LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO II
Dei contratti in generale
CAPO XI
Della nullità del contratto

Art. 1423

Inammissibilità della convalida
TESTO A FRONTE

I. Il contratto nullo non può essere convalidato, se la legge non dispone diversamente.


GIURISPRUDENZA

Licenziamento – Intimazione prima del termine del comporto – Nullità.
Il licenziamento intimato per il perdurare delle assenze per malattia od infortunio del lavoratore, ma prima del superamento del periodo massimo di comporto fissato dalla contrattazione collettiva o, in difetto, dagli usi o secondo equità, è nullo per violazione della norma imperativa di cui all'art. 2110 cod. civ., comma 2. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 22 Maggio 2018, n. 12568.


Intermediazione finanziaria – Contratti derivati Interest Rate Swap – Nullità relative – Impossibilità di estendere il regime della prescrizione previsto per l’annullabilità

Intermediazione finanziaria – Contratti derivati Interest Rate Swap – Contratto quadro – Illegittimità della sanatoria o convalida del contratto nullo

Intermediazione finanziaria – Contratti derivati Interest Rate Swap – Differenziali negativi addebitati su conto corrente bancario con saldo negativo – Legittima la condanna alla ripetizione delle somme addebitate (o in alternativa la richiesta alla rideterminazione del saldo di conto)
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Le c.d. nullità relative sono nullità soggette ad un particolare regime quanto alla legittimazione a farle valere, ma – a parte ciò – conservano i connotati tipici della nullità. Alle nullità relative non può, dunque, essere estesa una fattispecie completamente diversa quale quella dell’annullamento e della prescrizione della relativa azione. (Marco Dalla Zanna) (riproduzione riservata)

La nullità delle operazioni IRS si verifica nel momento in cui esse sono state compiute in difetto di contratto quadro e la successiva stipula di un contratto quadro non può rimediare a tale vizio. Com’è noto ex art. 1423 c.c. il contratto nullo non può essere convalidato e tale disposizione vale anche per c.d. nullità relative che appartengono pur sempre al genus della nullità e non dell’annullabilità. Inoltre, il fatto che dette operazioni siano state estinte anticipatamente non è per nulla incompatibile con la volontà di farne valere la nullità, ben potendo tale comportamento essere giustificato con la semplice intenzione di limitare le perdite. (Marco Dalla Zanna) (riproduzione riservata)

Deve essere confermata, in quanto corretta, la condanna della banca al pagamento (o meglio ripetizione) delle somme addebitate per differenziali negativi sul conto della cliente con saldo passivo di conto corrente. In detta ipotesi infatti il cliente rimarrà debitore della banca dello scoperto di conto corrente non ricalcolato (l’alternativa che si pone al giudicante è quella della rideterminazione del saldo del conto corrente, tenendo conto delle somme riconosciute a credito all’attore)”. (Marco Dalla Zanna) (riproduzione riservata)
Appello Torino, 19 Aprile 2017.


La forma scritta ad substantiam prevista per i contratti bancari dall’art. 117 TUB, con particolare riferimento al contratto di apertura di conto corrente – Stipula di un contratto di apertura di conto corrente mediante proposta ed accettazione, con particolare riguardo al dies a quo della efficacia delle relative pattuizioni – Astratta possibilità di sanatoria del contratto bancario, recante la sottoscrizione di una sola parte, soltanto con efficacia ex nunc – Infondatezza della domanda di pagamento dei saldi negativi maturati in data anteriore alla eventuale sanatoria.
Il contratto di conto corrente sottoscritto soltanto dalla parte correntista, e non anche dalla Banca, in applicazione dell’art. 117 TUB (che prescrive per i contratti bancari la forma scritta ad substantiam) può dirsi perfezionato soltanto nel momento in cui la Banca che non l’ha sottoscritto agisce in giudizio, perciò dichiarando di avvalersi della proposta contrattuale, così accettandola e perfezionandola, ma con efficacia ex nunc, e non ex tunc, stante l’impossibilità di convalida del contratto nullo ex art. 1423 c.c. (CC 8396/2016; CC 10711/2016).
Allorché la Banca domandi l’ammissione al passivo Fallimentare per il credito relativo al saldo debitore di un rapporto di conto corrente, allegando un contratto di apertura di detto conto, recante unicamente la sottoscrizione del correntista e non anche della Banca, ne consegue che il contratto non può intendersi perfezionato (ex tunc) nel momento in cui le parti hanno iniziato dare esecuzione al rapporto, e pertanto la Banca deve essere esclusa dal passivo fallimentare per detto credito, non essendo questo fondato su di un contratto validamente ed efficacemente stipulato (in data anteriore al Fallimento), le cui pattuizioni abbiano legittimamente determinato gli interessi e le competenze trimestre per trimestre addebitate nel corso dell’intero rapporto.

