LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO II
Dei contratti in generale
CAPO XIV
Della risoluzione del contratto
SEZIONE I
Della risoluzione per inadempimento

Art. 1460

Eccezione d'inadempimento
TESTO A FRONTE

I Nei contratti con prestazioni corrispettive, ciascuno dei contraenti può rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione, se l'altro non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente la propria, salvo che termini diversi per l'adempimento siano stati stabiliti dalle parti o risultino dalla natura del contratto.

II. Tuttavia non può rifiutarsi l'esecuzione se, avuto riguardo alle circostanze, il rifiuto è contrario alla buona fede.


GIURISPRUDENZA

Opposizione stato passivo – Eccezione di inadempimento – Professionista inadempiente – Responsabilità sindaco società fallita – Esclusione per intero del credito per compenso – Ammissione.
Il credito per compenso professionale del sindaco della società fallita può essere interamente escluso dallo stato passivo, potendo la curatela opporre l'eccezione di inadempimento allorquando emerga che il professionista abbia violato i doveri imposti dalla legge ai componenti del collegio sindacale. (Nel caso di specie il Tribunale in composizione collegiale, pronunciandosi in sede di opposizione allo stato passivo proposta da un componente del collegio sindacale della società fallita – il quale lamentava l'esclusione del credito vantato a titolo di compenso professionale – ha ritenuto corretta la valutazione effettuata dalla curatela e confermata dal giudice delegato di opporre l'eccezione di inadempimento nei confronti del professionista, essendo emersa dagli atti allegati in giudizio ed in particolare dalla relazione ex art. 33 l.f., una grave violazione - che ha avuto efficacia deterministica rispetto al dissesto della società fallita - da parte del collegio sindacale degli obblighi di allerta imposti dalla legge). (Curzio Fossati) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 17 Luglio 2018.


Avvocato – Responsabilità – Errori ed omissioni – Incarico professionale – Diversi gradi di giudizio – Considerazione Unitaria – Conseguenze – Pubblicazione della sentenza non impugnabile che definisce il giudizio – Eccezione d’inadempimento – Ammissibilità – Fondamento.
L'incarico professionale deve essere considerato unitariamente anche quando vi siano stati più gradi di giudizio e indipendentemente dal fatto che sia stata conferita una nuova procura al medesimo difensore per il grado successivo; tale circostanza, infatti, implica la prosecuzione dell'affare di cui il legale era stato incaricato dal cliente e non il suo esaurimento, sicché il cliente, alla data di pubblicazione della sentenza non impugnabile che definisce il giudizio, può ancora opporre l'eccezione d'inadempimento, ex art. 1460 c.c., per avere l'avvocato violato l'obbligo di diligenza professionale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 16 Luglio 2018, n. 18858.


Pagamento di debiti liquidi ed esigibili nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento - Soggezione all'azione revocatoria - Estensione alle imprese creditrici operanti in regime di monopolio legale - Ragioni - Fattispecie.
In favore dell'imprenditore che somministri beni o presti servizi in regime di monopolio legale, trovano applicazione, in assenza di espressa deroga, non solo l'art. 1460 c.c., sull'eccezione di inadempimento, ma anche l'art. 1461 c.c., sulla facoltà di sospendere l'esecuzione della prestazione dovuta quando sussista un evidente pericolo di non ricevere il corrispettivo in ragione delle condizioni patrimoniali dell'altro contraente, trattandosi di previsioni compatibili con l'obbligo, posto dall'art. 2597 c.c., di contrattare e di osservare parità di trattamento. L'applicabilità dell'art. 1461 c.c., come delle altre disposizioni dettate a presidio del nesso di sinallagmaticità nella fase di esecuzione dei contratti a prestazioni corrispettive, comporta che il pagamento del debito liquido ed esigibile, ricevuto dal monopolista nell'anno che precede la dichiarazione di fallimento del somministrato o dell'utente, con la consapevolezza del suo stato d'insolvenza, resta soggetto alla revocatoria di cui all'art. 67, comma 2, l. fall., non trovandosi il monopolista in una situazione differenziata rispetto agli altri creditori, e difettando di conseguenza i presupposti per cogliere nell'art. 2597 c.c. una implicita previsione di esenzione dalla revocatoria stessa. (Fattispecie relativa a pagamenti di diritti e tasse aeroportuali effettuati da un vettore aereo in favore di un gestore aeroportuale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Aprile 2018, n. 10117.


