LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO IX
Del mandato
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 1703

Nozione
TESTO A FRONTE

I. Il mandato è il contratto col quale una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra.


GIURISPRUDENZA

Conferimento al difensore del potere di nominare altri difensori - Validità - Natura - Mandato "ad negotia" - Effetti - Rappresentanza processuale della parte - Sussistenza.
Qualora la procura alle liti conferisca al difensore il potere di nominare altro difensore, deve ritenersi che essa contenga un autonomo mandato "ad negotia" - non vietato dalla legge professionale né dal codice di rito - che abilita il difensore a nominare altri difensori, i quali non hanno veste di sostituti del legale che li ha nominati bensì, al pari di questo, di rappresentanti processuali della parte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 02 Agosto 2018, n. 20432.


Curatore del fallimento – Coadiutore – Subordinazione al curatore – Conseguenza in tema di responsabilità – Fattispecie.
Il coadiutore della curatela fallimentare, nominato ai sensi del secondo comma dell'art. 32 legge fall, svolge prestazioni d'opera integrative dell'attività del curatore, in posizione subordinata rispetto a tale organo della procedura concorsuale; il curatore, pertanto, risponde a titolo di "culpa in vigilando" degli eventuali errori commessi dal coadiutore nell'espletamento delle attività affidategli. (Nella specie la S.C. ha ritenuto sussistente la responsabilità della curatela per il mancato assolvimento da parte del tecnico incaricato della redazione dell'inventario degli obblighi di comunicazione in materia ambientale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 03 Maggio 2018, n. 10513.


Fallimento – Estinzione della società – Cancellazione dal Registro delle Imprese – Mandato fiduciario.
Il mandato con il quale un fiduciante incarica un fiduciario di detenere per suo conto una quota di una determinata società di capitali, non cessa di avere effetto per il solo fatto del fallimento della società partecipata: la dichiarazione di fallimento non è infatti causa di scioglimento del contratto sociale. Pertanto, in mancanza di revoca del mandato, il fiduciario mantiene la sua qualità di socio, e ha diritto a ricevere il relativo compenso per l’attività svolta, finché la società partecipata non è estinta. (Andrea Vascellari) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 13 Gennaio 2015.