LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO VII
Dell'appalto

Art. 1667

Difformità e vizi dell'opera
TESTO A FRONTE

I. L'appaltatore è tenuto alla garanzia per le difformità e i vizi dell'opera. La garanzia non è dovuta se il committente ha accettato l'opera e le difformità o i vizi erano da lui conosciuti o erano riconoscibili, purché, in questo caso, non siano stati in mala fede taciuti dall'appaltatore.

II. Il committente deve, a pena di decadenza, denunziare all'appaltatore le difformità o i vizi entro sessanta giorni dalla scoperta. La denunzia non è necessaria se l'appaltatore ha riconosciuto le difformità o i vizi o se li ha occultati.

III. L'azione contro l'appaltatore si prescrive in due anni dal giorno della consegna dell'opera. Il committente convenuto per il pagamento può sempre far valere la garanzia, purché le difformità o i vizi siano stati denunziati entro sessanta giorni dalla scoperta e prima che siano decorsi i due anni dalla consegna.


GIURISPRUDENZA

Appalto - Garanzia per le difformità ed i vizi dell’opera - Vizi o difformità tali da rendere l’opera del tutto inadatta la sua destinazione - Termini di decadenza - Applicabilità.
Il committente può esperire i rimedi di cui all’art. 1668 cod. civ. (eliminazione dei vizi, riduzione del prezzo e risoluzione del contratto) con riguardo ai vizi di cui all’art. 1667 c.c., purché non sia incorso nella decadenza stabilita dal secondo comma dell’art. 1667 cod. civ. e ciò anche se i vizi siano tali da rendere l’opera del tutto inadatta alla sua destinazione. (Nicola Grani) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 18 Febbraio 2016, n. 3199.


Procedimento per A.T.P. e susseguente giudizio di merito .
La tutela risarcitoria non patrimoniale può esser riconosciuta se il pregiudizio subito sia conseguenza della lesione ingiusta di un interesse giuridicamente protetto. Tribunale Pavia, 04 Settembre 2015.


Convenzione per l’attuazione di investimenti pubblici – Inquadramento giuridico – Valutazione (in concreto) degli obblighi del soggetto attuatore – Appalto di servizi – Insussistenza – Mandato – Sussistenza

Convenzione per l’attuazione di investimenti pubblici – Due diligence del soggetto attuatore – Tipologie e contenuti della due diligence – Due diligence “pre-contrattuale” e due diligence “post-stipula e pre-closing” – Sussistenza – Obbligo di rilevare il carattere “finanziariamente non sano” dell’impresa target – Sussistenza
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La Convenzione per l’attuazione di investimenti pubblici è inquadrabile nella categoria giuridica del mandato se il suo oggetto prevalente consiste nel compimento di atti giuridici di investimento da parte del soggetto attuatore, in nome proprio e per conto dell’ordinante. Gli obblighi di ricerca, selezione, gestione delle partecipazioni che gravano sul soggetto attuatore possono considerarsi accessori rispetto all’obbligazione principale del mandatario. Tale contratto è ad esecuzione continuata, perché delinea un programma di attuazione dell’investimento pubblico da realizzarsi attraverso l’attività continuativa del soggetto attuatore (individuazione, selezione, investimento, rendicontazione, disinvestimento, nuovi investimenti) e non in un unico atto. (Giulia Malagutti) (riproduzione riservata)

La due diligence richiesta al soggetto attuatore deve avere quale oggetto, almeno principale, i dati dei bilanci e delle situazioni contabili messe a disposizione dal venditore. Il mandatario è tenuto ad esaminare tali documenti con la diligenza di un operatore professionale, onde verificare, per quanto possibile, la verità e correttezza dei dati esposti (e, quindi, della situazione rappresentata dal venditore). La due diligence c.d. “precontrattuale” è focalizzata sui profili salienti della negoziazione; è intrapresa dal potenziale acquirente e viene svolta in contraddittorio e con la collaborazione del venditore. I suoi esiti influiscono in modo diretto e rilevante sulla scelta di concludere l’affare e sulle sue condizioni (incluse le clausole di garanzia). La due diligence c.d. “post-stipula e pre-closing”, viene esperita quando già sussiste un vincolo contrattuale che lega le parti, ancorchè non definitivo; in questo caso l’attività di indagine è volta a verificare i dati acquisiti e ad orientare le successive trattative. Il soggetto attuatore era tenuto ad una due diligence  sia di tipo “precontrattuale” che di tipo “post-stipula e pre-closing”; la previsione di ulteriori attività precedenti la sottoscrizione dell’investimento e l’obbligo assunto dai soci di fornire una situazione patrimoniale aggiornata, rendono chiaro che l’attività di due diligence non si poteva arrestare al momento dell’accordo, ma doveva proseguire fino all’attuazione dell’investimento. (Giulia Malagutti) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 03 Marzo 2015.


Tutela dell’acquirente nella compravendita immobiliare – Vizi e difetti dell’immobile – Garanzia dell’appalto – Gravi difetti – Decorrenza dei termini per la denuncia – Condizioni.
Anche alla compravendita immobiliare dal costruttore si applica la garanzia prevista per l’appalto, la quale regola un’ipotesi di responsabilità extracontrattuale e spetta quindi anche all’acquirente dell’immobile.