Società per azioni – Rapporto con l’amministratore – Natura societaria – Eccezione di inadempimento.
Nell’ambito del rapporto tra amministratore e società, l'eccezione di inadempimento mantiene un suo spazio di applicazione anche dopo la sentenza della Corte di cassazione, sez. un. civ.  n. 1545/2017 la quale ha escluso che il rapporto tra amministratore e società abbia natura parasubordinata; l’applicazione alla fattispecie della eccezione in questione ha, infatti, lo scopo di rafforzare l'adempimento delle obbligazioni in un contesto di corrispettività. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18 Luglio 2017.


Avvocato - Responsabilità civile - Errori ed omissioni - Eccezione d'inadempimento da parte del cliente - Legittimità - Condizioni - Fattispecie.
L'eccezione d'inadempimento, ex art. 1460 c.c., può essere opposta dal cliente all'avvocato che abbia violato l'obbligo di diligenza professionale, purché la negligenza sia idonea a incidere sugli interessi del primo, non potendo il professionista garantire l'esito comunque favorevole del giudizio ed essendo contrario a buona fede l'esercizio del potere di autotutela ove la negligenza nell’attività difensiva, secondo un giudizio probabilistico, non abbia pregiudicato la "chance" di vittoria. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ritenuto inadempiente la condotta dell'avvocato, consistita nella mancata presenza all'udienza di ammissione dei mezzi di prova e nell'omessa produzione di un documento attestante le spese mediche sostenute, in quanto la mera assenza all'udienza di ammissione dei mezzi di prova non implica alcuna rinuncia implicita alle deduzioni istruttorie, formulate negli atti introduttivi o nelle appendici scritte dell'udienza di trattazione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 15 Dicembre 2016, n. 25894.


Somministrazione (contratto di) - Rilevazione dei consumi mediante contatore - Contestazione dei consumi - Ripartizione degli oneri probatori - Fattispecie.
In tema di contratti di somministrazione, la rilevazione dei consumi mediante contatore è assistita da una mera presunzione semplice di veridicità, sicché, in caso di contestazione, grava sul somministrante l'onere di provare che il contatore era perfettamente funzionante, mentre il fruitore deve dimostrare che l'eccessività dei consumi è dovuta a fattori esterni al suo controllo e che non avrebbe potuto evitare con un'attenta custodia dell'impianto, ovvero di aver diligentemente vigilato affinché eventuali intrusioni di terzi non potessero alterare il normale funzionamento del misuratore o determinare un incremento dei consumi. (Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha cassato la sentenza impugnata che aveva posto a carico del somministrato la mancata prova in ordine al malfunzionamento del contatore, sebbene il somministrante avesse sostituito unilateralmente lo stesso, senza dar modo al fruitore di effettuare alcuna verifica sul suo corretto funzionamento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 22 Novembre 2016, n. 23699.


Centrale dei rischi - Segnalazione a sofferenza - Stato di insolvenza - Informativa preventiva - Credito contestato - Illiceità della segnalazione.
La segnalazione a sofferenza alla Centrale dei rischi non può scaturire dal mero ritardo nel pagamento del debito, ma deve fondarsi sul riscontro di uno stato di insolvenza, inteso come grave e non transitoria difficoltà economica. (Marta Gilli) (riproduzione riservata)

La banca, prima di procedere alla segnalazione a sofferenza alla Centrale dei rischi, deve informare il cliente (anche non consumatore) al fine di consentirgli di predisporre ogni misura idonea ad evitare la segnalazione e, altresì, di verificare ed eventualmente contestare lo stato di insolvenza. (Marta Gilli) (riproduzione riservata)

Non è lecita la segnalazione a sofferenza alla Centrale dei rischi di un credito contestato, quando la contestazione alla base del rifiuto del cliente di adempiere non è manifestamente infondata. (Marta Gilli) (riproduzione riservata)
Tribunale Como, 10 Ottobre 2016.


Opposizione allo stato passivo – Collegio sindacale – Compensi – Eccezione di inadempimento ex art. 1460 cod. civ. – Sussistenza.
L’art. 1460 cod. civ. è applicabile anche al contratto di prestazione d’opera professionale, laddove sia riscontrabile un’apprezzabile violazione dell’obbligo di diligenza professionale nell’espletamento dell’incarico dal momento che la caratteristica del tipo negoziale disciplinato dagli artt. 2229 e segg. cod. civ., costituita dall’idoneità di dar vita alla cosiddetta obbligazione di mezzi anzichè di risultato, non influisce sull’elemento essenziale al fine dell’applicabilità dell’exceptio inadimplenti non est adimplendum rappresentato dal nesso sinallagmatico tra prestazione del professionista ed obbligo del cliente di pagare il corrispettivo. (Luca Caravella) (riproduzione riservata).
Alla luce del dimostrato inesatto adempimento dell’incarico di sindaco e del conseguente danno che ne è scaturito, la pretesa creditoria verificata con la domanda di insinuazione al passivo, in applicazione dell’art. 1460 c.c., non può trovare accoglimento. E’, infatti, onere dell’opponente – a fronte della specifica allegazione dell’inesattezza dell’adempimento – dimostrare di aver agito conformemente a legge al fine di evitare l’operatività dell’eccezione, idonea come tale a paralizzarne la pretesa. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 05 Maggio 2016.


