LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO V
Della somministrazione

Art. 1564

Risoluzione del contratto
TESTO A FRONTE

I. In caso d'inadempimento di una delle parti relativo a singole prestazioni, l'altra può chiedere la risoluzione del contratto, se l'inadempimento ha una notevole importanza ed è tale da menomare la fiducia nell'esattezza dei successivi adempimenti.


GIURISPRUDENZA

Contratto di listing – Causa – Accrescimento dell’utilità marginale – Qualificazione come contratto tipico di somministrazione ex art. 1568, comma 2, c.c – Conseguenze in ordine alla disciplina applicabile – Gravità dell’inadempimento.
Il contratto di “listing o contributo di inserimento commerciale” è normalmente strutturato come un contratto in virtù del quale una parte(contro il pagamento di un prezzo) si obbliga ad acquistare e collocare presso i propri punti vendita la merce consegnata dall’altra, impegnandosi a promuoverla presso la propria clientela.
In tal caso esso deve essere qualificato come un tipico contratto di somministrazione, trattandosi di fattispecie identica sia contenutisticamente che finalisticamente a quella di cui all’art.1568,comma 2, c.c., dalla quale solo si distingue per la natura del corrispettivo riconosciuto al somministrato che si obbliga all’attività promozionale.
Ed infatti nell’ipotesi disegnata dall’art.1568,comma 2, c.c. tale corrispettivo è costituito dal diritto di esclusiva, mentre nel contratto di listing da un prezzo.
Resta invece identico il fine perseguito dall’operazione negoziale, costituito dall’accrescimento dell’utilità marginale sia del somministrante sia del somministrato.
In virtù dell’attività promozionale svolta dal secondo (avente sia la veste di somministrato che di venditore), infatti, se ne accrescono  le vendite e, dunque, il fabbisogno, con conseguente crescita di guadagno per ambo le parti.
Ne discende l’applicabilità dell’art.1564 c.c. in caso di esercizio dell’azione di risoluzione,che impone la notevole importanza dell’inadempimento e la sua idoneità a menomare la fiducia nei futuri adempimenti. (Francesco Lupia) (riproduzione riservata)
Tribunale Avezzano, 06 Maggio 2015.


Rapporto di somministrazione servizio gas - Richiesta di disalimentazione del punto di riconsegna - Scissione del rapporto tra distributore, utente e cliente finale - Connessione soggettiva tra  il contratto a monte (distributore/utente) e quello a valle (utente/cliente) e derivazione di questo da quello - Necessità di prova per poter sospendere il servizio, della morosità di lieve entità, nonché, per risolvere il contratto, l’inadempimento di notevole importanza.
La normativa secondaria emanata dall’Autorità dell’Energia Elettrica e del Gas (TIMG delibera ARG/gas/99/2011 “Morosità” e il TIVG, i cui articoli, rispettivamente, 16 e ss e 32 e ss disciplinano le conseguenze della morosità e il servizio c.d. di default) non ha derogato agli artt. 1564-1565 c.c., in particolare rimane fermo il presupposto generale, per poter sospendere il servizio, della morosità di lieve entità (previa diffida), nonché, per risolvere il contratto, l’inadempimento di notevole importanza; anche perché la normativa secondaria non può integrare o derogare alle fonti primarie senza una specifica delega che a ciò la autorizzi espressamente, delega che però né nel D.Lgs. 164/2000, né nell’art. 7 lett. c) del D.Lgs. 93/2011 può rinvenirsi. (Giulio Borella) (riproduzione riservata) Tribunale Cremona, 04 Luglio 2014.