LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO I
Della vendita
SEZIONE I
Disposizioni generali
PARAGRAFO 1
Delle obbligazioni del venditore

Art. 1495

Termini e condizioni per l'azione
TESTO A FRONTE

I. Il compratore decade dal diritto alla garanzia, se non denunzia i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, salvo il diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge.

II. La denunzia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l'esistenza del vizio o l'ha occultato.

III. L'azione si prescrive, in ogni caso, in un anno dalla consegna; ma il compratore, che sia convenuto per l'esecuzione del contratto, può sempre far valere la garanzia, purché il vizio della cosa sia stato denunziato entro otto giorni dalla scoperta e prima del decorso dell'anno dalla consegna.


GIURISPRUDENZA

Prescrizione – Atti interruttivi – Notifica di accertamento tecnico preventivo finalizzato all’azione di risoluzione del contratto – Interruzione della prescrizione – Esclusione.
Nei casi di azioni costitutive, finalizzate a ottenere dal giudice la costituzione, modificazione o estinzione di un rapporto giuridico o di uno status (art. 2908 c.c.), l’effetto interruttivo della prescrizione può essere provocato solo con la notifica della relativa domanda giudiziale: in tali casi, il debitore non è tenuto a eseguire una prestazione in adempimento del diritto di credito altrui e quindi non può essere costituito in mora con diffida stragiudiziale ai sensi degli artt. 2943, comma 4, e 1219 c.c., ma gli deve essere piuttosto notificata la citazione a giudizio per interrompere il termine di prescrizione.

L’effetto interruttivo derivante dalla notificazione della domanda giudiziale in tanto può verificarsi in quanto quella domanda sia effettivamente e concretamente volta ad ottenere la risoluzione contrattuale, non ammettendo tale domanda equipollenti.

Da tali considerazioni discende che - in relazione alla domanda di risoluzione contrattuale - la notificazione del ricorso per accertamento tecnico preventivo non può avere efficacia interruttiva della prescrizione ai sensi dell’art. 1495, comma 3, c.c., in quanto l’effetto costitutivo (recte: risolutivo) non può in alcun modo essere correlato alla richiesta di un mero accertamento, ancorché finalizzato all’attivazione della garanzia per i vizi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 19 Luglio 2018.


Vendita - Obbligazioni del venditore - Garanzia per i vizi della cosa venduta - Termini e condizioni dell'azione - Prescrizione dell'azione - Impegno del venditore ad eliminare i vizi - Accettazione del compratore - Effetti - Insorgenza di un'autonoma obbligazione di fare - Conseguenze.
In tema di garanzia per i vizi della cosa venduta, di cui all'art. 1490 c.c., qualora il venditore si impegni ad eliminare i vizi e l'impegno sia accettato dal compratore, sorge un'autonoma obbligazione di "facere", che, ove non estingua per novazione la garanzia originaria, a questa si affianca, rimanendo ad essa esterna e, quindi, non alterandone la disciplina. Ne consegue che, in tale ipotesi, anche considerato il divieto dei patti modificativi della prescrizione, sancito dall'art. 2936 c.c., l'originario diritto del compratore alla riduzione del prezzo ed alla risoluzione del contratto resta soggetto alla prescrizione annuale, di cui all'art. 1495 c.c., mentre l'ulteriore suo diritto all'eliminazione dei vizi ricade nella prescrizione ordinaria decennale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 06 Giugno 2017, n. 14005.


Vendita - Garanzia per vizi della cosa venduta - Termini per l'azione ex art. 1495 c.c..
Il dies a quo per la denunzia dei vizi ex art. 1495 cc inizia a decorrere quando l'acquirente ha la certezza obiettiva del vizio, anche se ne ignora la causa.

Va, pertanto, distinta la scoperta del vizio (infiltrazioni di acqua fonte di notevoli macchie di umidità) dall'individuazione della causa (mancanza di adeguato vespaio areato). (Ugo Leonetti) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 12 Ottobre 2015.


Contratto di compravendita – Garanzia per vizi – Prescrizione annuale dalla consegna.
La garanzia per vizi  della cosa compravenduta – e quindi tutte le azioni ad essa riconducibili, dalla risoluzione del contratto alla riduzione del prezzo e alla stessa domanda di risarcimento danni – si prescrive decorso un anno dalla consegna. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Appello Roma, 09 Luglio 2015.