Appalto - Fallimento dell'appaltatore - Eccezione di inadempimento ex articolo 1460 c.c. - Esclusione - Efficacia ex nunc dello scioglimento - Diritto del fallimento dell'appaltatore al corrispettivo maturato per le opere eseguite.
Volta che il contratto si sia sciolto, per qualsiasi causa, non può più essere invocata l'eccezione di inadempimento di cui all'articolo 1460 c.c., la quale presuppone l'esistenza di un contratto ancora in vigore. Qualora, pertanto, si sia verificato lo scioglimento dell'appalto, anche di opera pubblica, per effetto della dichiarazione di fallimento dell'appaltatore, poiché, ai sensi dell'articolo 81 L.F., lo scioglimento ha efficacia ex nunc, dovranno essere fatti salvi gli effetti contrattuali già prodottisi ed all'appaltatore - e per esso al curatore fallimentare - spetterà il corrispettivo maturato per le opere eseguite, salvo ovviamente di risarcimento degli eventuali danni conseguenti al ritardo o al non corretto adempimento dell'appaltatore stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Marzo 2015, n. 4616.


Contratto di somministrazione - Somministrazione idrica - Mancato pagamento della fornitura e sospensione dell'erogazione dell'acqua - Legittimità - Condizioni.
Non è vessatoria la clausola del contratto di somministrazione idrica che prevede in caso di mancato pagamento di due fatture da parte dell’utente che l'ente erogatore possa sospendere l’erogazione dell’acqua previo invio di un preavviso con il quale si intima il pagamento entro quindici giorni dal ricevimento del preavviso stesso pena la sospensione della somministrazione dell'acqua. (Michele De Palma) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 16 Dicembre 2014.


Efficacia esecutiva dell’ordinanza ex art. 702 ter c.p.c. impugnata – Istanza di sospensione ex art. 283 c.p.c. e 351 co. 2° c.p.c. – Fumus boni iuris: il Patto di Stabilità non legittima l’inadempimento od il ritardato adempimento – Accoglimento dell’istanza di sospensione..
Rilevato che nella specie non può essere esclusa, alla sommaria cognitio qui consentita, una riforma della sentenza gravata poiché il patto di Stabilità non legittima l’eccezione di inadempimento nei rapporti iure privatorum. (Feliciano Dal Bo) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 17 Febbraio 2014.


Contratto di appalto – Eccezione di inadempimento sollevata committente – Compatibilità con la risoluzione – Sussiste – Effetti – Efficacia impeditiva della pretesa dell'appaltatore – Sussiste.
Allorquando il committente, ingiunto dall'appaltatore del pagamento del corrispettivo di una quota dei lavori appaltati, solleva l'eccezione ex art. 1460 c.c., la stessa, oltre a doversi ritenere validamente sollevata anche in presenza di una contestuale domanda di risoluzione, si rivela pienamente ammissibile anche nel caso in cui l'inadempimento contestato all'appaltatore risulti solo parziale, in quanto essa rinviene il proprio fondamento nel rapporto sinallagmatico che intercorre tra le contrapposte prestazioni; a tanto consegue che, nel caso in cui l'inadempimento dell'appaltatore riguardi solo una parte dei lavori pattuiti, legittimamente il committente potrà rifiutarsi, in applicazione del principio inadimplenti non est adimplendum, di eseguire la propria controprestazione corrispondente, sospendendo il pagamento del corrispettivo per la quota di lavori in relazione al quale risulti accertato l'inadempimento dell'appaltatore, di guisa che l'accoglimento di tale eccezione comporta la revoca del decreto ingiuntivo opposto. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 07 Gennaio 2014.


Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - In genere - Concessione di forniture di carburante - Gestore - Obbligo del concessionario - Insussistenza - Fondamento - Pagamenti del gestore - Revocabilità..
Non si sottraggono alla revocatoria fallimentare i pagamenti effettuati quale corrispettivo per la fornitura di carburante in favore del concessionario del relativo impianto di distribuzione dal soggetto cui sia stata affidata la gestione dello stesso, non essendo la figura del primo assimilabile a quella del cosiddetto legal-monopolista in ordine all'obbligo contrattuale alla base di tale fornitura. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Aprile 2013, n. 8418.


