasso moratorio – Verifica superamento tasso soglia – Esclusione

Mutuo – Usura – Interessi di mora – Ipotesi di ritardi di pagamento – Inammissibilità – Parametrazione a quota di capitale di singola rata – Inammissibilità

Mutuo – Usura – Calcolo TEG – Penale per estinzione anticipata – Non va compresa

Mutuo – Ammortamento alla francese – Anatocismo – Non ricorre

Mutuo – Ammortamento alla francese – Rate impagate – Addebito interessi di mora – Anatocismo – Non ricorre
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Ai fini della verifica del superamento del tasso soglia d’usura è scorretta la pretesa di sommare tasso corrispettivo e tasso di mora dal momento che gli interessi moratori nel caso di inadempimento si sostituiscono e non si aggiungono agli interessi corrispettivi. Ciò anche nel caso in cui il tasso di mora sia determinato applicando una maggiorazione percentuale sull’interesse corrispettivo perché ciò assume rilievo solo sotto il profilo della modalità adottata per la quantificazione del tasso. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

In assenza di rilevazioni specifiche del TEGM per gli interessi moratori da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze il vaglio di usurarietà di tale categoria di interessi resta circoscritto alla dimensione soggettiva dell’usura quando si dimostri ai sensi dell’art. 644 cp che detti interessi siano stati pattuiti in maniera tale da creare una sproporzione delle prestazioni, con approfittamento delle condizioni di difficoltà economiche e finanziarie del debitore. Deve, invece, escludersi qualunque valutazione di carattere oggettivo per sforamento del tasso soglia. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

Del tutto arbitraria, ai fini della verifica dello sforamento del tasso soglia d’usura da parte del tasso effettivo di mora (c.d. T.E.MO.), è la pratica di ipotizzare ritardi nei pagamenti che non abbiano alcun riscontro nei fatti di causa, così come è errato parametrare la quota di interessi moratori alla quota capitale della rata tardivamente onorata e non al capitale residuo al momento del pagamento, con l’effetto di individuare un tasso di mora nettamente superiore a quello effettivamente applicato. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

La penale per anticipata estinzione del mutuo non va computata nel TEG in quanto questa non costituisce un onere collegato all’erogazione del credito ma riguarda piuttosto una fase successiva e eventuale, ossia la risoluzione anzitempo del rapporto, volta a indennizzare la parte mutuante della perdita del lucro discendente dalla mancata corresponsione degli interessi originariamente programmati. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

Non comporta anatocismo la pattuizione di un piano di ammortamento alla francese, ossia mediante la previsione di rate di importo costante, ciascuna delle quali composta di una quota di capitale e una quota di interessi. Ciò in quanto in ciascuna rata la quota di interessi è calcolata non sull’intero importo mutuato ma sulla sola quota capitale via via decrescente per effetto del pagamento delle rate precedenti. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

Non comporta anatocismo l’addebito di interessi moratori su rate non tempestivamente pagate, comprensive anche della quota di interessi corrispettivi. Ciò a condizione che sugli interessi moratori così calcolati non siano calcolati interessi. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 16 Febbraio 2017.


Contratti bancari - Anatocismo - Affidamento - Prova.
Va dichiarata la nullità delle clausole anatocistiche contenute nei contratti bancari di conto corrente sottoscritti prima dell’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 09.02.2000, come delle clausole prevedenti interessi ultralegali facenti rinvio ai cosiddetti “uso piazza”.

In difetto di prova circa l’adeguamento della Banca alla delibera C.I.C.R. 09.02.2000 mediante approvazione scritta della clausola anatocistica, deve escludersi la possibilità per la Banca di capitalizzare gli interessi passivi anche successivamente all’entrata in vigore di detta delibera.

Nel caso sia provata l’esistenza dell’apertura di credito - deducibile anche dagli estratti conto prodotti in giudizio con riferimento all’applicazione di tassi differenti nella medesima liquidazione - ma non provato il limite della stessa, tutte le rimesse dovranno ritenersi ripristinatorie e conseguentemente andrà rigettata l’eccezione di prescrizione sollevata dalla Banca. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 15 Febbraio 2017.


Mutuo – Usura – Clausola di salvaguardia – E’ legittima

Mutuo – Usura – Tasso Soglia – Verifica del superamento – Tasso corrispettivo e tasso moratorio – Somma algebrica – Erroneità

Mutuo – Ammortamento alla francese – Non è anatocismo

Mutuo – Tasso corrispettivo – Tasso Euribor oltre spread – Determinazione per relationem 
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La presenza in un contratto di mutuo di una clausola di salvaguardia che circoscrive la misura degli interessi moratori entro il limite fissato dalla Legge n. 108 del 1996 impedisce il superamento del tasso soglia. Tale clausola è pienamente valida anche nel caso di sua non operatività al momento della stipula, essendo predisposta per un numero indeterminato di casi di mutuo a prescindere dal tasso applicato quale interesse corrispettivo e dal tasso soglia al momento della stipula. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

E’ del tutto infondata la tesi del confronto tra tasso soglia d’usura e somma algebrica di tasso corrispettivo e tasso moratorio. Tasso corrispettivo e tasso d’usura hanno, infatti, base di calcolo differente, essendo il tasso corrispettivo il tasso percentuale applicato sul credito concesso e il tasso di mora il tasso percentuale applicato alla singola rata scaduta e non pagata. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

E’ pienamente legittima la pratica del piano di ammortamento alla francese, non individuandosi in esso alcuna ipotesi di anatocismo, posto che pacificamente in tal caso l’interesse sul capitale residuo è calcolato secondo il metodo dell’interesse semplice e non composto. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

Non è nulla per indeterminatezza la clausola di un contratto di mutuo che fissa il tasso di interesse corrispettivo ancorandolo alla media giornaliera del tasso euribor a tre mesi, maggiorato di un dato tasso percentuale (cd spread) in ragione di anno, essendo il tasso determinabile per relationem. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 25 Gennaio 2017.


