LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO VI
Del matrimonio
CAPO IV
Dei diritti e dei doveri che nascono dal matrimonio

Art. 143

Diritti e doveri reciproci dei coniugi
TESTO A FRONTE

I. Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri.

II. Dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione.

III. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.


GIURISPRUDENZA

Violazione obblighi di assistenza familiare – Non corresponsione dell’assegno di mantenimento – Applicabilità delle pene di cui all’art. 570 c.p..
La legge 1 dicembre 1970 n. 898, all’art. 12-sexies punisce l’inadempimento dell’obbligo di corresponsione dell’assegno di mantenimento stabilito dal giudice in sede di divorzio, in favore dei figli senza limitazione di età, purché non autonomi economicamente. Diversamente, il coniuge separato che faccia mancare i mezzi di sussistenza ai figli minori, viola il secondo comma dell’art. 570 c.p. e per tale condotta va applicato il relativo trattamento sanzionatorio. (Redazione ILCASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 23 Febbraio 2018, n. 8883.


Separazione coniugi - Giudiziale - Addebito - Inosservanza dell'obbligo di fedeltà - Prova dell'efficacia causale di tale violazione nella determinazione della crisi coniugale - Necessità - Eccezione relativa all'anteriorità della crisi matrimoniale all'accertata infedeltà - Onere della prova - Regole comuni - Applicabilità - Conseguenze.
Grava sulla parte che richieda, per l'inosservanza dell'obbligo di fedeltà, l'addebito della separazione all'altro coniuge l'onere di provare la relativa condotta e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza, mentre è onere di chi eccepisce l'inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda, e quindi dell'infedeltà nella determinazione dell'intollerabilità della convivenza, provare le circostanze su cui l'eccezione si fonda, vale a dire l'anteriorità della crisi matrimoniale all'accertata infedeltà. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 19 Febbraio 2018, n. 3923.


Divieto di esecuzioni su beni del fondo patrimoniale ex art. 170 c.c. -  Onere del debitore di provare che il creditore conosceva l’estraneità del credito ai bisogni della famiglia - Interpretazione ampia della categoria dei bisogni della famiglia - Sussistono.
Ai fini dell’applicazione del divieto di esecuzione sui beni del fondo patrimoniale ex art. 170 c.c., a livello soggettivo ed ai fini del riparto dell’onere probatorio, spetta al debitore provare che il creditore conosceva l’estraneità del credito ai bisogni della famiglia, essendovi una presunzione di inerenza dei debiti alle esigenze famigliari, anche in ragione del disposto dell’art. 143, comma 3, c.c.; a livello oggettivo, va fornita un’interpretazione estremamente ampia della categoria dei bisogni della famiglia che giustificano l’esecuzione anche sul fondo patrimoniale, corrispondentemente riducendo la portata del divieto dell’articolo 170 c.p.c., che deroga alla regola della piena responsabilità patrimoniale ex art. 2740 c.c.. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 20 Maggio 2015.


Separazione coniugi - Addebito per violazione del dovere di fedeltà coniugale - Onere della prova.
In tema di separazione tra i coniugi, l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale, determinando normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, deve ritenersi circostanza sufficiente a giustificare l’addebito. Grava sulla parte che richieda l’addebito l’onere di provare la relativa condotta e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione delle convivenza, mentre è onere di chi eccepisce l’inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda provare le circostanze su cui l’eccezione si fonda. (Alessia Petra Beccuti) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 01 Luglio 2014.


Separazione – Addebito – Dichiarazioni della parte – Confessione – Esclusione – Ammissioni – Sussiste – Utilizzabilità probatoria – Condizioni.
Ai fini dell’addebitabilità della separazione, le ammissioni di una parte non possono avere valore di confessione, a norma dell’art. 2730 c.c., vertendosi in tema di diritti indisponibili, ma possono essere utilizzate come presunzioni ed indizi liberamente valutabili in unione con altri elementi probatori ), sempre che, ovviamente, esprimano non opinioni o giudizi o stati d’animo personali, ma fatti obiettivi e, in quanto tali, suscettibili di essere valutati giuridicamente come indice della violazione di specifici doveri coniugali (art. 143 c.c.). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Aprile 2014, n. 7998.