LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XV
Del mutuo

Art. 1813

Nozione
TESTO A FRONTE

I. Il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all'altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili, e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità.


GIURISPRUDENZA

Fallimento - Mutuo ipotecario - Insinuazione del credito al passivo - Produzione piano di ammortamento - Necessità - Esclusione - Condizioni.
In sede di opposizione allo stato passivo, la produzione del piano di ammortamento non costituisce elemento indefettibile della prova del residuo credito da mutuo, specie ove i requisiti costitutivi delle reciproche obbligazioni, ed in particolare quella restitutoria, risultino dalla chiara previsione contrattuale e dalla natura delle rate, dalla prevedibilità del loro importo per quota di interessi separata rispetto al capitale e si tratti di circostanze allegate al giudizio dal creditore, non bastando al riguardo una generica contestazione di rilevanza del curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 08 Novembre 2017, n. 26426.


Procedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. - Illegittimità dichiarazione di recesso unilaterale della banca - Domanda di accertamento dell’inefficacia della dichiarazione di recesso - Applicabilità.
E’ possibile il ricorso al rimedio cautelare atipico ex art. 700 c.p.c. al fine di sentire dichiarare l’inefficacia di dichiarazioni di recesso unilaterale della Banca da contratti di apertura di credito in conto corrente e/o di dichiarazioni unilaterali della Banca di risoluzione di contratti di mutuo ipotecario, purché tali dichiarazioni unilaterali siano illegittime e pertanto in contrasto con la legge, con il regolamento contrattuale inter partes e con il contegno in precedenza tenuto dalla stessa Banca. (Paolo Cevasco) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 02 Dicembre 2016.


Società per azioni – Partecipazione paritetiche – Stallo decisionale (c.d. deadlock) – Compravendita di azioni a mezzo di “asta” privata tra i due soci al 50% – Concentrazione dell’intero pacchetto azionario in capo al miglior offerente – Operazioni sulle proprie azioni – Concessione di prestito per l’acquisto di azioni al socio risultato di conseguenza vincitore dell’asta – Violazione delle condizioni previste dall’art. 2358 c.c. – Nullità del finanziamento concesso – Affermazione.
Il divieto di assistenza finanziaria di cui all’art. 2358 c.c. comporta la nullità del finanziamento erogato dalla società per l’acquisto di azioni proprie in favore del socio. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 26 Agosto 2016.


Mutuo di scopo – Progetto di investimento – Difetto di causa in concreto – Nullità.
Il modello legale del “mutuo di scopo” prevede che il mutuatario, oltre a dover restituire la somma mutuata e i maturati interessi, abbia altresì l’obbligo di realizzare l’attività programmata, che pertanto assume rilievo causale nell’economia del contratto.
La destinazione, anche solo parziale, della somma erogata a finalità differenti rispetto a quello previste nel contratto sottrae quelle stesse somme alla realizzazione dello scopo per cui il finanziamento è stato concesso e può dunque comportare un’effettiva deviazione dal modello legale ed in particolare il difetto in concreto della causa che caratterizza il mutuo di scopo, con conseguente nullità del contratto stesso.

Sarà ovviamente necessario, non sussistendo alcun obbligo per il mutuatario di impiegare le somme mutuate esclusivamente per il conseguimento dello scopo, valutare, ai fini della nullità del mutuo, l’effettivo raggiungimento del risultato programmato, non potendosi ravvisare difetto di causa e conseguente nullità laddove, anche in presenza di destinazione parziale delle somme ad altra finalità, lo scopo del mutuo sia stato comunque conseguito (Cass. civ. Sez. 1 Sentenza n. 8564 dell’8 aprile 2009).

L’onere della prova circa l’effettivo raggiungimento del risultato concordato grava, in quanto presupposto di validità, sulla parte che invoca l’efficacia del contratto. (Sergio Mina, Roberto Bianchi) (riproduzione riservata)
Tribunale Asti, 12 Gennaio 2016.


Mutuo - Domanda di restituzione - Onere probatorio - Prova dell’avvenuta consegna del denaro - Sufficienza - Esclusione - Riconoscimento da parte del convenuto del ricevimento della cosa per un diverso titolo - Eccezione in senso sostanziale - Esclusione - Inversione dell’onere della prova - Esclusione.
L’attore che chiede la restituzione di somme date a mutuo è tenuto a provare, ai sensi del primo comma dell’art. 2697 c.c., gli elementi costitutivi della domanda, e quindi non solo la consegna, ma anche il titolo della stessa, dal quale derivi l’obbligo della reclamata restituzione, senza che la contestazione del convenuto - il quale, riconoscendo di aver ricevuto la somma, deduca una diversa ragione della dazione di essa - si tramuti in eccezione in senso sostanziale, sì da invertire l’onere della prova. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 25 Febbraio 2015.


