LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO I
Delle obbligazioni in generale
CAPO VII
Di alcune specie di obbligazioni
SEZIONE I
Delle obbligazioni pecuniarie

Art. 1284

Saggio degli interessi
TESTO A FRONTE

I. Il saggio degli interessi legali è determinato in misura pari al 3 per cento in ragione d'anno. Il Ministro del tesoro, con proprio decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non oltre il 15 dicembre dell'anno precedente a quello cui il saggio si riferisce, può modificarne annualmente la misura, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell'anno. Qualora entro il 15 dicembre non sia fissata una nuova misura del saggio, questo rimane invariato per l'anno successivo.

II. Allo stesso saggio si computano gli interessi convenzionali, se le parti non ne hanno determinato la misura.

III. Gli interessi superiori alla misura legale devono essere determinati per iscritto; altrimenti sono dovuti nella misura legale.

IV. Se le parti non ne hanno determinato la misura, dal momento in cui è proposta domanda giudiziale il saggio degli interessi legali è pari a quello previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. (1)

V. La disposizione del quarto comma si applica anche all’atto con cui si promuove il procedimento arbitrale. (2)



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(1) (2) Comma aggiunto dal d.l. 12 settembre 2014, n. 132, convertito dalla l. 10 novembre 2014, n. 162. La nuova disposizione produce effetti rispetto ai procedimenti iniziati a decorrere dall'11 dicembre 2014.

GIURISPRUDENZA

Inadempimento del debitore – Interessi moratori e interessi corrispettivi – Sommatoria

Inadempimento del debitore – Interessi moratori – Inesistenza tasso soglia interessi moratori

Inadempimento del debitore – Interessi moratori – Inesistenza tasso soglia interessi moratori
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Nessuna norma di Legge, né tantomeno la sentenza di Cassazione n. 350/2013 consentono di operare la sommatoria tra gli interessi corrispettivi e gli interessi moratori al fine di rapportarne il risultato al tasso soglia.

Gli interessi di mora sono funzionalmente diversi da quelli corrispettivi, avendo in comune con questi solo le modalità di calcolo ma integrano per il resto un risarcimento del danno in via forfettaria. (Enrico De Crescenzo) (riproduzione riservata)

Non esiste un tasso soglia degli interessi moratori, ma solo di quelli corrispettivi pertanto applicare questo, puramente e semplicemente, anche a quelli moratori darebbe vita ad un’applicazione priva di base normativa, priva di razionalità e censurabile ex art 3 Cost.

Peraltro, quand’anche la Banca d’Italia procedesse a rilevare e a quantificare un tasso soglia specificamente moratorio, resterebbe il fatto che una fonte secondaria non può decidere se anche tali interessi possono integrare la fattispecie di reato ex art 644 c.p., competendo solo al legislatore individuare l’area dell’illecito penalmente rilevante. (Enrico De Crescenzo) (riproduzione riservata)

Gli interessi moratori rappresentano un’eventualità non preventivamente quantificabile nella sua incidenza, non potendo le parti sapere al momento della conclusione del contratto se e per quanto tempo il mutuatario sarà inadempiente e, quindi, per quanto tempo decorreranno gli interessi di mora.  (Enrico De Crescenzo) (riproduzione riservata)
Tribunale Ferrara, 06 Luglio 2018.


Conto corrente bancario – Azione di ripetizione indebito – Rideterminazione saldo – Onere della prova

Natura solutoria e ripristinatoria delle rimesse – Necessarietà della forma scritta ad substantiam – Natura di affidamento del castelletto di sconto – Esclusione
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In presenza di una chiara ed espressa disciplina delle condizioni economiche del rapporto in termini di interessi attivi, passivi, valute e spese, deve essere respinta la domanda di rideterminazione del saldo del c/c in base al tasso sostitutivo di cui all’art. 117 TUB.
Ove poi la società attrice avesse inteso sostenere la illegittimità degli addebiti effettuati a titolo di cms avrebbe dovuto produrre in giudizio, essendo gravata dall’onere della prova, eventuali ed ulteriori contratti di affidamento; non avendo assolto tale onere, non può che escludersi che la banca abbia effettuato addebiti illegittimi a titolo di commissione di massimo scoperto , essendo quest’ultima una mera ipotesi del tutto disancorata da qualsiasi elemento utilizzabile ai fini della decisione, elemento che, ove esistente, doveva essere prodotto da parte attrice in base al generale principio di cui all’art. 2697 c.c.. (Ernestina De Medio) (riproduzione riservata)

Avendo la Banca eccepito la prescrizione per il periodo ante decennio dalla data di citazione, delle rimesse eccedenti l’affidamento concesso, l’attrice avrebbe dovuto provare la natura ripristinatoria di tali rimesse, invece gli attori si sono limitati a sostenere che l’affidamento fosse di importo superiore facendo riferimento ad un documento in atti che tuttavia non costituisce affatto un affidamento, bensì un contratto con cui alla società attrice è stato concesso un “castelletto di sconto” nettamente distinto dall’affidamento, non creando alcuna disponibilità in favore della srl, ma indicando, assai più semplicemente, una somma limite entro la quale la banca si è obbligata a scontare  gli effetti e le ricevute bancarie che le sarebbero state presentate per lo sconto.
Né parte attrice ha fornito alcuna prova di affidamenti concessile in via di fatto soltanto affermati , peraltro soltanto con la comparsa conclusionale, e che comunque non sarebbero stati rilevanti dovendo necessariamente ogni contratto bancario rivestire la forma scritta ad substantiam. (Ernestina De Medio) (riproduzione riservata)
Tribunale Chieti, 21 Giugno 2018.