Anatocismo – Apertura di credito – Prova.
Va dichiarata la nullità delle clausole anatocistiche contenute nei contratti bancari di conto corrente sottoscritti prima dell’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 9 febbraio 2000, come delle clausole prevedenti interessi ultralegali facenti rinvio ai cosiddetti “uso piazza”.

In difetto di prova circa l’adeguamento della Banca alla delibera citata C.I.C.R., deve escludersi la possibilità per la Banca di capitalizzare gli interessi passivi anche successivamente all’entrata in vigore di detta delibera.

Nel caso sia provata l’esistenza dell’apertura di credito - deducibile anche dagli estratti conto prodotti in giudizio con riferimento all’applicazione di tassi differenti nella medesima liquidazione - ma non provato il limite della stessa, tutte le rimesse dovranno ritenersi ripristinatorie e conseguentemente andrà rigettata l’eccezione di prescrizione sollevata dalla Banca. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 11 Gennaio 2017.


Ordinanza ex art.702 ter - Ripetizione di interessi anatocistici -  Tribunale di Pavia.
In caso di mancata produzione del contratto di conto corrente è onere della banca provare che le clausole ritenute nulle rispondano invece ai requisiti di determinatezza e di forma richiesti dalla legge.

Nel caso sia provata l’esistenza dell’apertura di credito - deducibile anche dalle ammissioni della Banca a giustificazione dell’applicazione delle commissioni di massimo scoperto - ma non provato il limite della stessa, l’apertura di credito deve ritenersi illimitata e quindi tutte le rimesse devono ritenersi ripristinatorie, essendo peraltro irrilevante che il saldo del conto sia talvolta stato positivo, posto che i versamenti a carattere solutorio sono solo quelli diretti a reintegrare un passivo del conto eccedente i limiti dell’apertura di credito. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 22 Dicembre 2016.


Procedimento ex art.702 bis in materia di ripetizione di interessi anatocistici.
L’eccezione di prescrizione è inammissibile ove la Banca sollevi detta eccezione in maniera generica. E’ onere, infatti, di chi formula l’eccezione stessa di indicare puntualmente le rimesse aventi carattere solutorio, non potendo tale indagine essere affidata al ctu, posto che altrimenti la stessa avrebbe un contenuto esplorativo e ricercherebbe fatti costitutivi dell’eccezione che è onere dell’eccipiente dedurre nel processo.

L’individuazione di eventuali rimesse solutorie deve essere effettuato sul saldo del conto come rideterminato dal CTU una volta espunte le somme percepite sulla base di clausole nulle (e non sul saldo risultante dagli estratti conto – c.d. saldo Banca), posto che una clausola nulla non produce mai effetto e la nullità è imprescrittibile.

In assenza di approvazione per iscritto da parte del correntista, la capitalizzazione degli interessi passivi non si applicherà anche successivamente all’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 09.02.2000.

E’ illegittimo l’addebito della Commissione di Massimo Scoperto ove non siano indicati in modo chiaro il tasso applicabile, i criteri di applicazione e di calcolo della stessa e la sua periodicità. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 20 Settembre 2016.


Procedimento ex art.702 bis in materia di ripetizione di interessi anatocistici.
La costante esposizione debitoria del conto corrente protratta per tanti anni senza che la Banca abbia mai chiesto il rientro della somma comporta la natura affidata “di fatto” del conto corrente in quanto la Banca, tollerando la costante scopertura del conto, ha mostrato di voler considerare il conto in questione non propriamente scoperto, ma semplicemente passivo, e ciò sull’implicito ma chiaro presupposto del riconoscimento di un affidamento in linea di puro fatto.

Ove il conto corrente sia affidato, anche di puro fatto, è onere della Banca allegare quali tra le rimesse possano avere funzione solutoria; in difetto di tale prova le rimesse dovranno considerarsi tutte.

L’eccezione di prescrizione è inammissibile ove la Banca sollevi detta eccezione in maniera generica non allegando tantomeno provando le rimesse aventi funzione solutoria.  

In assenza di approvazione per iscritto da parte del correntista, la capitalizzazione degli interessi passivi non si applicherà anche successivamente all’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 09.02.2000. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 17 Settembre 2016.


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L’eccezione di prescrizione è inammissibile ove la Banca sollevi detta eccezione in maniera generica. E’ onere, infatti, di chi formula l’eccezione stessa di indicare puntualmente le rimesse aventi carattere solutorio, non potendo tale indagine essere affidata al CTU, posto che altrimenti la stessa avrebbe un contenuto esplorativo e ricercherebbe fatti costitutivi dell’eccezione che è onere dell’eccipiente dedurre nel processo
In assenza di approvazione per iscritto da parte del correntista, la capitalizzazione degli interessi passivi non si applicherà anche successivamente all’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 09.02.2000.  
E’ illegittimo l’addebito della Commissione di Massimo Scoperto ove non siano indicati in modo chiaro il tasso applicabile, i criteri di applicazione e di calcolo della stessa e la sua periodicità. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 08 Settembre 2016.


Azione di accertamento negativo debito su conto corrente – Illegittimità dell’anatocismo per contrarietà all’art.1283 c.c..
È nulla la clausola contenuta nei contratti stipulati prima del 22.04.00 che prevede la possibilità, per la banca, di applicare l’anatocismo trimestrale sui saldi debitori del correntista, per violazione del divieto stabilito dall’art.1283 c.c., il quale osterebbe anche un’eventuale previsione negoziale di capitalizzazione annuale. Ne consegue che gli interessi a debito del correntista devono essere calcolati senza operare alcuna capitalizzazione (per tutte, Cass. S.U. n. 24418/2010). (Lorenzo Di Antonio) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 30 Giugno 2016.


