LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO II
Dei contratti in generale
CAPO XIV
Della risoluzione del contratto
SEZIONE I
Della risoluzione per inadempimento

Art. 1457

Termine essenziale per una delle parti
TESTO A FRONTE

I. Se il termine fissato per la prestazione di una delle parti deve considerarsi essenziale nell'interesse dell'altra, questa, salvo patto o uso contrario, se vuole esigerne l'esecuzione nonostante la scadenza del termine, deve darne notizia all'altra parte entro tre giorni.

II. In mancanza, il contratto s'intende risoluto di diritto anche se non è stata espressamente pattuita la risoluzione.


GIURISPRUDENZA

Adempimento – Ritardo – Essenzialità del termine – Irrilevanza – Danno risarcibile – Maggiore imposta dovuta a seguito di intervento normativo – Esclusione.
L’essenzialità del termine rileva quando si deve decidere della risoluzione del contratto. Mentre qualora l’attore chiede il risarcimento dei danni derivanti dal ritardo nell’adempimento della prestazione, non rileva l’art.1457 c.c. bensì le norme sull’inesatto adempimento, e sul risarcimento dei danni conseguenti, e cioè gli artt.1218 e 1223 c.c..
Ai sensi dell’art.1225 c.c., quando non ricorre il dolo va esclusa dal danno risarcibile la maggiore somma versata a seguito dell’intervento normativo che ha imposto maggiori oneri fiscali. [Nella fattispecie, l’acquirente di un immobile aveva chiesto il risarcimento, fra l’altro, della maggiore imposta pagata a seguito dell’aumento delle imposte verificatosi successivamente alla scadenza del termine pattuito per la stipula del contratto definitivo di compravendita.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Taranto, 23 Marzo 2017.


Contratto preliminare – Interpretazione – Termine essenziale – Caratteristiche.
In tema di contratto preliminare, il termine per l'adempimento può essere ritenuto essenziale ai sensi e per gli effetti dell'art. 1457 c.c., solo quando, all'esito di indagine, da condurre alla stregua delle espressioni adoperate dai contraenti e, soprattutto, della natura e dell'oggetto del contratto, risulti inequivocabilmente la volontà delle parti di ritenere perduta l'utilità economica del contratto con l'inutile decorso del termine medesimo. Tale volontà non può desumersi solo dall'uso dell'espressione "entro e non oltre" quando non risulti dall'oggetto del negozio o da specifiche indicazioni delle parti che queste hanno inteso considerare perduta l'utilità prefissasi nel caso di conclusione del negozio stesso oltre la data considerata. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 01 Aprile 2016.


Termine di efficacia e condizione – Differenze – Rapporti – Reciproca esclusione – Non configurabilità

Termine essenziale – Implicito – Configurabilità – Limiti
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Per quanto l’ “incertezza” rappresenti criterio distintivo della condizione rispetto al termine, presupponendo la seconda un avvenimento futuro ed incerto (è incertus l’an, mentre può essere incertus o certus il quando), e caratterizzandosi, invece, il primo per un evento certus nell'an (e indifferentemente, certus o incertus nel quando), il rapporto tra condizione e termine non è sempre di reciproca esclusione, perchè le parti, nell’esercizio della loro autonomia, possono apporre un termine alla condizione sotto il profilo dell'avveramento, delimitando temporalmente l’intervallo temporale entro il quale la condizione può utilmente avverarsi. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

Il termine per l'adempimento puo' essere ritenuto essenziale ai sensi e per gli effetti dell'art. 1457 cod. civ., solo quando, all'esito di indagine, da condurre alla stregua delle espressioni adoperate dai contraenti e, soprattutto, della natura e dell'oggetto del contratto, risulti inequivocabilmente la volontà delle parti di ritenere perduta l'utilità economica del contratto con l'inutile decorso del termine medesimo; a tal fine essendo, di per sé, irrilevante l'uso dell'espressione "entro e non oltre" se, al contempo, non risulti dall'oggetto del negozio o da specifiche indicazioni delle parti che queste hanno inteso considerare perduta l'utilità prefissasi nel caso di conclusione del negozio stesso oltre la data considerata. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce, 08 Ottobre 2014.