Inadempimento del debitore – Interessi moratori e interessi corrispettivi – Sommatoria

Inadempimento del debitore – Interessi moratori – Inesistenza tasso soglia interessi moratori

Inadempimento del debitore – Interessi moratori

Inadempimento del debitore – Interessi moratori – Inesistenza tasso soglia interessi moratori

Inadempimento del debitore – Interessi moratori – Tasso periodale – Tasso leasing

Inadempimento del debitore – Interessi moratori – Tasso leasing
.
Nessuna norma di Legge, né tantomeno la sentenza di Cassazione n. 350/2013 consentono di operare la sommatoria tra gli interessi corrispettivi e gli interessi moratori al fine di rapportarne il risultato al tasso soglia.

Gli interessi di mora sono funzionalmente diversi da quelli corrispettivi, avendo in comune con questi solo le modalità di calcolo ma integrano per il resto un risarcimento del danno in via forfettaria. (Enrico de Crescenzo) (riproduzione riservata)

Non esiste un tasso soglia degli interessi moratori, ma solo di quelli corrispettivi pertanto applicare questo, puramente e semplicemente, anche a quelli moratori darebbe vita ad un’applicazione priva di base normativa, priva di razionalità e censurabile ex art 3 Cost.

Peraltro, quand’anche la Banca d’Italia procedesse a rilevare e a quantificare un tasso soglia specificamente moratorio, resterebbe il fatto che una fonte secondaria non può decidere se anche tali interessi possono integrare la fattispecie di reato ex art 644 c.p., competendo solo al legislatore individuare l’area dell’illecito penalmente rilevante.

La normazione secondaria può solo specificare ma mai dare vita a fattispecie frutto di una scelta legislativa mancata o equivoca. (Enrico de Crescenzo) (riproduzione riservata)

Rapportare il tasso effettivo di un singolo contratto, comprendendovi anche il tasso di mora, significa operare un rapporto tra entità non omogenee.

Non sono plausibili concetti quali tasso effettivo di mora o tasso annuo effettivo nominale di mora, quando sganciati dai costi concretamente sostenuti dal debitore. (Enrico de Crescenzo) (riproduzione riservata)

Gli interessi moratori rappresentano un’eventualità non preventivamente quantificabile nella sua incidenza, non potendo le parti sapere al momento della conclusione del contratto se e per quanto tempo il mutuatario sarà inadempiente e, quindi, per quanto tempo decorreranno gli interessi di mora.

Si deve notare l’assurdità di considerare come costo un quid che dipende unicamente dalla condotta imputabile al debitore, e non certo del creditore, vale a dire l’inadempimento (si creerebbe il paradosso per il quale il debitore avrebbe interesse a coltivare il proprio inadempimento per far maturare interessi in misura da tale da determinare lo sfondamento del tasso soglia). Del resto, considerare gli interessi di mora come un costo di finanziamento significa ipotizzare un contraente homo oeconomicus che valuta se gli conviene adempiere o meno. Tale tesi è in aperto contrasto con la politica legislativa di tutela del credito. (Enrico de Crescenzo) (riproduzione riservata)

Quando non si tiene conto della periodizzazione contrattualmente prevista (tasso periodale ossia tasso da applicarsi di volta in volta sul montante precedentemente maturato), a parità di condizioni contrattuali, si finisce per determinare un tasso di attualizzazione superiore a quello che emerge invece nel caso di applicazione dei criteri propri del tasso leasing (che non da vita a fenomeni di anatocismo), ossia tenendo conto dei criteri di capitalizzazione periodica. (Enrico de Crescenzo) (riproduzione riservata)

L’importo previsto al fine di riscattare la proprietà del bene deve essere ricompreso al fine del calcolo del tasso leasing in quanto previsto nella definizione di tasso leasing della Banca d’Italia e perché, diversamente, si dovrebbe eliminare anche il flusso finanziario che risulta incluso nel capitale iniziale finanziato.
Ciò è fondamentale al fine di mantenere l’uguaglianza dei flussi finanziari.
Il carattere aleatorio del relativo esercizio non vale in altri termini a falsare il risultato finale del calcolo del tasso leasing. (Enrico de Crescenzo) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 06 Giugno 2018.


Mutuo – Nullità della clausola sugli interessi di mora per indeterminatezza, sostituzione con interessi nella misura legale – Formula matematica con soluzioni differenti, nullità. Gli interessi di mora non rilevano ai fini dell'usura.
Ai sensi degli artt. 1418 e 1346 c.c., la clausola di determinazione degli interessi di cui si tratta (ossia quella relativa agli interessi di mora), non consentendo una univoca applicazione, va dichiarata nulla non soddisfacendo il requisito della determinatezza o determinabilità dell’oggetto'

La formula matematica di determinazione degli interessi indicata nel contratto con riferimento a due punti semestrali più il tasso in quietanza, appare relativa ad un valore incerto, tale da dar luogo a soluzioni applicative differenti.

