LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO II
Dei contratti in generale
CAPO II
Dei requisiti del contratto
SEZIONE I
Dell'accordo delle parti

Art. 1337

Trattative e responsabilità precontrattuale
TESTO A FRONTE

I. Le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede.


GIURISPRUDENZA

Sollecitazione al pubblico risparmio - Prospetto informativo - Responsabilità c.d. da prospetto - Natura giuridica - Responsabilità aquiliana - Sussistenza - Responsabilità da contatto - Esclusione.
In tema di sollecitazione al pubblico risparmio, la responsabilità per violazione delle regole destinate a disciplinare il prospetto informativo che correda l'offerta di prodotti finanziari ha natura aquiliana, essendo tali regole volte a tutelare un insieme ancora indeterminato di soggetti ed a consentire a ciascuno di essi la corretta percezione dei dati occorrenti al compimento di scelte consapevoli, non essendo ancora configurabile, al momento dell'emissione del prospetto, un contatto sociale con i futuri eventuali investitori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Giugno 2018, n. 15707.


Contratto di mutuo - Fase delle trattative - Obbligo della Banca di informare sin dalla richiesta il cliente di tutti i requisiti e condizioni per ottenere il credito - Mancanza - Violazione dell’art. 1337 c.c. - Responsabilità precontrattuale - Risarcimento del danno.
Durante la fase delle trattative per la concessione di un mutuo, la Banca, pur dovendo assumere la necessaria cautela nella determinazione di erogare il credito, ha tuttavia l’obbligo di informare il cliente, sin dal momento della ricezione della relativa domanda, di tutti i requisiti e condizioni per ottenerlo. Pertanto, il diniego del finanziamento a distanza di oltre tre mesi dalla richiesta del cliente, motivato dalla Banca adducendo l’assenza di un requisito non esplicitato in sede di informazione precontrattuale, è da ritenersi contrario al principio di buona fede nello svolgimento delle trattative e comporta l’obbligo di risarcire il danno da responsabilità precontrattuale. [Nel caso di specie, l’intermediario non aveva informato il cliente, all’atto della ricezione della domanda di finanziamento, della esistenza di elementi ostativi alla concessione del credito, previsti da circolari interne, che in particolare disponevano il divieto di erogare il credito in presenza di rapporti di parentela tra il mutuatario ed il venditore dell’immobile; pertanto, l’ABF ha condannato la Banca al risarcimento del danno conseguente alla differenza tra l’importo della rata prevista dal piano di ammortamento del mutuo non erogato e quello previsto dal piano di ammortamento del mutuo erogato al cliente da altro Intermediario). (Andrea Russo) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 14 Marzo 2018.


Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi a carico dell’intermediario ex art. 21 d.lgs. 58/1998 (TUF) – Contenuto – Informazione “su misura” circa la natura e la rischiosità di ogni singola operazione – Necessità.
Nella prestazione di servizi di investimento, la norma dell’art. 21 TUF impone all’intermediario di fornire all’investitore un’informazione adeguata in concreto, tale cioè da soddisfare le specifiche esigenze del singolo rapporto, avuto riguardo alle caratteristiche personali e alla situazione finanziaria del cliente. Al fine di assolvere tale obbligo in relazione alla singola operazione di investimento, l’intermediario deve fornire indicazioni idonee a descriverne la natura (la quantità e la qualità dei prodotti in questione), ed a rappresentarne la specifica rischiosità. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Febbraio 2018.


Contratti in genere – Responsabilità precontrattuale (trattative e formazione del contratto) – Natura giuridica – Responsabilità da contatto sociale – Conseguenze in tema di riparto dell'onere della prova – Risarcimento del danno – Liquidazione in via equitativa.
La responsabilità precontrattuale, scaturendo dalla violazione degli obblighi specifici di protezione posti dall'art. 1337 c.c. in capo ai soggetti di una trattativa, costituisce una forma di responsabilità da contatto sociale qualificato, cui vanno applicate le regole in tema di distribuzione dell'onere della prova proprie della responsabilità contrattuale.