 .
Il correntista che agisce per la ripetizione di somme indebitamente versate alla banca ha l'onere di allegare e provare i fatti costitutivi della sua pretesa mediante la produzione del contratto di conto corrente e degli estratti conto relativi all'intero rapporto contrattuale.

"nel caso in cui il correntista agisca per la ripetizione delle somme indebitamente versate sul conto corrente, anche in ragione della nullità di determinate clausole contrattuali, lo stesso ha l’onere di produrre in giudizio l’intera sequenza di estratti conto che, peraltro, sono direttamente accessibili alla parte istante, posto il diritto del correntista, ex art. 119 t.u.b. di ottenere dall’istituto bancario, a proprie spese, la consegna di copia della documentazione relativa a ciascuna operazione registrata sull’estratto conto nell’ultimo decennio. Nel caso in cui (come nella specie) parte attrice non produca la documentazione contabile a sostegno della domanda, né tantomeno dimostri di aver avanzato, prima del giudizio, la richiesta alla banca di acquisizione della documentazione contabile e di non aver ricevuto riscontro o di aver avuto un diniego a detta richiesta, tale carenza probatoria non può essere colmata mediante l’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. , in quanto il suddetto ordine non può supplire al mancato assolvimento dell’onere della prova a carico della parte istante" (Tribunale Nocera Inferiore, sez. II, 29/01/2013, n. 79).

In materia di C.M.S.: In mancanza di dimostrazione da parte dell’attrice della circostanza che la commissione stessa sarebbe stata comunque applicata, avendo genericamente ventilato tale ipotesi, non supportata da alcun valido riscontro documentale, attesa la frammentaria ed incompleta produzione degli estratti conto, non si può supplire a tale lacuna probatoria mediante la invocata CTU, che avrebbe una inammissibile finalità esplorativa.

Priva di pregio appare anche l'ulteriore eccezione di nullità del contratto di conto corrente per mancata sottoscrizione da parte della banca; infatti, la sottoscrizione del correntista è di per sè idonea a perfezionare il contratto nella forma richiesta dalla legge, atteso che la volontà del proponente è già espressa nel documento tipo dal medesimo predisposto (vedi Tribunale di Monza, 13.05.2012). A ciò aggiungasi che, secondo la S.C., nel caso in cui manchi la firma sul contratto da parte della banca, l'intento di questa di avvalersi del contratto stesso risulterebbe, comunque, oltre che dal deposito del documento in giudizio, dalle manifestazioni di volontà esternate ai clienti nel corso del rapporto di conto corrente da cui si evidenzia la volontà di avvalersi del contratto (sono sufficienti, a tal fine, le comunicazioni degli estratti conto), con conseguente perfezionamento dello stesso (cfr., tra le tante, Cass. n.22223/06). (Ernestina De Medio) (riproduzione riservata)
Tribunale Lanciano, 08 Giugno 2016.


Anatocismo: Procedimento ex art.702 bis in materia di ripetizione di interessi anatocistici.
L’eccezione di prescrizione è inammissibile ove la Banca sollevi detta eccezione in maniera generica. E’ onere, infatti, di chi formula l’eccezione stessa di indicare puntualmente le rimesse aventi carattere solutorio, non potendo tale indagine essere affidata al ctu, posto che altrimenti la stessa avrebbe un contenuto esplorativo e ricercherebbe fatti costitutivi dell’eccezione che è onere dell’eccipiente dedurre nel processo.
In assenza di approvazione per iscritto da parte del correntista, la capitalizzazione degli interessi passivi non si applicherà anche successivamente all’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 09.02.2000.  
E’ illegittimo l’addebito della Commissione di Massimo Scoperto ove non siano indicati in modo chiaro il tasso applicabile, i criteri di applicazione e di calcolo della stessa e la sua periodicità. (Andrea Pirola) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 21 Aprile 2016.


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In difetto di prova concreta da parte della Banca della pattuizione di interessi anatocistici, ultralegali, CMS e spese il conto corrente, ove siano applicati detti oneri, va depurato di detti oneri.
In difetto di prova circa la pattuizione di una prassi anatocistica, deve escludersi ogni effetto di tale natura in relazione al rapporto oggetto di causa, senza che in proposito possa assumere rilievo alcuna la Delibera C.I.C.R. del 9.2.2000.
Perchè, infatti, in forza di tale Delibera possa considerarsi legittima la capitalizzazione degli interessi con decorrenza al 30.6.2000, è infatti, necessario dimostrare in primo luogo che una pattuizione in termini di capitalizzazione degli interessi fosse inserita nel contratto di conto corrente e, in secondo luogo, che la banca correttamente si sia adeguata a alla nuova disciplina dettata dal secondo comma dell’art. 120 TUB (nella versione all’epoca vigente), secondo le modalità dettate dall’art. 7 della citata Delibera C.I.C.R. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 18 Aprile 2016.


Nullità clausole contrattuali - Azione del garante ex art. 1945 c.c..
L'azione del garante ex art. 1945 c.c. è volta alla corretta rideterminazione del saldo dare-avere del rapporto bancario di c/c attraverso una ricostruzione che depuri il rapporto stesso dagli effetti determinati dalla presenza di eventuali clausole nulle, quali la capitalizzazione trimestrale, da prassi del tutto arbitrarie, quali l'addebito di interessi ultralegali non concordati e indeterminati e da altri eventuali oneri non pattuiti, come la commissione di massimo scoperto, le valute e le spese. (Adolfo Pesaresi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 12 Aprile 2016.


Anatocismo bancario – Capitalizzazione – Nuovo art. 120 TUB – Divieto di anatocismo (escluso) – Iter normativo incompleto – Delibera CICR – Incompatibilità disciplina comunitaria.
In tema di efficacia del nuovo art. 120 TUB come modificato dalla legge di stabilità del 2014, affermare una cogenza immediata del divieto di anatocismo introdotto dalla normativa, diversamente da quanto avvenuto nel recente passato sempre in subiecta materia, comporterebbe una ingiustificata sperequazione giuridica tra gli istituti di credito e gli altri soggetti interessati al fenomeno, ma anche tra gli stessi utenti del sistema bancario, i quali, non essendo tutti debitori e negativamente esposti alla capitalizzazione degli interessi passivi, potrebbero, in quanto creditori, essere, invece, ben favorevoli all’applicazione di detto istituto relativamente agli interessi attivi.

