Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO I
Della vendita
SEZIONE I
Disposizioni generali
PARAGRAFO 1
Delle obbligazioni del venditore

Art. 1489

Cosa gravata da oneri o da diritti di godimento di terzi
TESTO A FRONTE

I. Se la cosa venduta è gravata da oneri o da diritti reali o personali non apparenti che ne diminuiscono il libero godimento e non sono stati dichiarati nel contratto, il compratore che non ne abbia avuto conoscenza può domandare la risoluzione del contratto oppure una riduzione del prezzo secondo la disposizione dell'articolo 1480.

II. Si osservano inoltre, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 1481, 1485, 1486, 1487 e 1488.


GIURISPRUDENZA

Sistema tavolare – Accertamento dell’usucapione – Possibilità – Opponibilità a terzi acquirenti con atto intavolato in buona fede prima dell’iscrizione della sentenza o della domanda di usucapione – Fondamento.
Nel sistema tavolare vigente nelle province dei territori già appartenuti al dissolto impero austro-ungarico, ferma la possibilità di chiedere l'accertamento dell'usucapione nei confronti di coloro contro i quali si è verificato l'acquisto per il decorso del tempo, un diritto reale sorto su un fondo per usucapione non è opponibile al terzo che abbia acquistato il fondo con atto intavolato in buona fede prima dell'iscrizione della sentenza o della domanda di usucapione, quand'anche si tratti di un diritto reale limitato e, quindi, compatibile con il diritto di proprietà. Il sistema tavolare previsto per le province ex austro-ungariche ha, infatti, recepito integralmente quello imperiale precedentemente vigente, connotato essenzialmente per la pubblica fede attribuita al libro fondiario in ordine alla situazione giuridica del bene trasferito, comprensiva dell'esistenza o inesistenza di pesi sul medesimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 06 Luglio 2021, n. 19054.


Vendita - "Actio Quanti Minoris" - Oneri derivanti da procedimenti di regolarizzazione urbanistico-edilizia - Art. 1489 c.c. - Applicabilità - Esclusione - Fondamento.
L'art. 1489 c.c., sulla vendita di cosa gravata da oneri o da diritti di terzi, non trova applicazione con riferimento al pagamento di oneri derivanti da procedimenti di regolarizzazione urbanistico-edilizia, dei quali il venditore abbia fatto menzione nell'atto di compravendita, trattandosi di pesi che non limitano il libero godimento del bene venduto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 28 Aprile 2021, n. 11211.


Prescrizioni del piano regolatore – Qualificabilità in termini di oneri non apparenti gravanti sull’immobile ai fini dell’art. 1489 c.c. – Esclusione.
Le prescrizioni del piano regolatore generale, una volta approvate e pubblicate nelle forme previste, hanno valore di prescrizioni di ordine generale di contenuto normativo, come tali assistite da una presunzione legale di conoscenza da parte dei destinatari. I vincoli da essi imposti, pertanto, non possono qualificarsi come oneri non apparenti gravanti sull’immobile secondo la previsione dell’art. 1489 c.c. e non sono, conseguentemente, invocabili dal compratore come fonte di responsabilità del venditore che non li abbia dichiarati nel contratto (Cass. 19-1-2001 n. 793; Cass. 16-9-2004 n. 18653; Cass. 2-3-2007 n. 4971). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 19 Marzo 2015.


Vendita di cose immobili – Servitù di acquedotto costituita mediante decreto prefettizio pubblicato sul foglio annunzi legali della provincia – Natura non apparente del vincolo – Rimedio di cui all’art. 1489 c.c. – Ammissibilità – Risoluzione – Condizioni per l’esercizio dell’azione – Applicabilità del criterio di cui all’art. 1455 c.c.. .
Ove il diritto reale su cosa altrui risulti imposto in forza di uno specifico provvedimento amministrativo (nel caso di specie servitù di acquedotto costituita con decreto prefettizio pubblicato sul foglio annunzi legali della provincia), può presumersene la conoscenza solo da parte del proprietario del bene ma non anche da parte del promissario-compratore, il quale quindi può far valere nei confronti del promittente-venditore l'obbligo di garanzia derivante dall'art. 1489 c.c. se l’esistenza del vincolo sia stata taciuta da costui in sede di stipula del contratto preliminare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L’esistenza di uno ius in re sulla cosa venduta legittima ex art. 1489 c.c. il compratore a far valere la risoluzione di quest'ultimo o una riduzione del prezzo ma la risoluzione non può essere automaticamente pronunziata dovendosi stabilire, ai sensi dell'art. 1480 c.c., secondo le circostanze, che il compratore non avrebbe acquistato la cosa gravata dall'onere; questa valutazione valutazione deve essere effettuata avendo riguardo al criterio generale sancito dall’art. 1455 c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 20 Agosto 2013.