In caso di recesso dalle trattative ad opera di una parte ai danni dell'altra, grava su quest'ultima l'onere di allegare fatti idonei a dimostrare la sussistenza delle trattative e dell'insorgere di un suo ragionevole affidamento sulla conclusione del contratto, mentre grava sul recedente l'onere di provare che ha interrotto le trattative per una giusta causa. (Nella fattispecie in cui le parti avevano intrattenuto delle trattative volte alla conclusione di un contratto misto di vendita immobiliare e di appalto d'opera, il giudice ha ritenuto la parte recedente responsabile ex art. 1337 c.c. non avendo quest'ultima assolto l'onere su di lei incombente della prova di una giusta causa di recesso).

Il risarcimento del danno da responsabilità precontrattuale - che deve essere circoscritto al solo interesse negativo, costituito sia dalle spese inutilmente sopportate nel corso delle trattative ed in vista della conclusione del contratto, sia dalla perdita di altre occasioni di stipulazione contrattuale - può essere liquidato anche in via equitativa, sulla base di criteri logici e non arbitrari. (Curzio Fossati) (riproduzione riservata)
Tribunale Como, 27 Luglio 2017.


Contrattazione immobiliare – Preliminare di preliminare – Inadempimento – Responsabilità precontrattuale – Effetti.
La violazione di un accordo stipulato per il tramite di un mediatore immobiliare (c.d. preliminare di preliminare) si traduce in una condotta contraria ai principi di corretta esecuzione di un vincolo obbligatorio che incide sull’intero assetto di interessi sotteso a detta fase non potendo più il promittente venditore vedere realizzato l’interesse al trasferimento oneroso dell’immobile con conseguente gravità dell’inadempimento stesso ex artt. 1453 e 1455 c.c. e determinando l’insorgere della conseguente responsabilità da inadempimento di una obbligazione specifica sorta nella fase precontrattuale. La responsabilità precontrattuale prevista dall'art. 1337 c.c., coprendo nei limiti del cd. interesse negativo tutte le conseguenze immediate e dirette della violazione del dovere di comportarsi secondo buona fede nella fase preparatoria del contratto, secondo i criteri stabiliti dagli artt. 1223 e 2056 c.c., circoscrive il pregiudizio risarcibile al solo interesse negativo, costituito sia dalle spese inutilmente sopportate nel corso delle trattative ed in vista della conclusione del contratto (tra cui la provvigione che la parte non inadempiente ha dovuto pagare al mediatore), sia dalla perdita di altre occasioni di stipulazione contrattuale, pregiudizio liquidabile anche in via equitativa, sulla base di criteri logici e non arbitrari. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 19 Giugno 2017.


Responsabilità precontrattuale – Da ingiustificata interruzione delle trattative – Presupposti – Risarcimento del danno emergente e del lucro cessante.
Le trattative interrotte possono ingenerare responsabilità ex art.1337 c.c.. qualora: le trattative siano giunte ad uno stadio tale da far sorgere, nella parte che invoca l’altrui responsabilità, il ragionevole affidamento sulla conclusione del contratto; la parte alla quale si addebita la responsabilità interrompa le trattative senza un giustificato motivo; non sussistano fatti idonei ad escludere il ragionevole affidamento sulla conclusione del contratto.
La responsabilità precontrattuale ex art.1337 c.c. deriva, oltre che dall’ingiustificata rottura delle trattative, anche dalla violazione dell’obbligo di lealtà reciproca, il quale comporta innanzitutto un dovere di completezza informativa circa la reale intenzione di concludere il contratto.
[Nella fattispecie, il Giudice, avendo rilevato che il rifiuto della parte di stipulare il contratto era stato improvviso e non congruamente motivato, e che questa aveva lasciato evolvere le trattative sino a un punto di sostanziale coincidenza degli impegni richiesti e offerti, senza adeguatamente informare le altre parti delle ragioni che la facevano propendere per non prestare più il proprio consenso, la condannava a risarcire sia le spese sostenute dalle altre parti nel corso delle trattative ingiustificatamente interrotte, sia il pregiudizio derivante dalla perdita di chances per affari alternativi che sarebbero presuntivamente stati conclusi nel tempo occorrente a coltivare la trattativa rotta.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 04 Maggio 2017.