Alla declaratoria di nullità di detta clausola segue la sostituzione di diritto della sola clausola nulla ex art. 1284, comma 3, c.c., con la conseguenza che gli interessi di mora devono quindi riconoscersi dovuti nella misura legale.

La mancata inclusione del tasso degli interessi moratori ai fini del calcolo del T.E.G.M. risponde all'interesse dell'utente bancario adempiente, posto che tenere conto di tale tasso a tali fini comporterebbe con ogni probabilità l'innalzamento del "tasso soglia" rendendo assai difficile la configurabilità dell'usura oggettiva nell'ambito dello sviluppo fisiologico del rapporto. Per evitare il confronto tra tassi disomogenei, in assenza di una previsione legislativa specifica circa gli interessi moratori, che possa determinare per tali interessi una specifica soglia, quest’ultima deve venire calcolata con i corrispondenti criteri dettati dai decreti trimestrali. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata)
Tribunale Livorno, 04 Maggio 2018.


Domanda di ripetizione degli interessi creditori non liquidati.
Non ricorre alcun vizio di ultrapetizione della sentenza di primo grado, che ha correttamente attribuito all’attrice gli interessi creditori maturati nel corso del rapporto, espressamente domandati in citazione (con formulazione inequivoca, e non diversamente interpretabile solo perché l’attrice non aveva lamentato che il CTU li avesse calcolati nella misura legale, anziché in base alle effettive previsioni contrattuali), oltre che implicitamente compresi nella domanda principale di “ripetizione dell’indebito, previa esatta determinazione del dare e dell’avere”, necessariamente riferita a tutte le somme illegittimamente trattenute dalla banca. (Antonio Tanza) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 07 Settembre 2017.


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La legge n. 154/1992 prima ed il D. Lgs. 385/1993 poi (TUB) hanno previsto l’obbligatorietà della forma scritta ad substantiam per i contratti bancari; prima della introduzione di tali norme era possibile aprire un rapporto di conto corrente bancario anche in assenza di contratto scritto. Vigeva, e vige, però la norma di cui all’art. 1284 cc che stabilisce la applicabilità di interessi in misura ultra legale solo se convenuti in forma scritta. La Suprema Corte già con sentenza n. 11020 del 6/11/1993 statuiva “nel rapporto di conto corrente bancario la pattuizione di interessi ultralegali può avvenire soltanto mediante atto sottoscritto o separatamente accettato per iscritto da entrambe le parti, a nulla rilevando che il contratto di conto corrente sia a forma libera”. Tali principi sono stati di recente ribaditi con la sentenza n. 5609 del 7/3/2017 con la quale la Suprema Corte ha ritenuta illegittima la richiesta di interessi convenzionali in difetto di prova della pattuizione scritta. Occorre rilevare che l’appellata non solo non ha proceduto a depositare la copia del contratto di conto corrente relativo al rapporto in questione, ma nulla ha dedorro in riferimento alla dedotta inesistenza di un contratto scritto intercorso tra le parti all’epoca dell’apertura del rapporto bancario, consentendo quindi al giudice di far ricorso al principio della non contestazione e ritenere che effettivamente il rapporto di c/c non è stato disciplinato in forma scritta. (Andrea Sorgentone) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 15 Maggio 2017.


Leasing – Locazione Finanziaria – Clausola indicizzazione – Nullità – Indeterminatezza dell’oggetto.
In un contratto di locazione finanziaria, l’oggetto della clausola di indicizzazione deve ritenersi indeterminato o indeterminabile ove non venga proposta l'esatta formula di calcolo da applicarsi per ottenere le variazioni periodiche del piano di rimborso del capitale finanziato. Tale indeterminatezza porta a considerare l'oggetto della relativa pattuizione come nullo ex art. 1346 c.c., ma in conseguenza della rilevata nullità non pare applicabile né l'art. 1284 terzo comma c.c. (tasso legale) né la disciplina sostitutiva di cui all'art. 117 comma 7 T.U.B.: la nullità non colpisce infatti le clausole determinative degli interessi ultra-legali in sé dovuti dal cliente al momento della stipula, ma solo quella della loro indicizzazione pro futuro. (Andrea Vascellari) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 20 Aprile 2017.


Contratto di conto corrente con apertura di credito - Mancanza del contratto - Onere probatorio - Interessi ultralegali e competenze bancarie - Conseguenze.
In relazione ai contratti di conto corrente, rilevata la nullità della pattuizione non scritta - forma necessaria a pena di nullità (1284 c.c, 117 TUB) - delle condizioni relative alla capitalizzazione trimestrale, alle commissioni di massimo scoperto, agli interessi, alle spese ed alle valute da applicare, i saldi dei conti correnti in discussione vanno rideterminati depurati dalle spese, capitalizzazione, commissioni e valute non pattuite. Riguardo agli interessi, questi vanno considerati nella misura legale, ex art. 1284 c.c., in quanto rapporti di conto corrente stipulati prima del 9.7.1992 o di cui non vi è prova certa della stipulazione solo in data successiva (mancando il contratto). (Antonio Tanza) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Aprile 2017.


