LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO II
Dei contratti in generale
CAPO II
Dei requisiti del contratto
SEZIONE II
Della causa del contratto

Art. 1343

Causa illecita
TESTO A FRONTE

I. La causa è illecita quando è contraria a norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume.


GIURISPRUDENZA

Mutuo fondiario – Utilizzato per ripagare debiti preesistenti – Azione di nullità del contratto di mutuo per difetto di causa o per simulazione di trasformazione di credito chirografario in credito ipotecario – Formulata dalla società mutuataria in bonis – Fallimento della società attrice – Competenza del tribunale fallimentare – Esclusione – Nullità del contratto – Esclusione.
L’utilizzo della somma mutuata per estinguere precedenti passività è riconducibile alla libera iniziativa della parte mutuataria e costituisce un fatto del tutto estraneo alla causa del contratto, dato che il mutuo fondiario non costituisce un mutuo di scopo.
Ove la domanda di accertamento della nullità contrattuale venga avanzata dalla società in bonis, senza che il convenuto formuli alcuna domanda riconvenzionale nei confronti della curatela, è escluso che per effetto della dichiarazione di fallimento dell’attrice la competenza a conoscere della controversia spetti al tribunale fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Chieti, 02 Novembre 2017.


Contratto di Interest Rate Swap - Aleatorietà - Difetto di causa concreta - Nullità - Insussistenza - Prevedibilità diminuzione dei tassi di interesse - Onere della prova - Inammissibilità CTU.
Nei contratti di Interest Rate Swap, la sola forte diminuzione del tasso di interesse non è circostanza idonea a dimostrare la cattiva fede della banca ovvero l’illiceità della causa in concreto ex artt. 1322 e 1343 c.c., posto che le variazioni dei tassi di interesse sono eventi del tutto ordinari e le perdite subite dalla cliente sono prevedibili e fisiologiche in un contratto aleatorio quale quello in esame.

È comunque onere del cliente investitore dimostrare che, al momento della stipula del contratto IRS, la banca potesse e dovesse prevedere, quale operatore esperto, che i tassi di interesse potessero subire una simile forte diminuzione. Parte attrice avrebbe dovuto fornire prova di elementi idonei a ritenere che il rischio assunto fosse eccessivo ovvero comunque superiore a quanto offerto all’epoca su simili contratti.

La prova non può essere data disponendo specifica consulenza tecnica d’ufficio in proposito, dato che, in assenza di qualsiasi deduzione e indicazione di prova della parte attrice, il consulente dovrebbe cercare lui stesso elementi di prova, piuttosto che valutare le prove conferite in atti. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 01 Marzo 2017.


Contratti - Invalidità - Nullità del contratto - In genere - Norma imperativa - Violazione - Conseguenze - Nullità del contratto - Condizioni - Limiti - Mutuo ipotecario stipulato in violazione dell'art. 216, comma 3, l.fall. - Nullità del contratto per illiceità della causa - Esclusione.
La violazione di una norma imperativa non dà luogo necessariamente alla nullità del contratto, giacché l'art. 1418, comma 1, c.c., con l'inciso «salvo che la legge disponga diversamente», impone all'interprete di accertare se il legislatore, anche nel caso di inosservanza del precetto, abbia consentito la validità del negozio predisponendo un meccanismo idoneo a realizzare gli effetti voluti della norma, sicché, in assenza di un divieto generale di porre in essere attività negoziali pregiudizievoli per i terzi, la stipulazione di un contratto di mutuo ipotecario in violazione dell'art. 216, comma 3, l.fall., che punisce la condotta di bancarotta preferenziale, non dà luogo a nullità per illiceità di causa, ai sensi del citato art. 1418, ma costituisce il presupposto per la revocazione degli atti lesivi della "par condicio creditorum". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Settembre 2016, n. 19196.


Nullità del contratto - In genere - Norma imperativa - Violazione - Conseguenze - Nullità del contratto - Condizioni - Limiti - Mutuo ipotecario stipulato in violazione dell'art. 216, comma 3, l.fall. - Nullità del contratto per illiceità della causa - Esclusione.
La violazione di una norma imperativa non dà luogo necessariamente alla nullità del contratto, giacché l'art. 1418, comma 1, c.c., con l'inciso «salvo che la legge disponga diversamente», impone all'interprete di accertare se il legislatore, anche nel caso di inosservanza del precetto, abbia consentito la validità del negozio predisponendo un meccanismo idoneo a realizzare gli effetti voluti della norma, sicché, in assenza di un divieto generale di porre in essere attività negoziali pregiudizievoli per i terzi, la stipulazione di un contratto di mutuo ipotecario in violazione dell'art. 216, comma 3, l.fall., che punisce la condotta di bancarotta preferenziale, non dà luogo a nullità per illiceità di causa, ai sensi del citato art. 1418, ma costituisce il presupposto per la revocazione degli atti lesivi della "par condicio creditorum". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Settembre 2016, n. 19196.


Contratto di Compravendita di bene immobile futuro - Omesso rispetto del termine triennale per il completamento dei lavori ex art.4 comma 4° Leg. Reg. Sic. N. 10/1977 - Decadenza ex lege del Titolo Edilizio - Sanzione della nullità ai sensi dell’art.40, 2°comma, della Legge 28/2/1985 n.47 - Illiceità della causa ex artt.1418 comma 2 e 1343 cod. civ. - Esclusione - Vendita di cose future - Nullità ex art.1472 cod.civ. per mancata venuta ad esistenza del bene - Esclusione.
La sopraggiunta decadenza ex lege della Concessione Edilizia per mancato completamento dei lavori nel termine triennale di cui all’art.4, comma 4°, Legge Reg. Sic. N.10/1977, rende abusive le opere già realizzate ma non comporta anche la nullità del negozio preliminare di cui erano oggetto.