Il nuovo art. 120 TUB non ha efficacia immediatamente precettiva, in quanto l’iter normativo delineato dal legislatore non è giunto a conclusione, essendo indispensabile la delibera CICR, come previso dall’art. 161 V comma TUB.

La necessità di una precisa regolamentazione del predetto divieto in tutti i suoi aspetti ed implicazioni, prima della sua effettiva entrata in vigore, sembra altresì trovare giustificazione anche in esigenze di armonizzazione della nuova e ben più rigorosa disciplina nazionale con quella in vigore nel resto dell’UE. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 25 Marzo 2016.


Conto corrente - Violazioni di norme imperative - Nullità - Contestazione del titolo posto a fondamento della richiesta - Elementi già acquisiti al giudizio - Rilevabilità in ogni stato e grado del giudizio.
La nullità delle clausole del contratto di conto corrente conseguente a violazioni di norme imperative (come ad esempio, clausole in cui è stato previsto un tasso d’interesse usurario o la capitalizzazione con qualsiasi periodicità degli interessi a debito o la commissione di massimo scoperto o l’anticipazione non contrattualizzata della valuta) qualora vi sia stata contestazione anche per ragioni diverse sul titolo posto a fondamento della richiesta di interessi, può essere rilevata in ogni stato e grado del giudizio, purché basata su elementi già acquisiti al giudizio, senza che ciò si traduca in una violazione dei principi della domanda e del contraddittorio. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 22 Marzo 2016.


Mutuo – Anatocismo – Ammortamento alla francese – Irrilevanza.
Nel contratto di mutuo che preveda un piano di ammortamento cd alla francese non vi è alcuna violazione del divieto di anatocismo, posto che in tal caso la quota di interessi dovuta per ciascuna rata di ammortamento è calcolata applicando il tasso convenuto solo sul capitale residuo, mentre l’anatocismo consiste nella diversa  operazione di calcolare interessi sugli interessi. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 08 Marzo 2016.


Mutuo - Interessi di mora - Corrispettivo del mutuo - Esclusione - Cumulo dei tassi corrispettivi e di mora - Esclusione - Ammortamento alla francese.
La manualistica insegna che gli interessi di mora costituiscono una forma di liquidazione preventiva del danno da ritardo nell'adempimento e svolgono altresì una funzione deterrente dell’inadempimento stesso. Essi non possono quindi considerarsi un corrispettivo del mutuo in quanto non costituiscono un costo economico necessario del finanziamento, ma un onere del tutto eventuale destinato a venire in rilievo solo nella fase esecutiva del contratto e in caso di andamento patologico del rapporto
 
L’impiego dei termini "corrispettivo” e "remunerazioni" evoca senza dubbio quel rapporto di sinallagmaticità (e quindi l’interdipendenza causale delle prestazioni tra loro, per l’appunto, corrispettive) che non può sussistere con riguardo agli interessi moratori, la cui pattuizione ha invece funzione di preventiva liquidazione del danno da ritardo nell'obbligazione pecuniaria e di coercizione indiretta finalizzata a sollecitare lo spontaneo adempimento del debitore.
 
Va senz'altro  accantonata la tesi del cumulo tra i tassi d'interesse corrispettivi e i moratori. Si tratta infatti di una operazione assolutamente errata e illogica già dal punto di vista matematico. Se si parte dal presupposto che il tasso d'interesse è, in parole povere, la grandezza espressa in percentuale per un dato periodo di tempo che indica quanta parte della somma prestata debba essere corrisposta come interesse al termine del periodo di tempo considerato, è agevole comprendere come non sia possibile effettuare un calcolo unitario sommando il tasso dei corrispettivi con quello di mora perché sono totalmente diversi gli elementi del calcolo ed il lasso temporale da prendere in considerazione.
 
L’interesse di mora non può essere raffrontato con i tassi soglia. Così come sarebbe palesemente scorretto calcolare nel costo del credito convenzionalmente pattuito gli addebiti a titolo di imposte (senz’altro esclusi in forza delle stessa norma primaria) così come sarebbe errato confrontare gli interessi pattiziamente convenuti per una data operazione di credito con i tassi soglia di una diversa tipologia di operazione creditizie, risulta altrettanto scorretto procedere al raffronto tra dati che costituiscono lo sviluppo ed il risultato di calcoli matematici differenti ovvero l’inclusione nel TEG di oneri non contemplati per la rilevazione del TEGM.
 
Anche ove si volesse ritenere che gli interessi moratori siano soggetti al rispetto della normativa antiusura, l’eventuale nullità ex art. 1815, co. 2 c.c., proprio in ragione della pacificazione riconosciuta autonomia funzionale tra le diverse tipologie di interessi, riguarderebbe unicamente la clausola in questione e non travolgerebbe l’onerosità del contratto, rendendo l’operazione di finanziamento gratuita.
 
Deve escludersi che nell'ammortamento con rata costante e rimborso graduale del capitale vi possa essere l’applicazione di interessi anatocistici, in quanto tale fenomeno può sussistere e si avrebbe "interesse composto" soltanto se gli interessi maturati sul debito in un dato periodo si aggiungono al capitale, andando cosi a costituire la base di calcolo, ossia il capitale produttivo di interessi, del periodo successivo e così via. (Giuseppe Campo) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 12 Novembre 2015.


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Grava sull'intermediario l'onere della massima trasparenza e chiarezza informativa in operazioni particolarmente complesse come i contratti di swap, anche in rapporto ad un soggetto classificato come operatore qualificato. (Alessandro Palmigiano) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 06 Ottobre 2015.