Contratti bancari – Rapporto di conto corrente – Mancanza di forma scritta del contratto di conto corrente – Nullità del rapporto ai sensi dell'art. 117, commi 1 e 3, T.U.B. – Obbligo della banca di restituire tutti gli interessi percepiti- Sussiste.
La mancanza di forma scritta per il contratto di apertura del conto corrente comporta la nullità dell'intero rapporto ai sensi dell'art. 117, commi 1 e 3, T.U.B. con conseguenti obblighi restitutori di tutti gli interessi percepiti. (Debora Spinelli) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 07 Marzo 2017, n. 5609.


Contratti bancari – Previsione di interessi a tasso ultralegale – Necessità della forma scritta – Sussiste – Contratto sottoscritto dal solo correntista – Nullità della clausola istitutiva di interessi ultralegali – Sussiste – Produzione in giudizio del contratto – Sanatoria ex tunc della nullità – Esclusione.
Non merita accoglimento la tesi per cui, stante l’equivalenza della produzione in giudizio di copia del documento – recante previsione del’interesse ultralegale - unilateralmente sottoscritto alla sottoscrizione da parte del soggetto autore della produzione, l’obbligo della forma scritta dovrebbe ritenersi adempiuto in ragione della produzione, da parte della banca, del documento sottoscritto dal correntista.
Deve pertanto dichiararsi la nullità della clausola contrattuale prevedente la corresponsione di interessi in misura superiore al saggio di interesse legale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Prato, 26 Gennaio 2017.


Contratti bancari – Contratto di mutuo a tasso variabile – Determinabilità ex art.1284 c.c. del tasso di interesse – Usura – Usura sopravvenuta – Esclusione – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Rigetto.
Ai fini della determinabilità ex art. 1284 C.C. del tasso di interesse applicato ad un contratto di mutuo, è sufficiente che il tasso concretamente applicato sia determinato per relationem rinviando a criteri esterni al documento contrattuale, purché oggettivamente individuabili. In questa prospettiva, il richiamo al Prime Rate della banca mutuante consente di determinare con certezza l’entità del tasso da applicare al mutuo, non essendo esso calcolato sulla base di criteri discrezionali o determinazioni unilaterali della stessa, ma in relazione al prime rate dell’A.B.I, indice che rappresenta il tasso nominale usualmente praticato dal sistema bancario alla clientela primaria.

Ai fini della valutazione del superamento del tasso soglia non può essere effettuata la sommatoria tra gli interessi convenzionalmente pattuiti tra le parti e quelle moratori: la verifica dell'eventuale superamento del tasso soglia deve essere autonomamente eseguita con riferimento a ciascuna delle due categorie sopra indicate, senza sommarli tra loro, come è stato invece isolatamente sostenuto in qualche pronuncia di merito. La Suprema Corte con la propria sentenza n. 350.2013 ha inteso semplicemente indicare la necessità di accertare il rispetto del tasso soglia anche in relazione agli interessi moratori. In particolare la tesi del cumulo fra interessi moratori e corrispettivi non può essere condivisa in ragione della diversità ontologica e funzionale delle due categorie di interessi, avendo il tasso di mora una autonoma funzione quale penalità per il fatto, imputabile al mutuatario e solo eventuale, del ritardato pagamento, con la conseguenza che la sua incidenza va rapportata al protrarsi ed alla gravità della inadempienza, del tutto diversa dalla funzione di remunerazione propria degli interessi corrispettivi.

Il Tribunale ritiene di dovere aderire all’orientamento decisamente maggioritario che ha sostenuto l’impossibilità di configurare la c.d. usura sopravvenuta. A tale proposito va evidenziato come non ci si possa discostare dal dato normativo dall’esame del quale si ricava necessariamente che, ai fini della configurabilità dell’usura, momento decisivo e determinante risulta essere solo quello della pattuizione negoziale, senza che modifiche esterne sopravvenute possano incidere sulla situazione sebbene vadano ad incidere sul rapporto ancora in essere. Del resto, ove si ritenesse che l’istituto bancario fosse tenuto a ridurre gli interessi in misura pari al tasso soglia, esso potrebbe anche risultare inferiore (nell’ipotesi di finanziamento a tasso fisso) a quello inizialmente concordato. Detta situazione comporterebbe una modifica genetica del rapporto contrattuale con trasformazione del tasso fisso in tasso variabile e pregiudizio dell’affidamento sulla stabilità delle condizioni negoziali lecitamente e regolarmente pattuite tra le parti; il che porrebbe in discussione anche la stabilità del sistema bancario posto che le banche non potrebbero più fare affidamento sull’entità degli oneri da corrispondere dal mutuatario (o comunque rendendo molto difficoltoso procedere a tale valutazione), con inevitabile contrazione (in presenza di un atteggiamento negativo della parte mutuante verso la concessione di finanziamenti) della possibilità per i risparmiatori di accesso al credito. (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)
Tribunale Savona, 10 Marzo 2016.