Contratto di compravendita immobiliare - Mancata consegna del certificato di abitabilità - Condizioni dell’aliud pro alio - Elementi costitutivi ex artt.1453 e 1455 c.c. - Colpa e gravità dell’inadempimento.
La mancata dazione del certificato di abitabilità da parte del venditore in esecuzione di una compravendita di un immobile ad uso abitativo consente di invocare l’azione di risoluzione per consegna aliud pro alio solo laddove l’abitazione non presenti i requisiti legali di salubrità, stabilità e sicurezza. Tale azione potrà dirsi fondata solo laddove ricorrano anche gli altri elementi costitutivi previsti dagli artt.1453 e 1455 c.c., costituiti dall’imputabilità dell’inadempimento e dalla sua non scarsa importanza. Nel caso invece di mancata dazione del certificato per non conformità dell’immobile al progetto presentato, tale condotta deve essere qualificata come una mera violazione dell’obbligo di consegna dei documenti relativi all’immobile di cui all’ultimo comma dell’art. 1477 c.c., a fronte della quale la parte potrà agire solo per il risarcimento dei danni consequenziali, costituiti dall’eventuale irrogazione della sanzione di cui agli articoli 24 e ss D.P.R. n. 380/2001. (Francesco Lupia) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 24 Giugno 2015.


Opposizione a decreto ingiuntivo – Assegno bancario – Denunzia di vizi e difetti della merce – Disconoscimento di scrittura privata – Istanza di verificazione.
E’ nullo per contrarietà a norme imperative (art. 31 r.d. 1736/1933) il patto con cui si conviene il rilascio a garanzia di un assegno bancario, il quale costituisce un mezzo di pagamento, perché non è consentito alla volontà delle parti di modificare la natura intrinseca del titolo.

Ai sensi dell’art. 1495 comma 3 c.c., la denunzia dei vizi e difetti può essere proposta anche in via di eccezione purché i vizi siano stati denunziati entro otto giorni dalla scoperta.

Se il venditore eccepisce la tardività della denunzia di vizi e difetti rispetto alla consegna delle merce, è onere del compratore provare di aver denunziato vizi e difetti secondo i termini ex. art. 1495 c.c.

In caso di disconoscimento tempestivo di un documento, se la parte che intende valersene non chiede istanza di verificazione ex. art. 216 c.p.c., il documento è inutilizzabile ai fini della decisione. (Antonio De Piano) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 12 Giugno 2015.


Opposizione a decreto ingiuntivo – Concessione della provvisoria esecuzione ex. art. 648c.p.c., subordinata a mancata prova dell’imputazione ex. art. 1193 c.c. – Denunzia di vizi e difetti – Opposizione fondata su documento prodotto in copia e disconosciuto dal creditore – Irrilevanza.
In tema di opposizione a decreto ingiuntivo, qualora il debitore-opponente eccepisce il pagamento del credito alla base del provvedimento monitorio, ma manca la prova scritta dell’imputazione ex. art. 1193 c.c., il giudice in prima udienza concede la provvisoria esecuzione. Altresì la provvisoria udienza è concessa quando il debitore, eccepisce che l’inadempimento derivi da una assunzione di responsabilità da parte del creditore opposto (nella specie trattasi di difetti di un pulitore per piscine i quali sarebbero stati riconosciuti dall’uscente amministratore della opposta società, come risulta da lettera da quest’ultimo sottoscritta), basata su un documento prodotto in copia, privo di data certa e di timbro della opposta società, nonché contenente sottoscrizione illeggibile, e tale documento è stato disconosciuto nella prima difesa successiva alla sua produzione. (Antonio De Piano) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 25 Luglio 2014.


Compravendita – Garanzia – Termini e condizione dell’azione – Prescrizione annuale – Fattispecie compravendita carburanti..
La facoltà di domandare la risoluzione del contratto di vendita, attribuita dall’art. 1492 c.c. al compratore di una cosa affetta da vizi, ha natura di diritto potestativo, a fronte della quale la posizione del venditore è di mera soggezione; ne consegue che la prescrizione dell’azione - fissata in un anno dall’art. 1495, 3° comma, c.c. - può essere utilmente interrotta soltanto dalla proposizione di domanda giudiziale e non anche mediante atti di costituzione in mora, che debbono consistere, per il disposto dell’art. 1219, 1° comma, c.c., in una intimazione o richiesta di adempimento di un’obbligazione, previsioni che si attagliano ai diritti di credito e non anche ai diritti potestativi (nella specie l’azione era stata promossa dall’acquirente di carburanti oltre un anno dopo la compravendita). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Bologna, 24 Gennaio 2014.