Contratti bancari – Conto corrente – Aperto prima del 1999 – Anatocismo successivo al giugno 2000 – Ammissibilità – Condizioni.
In un contratto di conto corrente bancario stipulato prima del d.lgs. 4 agosto 1999, n. 342 che alla data del 31 dicembre 2000 recava un saldo positivo per il correntista, è legittima la capitalizzazione reciproca degli interessi in dare ed in avere se dal mese di giugno 2000 la Banca, in conformità di quanto previsto dal combinato disposto dell’art. 25 del citato decreto legislativo e della delibera CICR del 9 febbraio 2000, abbia applicato il criterio della capitalizzazione trimestrale reciproca (fattispecie riguardante conto corrente chiuso prima del 1° gennaio 2014). (Avv. Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 29 Luglio 2015.


Anatocismo - Procedimento ex art.702-bis in materia di ripetizione di interessi anatocistici.
L’eccezione di prescrizione è inammissibile ove la Banca non indichi precisamente i versamenti di natura solutoria.
In assenza di approvazione per iscritto da parte del correntista, la capitalizzazione degli interessi passivi non si applicherà anche successivamente all’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 09.02.2000.  
E’ illegittimo l’addebito della Commissione di Massimo Scoperto ove non siano indicati in modo chiaro il tasso applicabile, i criteri di applicazione e di calcolo della stessa e la sua periodicità.
In caso di conto corrente ancora in essere, ove la Banca chiedesse in via riconvenzionale il saldo negativo del conto, detta domanda legittima il correntista attore a chiedere, anche in sede di precisazione delle conclusioni, la condanna della Banca alla ripetizione dell’eventuale saldo attivo ricalcolato, in quanto, con la domanda riconvenzionale, la Banca ha di fatto risolto il conto corrente. (Andrea Pirola) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 25 Giugno 2015.


Anatocismo bancario e tasso di interesse creditorio – Tasso di interesse meramente simbolico – Nullità della clausola anatocistica – Ricalcolo del credito senza capitalizzazione degli interessi.
È nulla la clausola contrattuale che prevede la capitalizzazione degli interessi creditori quando il tasso a favore del cliente può ritenersi meramente simbolico (es. 0,01% annuo, ossia pari ad € 1 lordo per un accredito di € 10.000,00 per un intero anno); in tal caso si configurerebbe la classica vendita “nummo uno” nota alla manualistica e, pertanto, con la previsione del solo tasso debitore a favore della banca, non si realizzerebbe la pari periodicità di capitalizzazione. Qualora si riscontrasse, secondo i principi sopra espressi, una capitalizzazione degli interessi calcolata a seguito di clausola viziata da tale nullità, il rapporto dare/avere dovrà essere ricalcolato senza applicare alcuna capitalizzazione degli interessi creditori. (Gabriele Marco Chiparo) (riproduzione riservata) Tribunale Imperia, 12 Giugno 2015.


Conto corrente – Interessi anatocistici – Specifica pattuizione per iscritto – Assenza clausola contrattuale – Nullità – Ricalcolo

Conto corrente – Commissione massimo scoperto – Specifica pattuizione per iscritto – Indeterminatezza clausola contrattuale – Nullità – Ricalcolo

Conto corrente – Spese di tenuta e chiusura del conto – Specifica pattuizione per iscritto – Indeterminatezza della clausola contrattuale – Nullità – Ricalcolo

Conto corrente – Decorrenza valuta – Specifica pattuizione per iscritto – Ricostruzione
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La clausola che prevede la corresponsione di interessi anatocistici deve essere specificamente approvata per iscritto. In difetto di tale espressa previsione contrattuale, pertanto, tutte le somme versate dal correntista all’istituto di credito a tale titolo sono da ritenersi versate senza causa. Per l’effetto, gli interessi a debito del correntista devono essere (ri)calcolati senza operare alcuna capitalizzazione, con tasso determinato dal valore – minimo per gli interessi debitori e massimo per quelli creditori – dei Bot annuali emessi nei dodici mesi precedenti ad ogni chiusura trimestrale del conto. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Deve essere dichiarata la nullità della clausola che prevede la commissione di massimo scoperto, se la stessa non è stata specificamente approvata per iscritto o se dal contratto risulta assolutamente indeterminato il criterio di calcolo del relativo tasso. Tale clausola, cioè, deve indicare in modo chiaro il tasso, i suoi criteri di applicazione e la periodicità dell’applicazione stessa. In difetto di tali indicazioni, la clausola è senz’altro nulla per indeterminatezza: così derivandone che le somme addebitate a titolo di c.m.s. sono pagate senza causa, con gli effetti che ne derivano in termini di restituzione e ricalcolo. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Sono nulle le clausole che prevedono spese di gestione e chiusura del conto, se non sono state specificamente pattuite o hanno oggetto indeterminato. Ne deriva che le somme addebitate al cliente a tale titolo sono illegittime, con le relative conseguenze in termini di restituzione e ricalcolo. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

In assenza di specifica pattuizione scritta, l’istituto di credito non può differire la decorrenza della valuta ad un giorno diverso da quello dell’effettivo accreditamento della somma sul conto. In caso di illegittimo differimento occorrerà quindi procedere alla ricostruzione del rapporto a partire dalla data di valuta di ciascuna operazione, essendo quello il giorno effettivo di disponibilità della somma. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 04 Maggio 2015.


Conto corrente bancario - Procedimento di ingiunzione - Giudizio di opposizione - Produzione di perizia econometrica - Gravi motivi ex art. 649 c.p.c. che giustificano la sospensione della provvisoria esecutorietà dell’ingiunzione concessa ex art. 642 c.p.c...
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, costituiscono gravi motivi ai sensi dell'art. 649 c.p.c. le specifiche contestazioni attinenti alla violazione della normativa in materia di usura ed anatocismo, con illegittima capitalizzazione degli interessi ed indeterminatezza degli stessi (L. n. 108 del 1996, nonché degli artt. 1283 e 1284 c.c), qualora supportate da conteggi contenuti in una perizia econometrica di parte. (Domenico Beraldi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 14 Aprile 2015.