La nullità di cui all’art.40, 2°comma, Legge n.47/1985 sancisce un principio generale di nullità sostanziale che coinvolge anche i contratti preliminari di immobili irregolari dal punto di vista urbanistico ma presuppone che negozi siano illeciti sin dall’origine poiché aventi ad oggetto beni già esistenti alla data della stipula dell’atto. E’ impossibile, poi, l’applicazione analogica della nullità di cui all’art.1472 cod. civ. per mancata venuta ad esistenza della cosa, stante la diversità delle fattispecie. La vendita di cosa futura è infatti negozio ad effetto reale differito e soggetto alla condicio juris della sua venuta ad esistenza mentre il preliminare di cosa futura è contratto avente solo effetti obbligatori. (Francesco Camerino) (riproduzione riservata)
Tribunale Agrigento, 29 Febbraio 2016.


Mutuo di scopo – Progetto di investimento – Difetto di causa in concreto – Nullità.
Il modello legale del “mutuo di scopo” prevede che il mutuatario, oltre a dover restituire la somma mutuata e i maturati interessi, abbia altresì l’obbligo di realizzare l’attività programmata, che pertanto assume rilievo causale nell’economia del contratto.
La destinazione, anche solo parziale, della somma erogata a finalità differenti rispetto a quello previste nel contratto sottrae quelle stesse somme alla realizzazione dello scopo per cui il finanziamento è stato concesso e può dunque comportare un’effettiva deviazione dal modello legale ed in particolare il difetto in concreto della causa che caratterizza il mutuo di scopo, con conseguente nullità del contratto stesso.

Sarà ovviamente necessario, non sussistendo alcun obbligo per il mutuatario di impiegare le somme mutuate esclusivamente per il conseguimento dello scopo, valutare, ai fini della nullità del mutuo, l’effettivo raggiungimento del risultato programmato, non potendosi ravvisare difetto di causa e conseguente nullità laddove, anche in presenza di destinazione parziale delle somme ad altra finalità, lo scopo del mutuo sia stato comunque conseguito (Cass. civ. Sez. 1 Sentenza n. 8564 dell’8 aprile 2009).

L’onere della prova circa l’effettivo raggiungimento del risultato concordato grava, in quanto presupposto di validità, sulla parte che invoca l’efficacia del contratto. (Sergio Mina, Roberto Bianchi) (riproduzione riservata)
Tribunale Asti, 12 Gennaio 2016.


Trust – Validità – Finalità di elusione di norme di diritto – Liceità della causa concreta – Esclusione.
Il controllo della liceità della “causa concreta” comporta la necessità di verificare se chi ha istituito il trust abbia utilizzato quello strumento, nel caso concreto, allo scopo di aggirare l’applicazione di principi o norme dell’ordinamento interno. [Nel caso di specie, l’attrice aveva chiesto la declaratoria di nullità del trust assumendo che esso fosse stato stipulato per eludere la tutela del suo diritto di legittimaria.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 17 Agosto 2015.


Trust – In frode ai creditori – Nullità per illiceità della causa – Esclusione – Revocabilità – Sussiste.
L’istituto del trust non è contrario all’ordine pubblico né a norme imperative dal momento che lo Stato ha ratificato la Convenzione dell’Aja 1° luglio 1985. Può dirsi assodato che il trust, anche se regolato da legge straniera, realizza astrattamente interessi meritevoli di tutela.
La “frode al creditore”, se scollegata da una più generalizzate violazione della regola della par condicio creditorum non assurge a motivo di illiceità del negozio in quanto attiene al “motivo” del negozio e non incide sulla sua causa.
Di fronte ad un utilizzo del trust che si assume “in frode al creditore” l’ordinamento giuridico consente di esperire il rimedio tipico dell’azione revocatoria ordinaria. È pacifico che con il conferimento in trust i debitori ottengono l’effetto di spogliarsi dei loro beni aggredibili rendendoli indisponibili all’eventuale esecuzione forzata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 04 Giugno 2015.


Mutuo fondiario – Contratto finalizzato all’estinzione di debiti pre-esistenti scaduti – Nullità per illiceità della causa – Esclusione – Validità del contratto – Condizioni..
Il contratto di mutuo fondiario stipulato allo scopo di estinguere uno o più debiti pre-esistenti scaduti del mutuatario nei confronti dell’istituto di credito mutuante non è nullo per illiceità della causa, atteso che il mutuo fondiario non costituisce mutuo di scopo e comunque, sotto il profilo causale, il finanziamento si realizza in tal caso nella forma del dilazionamento di un debito altrimenti immediatamente esigibile. La nullità del contratto può invece configurarsi se e nella misura in cui i debiti pre-esistenti siano illeciti (perché inesistenti o frutto di violazione di norme imperative). (Valerio Colandrea) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 29 Ottobre 2013.


Causa - Indagine - In astratto - Inammissibilità - “In concreto” - Ammissibilità - Utilizzazione di un modello negoziale per realizzare una funzione obiettiva diversa da quella tipica - Conseguenza - Negazione di effetti tipici..
L’indagine della causa del contratto va svolta non “in astratto” ma “in concreto”, al fine di verificare – secondo il disposto degli artt. 1343 e 1344 cod.civ. – la conformità a legge dell’attività negoziale posta in essere dalle parti e, quindi, la riconoscibilità nella specie della tutela apprestata dall’ordinamento giuridico e ove dalla stessa disamina, risulti che le parti abbiano utilizzato un determinato modello negoziale per realizzare una funzione obiettiva diversa da quella per la quale tale strumento giuridico è previsto dalla legge, il giudice deve negare al negozio posto in essere dalle parti la tutela apprestata dall’ordinamento. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 22 Marzo 2013.