I gravi difetti di cui all’art. 1669 cod. civ. possono sussistere, a prescindere da una lesione strutturale, anche allorquando il costo degli interventi per ovviare al problema e il deprezzamento che consegue all’immobile dagli interventi stessi non sia di modico importo.

Non potendosi onerare il danneggiato della proposizione di azioni generiche a carattere esplorativo, la denuncia di gravi vizi da parte del committente può implicare una idonea ammissione di valida scoperta degli stessi solo quando, in ragione degli effettuati accertamenti tecnici, risulti dimostrata la piena comprensione dei fenomeni e la chiara individuazione e imputazione delle loro cause. (Giorgio Bassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 11 Settembre 2014.


Appalto – Vizi dell’opera per errori di progettazione – Responsabilità solidale di appaltatore e direttore lavori – Sussiste – Limiti e condizioni.
Nel caso di vizi dell’opera derivanti da una carente progettazione, l’appaltatore risponde, in solido col progettista, sia nel caso in cui si sia accorto degli errori e non li abbia tempestivamente denunciati, sia nel caso in cui, pur non essendosi accorto degli errori, lo avrebbe potuto fare con l’uso della normale diligenza; conseguentemente, l’appaltatore è esentato da responsabilità solo ove dimostri che gli errori non potevano essere riconosciuti con l’ordinaria diligenza richiesta all’appaltatore stesso, ovvero nel caso in cui, pur essendo gli errori stati prospettati e denunciati al committente, questi ha però imposto l’esecuzione del progetto, posto che in tale eccezionale caso l’appaltatore ha agito come nudus minister, a rischio del committente e con degradazione del rapporto di appalto a mero lavoro subordinato. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Il direttore dei lavori risponde nei confronti del committente non solo nel caso in cui i vizi dell’opera derivino dal mancato rispetto del progetto, posto che tra gli obblighi del direttore stesso vi è quello di riscontrare la progressiva conformità dell’opera al progetto; ma risponde anche, in solido con progettista e appaltatore, anche nel caso i vizi derivino da carenze progettuali, posto che è suo obbligo quello di controllare che le modalità dell’esecuzione dell’opera siano in linea non solo con il progetto, ma anche con le regole della tecnica, fino al punto di provvedere alla correzione di eventuali carenze progettuali. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

L’impegno dell’appaltatore di provvedere all’eliminazione dei vizi dell’opera, che può anche essere assunto tramite comportamenti concludenti, implica il riconoscimento unilaterale dell’esistenza dei vizi stessi, e dà vita ad un’obbligazione nuova rispetto a quella ordinaria, svincolata dai termini di decadenza e di prescrizione di cui all’art. 1667 c.c. e soggetta invece all’originaria prescrizione decennale. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 27 Giugno 2014.


Appalto – Errori di progettazione – Responsabilità dell’appaltatore e del progettista – Obbligo di esecuzione a regola d’arte – Ordinaria diligenza – Esenzione di responsabilità – Condizioni..
Nel caso di vizi dell’opera derivanti da una carente progettazione, l’appaltatore risponde, in solido col progettista, sia nel caso in cui si sia accorto degli errori e non li abbia tempestivamente denunciati al committente; sia nel caso in cui, pur non essendosi accorto degli errori, lo avrebbe potuto fare con l’uso della normale diligenza e delle normali cognizioni tecniche. Infatti, anche in presenza di un progetto, residua pur sempre un margine di autonomia per l’appaltatore che gli impone di attenersi alle regole dell’arte e di assicurare alla controparte un risultato tecnico conforme alle esigenze, eliminando le cause oggettivamente suscettibili di inficiare la riuscita della realizzazione dell’opera. Rientra pertanto tra gli obblighi di diligenza dell’appaltatore, senza necessità di una specifica pattuizione, esercitare il controllo della validità tecnica del progetto fornito dal committente, posto che dalla corretta progettazione, oltre che dall’esecuzione dell’opera, dipende il risultato promesso; e che l’obbligazione dell’appaltatore è di risultato. Conseguentemente, l’appaltatore è esentato da responsabilità solo ove dimostri che gli errori non potevano essere riconosciuti con l’ordinaria diligenza richiesta all’appaltatore stesso; ovvero nel caso in cui, pur essendo gli errori stati prospettati e denunciati al committente, questi ha però imposto, direttamente o tramite il direttore dei lavori, l’esecuzione del progetto ribadendo le istruzioni, posto che in tale eccezionale caso l’appaltatore ha agito come nudus minister, a rischio del committente e con degradazione del rapporto di appalto a mero lavoro subordinato. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 23 Febbraio 2010.


Appalto – Errori progettuali – Riconoscibilità con l’ordinaria diligenza – Denuncia degli errori al committente – Responsabilità dell’appaltatore – Esclusione..
L’appaltatore è esonerato da responsabilità solo ove dimostri che gli errori progettuali non potevano essere riconosciuti con l’ordinaria diligenza richiesta all’appaltatore stesso; ovvero che, pur essendo gli errori stati prospettati e denunciati al committente, questi ha però imposto l’esecuzione del progetto ribadendo le istruzioni, posto che in tale eccezionale caso l’appaltatore ha agito come nudus minister, a rischio del committente e con degradazione del rapporto di appalto a mero lavoro subordinato. (gm) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 23 Dicembre 2009, n. 0.