LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO IX
Del mandato
SEZIONE I
Disposizioni generali
PARAGRAFO 3
Dell'estinzione del mandato

Art. 1722

Cause di estinzione
TESTO A FRONTE

I. Il mandato si estingue:

1) per la scadenza del termine o per il compimento, da parte del mandatario, dell'affare per il quale è stato conferito;

2) per revoca da parte del mandante;

3) per rinunzia del mandatario;

4) per la morte, l'interdizione o l'inabilitazione del mandante o del mandatario. Tuttavia il mandato che ha per oggetto il compimento di atti relativi all'esercizio di un'impresa non si estingue, se l'esercizio dell'impresa è continuato, salvo il diritto di recesso delle parti o degli eredi.


GIURISPRUDENZA

Mandato - Estinzione - Cause - Revoca -  Perizia contrattuale - Revoca del mandato collettivo per giusta causa da parte di alcuni dei mandanti - Effetti - Contestazione - Accertamento da parte del giudice.
Nella perizia contrattuale la revoca ex art. 1726 c.c. del mandato collettivo conferito ai periti può avvenire, oltre che sul comune accordo di tutti i mandanti, anche su iniziativa di alcuni soltanto di essi, con effetti estintivi immediati "ex nunc" in presenza di giusta causa, spettando al giudice, in caso di contestazione, accertarne con sentenza dichiarativa la sussistenza dei presupposti, senza che, peraltro, la proposizione di tale azione costituisca condizione di efficacia della revoca stessa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 Agosto 2016.


Intermediazione finanziaria - Responsabilità dell’intermediario - Esecuzione di un ordine vincolante impartito dal cliente - Valutazione dell’adeguatezza dell’operazione - Facoltà dell’intermediario di recedere dall’incarico per giusta causa.
È configurabile la responsabilità dell'intermediario finanziario che abbia dato corso ad un ordine, ancorché vincolante, ricevuto da un cliente non professionale, concernente un investimento particolarmente rischioso, atteso che la professionalità del primo, su cui il secondo abbia ragionevolmente fatto affidamento in considerazione dello speciale rapporto contrattuale tra essi intercorrente, gli impone comunque di valutare l'adeguatezza di quell'operazione rispetto ai parametri di gestione concordati, con facoltà, peraltro, di recedere dall'incarico per giusta causa, ai sensi degli artt. 1722, comma 1, n. 3 e 1727, comma 1, cod. civ., qualora non ravvisi tale adeguatezza (Cass. 7922/2015; 1376/2016). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Maggio 2016.


Fallimento – Estinzione della società – Cancellazione dal Registro delle Imprese – Mandato fiduciario.
Il mandato con il quale un fiduciante incarica un fiduciario di detenere per suo conto una quota di una determinata società di capitali, non cessa di avere effetto per il solo fatto del fallimento della società partecipata: la dichiarazione di fallimento non è infatti causa di scioglimento del contratto sociale. Pertanto, in mancanza di revoca del mandato, il fiduciario mantiene la sua qualità di socio, e ha diritto a ricevere il relativo compenso per l’attività svolta, finché la società partecipata non è estinta. (Andrea Vascellari) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 13 Gennaio 2015.


Fallimento – Ammissione al passivo – Credito basato su arbitrato irrituale – Inesistenza del lodo pronunciato dopo la cancellazione della società..
Il fatto che una società, pendente il procedimento arbitrale, si sia, pur indebitamente, cancellata e quindi estinta, comporta necessariamente che gli arbitri, cui era stato conferito il mandato di definire la controversia con efficacia “negoziale” della pronuncia, ossia con clausola prevedente un arbitrato irrituale, non possano più pronunciarsi, essendo venuto meno il soggetto la cui volontà, unitamente a quella dell’altra parte, deve essere espressa dal lodo; per altro verso, il venir meno di una delle parti che aveva conferito il mandato agli arbitri – nel caso di specie, oltre a tutto, resi edotti dell’intervenuta cancellazione – comporta, ai sensi dell’art. 1722 c.c., l’estinzione del mandato stesso, con conseguente inopponibilità della pronuncia egualmente resa dagli arbitri. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 11 Gennaio 2013.


Cancellazione della società dal registro delle imprese – Estinzione della società – Iscrizione nel registro delle imprese dell’atto di cancellazione – Estinzione del mandato per morte del mandante – Art. 1722 c.c. – Sopravvenuta estinzione della procura alle liti – Analogia con il mandato – Mancanza di procura alle liti dall’iscrizione dell’atto di cancellazione della società – Difetto di ius postulandi del difensore – Spese di lite – Esonero della società estinta

Cancellazione della società dal registro delle imprese – Estinzione della società – Iscrizione nel registro delle imprese dell’atto di cancellazione – Estinzione del mandato per morte del mandante – Art. 1722 c.c. – Sopravvenuta estinzione della procura alle liti – Analogia con il mandato – Mancanza di procura alle liti dall’iscrizione dell’atto di cancellazione della società – Difetto di ius postulandi del difensore – Spese di lite – Esonero della società estinta – Condanna del difensore
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La cancellazione della società dal registro delle imprese determina, sotto il profilo processuale, non l’interruzione del giudizio, bensì la radicale estinzione del medesimo, da pronunciarsi con provvedimento giudiziale avente ad oggetto l’accertamento con efficacia ex tunc dell’evento estintivo perfezionatosi nel passato. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

In materia di ius postulandi in capo al difensore, applicando l’art. 1722 c.c., secondo cui “il mandato si estingue per la morte del mandante”, in via analogica all’istituto della procura alle liti, non può essere chiamata a rispondere delle spese di lite la società estinta, trattandosi di soggetto giuridicamente inesistente, e deve ritenersi che la procura alle liti conferita al procuratore della stessa si sia anch’essa estinta nel momento dell’iscrizione nel registro delle imprese dell’atto di cancellazione. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

In materia di spese di giudizio, l’estinzione sopravvenuta della procura ad litem conferita da una società successivamente cancellata si verifica nel momento in cui è irrimediabilmente estinta la società cancellata e ne discende che il procuratore di questa risponde personalmente delle spese di lite sostenute dall’altra parte a decorrere dal momento dell’estinzione sopravvenuta della procura alle liti. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 12 Maggio 2012.