Consegna di cosa diversa da quella pattuita (c.d. aliud pro alio) - Esclusione nel caso di compravendita immobiliare in cui il bene, collocato in stabile d’epoca, risulti privo del certificato di abitabilità o agibilità - Valutazione dell’esiguità del prezzo. .
Non può ritenersi configurata la fattispecie di "aliud pro alio", che consente di esperire l'azione di risoluzione di cui all'art. 1453 c.c., nel caso di compravendita di un immobile privo dei certificati di abitabilità od agibilità, quando oggetto del contratto siano immobili collocati in uno stabile d’epoca, nello stato di fatto e di diritto come visto e gradito dalla parte acquirente, dovendo all’uopo valutarsi anche l’esiguità del prezzo ed altre circostanze sufficienti a dimostrare la conoscibilità delle caratteristiche funzionali del bene in capo all’acquirente. (Studio Legale Camerano - Bertolin) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 21 Gennaio 2013.


Fallimento - Contratti pendenti - Domanda di risoluzione promossa nei confronti del fallimento - Effetti - Ratio della norma di cui all'articolo 72, comma 5, LF...
La disposizione dettata dall'articolo 72, comma 5, legge fallimentare (secondo la quale l'azione di risoluzione del contratto promossa prima del fallimento spiega suoi effetti nei confronti del curatore, fatta salva la trascrizione della domanda) impedisce alla parte che vi ha interesse di proporre in via ordinaria domanda di risoluzione di un contratto nei confronti del fallimento, facendo salvo unicamente il caso in cui questo sia dichiarato quando la lite sia già pendente. In tal modo, si evita che gli effetti restitutori ed eventualmente risarcitori connessi alla pronunzia di risoluzione per inadempimento del contratto a prestazioni corrispettive si riverberino negativamente sulla par condicio creditorum. (Franco Benassi - Paolo Graneris) (riproduzione riservata) Tribunale Saluzzo, 24 Maggio 2012.


Denuncia dei vizi – Vizi scoperti in corso di processo attraverso il CTU – Possibilità di farli valere nel processo stesso – Sussiste – Decadenza – Decorso solo dalla scoperta..
In materia di azione per fare valere i vizi della cosa oggetto di vendita (nel caso di specie ex art. 1669 c.c.) i nuovi vizi risultanti in corso di causa – per effetto dell'intervento del CTU nominato – non devono essere autonomamente denunciati prima della causa perché, trattandosi di vizi accertati solo in corso di processo, non potevano essere denunciati anteriormente e non dovevano essere autonomamente denunciati, posto che, comunque, sono stati accertati in corso di causa nel contraddittorio delle parti. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 10 Maggio 2012, n. 7179.


Esecuzione forzata - Vendita forzata - Effetti - Vizi della cosa - Immobile aggiudicato difforme o privo delle qualità indicate negli atti della procedura - Ignoranza della situazione reale da parte dell'aggiudicatario - Diritto di quest'ultimo a far valere la mancanza di qualità o la consegna di "aliud pro alio" secondo le regole comuni - Sussistenza - Limiti.
Qualora l'immobile aggiudicato, in esito ad esecuzione per espropriazione forzata, risulti difforme o privo delle qualità indicate negli atti della procedura, senza che l'aggiudicatario sia a conoscenza della situazione reale, deve riconoscersi a questi il diritto di denunciare la mancanza di quelle qualità, ovvero la consegna di "aliud pro alio", secondo le regole comuni, tenuto conto che tali regole trovano deroga nella vendita forzata, inclusa quella promossa da istituto di credito in base alla disciplina sul credito fondiario, solo con riguardo alla garanzia per vizi, esclusa dall'art. 2922 primo comma cod.civ., e che, inoltre, non è onere dell'aggiudicatario medesimo di controllare l'esattezza delle menzionate indicazioni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 03 Ottobre 1991, n. 10320.