Contratto di mutuo – Natura – Modalità di perfezionamento – Conseguenze.

Titolo esecutivo – Titoli stragiudizali – Requisiti – Verifica officiosa del giudice –  Integrazione extratestuale – Insussistenza – Conseguenze.
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Stante la natura reale del contratto di mutuo, ai fini del suo perfezionamento deve ritenersi necessario ed, al tempo stesso, anche sufficiente, che il mutuante permetta al mutuatario di entrare nella giuridica disponibilità della somma di denaro, in quanto con l'uscita di essa dal patrimonio del primo ed il correlato ingresso in quello del secondo, la fattispecie deve ritenersi perfezionata, e tale effetto può dirsi raggiungo anche attraverso modalità sostitutive della materiale consegna della somma al mutuatario, quali ad esempio il versamento diretto della stessa ad un terzo, per realizzare un interesse del mutuante. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata)

Allorquando da una scrittura privata autentica nella sottoscrizione, azionata esecutivamente, con cui le parti hanno inteso documentare la concessione di una somma a titolo di mutuo ed il correlato obbligo di restituzione a carico del mutuatario, non possa dirsi dimostrata l'attuale esistenza del diritto, per il mutuante, di ottenere la restituzione della somma, poiché dal complessivo contesto contrattuale emerge invece una diversa volontà, volta a ritardare l'effettivo perfezionamento dell'accordo, detta scrittura non può considerarsi valido titolo esecutivo, in quanto il diritto che essa documenta non appare assistito dagli indispensabili requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità, per cui, ove non venga fornita, nei modi previsti dall'art. 474 c.p.c., da parte del procedente, prova dell'effettivo verificarsi di uno di quegli eventi cui le parti hanno inteso subordinare il perfezionamento della fattispecie, tanto impedisce la prosecuzione dell'esecuzione avviata sulla scorta di esso, la cui sorte è l'improcedibilità. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata)
Tribunale Torre Annunziata, 03 Maggio 2013.


Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - In genere - Debito chirografario garantito da mutuo ipotecario - Negozio indiretto - Configurabilità - Revocabilità dell'ipoteca - Sussistenza - Conseguenze..
Qualora venga dichiarato il fallimento dell'obbligato, è revocabile ex art. 67 legge fall. l'ipoteca, accessoria ad un mutuo, che integri in concreto una garanzia costituita per un debito chirografario preesistente, ma la revoca di detta ipoteca non comporta necessariamente l'esclusione dall'ammissione al passivo di quanto erogato per il suddetto mutuo, essendo l'ammissione incompatibile con le sole fattispecie della simulazione e della novazione, e non anche con quella del negozio indiretto, poiché, in tal caso, la stessa revoca dell'intera operazione - e, quindi, anche del mutuo - comporterebbe pur sempre la necessità di ammettere al passivo la somma (realmente) erogata in virtù del mutuo revocato, e ciò in quanto all'inefficacia del contratto conseguirebbe pur sempre la necessità di restituzione, sia pur in moneta fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Gennaio 2013, n. 1807.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Scioglimento e sospensione - Contratto di mutuo - Natura di contratto pendente - Esclusione..
Il contratto di mutuo stipulato ed adempiuto dalla mutuante prima del deposito della domanda di concordato preventivo non può qualificarsi come rapporto pendente, poiché l'obbligazione restitutoria gravante sul mutuatario si configura come debito disciplinato dall'articolo 55, legge fall. in forza del richiamo contenuto nell'articolo 169, legge fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 16 Gennaio 2013.


Accollo - Accollo del mutuo - Notifica dell'acquisto - Liberazione del mutuatario originario - Condizioni..
La notifica dell’avvenuto acquisto con accollo del mutuo non è sufficiente a liberare il mutuatario originario dalle obbligazioni assunte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 30 Novembre 2012.


Mutuo fondiario – Omessa erogazione della somma mutuata – Ripianamento di preesistente esposizione chirografaria – Incompatibilità della causa con il contratto di mutuo – Nullità..
Qualora il contratto di mutuo fondiario venga utilizzato non già al fine di erogare la somma mutuata ma per ripianare debiti nei confronti della banca mutuante e sostituire gli stessi con altri di pari importo assistiti da garanzie reali e personali, l’operazione non è meritevole di tutela in quanto il contratto di mutuo viene utilizzato non già per concedere un finanziamento ma per costituire una ipoteca a garanzia di un debito preesistente. La fattispecie appare quindi viziata sotto il profilo causale, in quanto la causa concreta di garanzia è incompatibile con il tipo legale del mutuo, ed affetta da nullità ex art. 1418 c.c.. (Francesco Santarcangelo) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 16 Dicembre 2009.