LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO II
Dei contratti in generale
CAPO XIV
Della risoluzione del contratto
SEZIONE I
Della risoluzione per inadempimento

Art. 1454

Diffida ad adempiere
TESTO A FRONTE

I. Alla parte inadempiente l'altra può intimare per iscritto di adempiere in un congruo termine, con dichiarazione che, decorso inutilmente detto termine, il contratto s'intenderà senz'altro risoluto.

II. Il termine non può essere inferiore a quindici giorni, salvo diversa pattuizione delle parti o salvo che, per la natura del contratto o secondo gli usi, risulti congruo un termine minore.

III. Decorso il termine senza che il contratto sia stato adempiuto, questo è risoluto di diritto.


GIURISPRUDENZA

Obbligazioni e contratti - Stipula di contratto preliminare - Preliminare di preliminare - Validità - Violazione - Contrarietà a buona fede - Responsabilità contrattuale da inadempimento - Articolata procedimentalizzazione delle fasi contrattuali - Puntuazione vincolante sui profili in ordine ai quali l'accordo è irrevocabilmente raggiunto.
La stipulazione di un contratto preliminare di preliminare, ossia di un accordo in virtù del quale le parti si obblighino a concludere un successivo contratto che preveda anche solamente effetti obbligatori (e con l'esclusione dell'esecuzione in forma specifica in caso di inadempimento) è valida ed efficace, e dunque non è nulla per difetto di causa, ove sia configurabile un interesse delle parti, meritevole di tutela, ad una formazione progressiva del contratto, fondata su una differenziazione dei contenuti negoziali, e sia identificabile la più ristretta area del regolamento di interessi coperta dal vincolo negoziale originato dal primo preliminare.

La violazione di tale accordo, in quanto contraria a buona fede, è idonea a fondare, per la mancata conclusione del contratto stipulando, una responsabilità contrattuale da inadempimento di una obbligazione specifica sorta nella fase precontrattuale.

Ravvisata la valida pattuizione di un vincolo contrattuale finalizzato ad un ulteriore accordo, il rifiuto di contrattare opposto nella seconda fase, se immotivato e contrario a buona fede, dà pertanto luogo ad un inadempimento di un rapporto obbligatorio già perfezionatosi, con la precisazione che, può pure darsi in concreto una più articolata procedimentalizzazione delle fasi contrattuali, che consente di individuare nel corso delle trattative una convenzione che non sia ancora un vero preliminare (perché mancano ancora elementi essenziali), ma una puntuazione vincolante sui profili in ordine ai quali l'accordo è irrevocabilmente raggiunto, restando da concordare secondo buona fede ulteriori punti. Questi procedimenti di formazione contrattuale graduali lasciano trasparire l'interesse perseguito dalle parti a una negoziazione consapevole e informata.

In tali fattispecie la formazione del vincolo è limitata, quindi, a una parte del regolamento e la violazione dell'intesa raggiunta, perpetrata in una fase successiva rimettendo in discussione questi obblighi in itinere che erano già determinati, dà parimenti luogo a responsabilità contrattuale da inadempimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. II, 21 Maggio 2018, n. 12527.


Fornitura di energia elettrica - Diffida ad adempiere e preavviso di sospensione della fornitura - Procedimento cautelare ante causam - Violazione dell'art. 1454 Cod. Civ. per assegnazione al cliente, da parte del fornitore, di un termine di adempimento non congruo - Necessità di accertamento giudiziale della gravità dell'inadempimento ai sensi dell'art. 1455 Cod. Civ. da effettuarsi con riguardo esclusivo alla situazione verificatasi alla scadenza del termine - Entità dell'importo richiesto in un'unica soluzione tale da privare di giustificazione contrattuale e legale la minacciata sospensione della fornitura di energia elettrica..
  Tribunale Roma, 30 Luglio 2013.


Diffida ad adempiere ante causam - Domanda giudiziale di recesso - Ammissibilità..
La parte adempiente di un contratto, che abbia ricevuto una caparra confirmatoria e si sia avvalsa della facoltà di provocare la risoluzione del contratto mediante diffida ad adempiere ante causam, può poi agire in giudizio rinunciando all’effetto risolutivo ed esercitando il diritto di recesso, posto che il divieto di mutare la domanda di risoluzione in quella di recesso vale solo per le sole domande giurisdizionali già proposte. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 21 Febbraio 2013.


Diffida ad adempiere – Sottoscritta dal rappresentante in difetto di procura scritta – Successiva citazione in giudizio del rappresentato, con l’assistenza legale del già nominato rappresentante – Ratifica ex art. 1399 c.c. – Sussiste..

Affinché la diffida ad adempiere, intimata alla parte inadempiente da un soggetto diverso dall’altro contraente, possa produrre gli effetti di cui all’art. 1454 cod. civ., è necessario che quel soggetto sia munito di procura scritta del creditore, e che tale procura sia allegata, o comunque portata a conoscenza del debitore con mezzi idonei. In assenza di procura scritta, tuttavia, se il creditore, successivamente, nomini lo stesso rappresentante quale suo difensore di fiducia, per fare accertare giudizialmente la intervenuta risoluzione del contratto, ex art. 1454 c.c., si verifica una ipotesi di ratifica ex art. 1399 c.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Varese, 22 Maggio 2012.