Clausola uso su piazza – Interessi ultra-legali – Capitalizzazione trimestrale degli interessi – Commissione di massimo scoperto – Usura – Prescrizione della ripetizione di indebito.
Gli interessi sugli addebiti, uso su piazza, su contratto anteriore all'entrata in vigore della legge 154 del 1992, devono essere calcolati al tasso legale ex art. 1284 c.c. sino alla conclusione del nuovo contratto di conto corrente.
La mera comunicazione della banca di variazione del saggio degli interessi non ha effetto e non è retroattiva e si applica solo a condizione che detta facoltà, di modifica unilaterale dei tassi, sia una condizione espressamente prevista per iscritto nel contratto.
Gli interessi sugli addebiti, uso su piazza, su contratto successivo all'entrata in vigore della legge 154 del 1992, devono essere calcolati applicando i tassi di sostituzione previsti dall'art.5 legge 154/92 (poi art.117 comma VII TUB). Tale conteggio deve essere eseguito fino alla prima comunicazione della banca della variazione del saggio degli interessi idonea a soddisfare il requisito della determinatezza del tasso, a condizione che il contratto preveda la facoltà di variazione delle clausole ex art. 6 legge 154/92 (ora 118 TUB) e in mancanza fino alla conclusione di nuovo contratto idoneo.
Gli interessi ultra-legali devono essere calcolati applicando il tasso di interesse debitorio previsto nel contratto, distinguendo tra il tasso nei limiti del fido e quello di scoperto extrafido.
Il ricalcolo della capitalizzazione trimestrale degli interessi sul contratto anteriore alla delibera CICR del 9.02.2000, deve essere eseguita eliminando ogni forma di capitalizzazione degli interessi debitori dall'accensione del rapporto fino al nuovo contratto (o comunicazione espressamente approvata dal cliente), che preveda pari periodicità nella chiusura e accredito/addebito di interessi e in difetto fino alla chiusura del conto.
La commissione di massimo scoperto anteriore al d.l 185/2008 può essere applicata sino alla scadenza del termine di 150 giorni dall'entrata in vigore dell'art. 2 bis del 28.06.2009 incrementando il saldo passivo del cliente a condizione che il contratto o una variazione autorizzata per contratto preveda la c.m.s e determini in modo specifico i criteri per la sua esatta applicazione
Nel calcolo dell'usura deve essere determinato per ciascun trimestre il tasso effettivo globale (TEG) applicato dalla banca seguendo i criteri stabiliti dalla legge 108/1996 e le istruzioni della Banca d'Italia (agosto 2009), tenendo conto di tutti i costi e le remunerazioni ivi compresa la c.m.s, ad eccezione di imposte e tasse e attenendosi alla istruzioni di Banca d'Italia anteriori al 2009 e perciò senza computo ai fini del tasso soglia della c.m.s all'epoca rilevata separatamente.
Qualora il TEG applicato ecceda il tasso soglia, applicabile ratione temporis,gli interessi devono essere stornati ex art.1815 II comma c.c. se il tasso risulta usuraio già al momento della conclusione del contratto, mentre nei limiti del tasso soglia se il tasso è divenuto usurario in epoca successiva alla conclusione del contratto.
In tema di prescrizione dell'indebito, l'importo contabilmente a debito del correntista, risultante dal calcolo del saldo deve essere ridotto delle somme indebitamente annotate, ma per le quali non è prescritta l'azione di ripetizione, ossia decorso oltre un decennio dalla notifica dell'atto di citazione o altri atti interruttivi.
Si intendono pagate: a) le somme annotate su conto in saldo attivo alla data di esecuzione con prescrizione decorrente dalla data medesima; b) le somme annotate a debito e pagate con rimessa successiva con funzione solutoria, ovvero, su conto scoperto o affidato in passivo oltre i limiti del fido, o a seguito di riduzione del fido, nei limiti della differenza tra il maggiore e il minor fido concesso.
In entrambi i casi la prescrizione decorre dalla data della rimessa solutoria. (Massimiliano Elia) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 17 Febbraio 2016.


Mutuo e finanziamento in genere – Cessione del quinto dello stipendio – Mediazione obbligatoria – Insussistenza – Estinzione anticipata – Oneri economici – Diritto del cliente alla restituzione in ragione della durata residua del finanziamento – Sussistenza – Restituzione premio assicurativo da parte dell’intermediario – Sussistenza – Superamento del tasso soglia usura in circostanze non verificatesi – Insussistenza – Indeterminatezza delle pattuizioni contrattuali – Sussistenza.
Nel giudizio innanzi al Giudice di Pace non sussiste l’obbligo di esperire previamente la mediazione obbligatoria ai fini della procedibilità della domanda in quanto l’art. 320 c.p.c. prevede espressamente l’obbligo per il Giudice di Pace di tentare la conciliazione delle parti prima di procedere all’istruzione del giudizio. La natura di conciliatore e mediatore intrinseca nella figura del Giudice di Pace rende, pertanto, la mediazione esterna al giudizio una inutile duplicazione.

In caso di estinzione anticipata di un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, il cliente ha diritto alla restituzione, in misura proporzionale al tempo non goduto, delle commissioni applicate in un’unica soluzione a fronte di prestazioni continuative lungo l’intera durata del rapporto (cd. rimborso “pro rata temporis”).

Il principio del rimborso “pro rata temporis” va applicato anche in relazione al premio assicurativo che deve essere rimborsato dall’intermediario in quanto unico soggetto ad avere intrattenuto un rapporto contrattuale con il cliente.

In caso di superamento del tasso soglia usura solo in particolari circostanze di estinzione anticipata mai verificatesi non si ha violazione della normativa sull’usura in quanto il cliente non ha mai dovuto corrispondere interessi superiori a quelli consentiti.