Provvedimenti di istruzione preventiva – Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite – Quesito in materia di interessi usurari, anatocismo, commissioni e spese indebite – Determinazione e rettifica saldo di conto corrente ancora in essere – Ammissibile.
E’ pienamente ammissibile la procedura di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ex art. 696 bis c.p.c. anche nell’ambito dei rapporti bancari per controversie aventi ad oggetto la contestazione di addebiti illegittimi (interessi usurari e anatocistici, commissioni di massimo scoperto, valute fittizie, etc.).
L’azione del ricorrente, infatti, è preordinata a verificare l’illegittimità di tali addebiti negli estratti conto e, pertanto, il diritto di credito può annoverarsi nella categoria dei “crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito” previsti dalla norma codicistica.

La funzione deflattiva dell’istituto, unita alla finalità di istruzione preventiva, non permette interpretazioni eccessivamente formalistiche e restrittive.

Il ricorso è ammissibile anche nell’ipotesi di conto corrente ancora aperto, in quanto l’interesse del cliente trova soddisfazione nel ricalcolo dell’effettivo saldo, depurato dagli addebiti nulli, e la domanda di nullità può essere sempre proposta anche in costanza di rapporto. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 17 Marzo 2015.


Illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi – Art. 7 Delibera CICR del 9 febbraio 2000 – Condizioni peggiorative rispetto alla normativa previgente – Specifica negoziazione dell’anatocismo.
La nuova disciplina dell’anatocismo delinea per il correntista un trattamento giuridico deteriore rispetto a quello previgente incardinato sul solo art. 1283 cod. civ. infatti mentre nel quadro normativo previgente era bandita qualsivoglia forma di anatocismo nel nuovo quadro normativo l’anatocismo è ammesso alla blanda condizione dell’osservanza dell’identico periodo di capitalizzazione degli interessi. Ne discende, che alla stregua dello stesso articolo 7 citato la banca – in relazione ai rapporti pregressi – per poter procedere alla capitalizzazione degli interessi passivi maturati a credito del correntista, necessita della “preventiva approvazione” del cliente non essendo all’uopo sufficiente una semplice comunicazione unilaterale.
Ne consegue la radicale illegittimità dell’anatocismo addebitato anche per il periodo successivo all’entrata in vigore della delibera CICR fino alla chiusura del conto con la conseguenza che gli interessi anatocistici addebitati dalla banca vanno esclusi per tutta la durata del rapporto. (Mirko Parentini) (riproduzione riservata)
Tribunale Alessandria, 21 Febbraio 2015.


Opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo – Contestazione di interessi usurari e indeterminati – Produzione di perizia econometrica – Controcredito invocato dalla parte opponente – Mancata indicazione, da parte dell’opposta, delle somme pretese – Impossibilità di verificare superamento del tasso soglia in assenza di CTU – Rischio di decozione per l’impresa debitrice – Gravi motivi per sospensione – Sussistono.
Nell’opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, costituiscono gravi motivi ai sensi dell’art. 649 c.p.c. le contestazioni attinenti alla violazione della normativa in materia di usura in un contratto di leasing strumentale, con indeterminatezza degli interessi (L. n. 108 del 1996, nonché degli artt. 1283 e 1284 c.c.), qualora finalizzate ad evidenziare l’erroneità dell’importo del debito complessivo e comprovare anzi la sussistenza di un controcredito da parte dell’impresa locataria.

La parte opposta, anche in tale fase, è tenuta a indicare specificamente l’entità delle somme pretese, al fine di consentire la verifica del lamentato superamento del tasso soglia.

Il periculum in mora è rappresentato dal concreto rischio di decozione della parte opponente in caso di mancata sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, quando quest’ultimo abbia ad oggetto la restituzione di mezzi costituenti il complesso produttivo aziendale, che risulterebbe irrimediabilmente depauperato. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata)
Tribunale Bergamo, 22 Gennaio 2015.


Anatocismo - Ammortamento alla francese - Interessi.
Si ha anatocismo, rilevante agli effetti dell’art. 1283 c.c., soltanto se gli interessi maturati sul debito in un determinato periodo si aggiungono al capitale, andando così a costituire la base di calcolo produttiva di interessi nel periodo. La previsione di un piano di rimborso con rata fissa costante (c.d. ammortamento “alla francese”) non comporta invece alcuna violazione dell’art. 1283 c.c., poiché gli interessi di periodo vengono calcolati sul solo capitale residuo e alla scadenza della rata gli interessi maturati non vengono capitalizzati, ma sono pagati come quota interessi della rata di rimborso. (Andrea Vascellari) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 12 Gennaio 2015.


Anatocismo - Indicazione dei versamenti di natura solutoria - Onere a carico della banca.
L’eccezione di prescrizione è inammissibile ove la Banca non indichi precisamente i versamenti di natura solutoria. (Laura Cortellaro) (riproduzione riservata)

In assenza di approvazione per iscritto da parte del correntista, la capitalizzazione degli interessi passivi non si applicherà anche successivamente all’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 9 febbraio 2000. (Laura Cortellaro) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 20 Ottobre 2014.


Capitalizzazione anatocistica trimestrale degli interessi passivi – Illegittimità per il periodo anteriore al luglio 2000 – Illegittimità per il periodo successivo ove non ci sia eguale previsione di capitalizzazione attiva – Sanzione dell’assenza di capitalizzazione e non già di capitalizzazione annuale.

Commissione massimo scoperto – Validità solo se determinatezza o determinabilità dell’onere aggiuntivo imposto – Necessità di previsione di tasso, criteri di calcolo e periodicità – Sussiste.

