LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO VI
Del matrimonio
CAPO VI
Del regime patrimoniale della famiglia
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 160

Diritti inderogabili
TESTO A FRONTE

I. Gli sposi non possono derogare né ai diritti né ai doveri previsti dalla legge per effetto del matrimonio.


GIURISPRUDENZA

Accordi tra coniugi successivi all'omologazione della separazione ovvero all'ordinanza presidenziale ex art. 708 c.p.c. - Modificazione delle disposizioni dell'autorità giudiziaria - Ammissibilità - Condizioni - Limiti.
Gli accordi tra i coniugi modificativi delle disposizioni contenute nel decreto di omologazione della separazione ovvero nell'ordinanza presidenziale ex art. 708 c.p.c., trovando legittimo fondamento nell'art. 1322 c.c., sono validi ed efficaci, anche a prescindere dal procedimento ex art. 710 c.p.c., qualora non superino i limiti di derogabilità posti dall'art. 160 c.c. e purché non interferiscano con l'accordo omologato ma ne specifichino il contenuto con disposizioni maggiormente rispondenti agli interessi ivi tutelati. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 12 Gennaio 2016, n. 298.


Accordo transattivo tra i coniugi relativo alle attribuzioni patrimoniali - Necessità di omologazione - Esclusione - Efficacia - Fattispecie.
L'accordo transattivo relativo alle attribuzioni patrimoniali, concluso tra le parti ai margini di un giudizio di separazione o di divorzio, ha natura negoziale e produce effetti senza necessità di essere sottoposto al giudice per l'omologazione. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che l'accordo, intervenuto stragiudizialmente in pendenza di un giudizio di appello, poi abbandonato dalle parti a seguito della composizione del contrasto, avesse impedito il passaggio in giudicato della sentenza di primo grado). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 03 Dicembre 2015, n. 24621.


Ricorso congiunto dei coniugi – Revoca unilaterale del consenso ad nutum – Non consentito.
L’assegno di mantenimento per il coniuge è nella disponibilità delle parti, le quali ben possono al riguardo concludere accordi di contenuto negoziale, purché non in violazione a quanto disposto dall’art. 160 c.c. Per tale ragione, gli accordi sono soggetti al controllo giudiziale, e, una volta recepiti nel provvedimento diventano titolo esecutivo. Anche prima tuttavia di essere controllati dal giudice hanno contenuto e valore negoziale, natura che mantengono anche dopo la omologazione e il recepimento, il che significa che non è consentito il recesso ad nutum (sulla natura negoziale degli accordi di separazione ex multis: Cassazione civile sez. I 01 ottobre 2012 n. 16664). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Appello Catania, 24 Luglio 2014.