Sussiste invece l’indeterminatezza delle pattuizioni contrattuali, con relativa violazione della normativa sulla trasparenza bancaria, qualora il contratto non indichi con precisione gli oneri che maturano alla fine del rapporto o, qualora, il tasso di interessi realmente applicato in caso di estinzione anticipata sia diverso da quello indicato in contratto. (Fabrizio Sgandurra) (riproduzione riservata)
Giudice di Pace Torino, 19 Novembre 2015.


Contratto di mutuo – Usura bancaria – Verifica superamento soglie – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Esclusione.
Il legislatore, che distingue tra interessi corrispettivi (artt. 1282 e 1284 c.c.) e danni nelle obbligazioni pecuniarie (art. 1224 comma 1 c.p.c.), mostra di annettere rilievo alle due differenti categorie di interessi.
Il quadro degli interessi nel nostro ordinamento appare frastagliato ed eterogeneo, e di tanto, in una logica finanziaria, ha tenuto cono la stessa Banca d’Italia, titolare per legge del potere di rilevare trimestralmente il tasso soglia, la quale ha rimarcato come nella rilevazione del dato richiamato sino tenga conto degli interessi di mora di regola applicati.
Orbene, pur nella consapevolezza del carattere non vincolante dei chiarimenti offerti dall’organo di vigilanza, il Tribunale reputa che i principi espressi dalla Banca d’Italia risultino nondimeno condivisibili perché conformi ad un dato costante proprio della prassi commerciale. (Paolo Maria Tosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce, 25 Settembre 2015.


Conto corrente bancario - Procedimento di ingiunzione - Giudizio di opposizione - Produzione di perizia econometrica - Gravi motivi ex art. 649 c.p.c. che giustificano la sospensione della provvisoria esecutorietà dell’ingiunzione concessa ex art. 642 c.p.c...
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, costituiscono gravi motivi ai sensi dell'art. 649 c.p.c. le specifiche contestazioni attinenti alla violazione della normativa in materia di usura ed anatocismo, con illegittima capitalizzazione degli interessi ed indeterminatezza degli stessi (L. n. 108 del 1996, nonché degli artt. 1283 e 1284 c.c), qualora supportate da conteggi contenuti in una perizia econometrica di parte. (Domenico Beraldi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 14 Aprile 2015.


Provvedimenti di istruzione preventiva – Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite – Quesito in materia di interessi usurari, anatocismo, commissioni e spese indebite – Determinazione e rettifica saldo di conto corrente ancora in essere – Ammissibile.
E’ pienamente ammissibile la procedura di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ex art. 696 bis c.p.c. anche nell’ambito dei rapporti bancari per controversie aventi ad oggetto la contestazione di addebiti illegittimi (interessi usurari e anatocistici, commissioni di massimo scoperto, valute fittizie, etc.).
L’azione del ricorrente, infatti, è preordinata a verificare l’illegittimità di tali addebiti negli estratti conto e, pertanto, il diritto di credito può annoverarsi nella categoria dei “crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito” previsti dalla norma codicistica.

La funzione deflattiva dell’istituto, unita alla finalità di istruzione preventiva, non permette interpretazioni eccessivamente formalistiche e restrittive.

Il ricorso è ammissibile anche nell’ipotesi di conto corrente ancora aperto, in quanto l’interesse del cliente trova soddisfazione nel ricalcolo dell’effettivo saldo, depurato dagli addebiti nulli, e la domanda di nullità può essere sempre proposta anche in costanza di rapporto. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 17 Marzo 2015.


Interessi legali – Interessi legali “maggiorati” ex art. 1284 comma VI c.c. (L. 132/2014) – Decorrenza dalla “domanda giudiziale” – Ricorso per decreto ingiuntivo – Qualificabilità in termini di “domanda giudiziale” ai fini degli effetti di cui all’art. 1284 comma IV c.c. – Sussiste.
Il ricorso per ingiunzione (art. 633 c.p.c.) va qualificato come domanda giudiziale. Ne consegue che, anche alla richiesta intesa ad ottenere una ingiunzione di pagamento può essere applicato l’art. 1284, comma IV c.c. (interesse cd. maggiorato): pertanto, se le parti non hanno determinato la misura degli interessi, dal momento in cui è depositato il ricorso per decreto ingiuntivo, il saggio degli interessi legali è pari a quello previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali» (artt. 4,5, d.lgs. 231/2002). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13 Febbraio 2015.


Ricorso per consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, ex art. 696-bis c.p.c. - Accertamento di nullità parziale di contratto bancario di mutuo - Ammissibilità della consulenza tecnica preventiva a fronte di contestazioni sull’an della pretesa - Sussiste