Prescrizione del diritto alla ripetizione delle somme versate per anatocismo – Termine ordinario decennale ex art. 2946 c.c. – Decorrenza dalla chiusura del conto per rimesse ripristinatorie o dalla singola annotazione per rimesse solutorie.

Rapporto dare/avere a seguito di invalidità della pattuizione anatocistica – Mancata disponibilità di tutti gli estratti conto relativi al rapporto in contestazione – Onere della prova – Ricostruzione muovendo dal saldo zero nel caso la banca agisca per il pagamento ed il primo estratto conto disponibile sia a debito per il cliente – Ricostruzione sulla base delle risultanze degli estratti conto nel caso il correntista agisca in ripetizione.
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Nel caso di illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi da parte della banca, poiché effettuata prima del 1/7/2000 o poiché effettuata successivamente ma senza riconoscere eguale periodicità nel calcolo degli interessi attivi, non è dovuta capitalizzazione alcuna, nemmeno annuale. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

La commissione di massimo scoperto, per essere valida, deve rivestire i requisiti della determinatezza o determinabilità dell’onere aggiuntivo che viene ad imporsi al cliente, e ciò accade quando sono previsti sia il tasso della commissione, sia i criteri di calcolo, sia la sua periodicità. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

La prescrizione del diritto a conseguire la ripetizione delle somme versate per anatocismo è quella decennale ordinario ex art. 2946 c.c., ed il termine prescrizionale decorre dalla chiusura del conto nel caso di rimesse meramente ripristinatorie della provvista, o dalla data di annotazione in conto delle singole poste nel caso di rimesse solutorie. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Ritenuta l’invalidità della pattuizione di interessi anatocistici, nel caso di mancata disponibilità di tutti gli estratti conto relativi al rapporto in contestazione, per il riparto dell’onere probatorio occorre distinguere due situazioni: laddove sia la banca ad agire per il pagamento ed il primo estratto conto sia a debito per il cliente, la ricostruzione dell’andamento del rapporto deve essere effettuata partendo dal saldo zero; nel caso invece in cui sia il correntista ad agire in ripetizione, la ricostruzione del rapporto è circoscritta al periodo in relazione al quale risultano prodotti gli estratti conto, senza potere muovere dal saldo zero in caso di un primo estratto conto a debito per il cliente. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 23 Aprile 2014.


Commissione di massimo scoperto - Ripetizione degli importi illegittimamente addebitati sul conto - Prescrizione - Decorrenza - Distinzione tra versamenti con funzione ripristinatoria della provvista e versamenti con funzione solutoria.

Ripetizione degli importi illegittimamente addebitati sul conto - Prescrizione - Decorrenza - Onere della prova della funzione dei singoli versamenti.
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Poiché la natura e la funzione della commissione di massimo scoperto non si discosta da quella degli interessi, essendo entrambi destinati a remunerare la banca dei finanziamenti erogati, il principio enunciato dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione con la sentenza n. 24428 del 2010 (decorrenza della prescrizione decennale dell'azione di ripetizione degli importi illegittimamente addebitati sul conto distinguendo tra versamenti con funzione ripristinatoria e versamenti con funzione solutoria della provvista) può essere applicato anche al fine di stabilire la decorrenza della prescrizione dell'azione di ripetizione degli importi illegittimamente addebitati a titolo di commissione di massimo scoperto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

I versamenti eseguiti sul conto corrente in costanza di rapporto hanno normalmente funzione ripristinatoria della provvista e non determinano uno spostamento patrimoniale dal solvens all’accipiens e, poiché tale funzione corrisponde allo schema causale tipico del contratto, una diversa finalizzazione dei singoli versamenti, o di alcuni di essi, deve essere in concreto provata da parte di chi intende far percorrere la prescrizione dalle singole annotazioni delle poste illegittimamente addebitate. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 26 Febbraio 2014, n. 4518.


Anatocismo bancario e tasso di interesse creditorio – Tasso di interesse meramente simbolico – Nullità della clausola anatocistica – Ricalcolo del credito senza capitalizzazione degli interessi.
È nulla la clausola contrattuale che prevede la capitalizzazione degli interessi creditori quando il tasso a favore del cliente può ritenersi meramente simbolico (es. 0,01% annuo, ossia pari ad € 1 lordo per un accredito di € 10.000,00 per un intero anno); in tal caso si configurerebbe la classica vendita “nummo uno” nota alla manualistica e, pertanto, con la previsione del solo tasso debitore a favore della banca, non si realizzerebbe la pari periodicità di capitalizzazione. Qualora si riscontrasse, secondo i principi sopra espressi, una capitalizzazione degli interessi calcolata a seguito di clausola viziata da tale nullità, il rapporto dare/avere dovrà essere ricalcolato senza applicare alcuna capitalizzazione degli interessi creditori. (Gabriele Marco Chiparo) (riproduzione riservata) Tribunale Imperia, 31 Gennaio 2014.


Opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo – Contestazione di interessi anatocistici e usurari – Produzione di perizia econometrica – Conteggi analitici – Gravi motivi per sospensione – Sussistono..
Nell’opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, costituiscono gravi motivi ai sensi dell’art. 649 c.p.c. le specifiche contestazioni attinenti alla violazione della normativa in materia di anatocismo ed usura, con illegittima capitalizzazione degli interessi ed indeterminatezza degli stessi (L. n. 108 del 1996, nonché degli artt. 1283 e 1284 c.c.), qualora supportate da analitici conteggi contenuti nella perizia di parte e finalizzate ad evidenziare l’erroneità dell’importo del debito complessivo. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 21 Gennaio 2014.


