LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XI
Della mediazione

Art. 1759

Responsabilità del mediatore
TESTO A FRONTE

I. Il mediatore deve comunicare alle parti le circostanze a lui note, relative alla valutazione e alla sicurezza dell'affare, che possono influire sulla conclusione di esso.

II. Il mediatore risponde dell'autenticità della sottoscrizione delle scritture e dell'ultima girata dei titoli trasmessi per il suo tramite.


GIURISPRUDENZA

Risarcimento del danno – Mediatore professionale – Negligenza nel controllo e nelle informazioni sulla sicurezza dell’affare – Responsabilità contrattuale – Sussiste.
È configurabile in capo al mediatore una responsabilità per danni al cliente qualora egli non dia informazioni su circostanze di cui non abbia consapevolezza e che non abbia controllato, le quali si rivelino poi non esatte e false, ovvero non comunichi circostanze da lui non conosciute ma conoscibili mediante l’ordinaria diligenza professionale.
Il grado di diligenza richiesto al mediatore professionale va commisurato alle caratteristiche dell’affare, che se presenta particolari caratteristiche impone una più penetrante verifica degli elementi rilevanti sulla valutazione della sicurezza dell’affare. [Nella fattispecie, il Tribunale ha condannato il mediatore a risarcire il danno cagionato alla parte cui aveva proposto l’acquisto di una porzione di immobile da costruire in territorio estero – operazione che poi si era rivelata una truffa - senza aver dato prova di avere verificato la sussistenza di un progetto assentito in loco dall’autorità pubblica, né la solidità economica della società straniera costruttrice.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 26 Settembre 2018.


Contratto concluso dall’impresa estera successivamente costituita in Italia - Omessa comunicazione della nazionalità estera dell’impresa contraente - Obbligo di diligenza del mediatore e responsabilità ex art. 1759 cod. civ. - Responsabilità ex artt. 1337 e 1440 cod. civ. del contraente - Illecito precontrattuale e responsabilità da contatto sociale.
È valido ed efficace il contratto concluso, per il tramite di una società di intermediazione immobiliare, con colui che agisce per conto di una società estera spendendo il nome di un’omonima impresa italiana non ancora venuta ad esistenza.
Il soggetto che si affida ad una società di intermediazione immobiliare al fine di concludere un contratto di permuta deve essere posto nella condizione di valutare la portata dell’affare e le conseguenze derivanti dalla stipulazione. La mancata comunicazione, da parte del mediatore e della società contraente, della nazionalità estera di quest’ultima, si configura come violazione di precisi obblighi imposti dalla legge, riconducibili da un lato al dovere di diligenza nell’esecuzione del rapporto di mediazione (artt. 1176 e 1759 cod. civ.), e dall’altro lato al canone di buona fede nelle trattative e nella formazione del contratto di permuta (art. 1337 cod. civ.). Quanto a questo secondo profilo, inoltre, l’illecito in questione ben può ricondursi alla fattispecie del dolo incidens di cui all’art. 1440 cod. civ.
La violazione dell’obbligo di cui all’art. 1337 cod. civ. dà luogo ad una forma di responsabilità c.d. “da contatto sociale qualificato”, la quale è regolata dalle disposizioni dettate in materia di responsabilità contrattuale (artt. 1218 e ss. cod. civ.).
La società di intermediazione immobiliare negligente e il contraente in mala fede, dunque, rispondono in solido secondo le regole previste in materia di illecito contrattuale. (Francesca Massolin) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 14 Marzo 2017.


Mediazione – Responsabilità del mediatore – Obbligo informativo sulla plusvalenza – Non sussiste..
Esula dai compiti dell’agente immobiliare quello di informare la parte venditrice circa la disciplina tributaria della plusvalenza, considerato che l’imposizione tributaria deriva direttamente dalla legge, con la conseguenza che non è responsabile a norma dell’art. 1759, comma 1, c.c. il mediatore che non comunichi al cliente venditore le informazioni concernenti la plusvalenza derivante dalla compravendita intermediata. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 06 Marzo 2014.