Contratto concluso dall’impresa estera successivamente costituita in Italia - Omessa comunicazione della nazionalità estera dell’impresa contraente - Obbligo di diligenza del mediatore e responsabilità ex art. 1759 cod. civ. - Responsabilità ex artt. 1337 e 1440 cod. civ. del contraente - Illecito precontrattuale e responsabilità da contatto sociale.
È valido ed efficace il contratto concluso, per il tramite di una società di intermediazione immobiliare, con colui che agisce per conto di una società estera spendendo il nome di un’omonima impresa italiana non ancora venuta ad esistenza.
Il soggetto che si affida ad una società di intermediazione immobiliare al fine di concludere un contratto di permuta deve essere posto nella condizione di valutare la portata dell’affare e le conseguenze derivanti dalla stipulazione. La mancata comunicazione, da parte del mediatore e della società contraente, della nazionalità estera di quest’ultima, si configura come violazione di precisi obblighi imposti dalla legge, riconducibili da un lato al dovere di diligenza nell’esecuzione del rapporto di mediazione (artt. 1176 e 1759 cod. civ.), e dall’altro lato al canone di buona fede nelle trattative e nella formazione del contratto di permuta (art. 1337 cod. civ.). Quanto a questo secondo profilo, inoltre, l’illecito in questione ben può ricondursi alla fattispecie del dolo incidens di cui all’art. 1440 cod. civ.
La violazione dell’obbligo di cui all’art. 1337 cod. civ. dà luogo ad una forma di responsabilità c.d. “da contatto sociale qualificato”, la quale è regolata dalle disposizioni dettate in materia di responsabilità contrattuale (artt. 1218 e ss. cod. civ.).
La società di intermediazione immobiliare negligente e il contraente in mala fede, dunque, rispondono in solido secondo le regole previste in materia di illecito contrattuale. (Francesca Massolin) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 14 Marzo 2017.


Contratti di telefonia – Fornitura di servizio inadeguato a studio professionale – Malfunzionamento del servizio per un anno – Violazione degli obblighi informativi – Risoluzione del contratto e risarcimento del danno.
Nel caso in cui il gestore telefonico faccia sottoscrivere un contratto di fornitura di servizi di telefonia ad uno studio professionale senza verificare eventuali incompatibilità tecniche con gli impianti esistenti e senza informare l’utente dei possibili problemi che potrebbero insorgere, il medesimo gestore viola l’obbligo informativo afferente la qualità del servizio. La violazione di detto obbligo informativo e il malfunzionamento del servizio telefonico per oltre un anno comportano grave inadempimento con conseguente risoluzione del contratto e risarcimento del danno. L’utente telefonico deve provare la fonte negoziale del rapporto allegando l’inadempimento o l’inesatto adempimento delle obbligazioni che incombono sul gestore. Il risarcimento comprende il danno emergente rappresentato dalle spese sostenute per interventi tecnici per il ripristino del servizio e l’eventuale lucro cessante che deve essere adeguatamente provato in relazione alla diminuzione del fatturato e alla perdita dalla clientela subita dallo studio professionale. Va riconosciuto anche il danno non patrimoniale rappresentato dallo stato di preoccupazione, agitazione e di stress subiti dal professionista che veda con impotenza lo studio isolato dalla propria clientela trovandosi nell’impossibilità di accedere agli strumenti tecnologici ormai indispensabili nella quotidianità. (Paolo Doria) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 16 Marzo 2016.


Contratti bancari - Responsabilità precontrattuale della banca per illegittima interruzione di trattative con il cliente per la concessione di un finanziamento, legittima e ragionevole aspettativa di accoglimento della proposta formulata in conformità con le indicazioni dei funzionari, rifiuto ingiustificato della banca - Onere prova a carico dell’attore - Insussistenza della prova del danno inteso come interesse negativo asseritamente patito - Rigetto domanda.
Sussiste responsabilità precontrattuale della banca per ingiustificata interruzione delle trattative finalizzate alla concessione di un finanziamento qualora il cliente abbia formulato una proposta concordata con i funzionari coerente con le indicazioni della banca risultanti da precedenti dinieghi relativi ad analogo finanziamento in differente forma, e qualora nell’imminenza della auspicata delibera la banca abbia autorizzato una serie di attività prodromiche alla ritenuta imminente concessione del finanziamento, mediante apertura di un conto corrente sul quale sia stata versata la provvista per l’acquisto subito dopo effettuato di Titoli destinati ad essere costituiti in pegno a garanzia del finanziamento stesso poi negato senza specifica motivazione.

