LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO V
Della somministrazione

Art. 1559

Nozione
TESTO A FRONTE

I. La somministrazione è il contratto con il quale una parte si obbliga, verso corrispettivo di un prezzo, a eseguire, a favore dell'altra, prestazioni periodiche o continuative di cose.


GIURISPRUDENZA

Contratto di fornitura d'acqua – Consumo abnorme – Determinazione del corrispettivo – Modalità.
Con riguardo al contratto di fornitura d'acqua, nella verifica del consumo, che serve di fondamento alla determinazione del corrispettivo, ove sorga contestazione sulla causa di una eccedenza sospetta, in quanto non corrispondente al normale fabbisogno, occorre stabilire se dipenda da vizio del contatore, da errore di lettura o da errore di trascrizione, ovvero da perdita occulta nell'impianto idrico, con esclusione, cioè, di un malfunzionamento dell'apparecchio di misura, e quindi se la causa della elevata entità del quantitativo contestato sia imputabile al gestore o all'utente.

L’utente, qualora sia fondata la denuncia di un consumo abnorme ingiustificatamente addebitato in un certo periodo di tempo, non è liberato dalla obbligazione di corrispondere la somma dovuta, bensì è tenuto a pagare la somma determinabile secondo criteri di carattere presuntivo, volti a far accertare i consumi presumibili, quali possono essere storicamente desunti da misure anteriori o posteriori ovvero, in difetto, statisticamente delineati per una utenza caratterizzata dalla medesima tipologia d'uso e, se domestico, destinata a servizio del medesimo numero di persone; in altri termini, quello che cambia è soltanto il modo di determinare il corrispettivo della somministrazione, e non l'obbligo di pagarlo, secondo le scadenze convenute. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Oristano, 12 Gennaio 2019.


Fallimento – Contratti ad esecuzione continuata o periodica – Subentro del curatore – Pagamento integrale delle forniture già avvenute – Principio generale – Esclusione – Contratto di somministrazione – Distinzione fra crediti del somministrante aventi natura concorsuale perché sorti in data anteriore al fallimento e quelli aventi natura prededudicibile perché sorti in data posteriore.
L’art. 74 l.fall., nello stabilire che il curatore che subentra in un contratto ad esecuzione continuata o periodica deve pagare integralmente anche il prezzo delle forniture già avvenute o dei servizi già erogati, non costituisce attuazione concreta di un principio generale attinente alla natura del contratto, ma detta una disciplina di carattere eccezionale, che non può trovare applicazione in tutti gli altri casi di continuazione del rapporto, nel corso di procedure concorsuali, cui tale disciplina non sia espressamente estesa.

Infatti nei contratti di durata, quale quello di somministrazione - in cui all'unità sinallagmatica della fase genetica corrisponde la continuità o la periodicità della fase esecutiva - ogni atto di prestazione e controprestazione, pur non estinguendo il vincolo negoziale, non costituisce adempimento parziale, ma adempimento pieno delle obbligazioni che da essi sorgono: il subentro del curatore nel contratto, pertanto, non impedirebbe di per sè di operare una distinzione - che è preclusa unicamente dalla norma in esame - fra i crediti del somministrante aventi natura concorsuale perché sorti in data anteriore al fallimento e quelli aventi natura prededudicibile perché sorti in data posteriore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 25 Settembre 2017, n. 22274.


Somministrazione (contratto di) - Rilevazione dei consumi mediante contatore - Contestazione dei consumi - Ripartizione degli oneri probatori - Fattispecie.
In tema di contratti di somministrazione, la rilevazione dei consumi mediante contatore è assistita da una mera presunzione semplice di veridicità, sicché, in caso di contestazione, grava sul somministrante l'onere di provare che il contatore era perfettamente funzionante, mentre il fruitore deve dimostrare che l'eccessività dei consumi è dovuta a fattori esterni al suo controllo e che non avrebbe potuto evitare con un'attenta custodia dell'impianto, ovvero di aver diligentemente vigilato affinché eventuali intrusioni di terzi non potessero alterare il normale funzionamento del misuratore o determinare un incremento dei consumi. (Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha cassato la sentenza impugnata che aveva posto a carico del somministrato la mancata prova in ordine al malfunzionamento del contatore, sebbene il somministrante avesse sostituito unilateralmente lo stesso, senza dar modo al fruitore di effettuare alcuna verifica sul suo corretto funzionamento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 22 Novembre 2016, n. 23699.