LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO II
Dei contratti in generale
CAPO XI
Della nullità del contratto

Art. 1422

Imprescrittibilità dell'azione di nullità
TESTO A FRONTE

I. L'azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione, salvi gli effetti dell'usucapione e della prescrizione delle azioni di ripetizione.


GIURISPRUDENZA

Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Nullità - Regime generale ex art. 2033 c.c. - Applicabilità - Limiti - Conseguenze.
Accertata la nullità del contratto d'investimento, il venir meno della causa giustificativa delle attribuzioni patrimoniali comporta l'applicazione della disciplina dell'indebito oggettivo, di cui agli artt. 2033 ss. c.c., con il conseguente sorgere dell'obbligo restitutorio reciproco, subordinato alla domanda di parte ed all'assolvimento degli oneri di allegazione e di prova, avente ad oggetto, da un lato, le somme versate dal cliente alla banca per eseguire l'operazione e, dall'altro lato, i titoli consegnati dalla banca al cliente e gli altri importi ricevuti a titolo di frutti civili o di corrispettivo per la rivendita a terzi, a norma dell'art. 2038 c.c., con conseguente applicazione della compensazione fra i reciproci debiti sino alla loro concorrenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Marzo 2018, n. 6664.


Apertura di credito in c/c – Prescrizione – Eccezione di prescrizione specifica – Prova dell’esistenza del fido – Fido per facta concludentia.
In presenza di apertura di credito che assista un rapporto di conto corrente bancario, la natura ripristinatoria delle rimesse è presunta, ed è onere della Banca che eccepisca la prescrizione individuare specificatamente le rimesse aventi natura ripristinatoria.

In merito alla prova del fido per l’individuazione delle rimesse solutorie, l’apertura di credito può attuarsi per facta concludentia, rilevabile pertanto mediante la compresenza di indici rilevatori della stabilità e non occasionalità dell’esposizione a debito. (Antonio Giulio Pastore) (riproduzione riservata)
Tribunale Massa, 21 Dicembre 2017.


Intermediazione finanziaria – Contratti sottoscritti fuori sede – Mancanza avviso possibilità di recesso – Legittimazione attiva

Intermediazione finanziaria – Contratti sottoscritti fuori sede – Mancanza avviso possibilità di recesso – Prescrizione azione di nullità
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La nullità comminata dal settimo comma dell’art. 30, commi 6 e 7, del T.U.F. costituisce una nullità “relativa” o “di protezione”, in quanto funzionale alla tutela del solo “contraente debole”, il cui regime giuridico presenta notevoli affinità con quello dell’annullabilità, dato che non esclude l’efficacia del contratto (l’intermediario resta infatti vincolato dal medesimo fino a quando non ne viene pronunciata l’invalidità). Essa può essere fatta valere esclusivamente dal cliente. (Alessandro Giorgetta) (Enrico Pamphili) (riproduzione riservata)

La nullità prevista dall’art. 30, commi 6 e 7, T.U.F., quale nullità relativa assimilabile all’annullabilità, è passibile di convalida e sottoposta ad un termine di prescrizione di cinque anni. La norma prevista dall’art. 1422 c.c., la quale prevede l’imprescrittibilità dell’azione di nullità, trova infatti giustificazione nel fatto che la nullità ex articolo 1418 c.c. tutela l’interesse generale, mentre l’articolo 30 del T.U.F. tutela l’interesse di una sola parte, così come accade per l’azione di annullabilità. (Alessandro Giorgetta) (Enrico Pamphili) (riproduzione riservata)
Tribunale Ravenna, 12 Ottobre 2017.


Giudizio di risoluzione contrattuale – Nullità del contratto – Rilevabilità d’Ufficio – Potere del Giudice – Sussiste..
Il giudice di merito ha il potere di rilevare, dai fatti allegati e provati o emergenti ex actis, ogni forma di nullità non soggetta a regime speciale e, provocato il contraddittorio sulla questione, deve rigettare la domanda di risoluzione, volta ad invocare la forza del contratto. Pronuncerà con efficacia idonea al giudicato sulla questione di nullità ove, anche a seguito di rimessione in termini, sia stata proposta la relativa domanda. Nell'uno e nell'altro caso dovrà disporre, se richiesto, le restituzioni. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 04 Settembre 2012, n. 14828.