LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO I
Delle obbligazioni in generale
CAPO VII
Di alcune specie di obbligazioni
SEZIONE III
Delle obbligazioni in solido

Art. 1306

Sentenza
TESTO A FRONTE

I. La sentenza pronunziata tra il creditore e uno dei debitori in solido, o tra il debitore e uno dei creditori in solido, non ha effetto contro gli altri debitori o contro gli altri creditori.

II. Gli altri debitori possono opporla al creditore, salvo che sia fondata sopra ragioni personali al condebitore; gli altri creditori possono farla valere contro il debitore, salve le eccezioni personali che questi può opporre a ciascuno di essi.


GIURISPRUDENZA

Provvedimenti d’urgenza – Risarcimento del danno – Debiti di valore – Concause umane e naturali – Solidarietà passiva – Limiti soggettivi del giudicato.
L’obbligazione risarcitoria rientra normalmente fra le ipotesi di debito di valore e, come tale, non ha per oggetto una somma di denaro determinata o agevolmente determinabile bensì l’equivalente del controvalore in denaro di un determinato bene; pertanto, indipendentemente dalla sussistenza del fumus e del periculum, non si può agire ex art. 700 cod. proc. civ. al fine di procurarsi un titolo esecutivo in via anticipata rispetto alla sentenza prima che il danno sia stato liquidato.

L’evoluzione giurisprudenziale in materia di concause naturali ha comportato la riaffermazione del criterio dell’all-or-nothing per la causalità materiale e, specularmente, il riconoscimento della frazionabilità della causalità giuridica tramite riduzione equitativa del danno-conseguenza.

Tuttavia, tale evoluzione non consente di discostarsi dai principi della solidarietà previsti dall’art. 2055 cod. civ. con riguardo ai coautori del medesimo illecito o inadempimento.

La possibilità di ridurre in via equitativa il danno-conseguenza qualora una o più cause naturali abbiano concorso a determinare l’evento, infatti, trova giustificazione nella circostanza che il danneggiante tenuto a risarcire per l’intero non potrà in seguito rivalersi sulla concausa naturale. Viceversa, nell’ipotesi di concause umane, il convenuto tenuto a risarcire da solo per l’intero potrà pur sempre rivalersi sugli altri coautori in proporzione della rispettiva colpa.

Non vi sono, infine, profili problematici inerenti al giudicato e ai suoi limiti soggettivi poiché gli artt. 1306 cod. civ. e 106 cod. proc. civ. assicurano la coerenza del sistema. (Stefano Romoli) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 13 Novembre 2018.


Arbitrato - Arbitrato rituale - Effetti del Lodo - Condebitori solidali - Applicabilità dell’effetto espansivo della sentenza prevista dall’articolo 1306 c.c..
Anche prima della introduzione dell'art. 824 bis c.p.c. da parte del D.Lgs. n. 40 del 2006, gli effetti tra le parti del lodo arbitrale rituale erano equiparabili a quelli della sentenza. Ne consegue che degli effetti a lui favorevoli del lodo reso tra il creditore ed uno dei condebitori solidali prima dell'entrata in vigore del D.Lgs. n. 40 del 2006 può giovarsi anche l'altro condebitore solidale che non sia stato parte del giudizio arbitrale, applicandosi anche al lodo non impugnabile l'effetto espansivo della sentenza definitiva previsto dall'art. 1306 c.c., comma 2. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 26 Maggio 2014, n. 11634.