LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO II
Dei contratti in generale
CAPO II
Dei requisiti del contratto
SEZIONE I
Dell'accordo delle parti

Art. 1339

Inserzione automatica di clausole
TESTO A FRONTE

I. Le clausole, i prezzi di beni o di servizi, imposti dalla legge [o da norme corporative], sono di diritto inseriti nel contratto, anche in sostituzione delle clausole difformi apposte dalle parti.

Le disposizioni richiamanti le norme corporative devono ritenersi abrogate


GIURISPRUDENZA

Contratto di mutuo - Interessi - Legge n. 108 del 1996 - Tasso usurario - Applicazione anche agli interessi moratori - Ammissibilità - Fattispecie - Opposizione allo stato passivo.
In tema di contratto di mutuo, l'art. 1 della l. n. 108 del 1996, che prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che quelli moratori. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, in sede di opposizione allo stato al passivo e con riferimento al credito insinuato da una banca, aveva escluso la possibilità di ritenere usurari gli interessi relativi a due contratti di mutuo in ragione della non cumulabilità degli interessi corrispettivi e di quelli moratori). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 06 Marzo 2017, n. 5598.


Obbligazioni in genere - Obbligazioni pecuniarie - Interessi - In genere - Interessi usurari - Nuova disciplina della nullità - Applicazione ai contratti stipulati prima della loro entrata in vigore - Limiti - Inefficacia "ex nunc" delle clausole - Rilevabilità d'ufficio - Sussistenza.
Le norme che prevedono la nullità dei patti contrattuali che determinano la misura degli interessi in tassi così elevati da raggiungere la soglia dell'usura (introdotte con l'art. 4 della l. n. 108 del 1996), pur non essendo retroattive, comportano l'inefficacia "ex nunc" delle clausole dei contratti conclusi prima della loro entrata in vigore sulla base del semplice rilievo, operabile anche d'ufficio dal giudice, che il rapporto giuridico, a tale momento, non si era ancora esaurito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Agosto 2016, n. 17150.


Ricorso per consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, ex art. 696-bis c.p.c. - Accertamento di nullità parziale di contratto bancario di mutuo - Ammissibilità della consulenza tecnica preventiva a fronte di contestazioni sull’an della pretesa - Sussiste

Ricorso per consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, ex art. 696-bis c.p.c. - Accertamento di nullità parziale di contratto bancario di mutuo - Ammissibilità della consulenza tecnica preventiva a fronte di manifestato disinteresse del resistente rispetto alla conciliazione - Sussiste
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Il procedimento ex art. 696-bis c.p.c. è applicabile in ipotesi di contenzioso vertente sull’accertamento ovvero sulla determinazione di crediti che traggono fonte dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito in contratti bancari di prestito personale e, in quanto finalizzato all’ammissione di una consulenza tecnica preventiva che può essere prodotta nel giudizio di merito che una delle parti instauri in caso di mancata definizione conciliativa della controversia, presuppone la positiva delibazione dal Giudice della sua utilizzabilità quale mezzo di prova nel successivo eventuale giudizio di merito a cognizione piena, sicché essa può essere disposta anche a fronte di contestazioni sull’an della pretesa, a condizione che la stessa sia comunque volta ad acquisire elementi tecnici di fatto risolutivi ai fini non solo della quantificazione ma altresì dell’accertamento del credito derivante dalla inesatta esecuzione delle obbligazioni contrattuali assunte. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata)

Il procedimento ex art. 696-bis c.p.c. è uno strumento non esclusivamente deputato alla risoluzione alternativa delle controversie rivenienti da contratti bancari di mutuo, residuando la funzione probatoria della consulenza tecnica preventiva, che può essere prodotta nel giudizio di merito eventualmente instaurato in caso di mancata definizione conciliativa della controversia. La funzione conciliativa della consulenza tecnica preventiva deve dunque costituire potenziale esito del procedimento, in funzione dell’attività peritale in concreto espletata, ma non deve necessariamente preesistere allo svolgimento di detta attività nella comune dichiarata intenzione delle parti, sì che la consulenza tecnica può essere ammessa anche a fronte di un manifestato disinteresse del resistente rispetto ad un eventuale utilizzo di essa a fini di conciliazione della controversia. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce, 30 Gennaio 2015.


Ricorso per consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, ex art. 696-bis c.p.c. - Accertamento di nullità parziale di contratto di prestito personale - Consulenza tecnica preventiva per finalità conciliative - Ammissibilità.
E' ammissibile una consulenza tecnica preventiva, ai sensi dell’art. 696-bis c.p.c., per l’accertamento della nullità della clausola determinativa degli interessi di un contratto di prestito personale, ed eventuale ripetizione di indebito oggettivo, ove questa appaia in grado di risolvere effettivamente le questioni controverse ed evitare, con elevata probabilità, stimata ex ante, l’instaurazione di una futura lite attraverso il raggiungimento di una ragionevole e definitiva intesa tra le parti. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 15 Ottobre 2014.


Usura bancaria – Interessi moratori – Divieto di cumulo con gli interessi corrispettivi – Diversità funzionale – Clausola di salvaguardia ed esclusione dell’usura.
Gli interessi moratori rientrano tra le prestazioni accessorie ed eventuali, sinallagmaticamente riconducibili al futuro inadempimento e destinate ad assolvere alla funzione di pressione finalizzata alla realizzazione del corretto adempimento del contratto, in chiave sanzionatoria. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

In tema di raffronto con il tasso soglia antiusura, la diversità di natura e funzione delle due categorie di interessi corrispettivi ed interessi moratori non ne consente il mero cumulo, né la Cassazione ha affermato un simile principio con la nota sentenza n.350/2013. Vieppiù, anche ove quest’ultima avesse realmente stabilito la possibilità del cumulo, il precedente sarebbe comunque da disattendere, per quanto autorevole, in virtù della diversità ontologica e funzionale dei due tipi di interessi. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

L’impianto normativo in materia di usura fa riferimento alle prestazioni di natura "corrispettiva” gravanti sul mutuatario e collegate allo svolgimento fisiologico del rapporto, sicché gli oneri che non partecipano di tale natura corrispettiva non rilevano al fine dell’individuazione del tasso “effettivo” da raffrontare alla soglia. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Quando al mutuo acceda una clausola di salvaguardia, resta esclusa alla radice l’usurarietà del tasso pattuito. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

In caso di superamento del tasso soglia per effetto dell’applicazione degli interessi di mora, la soluzione va ricercata nella riconduzione di questi ultimi nei limiti del tasso soglia ai sensi degli artt. 1419, comma 2 cc e 1339 cc, trattandosi al più di usurarietà sopravvenuta. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 16 Settembre 2014.