Contratto di somministrazione - Errato conteggio dei consumi idrici o elettrici - Inadempimento parziale - Quota in eccesso rispetto ai consueti consumi del nucleo abitativo..
L’inadempimento parziale (exceptio non rite adimpleti contractus) consisterebbe nella quota in eccesso rispetto ai consueti consumi del nucleo abitativo che il ricorrente ritiene non essere mai stati erogati. (Gabriele Positano) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 22 Luglio 2012.


Contratto di somministrazione - Errato conteggio dei consumi idrici o elettrici - Regime probatorio - Allegazione dell'altrui inadempimento - Esaurimento della prestazione contrattuale - Transito della prestazione attraverso il contatore. .
Il tal caso il regime probatorio prevede che l’utente ai sensi dell’art. 1460 c.c. deve unicamente allegare l'altrui inadempimento e sarà la controparte (AQP) a dover dimostrare il proprio adempimento. Tale regime probatorio non modifica però il criterio generale secondo cui la prestazione contrattuale di AQP si esaurisce nel momento in cui il bene trasferito entra nella sfera di disponibilità dall’utente e cioè transita attraverso il contatore e si immette nell’impianto idrico privato, mentre ricade sull’utente l’alea del fatto ignoto del consumo che si lamenta esorbitante. (Gabriele Positano) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 22 Luglio 2012.


Fallimento - Contratti pendenti - Domanda di risoluzione promossa nei confronti del fallimento - Effetti - Ratio della norma di cui all'articolo 72, comma 5, LF...
La disposizione dettata dall'articolo 72, comma 5, legge fallimentare (secondo la quale l'azione di risoluzione del contratto promossa prima del fallimento spiega suoi effetti nei confronti del curatore, fatta salva la trascrizione della domanda) impedisce alla parte che vi ha interesse di proporre in via ordinaria domanda di risoluzione di un contratto nei confronti del fallimento, facendo salvo unicamente il caso in cui questo sia dichiarato quando la lite sia già pendente. In tal modo, si evita che gli effetti restitutori ed eventualmente risarcitori connessi alla pronunzia di risoluzione per inadempimento del contratto a prestazioni corrispettive si riverberino negativamente sulla par condicio creditorum. (Franco Benassi - Paolo Graneris) (riproduzione riservata) Tribunale Saluzzo, 24 Maggio 2012.


Società cooperativa – Rapporto con il socio – Oggetto – Risultato economico – Eccezione di inadempimento – Applicabilità..
A fronte della diversa tipologia che le cooperative possono assumere, la posizione del socio cooperatore resta distinta da quella del socio di una società di capitali: se quest’ultimo persegue un fine puramente speculativo, il primo vuole di regola un vantaggio diverso dal lucro, anche se anch’egli mira a realizzare un risultato economico ed un proprio vantaggio patrimoniale, attraverso lo svolgimento di attività d’impresa; tale risultato non è, almeno prevalentemente, la più elevata remunerazione possibile del capitale investito, piuttosto la soddisfazione di un comune preesistente bisogno economico - di lavoro, di casa, di generi di consumo, di credito - attraverso un risparmio di spesa per i beni o i servizi acquistati o realizzati dalla società o una maggiore remunerazione per i propri beni o servizi alla stessa ceduti, come nelle cooperative di produzione. Se in ciò consiste l’essenza del vantaggio mutualistico, è proprio tale vantaggio che - a ben vedere - non deriva direttamente dal rapporto di società, ma è conseguito attraverso un distinto rapporto economico con la cooperativa, che è appunto un rapporto di scambio, connotato dalla corrispettività delle prestazioni, cui ben può applicarsi l’art. 1460, codice civile. D’altra parte negare tale rimedio - come tutti quelli applicabili ai rapporti di scambio - significherebbe negare tutela proprio al vantaggio mutualistico che il socio cooperatore si ripromette di trarre dalla sua partecipazione alla società, il che - ad avviso del Collegio - non può essere, essendo quella la ragione del vincolo sociale. Viceversa affermare l’applicabilità di tale eccezione non significa vanificare l’obbligo statutario dei soci di conferire il latte prodotto, ma solo accordare loro la facoltà di sospendere tale conferimento a fronte dell’accertato, e grave, inadempimento della cooperativa di pagare loro il relativo prezzo, restando fermi, in ogni caso, gli altri obblighi derivanti dal rapporto sociale ed i rimedi endosocietari alla crisi finanziaria delle cooperativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Gennaio 2010.