In presenza di accertata responsabilità precontrattuale della banca grava sull’attore l’onere di provare il danno patito, inteso come interesse negativo, senza alcun ricorso a generici criteri equitativi. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata)
Tribunale Piacenza, 17 Novembre 2015.


Intermediazione finanziaria – Contratto di vendita di strumento finanziario complesso denominato BTP Online o Index o Tel – Mancato assolvimento degli obblighi informativi da parte dell’intermediario – Conseguenze – Nullità del contratto – Esclusione – Responsabilità precontrattuale dell’intermediario – Sussiste.
In materia di intermediazione finanziaria, il mancato assolvimento da parte dell’intermediario del dovere di fornire all’operatore inesperto informazioni adeguate sulla natura rischiosa e speculativa del prodotto finanziario complesso denominato BTP Online o Index o Tel e di avvertirlo circa la sua inadeguatezza non determina la nullità del contratto con cui tale operazione si attui bensì la responsabilità da inadempimento precontrattuale dell’intermediario, col conseguente obbligo di risarcire il danno patito dal cliente, parametrato alle perdite che egli non avrebbe subito se non avesse concluso l’operazione di cui si tratta. (Alessio Pottini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 22 Dicembre 2014.


Contratti bancari - Contratto di finanziamento fondiario ai sensi dell’articolo 38 del Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo Unico Bancario) - Collegamento negoziale con contratto di sottoscrizione di prestito obbligazionario e con contratto di sottoscrizione di quote di fondo comune di investimento lanciati rispettivamente dalla banca mutuante e da organismo di investimento collettivo del risparmio che riveste qualità di parte correlata - Ammissibilità - Applicazione all’intera operazione della disciplina prevista dal Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo Unico della Finanza) e dal Regolamento Consob 1 luglio 1998, n. 11522 (vecchio Regolamento Emittenti) - Ammissibilità - Mancata osservanza in sede di strutturazione dell’operazione degli obblighi informativi in materia di strumenti finanziari - Responsabilità precontrattuale dell’intermediario ex art. 1337 codice civile - Ammissibilità.
E’ configurabile una responsabilità precontrattuale ex art. 1337 del codice civile in capo all’intermediario qualora lo stesso in sede di strutturazione di una operazione fondata su un collegamento negoziale tra un contratto di finanziamento fondiario ai sensi dell’articolo 38 del Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo Unico Bancario) e due contratti aventi ad oggetto l’acquisto di strumenti finanziari non osservi gli obblighi informativi previsti ratione temporis dalle disposizioni del Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo Unico della Finanza) e del Regolamento Consob 1 luglio 1998, n. 11522 (vecchio Regolamento Emittenti). (Stefano Maugeri, Eugenia Trovato) (riproduzione riservata) Tribunale Caltagirone, 28 Luglio 2014.


Obbligazioni e contratti - Responsabilità precontrattuale - Dovere di completezza informativa circa la reale intenzione di concludere il contratto - Obbligo di lealtà reciproca - Violazione - Responsabilità - Sussistenza..
La responsabilità prevista dall'art. 1337 c.c., oltre che in caso di rottura ingiustificata delle trattative, può derivare anche dalla violazione dell'obbligo di lealtà reciproca che si concretizza nella necessità di osservare il dovere di completezza informativa circa la reale intenzione di concludere il contratto, senza che alcun mutamento delle circostanze possa risultare idoneo a legittimare la reticenza o la maliziosa omissione di informazioni rilevanti nel corso della prosecuzione delle trattative finalizzate alla stipulazione del contratto. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 26 Aprile 2012, n. 6526.


Contratti in genere – Principi generali – Buona fede e correttezza – Solidarietà – Rilievo costituzionale – Immediata precettività..
Il principio di correttezza e di buona fede nell’esecuzione del contratto, espressione del dovere di solidarietà fondato sull’art. 2 della costituzione, impone a ciascuna delle parti del rapporto obbligatorio di agire in modo tale da preservare gli interessi dell’altra e costituisce un dovere giuridico autonomo a carico delle parti contrattuali, a prescindere dall’esistenza di specifici obblighi contrattuali o di quanto espressamente stabilito da norme di legge; ne consegue che la sua violazione costituisce di per sé inadempimento e può comportare l’obbligo di risarcire il danno che ne sia derivato. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 29 Gennaio 2009, n. 0.