LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO I
Della vendita
SEZIONE I
Disposizioni generali
PARAGRAFO 1
Delle obbligazioni del venditore

Art. 1477

Consegna della cosa
TESTO A FRONTE

I. La cosa deve essere consegnata nello stato in cui si trovava al momento della vendita.

II. Salvo diversa volontà delle parti, la cosa deve essere consegnata insieme con gli accessori, le pertinenze e i frutti dal giorno della vendita.

III. Il venditore deve pure consegnare i titoli e i documenti relativi alla proprietà e all'uso della cosa venduta.


GIURISPRUDENZA

Contratto di compravendita immobiliare - Mancata consegna del certificato di abitabilità - Condizioni dell’aliud pro alio - Elementi costitutivi ex artt.1453 e 1455 c.c. - Colpa e gravità dell’inadempimento.
La mancata dazione del certificato di abitabilità da parte del venditore in esecuzione di una compravendita di un immobile ad uso abitativo consente di invocare l’azione di risoluzione per consegna aliud pro alio solo laddove l’abitazione non presenti i requisiti legali di salubrità, stabilità e sicurezza. Tale azione potrà dirsi fondata solo laddove ricorrano anche gli altri elementi costitutivi previsti dagli artt.1453 e 1455 c.c., costituiti dall’imputabilità dell’inadempimento e dalla sua non scarsa importanza. Nel caso invece di mancata dazione del certificato per non conformità dell’immobile al progetto presentato, tale condotta deve essere qualificata come una mera violazione dell’obbligo di consegna dei documenti relativi all’immobile di cui all’ultimo comma dell’art. 1477 c.c., a fronte della quale la parte potrà agire solo per il risarcimento dei danni consequenziali, costituiti dall’eventuale irrogazione della sanzione di cui agli articoli 24 e ss D.P.R. n. 380/2001. (Francesco Lupia) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 24 Giugno 2015.


Esecuzione forzata - Immobiliare - Vendita - Trasferimento - Norme del contratto di vendita - Applicabilità, se compatibili - Obbligo di diligenza nella custodia del bene aggiudicato prima della consegna all'aggiudicatario - Sussistenza - Violazione dell'obbligo predetto - Conseguenze.
Nella vendita forzata, pur non essendo ravvisabile un incontro di consensi, tra l'offerente ed il giudice, produttivo dell'effetto transattivo, essendo l'atto di autonomia privata incompatibile con l'esercizio della funzione giurisdizionale, l'offerta di acquisto del partecipante alla gara costituisce il presupposto negoziale dell'atto giurisdizionale di vendita; con la conseguente applicabilità delle norme del contratto di vendita non incompatibili con la natura dell'espropriazione forzata, quale l'art. 1477 cod.civ. concernente l'obbligo di consegna della cosa da parte del venditore. Ne deriva che, in relazione allo "ius ad rem" (pur condizionato al versamento del prezzo), che l'aggiudicatario acquista all'esito dell'"iter"esecutivo, è configurabile un obbligo di diligenza e di buona fede dei soggetti tenuti alla custodia e conservazione del bene aggiudicato, così da assicurare la corrispondenza tra quanto ha formato l'oggetto della volontà dell'aggiudicatario e quanto venduto. Pertanto, qualora l'aggiudicatario lamenti che l'immobile aggiudicato sia stato danneggiato prima del deposito del decreto di trasferimento, il giudice è tenuto a valutare la censura dell'aggiudicatario medesimo, diretta a prospettare la responsabilità del custode (nella specie, della curatela fallimentare che aveva proceduto alla vendita forzata), in base ai principi generali sull'adempimento delle obbligazioni (art. 1218 cod. civ.), per inadeguata custodia del bene posto in vendita, fino al trasferimento dello stesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Febbraio 1995, n. 1730.