LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO II
Dei contratti in generale
CAPO V
Degli effetti del contratto
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 1373

Recesso unilaterale
TESTO A FRONTE

I. Se a una delle parti è attribuita la facoltà di recedere dal contratto, tale facoltà può essere esercitata finché il contratto non abbia avuto un principio di esecuzione.

II. Nei contratti a esecuzione continuata o periodica, tale facoltà può essere esercitata anche successivamente, ma il recesso non ha effetto per le prestazioni già eseguite o in corso di esecuzione.

III. Qualora sia stata stipulata la prestazione di un corrispettivo per il recesso, questo ha effetto quando la prestazione è eseguita.

IV. È salvo in ogni caso il patto contrario.


GIURISPRUDENZA

Contratti bancari – Interessi – Tasso mensile pari a un 1/12 del tasso annuo nominale – Maggior onere finanziario su base annuo – Indeterminatezza del tasso – Non sussiste

Penale di estinzione anticipata – Natura giuridica

Usura – Penale di estinzione anticipata – Inerenza all’erogazione del credito – Sussiste

Usura – Poteri dell’autorità amministrativa secondo la legge n. 108/96 – Rilevazione statistica dell’andamento dei tassi medi di mercato – Affermazione – Potere di escludere la rilevanza usuraria di costi inerenti all’erogazione del credito – Non sussiste

Usura – Poteri dell’autorità amministrativa secondo la legge n. 108/96 – Necessaria simmetria tra TEGM e TEG – Non sussiste

Usura – Verifica di usurarietà del tasso – Rilevanza di interessi e altre remunerazioni in quanto semplicemente “promessi o convenuti” (art. 644 c.p.; art. un. d.l. 394/00) – Limiti – Applicazione ai soli costi ragionevolmente certi al momento della conclusione del contratto perché inerenti alla regolare esecuzione del programma negoziale

Usura – Verifica di usurarietà del tasso – Oneri eventuali – Penale di estinzione anticipata –  Rilevanza in quanto semplicemente promessa – Non sussiste – Rilevanza in quanto effettivamente applicata o applicabile – Sussiste
.
È legittima e non genera indeterminatezza del tasso di interesse la clausola del contratto di mutuo che preveda un tasso periodale (in specie mensile) pari a 1/n (in specie 1/12) del tasso annuo nominale, ancorché ciò determini un maggiore onere finanziario, rilevato nel TAEG. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

La commissione di estinzione anticipata si qualifica in diritto come multa penitenziale (art. 1373 co. 3 c.c.), se è il corrispettivo pattuito per la facoltà di recesso dal contratto, per l’intero capitale o per una parte, o come penale per inadempimento, subordinata al verificarsi delle condizioni (risoluzione) che consentono alla banca di chiedere l’immediato rimborso del credito. In entrambi i casi, funzione della commissione è di ristorare forfetariamente la banca delle remunerazioni contrattuali perdute per effetto dell’anticipata chiusura del piano di rimborso. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

La penale di estinzione anticipata è costo inerente all’erogazione del credito, essendo contenuta nel contratto di credito, stimolandone il regolare adempimento e costituendo un succedaneo delle remunerazioni contrattuali perdute dalla banca per effetto dell’anticipata estinzione. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

La legge n. 108/96 ha demandato all’autorità amministrativa di fare una rilevazione statistica dell'andamento dei tassi medi di mercato (praticati dal sistema bancario-finanziario e distinti per classi omogenee di operazioni), ma non il potere di definire la fattispecie usuraria e di escludere la rilevanza di costi comunque collegati all’erogazione del credito. Che pertanto le istruzioni della Banca d’Italia non abbiano considerato e tuttora non considerino la penale di estinzione (come la mora e altri oneri previsti per il caso di inadempimento) nella rilevazione del TEGM non osta alla sua rilevanza ai fini della verifica di usurarietà ai sensi dell’art. 644 c.p.. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Malgrado il contrario avviso di Cassazione 22 giugno 2016 n. 12965, non esiste un raffronto diretto tra TEGM e TEG. Parametro di verifica della non usurarietà del TEG contrattuale è infatti non il TEGM ma il tasso soglia ricavato dall’applicazione al TEGM dello spread normativamente previsto.
Che dunque nel TEG siano computati ai fini della verifica di legalità costi non rilevati nel TEGM – perché ritenuti, a ragione o a torto, non significativi su un piano statistico (costi atipici, di rara applicazione ecc.) o non idonei a rappresentare il costo normale del credito (mora e altri effetti dell’inadempimento) – non nuoce alla comparabilità col tasso soglia. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Benché l’art. 644 c.p. e l’art. unico della legge di interpretazione autentica (d.l. 394/00 conv. in legge 24/01) non distinguano tra costi effettivi, ragionevolmente certi o meramente possibili, sulla base del programma negoziale e dei dati disponibili, soltanto i costi effettivi (già sostenuti) o ragionevolmente certi (futuri ma inerenti alla regolare esecuzione del programma negoziale) al momento della conclusione del contratto esprimono un peso economico e finanziario superiore a 0 capace di “superare il limite stabilito dalla legge […] nel momento in cui sono promessi” e concorrono pertanto alla determinazione ex ante del TEG contrattuale. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Al momento della conclusione del contratto, gli oneri eventuali (penale di estinzione anticipata, mora ecc.) esprimono un peso economico e finanziario pari a 0 e non sono in grado di “superare il limite stabilito dalla legge […] nel momento in cui sono promessi”. Pertanto, perché assumano rilevanza ai fini della verifica del TEG la sola pattuizione contrattuale è insufficiente, così come è irrilevante un ipotetico worst case. Gli oneri eventuali concorrono invece alla verifica del TEG se e nella misura in cui si rendano effettivamente applicati o applicabili. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 13 Settembre 2017.


Procedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. - Illegittimità dichiarazione di recesso unilaterale della banca - Domanda di accertamento dell’inefficacia della dichiarazione di recesso - Applicabilità.
E’ possibile il ricorso al rimedio cautelare atipico ex art. 700 c.p.c. al fine di sentire dichiarare l’inefficacia di dichiarazioni di recesso unilaterale della Banca da contratti di apertura di credito in conto corrente e/o di dichiarazioni unilaterali della Banca di risoluzione di contratti di mutuo ipotecario, purché tali dichiarazioni unilaterali siano illegittime e pertanto in contrasto con la legge, con il regolamento contrattuale inter partes e con il contegno in precedenza tenuto dalla stessa Banca. (Paolo Cevasco) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 02 Dicembre 2016.


Contratto – Recesso ad nutum – Arbitrarietà – Contrarietà alla buona fede – Abuso del diritto – Responsabilità contrattuale del recedente – Sussiste.
È vero che nei contratti a tempo indeterminato il recesso è consentito, ma ciò non è determinante per escludere l’illiceità della condotta quando il recesso non sia conforme a buona fede, per le modalità con cui sia posto in essere. Giacché la buona fede deve presiedere ogni fase del contratto, accompagnandolo nel suo intero svolgimento, dalla formazione all’esecuzione allo scioglimento.
La buona fede è espressione del dovere di solidarietà fondato sull’art.2 Cost., che impone a ciascuna delle parti del rapporto obbligatorio di agire nell’ottica di un bilanciamento degli interessi vicendevoli, a prescindere dall’esistenza di specifici obblighi contrattuali o di norme specifiche. La sua violazione, pertanto, costituisce di per sé inadempimento e può comportare l’obbligo di risarcire il danno che ne sia derivato.
[Nella fattispecie, la parte aveva esercitato il recesso ad nutum senza alcuna specifica contestazione, senza preavviso né giustificazione, trattenendo illecitamente una rilevante somma dal corrispettivo spettante alla controparte, cui di fatto aveva impedito di continuare ad operare: tale condotta è stata qualificata dal Tribunale come abuso del diritto e come abuso di dipendenza economica ai sensi dell’art.9 L.192/1998, anch’esso ritenuto un’estrinsecazione della clausola di buona fede, essendosi determinato un rilevante squilibrio di diritti e obblighi tra le parti contraenti.] (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 05 Maggio 2016.


Conto corrente bancario – Recesso ad nutum – Ammissibilità – Condizioni – Rispetto del termine di preavviso – Buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto

Conto corrente bancario – Recesso – Congruo preavviso – Necessità – Prosecuzione sino all'apertura di un nuovo conto – Insussistenza
.
Quando il diritto di recesso (nella specie da contratto di conto corrente bancario) non è previsto come rimedio all’inadempimento o per l’onerosità o l'intollerabilità della prosecuzione del rapporto ma tutela l’interesse obiettivo della parte all’interruzione del rapporto contrattuale (costituendone la causa estintiva ordinaria, ove il rapporto sia a tempo indeterminato), il suo esercizio è rimesso esclusivamente all’autonoma decisione della parte, salvo il rispetto del termine di preavviso previsto dal contratto o comunque di un congruo preavviso e dei principi generali di correttezza e buona fede. Il loro rispetto esige, tra l’altro, che il recesso sia esercitato in modo da salvaguardare l’interesse dell’altra parte, nei limiti in cui ciò non comporti per il recedente un apprezzabile sacrifico. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

L’importanza che il rapporto negoziale (nella specie contratto di conto corrente) può avere per la parte nei cui confronti è esercitato, implica che il recesso sia comunicato con congruo preavviso, ma non la pretesa di prosecuzione del rapporto sino all’apertura di un nuovo conto corrente, sostitutivo di quello prossimo alla interruzione, rispondendo al medesimo principio di buona fede anche l’esigenza di evitare, a carico di chi intende sciogliersene, una perpetuazione indeterminata del rapporto obbligatorio (nel caso di specie è stato ritenuto congruo il preavviso di 39 giorni con cui la banca ha esercitato il recesso da un rapporto di conto corrente bancario privo di affidamenti). (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 19 Aprile 2016.