Ricorso per consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, ex art. 696-bis c.p.c. - Accertamento di nullità parziale di contratto bancario di mutuo - Ammissibilità della consulenza tecnica preventiva a fronte di manifestato disinteresse del resistente rispetto alla conciliazione - Sussiste
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Il procedimento ex art. 696-bis c.p.c. è applicabile in ipotesi di contenzioso vertente sull’accertamento ovvero sulla determinazione di crediti che traggono fonte dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito in contratti bancari di prestito personale e, in quanto finalizzato all’ammissione di una consulenza tecnica preventiva che può essere prodotta nel giudizio di merito che una delle parti instauri in caso di mancata definizione conciliativa della controversia, presuppone la positiva delibazione dal Giudice della sua utilizzabilità quale mezzo di prova nel successivo eventuale giudizio di merito a cognizione piena, sicché essa può essere disposta anche a fronte di contestazioni sull’an della pretesa, a condizione che la stessa sia comunque volta ad acquisire elementi tecnici di fatto risolutivi ai fini non solo della quantificazione ma altresì dell’accertamento del credito derivante dalla inesatta esecuzione delle obbligazioni contrattuali assunte. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata)

Il procedimento ex art. 696-bis c.p.c. è uno strumento non esclusivamente deputato alla risoluzione alternativa delle controversie rivenienti da contratti bancari di mutuo, residuando la funzione probatoria della consulenza tecnica preventiva, che può essere prodotta nel giudizio di merito eventualmente instaurato in caso di mancata definizione conciliativa della controversia. La funzione conciliativa della consulenza tecnica preventiva deve dunque costituire potenziale esito del procedimento, in funzione dell’attività peritale in concreto espletata, ma non deve necessariamente preesistere allo svolgimento di detta attività nella comune dichiarata intenzione delle parti, sì che la consulenza tecnica può essere ammessa anche a fronte di un manifestato disinteresse del resistente rispetto ad un eventuale utilizzo di essa a fini di conciliazione della controversia. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce, 30 Gennaio 2015.


Opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo – Contestazione di interessi usurari e indeterminati – Produzione di perizia econometrica – Controcredito invocato dalla parte opponente – Mancata indicazione, da parte dell’opposta, delle somme pretese – Impossibilità di verificare superamento del tasso soglia in assenza di CTU – Rischio di decozione per l’impresa debitrice – Gravi motivi per sospensione – Sussistono.
Nell’opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, costituiscono gravi motivi ai sensi dell’art. 649 c.p.c. le contestazioni attinenti alla violazione della normativa in materia di usura in un contratto di leasing strumentale, con indeterminatezza degli interessi (L. n. 108 del 1996, nonché degli artt. 1283 e 1284 c.c.), qualora finalizzate ad evidenziare l’erroneità dell’importo del debito complessivo e comprovare anzi la sussistenza di un controcredito da parte dell’impresa locataria.

La parte opposta, anche in tale fase, è tenuta a indicare specificamente l’entità delle somme pretese, al fine di consentire la verifica del lamentato superamento del tasso soglia.

Il periculum in mora è rappresentato dal concreto rischio di decozione della parte opponente in caso di mancata sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, quando quest’ultimo abbia ad oggetto la restituzione di mezzi costituenti il complesso produttivo aziendale, che risulterebbe irrimediabilmente depauperato. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata)
Tribunale Bergamo, 22 Gennaio 2015.


Ricorso per consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, ex art. 696-bis c.p.c. - Accertamento di nullità parziale di contratto di prestito personale - Consulenza tecnica preventiva per finalità conciliative - Ammissibilità.
E' ammissibile una consulenza tecnica preventiva, ai sensi dell’art. 696-bis c.p.c., per l’accertamento della nullità della clausola determinativa degli interessi di un contratto di prestito personale, ed eventuale ripetizione di indebito oggettivo, ove questa appaia in grado di risolvere effettivamente le questioni controverse ed evitare, con elevata probabilità, stimata ex ante, l’instaurazione di una futura lite attraverso il raggiungimento di una ragionevole e definitiva intesa tra le parti. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 15 Ottobre 2014.


Reclamo al collegio – Opposizione all’esecuzione – Proposta unilaterale di mutuo su modulo prestampato – Accettazione – Sottoscrizione da parte di entrambi i contraenti – Sigla illeggibile da parte della banca mutuante – Nullità clausola interessi ultralegali – Esclusione.
Ove si ritenga che la proposta di mutuo sia priva del requisito della sottoscrizione del legale rappresentante della Banca l’eventuale nullità non può che colpire l’intero contratto (con conseguente obbligo di restituzione dell’intera somma data a mutuo) e non soltanto le clausole sfavorevoli al reclamante. (Antonino Giunta) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 21 Luglio 2014.


Interessi commerciali moratori ex D.Lgs. 231/2002 - Interpretazione della disposizione relativa alla esclusione in sede fallimentare del debito per interessi di mora al tasso commerciale - Esclusione.
La previsione dell'articolo 1 del decreto legislativo n. 231 del 2002 secondo la quale "le disposizioni del presente decreto non trovano applicazione per: a) debiti oggetto di procedura concorsuale aperta a carico del debitore" deve essere interpretata nel senso che deve escludersi in sede fallimentare il debito per interessi di mora al tasso cosiddetto commerciale, potendo quindi il creditore essere ammesso al passivo del fallimento per gli interessi sui crediti commerciali scaduti anteriormente alla dichiarazione di fallimento solo nei limiti del tasso legale di cui all'articolo 1284 c.c., fatta salva ovviamente l'ipotesi in cui la debenza di detti interessi sia affermata da un titolo giudiziale passato in giudicato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 13 Maggio 2014.


Opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo – Contestazione di interessi anatocistici e usurari – Produzione di perizia econometrica – Conteggi analitici – Gravi motivi per sospensione – Sussistono..
Nell’opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, costituiscono gravi motivi ai sensi dell’art. 649 c.p.c. le specifiche contestazioni attinenti alla violazione della normativa in materia di anatocismo ed usura, con illegittima capitalizzazione degli interessi ed indeterminatezza degli stessi (L. n. 108 del 1996, nonché degli artt. 1283 e 1284 c.c.), qualora supportate da analitici conteggi contenuti nella perizia di parte e finalizzate ad evidenziare l’erroneità dell’importo del debito complessivo. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 21 Gennaio 2014.


Conto corrente bancario – Nullità di clausole relative all’apertura di credito – Ripetizione di somme indebitamente versate – Onere della prova a carico del correntista – Costante variazione del tasso – Prova indiretta del rinvio al cosiddetto uso piazza – Eventuale pattuizione scritta del primo tasso di interesse – Mancanza di pattuizione per le variazioni successive..
Se è vero che dove sia il correntista ad agire per la ripetizione di somme indebitamente versate per effetto della nullità di alcune clausole che accedono all’apertura di credito sul conto corrente su di lui grava l’onere di provare, ai sensi dell’articolo 2697 c.c., il fondamento della domanda e quindi la ricorrenza della asserita nullità ovvero la mancata pattuizione per iscritto del tasso d’interesse passivo ultralegale e delle forme di remunerazione aggiuntiva di credito elargito dalla banca, è anche vero che, qualora dagli estratti conto prodotti emerga che il tasso praticato dalla banca abbia subito costantemente variazioni nel corso del rapporto, può ritenersi raggiunta la prova che al momento della stipula del contratto fosse stato fatto un rinvio al cosiddetto uso piazza. Inoltre, anche a voler considerare che il tasso ultralegale sia stato pattuito per iscritto ai sensi dell’articolo 1284 c.c., la circostanza che nel corso del rapporto sia variato costantemente comporta che il primo tasso pattuito non fosse più vincolante per le parti, con la conseguenza che l’onere di dimostrare la pattuizione scritta della modifica contrattuale del tasso originariamente pattuito per iscritto o per il periodo successivo all’entrata in vigore del testo unico bancario finisce con il gravare sulla banca creditrice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 11 Marzo 2013.


Interessi ultralegali - Pattuizione - Atto scritto - Necessità - Regime anteriore alla legge n. 154 del 1992 - Determinazione convenzionale "per relationem" - Ammissibilità - Requisiti - Univocità - Riferimento al tasso vigente, alla data di stipulazione del contratto, per il tipo di operazione di credito agrario che ne è oggetto - Ammissibilità - Condizioni.
In tema di contratti di mutuo, affinchè una convenzione relativa agli interessi ultralegali sia validamente stipulata ai sensi dell'art. 1284, terzo comma, cod. civ., che è norma imperativa, deve avere forma scritta e contenere l'indicazione della percentuale del tasso di interesse in ragione di un periodo predeterminato; tale condizione - che, nel regime anteriore all'entrata in vigore della legge 17 febbraio 1992, n. 154, può ritenersi soddisfatta anche "per relationem", attraverso il richiamo a criteri prestabiliti ed elementi estrinseci, purchè obbiettivamente individuabili, funzionali alla concreta determinazione del saggio di interesse - si realizza anche quando il tasso di interesse è desumibile dal contratto, senza alcun margine di incertezza o di discrezionalità in capo all'istituto mutuante, perché individuato "per relationem" mediante rinvio al tasso vigente, alla data di stipulazione del contratto medesimo, per il tipo di operazione di credito agrario che ne è oggetto, effettuata dalla sezione agraria di quel determinato istituto mutuante. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 29 Gennaio 2013.


Atto di precetto - Indicazione errata della fonte per il calcolo degli interessi - Intimazione al pagamento con generico riferimento al titolo..
E’ contraddittorio e in contrasto con il titolo in base al quale è stato notificato, il precetto che nella premessa faccia erroneamente riferimento ad una determinata fonte per l’individuazione del tasso degli interessi ed intimi poi il pagamento degli stessi facendo genericamente riferimento al titolo. (Stefano De Luca Musella) (riproduzione riservata) Appello Roma, 11 Ottobre 2012.


Fallimento – Stato Passivo – Opposizione – Data certa – Interessi ultralegali – Calcolo – Criteri – Data computabile..
Per l’opponibilità del contratto di c/c alla procedura fallimentare, ai sensi dell’art. 2704 c.c., la data deve essere non solo certa, ma anche computabile, onde poter stabilire il momento a partire dal quale può essere calcolato l’interesse convenzionale ultralegale, ai sensi dell’art. 1284, co. 3, c.c.. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 23 Luglio 2012.


Procedimento per decreto ingiuntivo – Richiesta del creditore cumulativa di capitale, interessi, clausola penale – Riduzione ex officio degli accessori (interessi e penale) – Sussiste..
La convenzione con cui si determina la misura degli interessi moratori ben può essere assimilata ad una clausola penale, in quanto essa predetermina l'importo dei danni conseguenti all'inadempimento di obbligazioni pecuniarie: ne consegue che, similmente ad una clausola penale, il giudice può ridurla ex officio, già nella fase monitoria, dove essa appaia iniqua. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 16 Aprile 2012.