LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO VII
Dell'appalto

Art. 1655

Nozione
TESTO A FRONTE

I. L'appalto è il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un'opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro.


GIURISPRUDENZA

Appalto privato - Compenso dell'appaltatore - Momento dal quale decorrono gli interessi - Individuazione - Sussistenza di vizi - Richiesta di eliminazione di questi, nonché di risarcimento del danno per l'inesatto adempimento - Conseguenze - Decorrenza degli interessi ed incidenza del d.lgs. n. 231 del 2002 - Esclusione.
In tema di appalto privato, il corrispettivo deve essere versato alle scadenze contrattuali ovvero, in difetto di pattuizione, quando l'opera sia accettata, sicché è da questo momento che decorrono per l'appaltatore gli interessi sulle somme dovutegli le quali, però, ove siano riscontrati difetti della detta opera legittimanti l'eccezione di inadempimento, sono inesigibili finché questi non siano eliminati od il committente non opti per la riduzione dell'importo a lui spettante. Ne consegue che, qualora il medesimo committente rilevi l'esistenza di vizi e ne domandi l'eliminazione diretta da parte dell'appaltatore, oltre a richiedere il risarcimento del danno per l'inesatto adempimento, il credito di quest'ultimo per il corrispettivo permane, ma il mancato pagamento dell'appaltante non può ritenersi causa di debenza degli interessi, neppure ai sensi dell'art. 4 del d.lgs. n. 231 del 2002, se non dalla data della sentenza per effetto della quale il credito diviene liquido ed esigibile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 27 Febbraio 2019, n. 5734.


Appalto - Direttore dei lavori e direttore di cantiere - Distinzione - Sussistenza - Caratteristiche - Conseguenze in tema di determinazione del compenso.
In tema di appalto, le figure di direttore dei lavori e di direttore di cantiere divergono profondamente tra loro, sia in relazione ai titoli professionali richiesti sia alle competenze, alla preparazione, alla responsabilità e alla provenienza dell'incarico (dal committente per il primo e dall'appaltatore per il secondo). Ne deriva che al direttore di cantiere - che può essere anche un tecnico diplomato geometra - non spetta la stessa remunerazione del direttore dei lavori, il quale ricopre un ruolo più impegnativo, ampio e responsabilizzante, dovendo il compenso dell'uno essere circoscritto entro il limite del 50% di quello dell'altro. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 31 Ottobre 2018, n. 27917.


Appalto - Direttore e direzione dei lavori - Direttore dei lavori per conto del committente - Dovere di vigilanza sull'esecuzione dell'opera - Responsabilità per vizi progettuali - Esclusione - Limiti.
Il direttore dei lavori per conto del committente esercita i medesimi poteri di controllo sull'attuazione dell'appalto che questi ritiene di non poter svolgere di persona, sicché ha il dovere, attesa la connotazione tecnica della sua obbligazione, di vigilare affinché l'opera sia eseguita in maniera conforme al progetto, al capitolato e alle regole della buona tecnica, senza che da tale attività derivi la sua corresponsabilità con l'appaltatore per i difetti dell'opera derivanti da vizi progettuali, salvo egli sia stato espressamente incaricato dal committente di svolgere anche l'attività, aggiuntiva rispetto a quella oggetto della sua normale prestazione, di verificare la fattibilità e l'esattezza tecnica del progetto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 19 Settembre 2016, n. 18285.


Appalto - Forma scritta "ad substantiam" o "ad probationem" - Necessità - Esclusione - Stipulazione "per facta concludentia" - Ammissibilità - Domanda di ammissione al passivo fallimentare dell'appaltatore - Conseguenze sui mezzi di prova rilevanti.
La stipulazione del contratto d'appalto non richiede la forma scritta "ad substantiam", né "ad probationem", potendo lo stesso essere concluso anche "per facta concludentia", sicché, con riguardo all'effettiva esecuzione delle prestazioni per il cui corrispettivo la parte committente, che se ne assuma creditrice, chieda l'ammissione al passivo del fallimento dell'appaltatore, ben possono assumere rilevanza la prova testimoniale e il verbale "informale" di ricognizione delle opere incompiute dal fallito, se non specificamente contestato dalla curatela (che, nella specie, se ne è servita per l'autonoma quantificazione dei lavori incompiuti), neppure quanto alla sua opponibilità per carenza di data certa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Agosto 2016, n. 16530.


Contratto di appalto stipulato dall’utilizzatore per l’esercizio dello ius edificandi – Locazione finanziaria ed interazione con il contratto di appalto – Istruzioni dell’utilizzatore – Natura delle istruzioni..
In materia di contratto di appalto stipulato dall’utilizzatore per l’esercizio dello ius edificandi e interazione con la locazione finanziaria (c.d. leasing finanziario), le istruzioni impartite di volta in volta dall’utilizzatore integrano ciascuna tante delegazioni di pagamento imperniate sul sottostante rapporto di provvista derivante dalla locazione finanziaria, delegazioni alle quali il delegatario rimane estraneo, esaurendosi tale negozio nella indicazione al creditore della persona alla quale il debitore ordina di eseguire la prestazione, senza che sia necessaria la partecipazione fin dall’origine del creditore delegatario. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 28 Luglio 2012.