LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO VI
Della locazione
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 1574

Locazione senza determinazione di tempo
TESTO A FRONTE

I. Quando le parti non hanno determinato la durata della locazione, questa s'intende convenuta:

1) se si tratta di case senza arredamento di mobili o di locali per l'esercizio di una professione, di una industria o di un commercio, per la durata di un anno, salvi gli usi locali;

2) se si tratta di camere o di appartamenti mobiliati, per la durata corrispondente all'unità di tempo a cui è commisurata la pigione;

3) se si tratta di cose mobili, per la durata corrispondente all'unità di tempo a cui è commisurato il corrispettivo;

4) se si tratta di mobili forniti dal locatore per l'arredamento di un fondo urbano, per la durata della locazione del fondo stesso.


GIURISPRUDENZA

Locazione di immobili urbani – Contratti di locazione ex art.2, 5° comma, L.431/98 – Durata – Condizioni di operatività della proroga biennale.
Il secondo inciso dell’art.2, coma 5, della legge n.431 del 1998 deve interpretarsi nel senso che la locazione si intende prorogata di un biennio alla scadenza del triennio di durata previsto dalla legge, sempre che il locatore non abbia in relazione ad essa dato la prevista disdetta motivata, soltanto qualora il conduttore abbia anteriormente manifestato l’intenzione di rimanere nell’immobile, e, quindi, se egli abbia proposto la conclusione di un rinnovo ed essa sia stata rifiutata dal locatore oppure se una simile proposta l’abbia fatta il locatore al conduttore sempre anteriormente e questi l’abbia rifiutata (ritenendola non conveniente).
In mancanza di una di tali eventualità, cioè sostanzialmente se non sia intervenuta una trattativa per il rinnovo non perfezionatasi, la locazione si deve, invece, intendere automaticamente cessata alla scadenza del triennio senza necessità di disdetta da parte dello stesso conduttore, trovando applicazione la disciplina del primo comma dell’art.1596 c.c.. Ne deriverà anche l’eventuale operare del primo comma e del secondo comma dell’art.1597 c.c. e correlativamente dell’art.1574, nn.1 e 2, c.c..
È palese che, dovendo la mancanza di una trattativa poi sfociata nella conclusione del rinnovo dare certezza alla situazione contrattuale nel senso del non verificarsi della sua scadenza al decorso del triennio e quindi della proroga biennale, si deve ritenere (naturalmente nel silenzio dell’autonomia negoziale sulla questione) che l’iniziativa della proposta di rinnovo contrattuale si debba collocare necessariamente prima della scadenza del triennio. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 04 Agosto 2016, n. 16279.