Anatocismo - Contratto di conto corrente bancario stipulato anteriormente al 22 aprile 2000 - Nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici - Necessità di calcolo degli interessi a debito senza alcuna capitalizzazione - Tutela dell'affidamento della banca per "overruling" - Esclusione - Fondamento..
In ipotesi di conto corrente bancario stipulato anteriormente al 22 aprile 2000, l'esclusione del diritto della banca ad operare qualsiasi capitalizzazione degli interessi a debito del correntista, in seguito alla dichiarazione di nullità della relativa pattuizione, secondo quanto precisato dalla sentenza n. 24418 del 2010 resa dalle Sezioni Unite della Suprema Corte, non integra alcuna ipotesi di "overruling" a tutela dell'affidamento incolpevole della banca stessa, trattandosi di mutamento di giurisprudenza riguardante norme di carattere sostanziale e non processuale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 03 Settembre 2013, n. 20172.


Contratti Bancari – Apertura di credito in conto corrente – Deposito di C.T.U. contabile – Istanza ex art. 186quater c.p.c. – Ammissibilità..
E’ ammissibile, a seguito del deposito di CTU contabile che individua il dare/avere tra le parti in causa, la proposizione di istanza ex art. 186 quarter c.p.c. per conto della parte a favore della quale è stato accertato il credito. (Andrea Massa) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 16 Luglio 2013.


Contratti Bancari – Apertura di credito in conto corrente – C.M.S. – applicazione sull’entità del fido utilizzato – Nullità per assenza di giustificazione causale..
Quando la Banca applica la commissione di massimo scoperto in caso di concreto utilizzo dell’apertura di credito, la stessa risulta essere priva di una giustificazione causale, in quanto il corrispettivo della messa a disposizione del cliente di una certa somma è rappresentato dai soli interessi corrispettivi applicati, che dovranno essere calcolati, nella misura convenuta, sulla somma concretamente utilizzata e per tutto il periodo di tempo in cui la somma è stata utilizzata. (Andrea Massa) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 16 Luglio 2013.


Contratti Bancari – Apertura di credito in conto corrente – Ripetizione dell’indebito – Interessi – Decorrenza dalla messa in mora – Maggior danno ex art. 1224.2..
Sull’indebito in materia di contratto di apertura di credito bancario sono dovuti a favore del correntista gli interessi legali dalla messa in mora al saldo con capitalizzazione degli stessi nei termini di cui all’art. 1283 c.c. a far data dalla domanda giudiziale. Trattandosi di un indebito oggettivo e di una obbligazione di valuta è altresì dovuto il risarcimento del maggior danno ex art. 1224 co. 2 c.c., che “può ritenersi esistente in via presuntiva in tutti i casi in cui, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali” (In tal senso Cass. SS.UU. n. 19499/08). (Andrea Massa) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 16 Luglio 2013.


Interessi - Anatocismo - Contratti di mutuo agrario di miglioramento di cui alla legge 5 luglio 1928, n. 1760 - Anatocismo - Limitazioni di cui all'art. 1283 cod. civ. - Applicabilità - Usi normativi, anteriori al 1942, che consentissero l'anatocismo oltre i limiti poi previsti da tale norma - Insussistenza - Conseguenze.
In tema di mutuo agrario di miglioramento disciplinato dalla legge 5 luglio 1928, n. 1760, e con riferimento al calcolo degli interessi di mora, devono ritenersi applicabili le limitazioni previste dall'art. 1283 cod. civ., non rilevando, in senso opposto, l'esistenza di un uso bancario contrario a quanto disposto dalla norma predetta e non essendo l'anatocismo previsto dalla legislazione di settore, in deroga all'art. 1283 cod. civ.; poiché con riguardo al suddetto mutuo non è dato rinvenire, in epoca anteriore al 1942, alcun uso che consentisse l'anatocismo oltre i limiti poi previsti dall'art. 1283 cod. civ., sono illegittime tanto le pattuizioni, quanto i comportamenti - ancorchè non tradotti in patti - che si risolvano in un'accettazione reciproca, ovvero in una unilaterale imposizione, di una disciplina diversa da quella legale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 29 Gennaio 2013.


Contratti bancari – Interessi – Anatocismo – Delibera CICR 09.02.2000..
In tema di anatocismo bancario, la Delibera CICR 09.02.2000 non può essere interpretata in contrasto con i principi generali la cui deroga può ammettersi solo in presenza di una chiara, puntuale direttiva del legislatore cosicché l’applicazione di interessi su interessi da parte dell’Istituto di credito è legittimo solo per i contratti stipulati dopo il 21.04.2000 – data di entrata in vigore di detta Delibera – e sempre che sussista una specifica pattuizione tra le parti (art. 6) e/o , con riguardo ai contratti bancari stipulati prima di tale data, quando sia stato raggiunto un nuovo accordo col cliente atto a consentire l’effettivo adeguamento da parte della banca alla normativa in questione. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 26 Luglio 2012.


Procedimento per decreto ingiuntivo – Richiesta del creditore cumulativa di capitale, interessi, clausola penale – Riduzione ex officio degli accessori (interessi e penale) – Sussiste..
La convenzione con cui si determina la misura degli interessi moratori ben può essere assimilata ad una clausola penale, in quanto essa predetermina l'importo dei danni conseguenti all'inadempimento di obbligazioni pecuniarie: ne consegue che, similmente ad una clausola penale, il giudice può ridurla ex officio, già nella fase monitoria, dove essa appaia iniqua. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 16 Aprile 2012.


Fallimento – Stato passivo – Opposizione – Anatocismo – Mancanza di reciprocità – Invalidità della clausola – Rilevabilità di ufficio anche se non eccepita dal curatore durante la verifica del passivo..
La natura imperativa della norma di cui all’art. 1283 codice civile consente la rilevabilità di ufficio della nullità della clausola anatocistica nella fase dell’opposizione, a prescindere dal rilievo del G.D. durante la verifica del passivo, attesa la sommarietà della stessa e la non esaustività delle contestazioni del curatore nella prima fase, non essendo il medesimo un organo che disponga di tutte le necessarie competenze tecnico-giuridiche per sollevare ogni possibile eccezione. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 04 Dicembre 2008.