Nota: a favore dell’indirizzo espresso nella pronuncia, in giurisprudenza di legittimità, e prevalentemente con riferimento all’art. 23 TUF, anzi che all’art. 117 TUB: CC 5919/2016, CC 7068/2016, CC 8395/2016CC 8396/2016, CC 10711/2016, CC 10331/2016, CC 6559/2017; contra: CC 4564/2010, CC 17740/2015, CC 17920/2016, CC 17943/2016, CC 17740/2015; sul contrasto giurisprudenziale: CC, Sez. I, 27/04/2017, n. 10447 ha rimesso gli atti al Primo Presidente perché valuti l'opportunità che le SSUU si pronuncino ai sensi dell'art. 374, comma 2, c.p.c.). (Paolo Martini) (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata)
Tribunale Massa, 18 Ottobre 2016.


Diritto finanziario - Nullità del contratto quadro che regola la prestazione di servizi bancari e di investimento in assenza di firma della banca - Inammissibilità della convalida del contratto nullo ex art. 1423 c.c. .
L’accordo quadro sottoscritto dal solo cliente e non dal rappresentante della banca stessa è nullo per violazione dell’articolo 23 Tuf, non potendo la stipulazione essere desunta, in via indiretta, da dichiarazioni (di scienza o ricognitive) di contenuto differente. Dopo la stipulazione del contratto di negoziazione, gli ordini di acquisto e le operazioni di compravendita danno luogo ad atti sicuramente negoziali, ma non a veri e propri contratti, per di più autonomi rispetto all'originale contratto quadro di cui essi costituiscono attuazione ed adempimento. La nullità del contratto incide dunque sulla validità dei successivi ordini di acquisto stante anche l'esclusione di ogni forma di convalida del contratto nullo ex art. 1423 c.c..
La produzione in giudizio del contratto di negoziazione da parte della banca, non rende validi retroattivamente gli ordini di acquisto e le operazioni di compravendita de quibus, con la conseguente necessità di restituzione della somma impiegata dal cliente e dei titoli alla banca. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 11 Aprile 2016, n. 7068.


Intermediazione finanziaria – Nullità del contratto quadro che regola la prestazione di servizi bancari e di investimento in assenza di firma della banca – Inammissibilità della convalida del contratto nullo ex art. 1423 c.c. – Inammissibilità di convalida tramite comportamenti concludenti.
L'art. 23 del D.Lgs. 5/2003 stabilisce che i contratti relativi alla prestazione dei servizi di investimento debbano essere redatti per iscritto a pena di nullità. La forma scritta, quando è richiesta ad substantiam, è elemento costitutivo del contratto, nel senso che il documento deve essere l'estrinsecazione formale e diretta della volontà delle parti di concludere un determinato contratto avente una data causa, un dato oggetto e determinate pattuizioni, sicché occorre che il documento sia stato creato al fine specifico di manifestare per iscritto la volontà delle parti diretta alla conclusione del contratto. In applicazione di detto principio il contratto quadro portante la firma del solo cliente è nullo in ragione dell'inammissibilità della convalida del contratto nullo ex 1423 c.c. e non valgono a convalidarlo i documenti esecutivi dello stesso (contabili, conferme di eseguito ecc.), indipendentemente dalla verifica dello specifico contenuto e della sottoscrizione di dette scritture. Neppure la frase firmata dal cliente, nella quale quest’ultimo dichiara che “un esemplare del presente contratto sottoscritto dalla banca ci è stata consegnato” (o altra analoga) è sufficiente a provare l’effettiva sottoscrizione del contratto ad opera della banca stessa o le dichiarazioni di consegna del documento contrattuale che non possiedono i caratteri della "estrinsecazione diretta della volontà contrattuale", tale da comportare il perfezionamento del contratto, trattandosi piuttosto di documentazione predisposta e consegnata in esecuzione degli obblighi derivanti dal contratto il cui perfezionamento si intende dimostrare e, cioè, da comportamenti attuativi di esso e, in definitiva, di comportamenti concludenti che, per definizione, non possono validamente dar luogo alla stipulazione di un contratto formale. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24 Marzo 2016, n. 5919.