Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XV
Del mutuo

Art. 1813

Nozione
TESTO A FRONTE

I. Il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all'altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili, e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità.


GIURISPRUDENZA

Fidejussione - Limiti - Scadenza dell'obbligazione principale - Contratto atipico di "prestito d'uso d'oro" - Qualificazione - Scadenza dell'obbligazione principale - Recesso del fideiussore - Effetti - Fattispecie.
In caso di recesso dalla garanzia fideiussoria prestata in relazione alle obbligazioni nascenti dal contratto atipico di "prestito d'uso d'oro" - assimilabile al mutuo per l'obbligazione di restituzione del "tantundem" e per la sua funzione di finanziamento - il fideiussore è liberato qualora alla data del recesso risulti essere stata adempiuta dal debitore principale l'obbligazione principale di restituzione dell'oro utilizzato oppure, a seguito della c.d. "opzione d'acquisto", quella alternativa di pagamento dell'equivalente in denaro dell'oro trattenuto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva applicato il diverso principio, elaborato con riferimento alla differente ipotesi dell'apertura di credito in conto corrente senza predeterminazione di durata, secondo il quale il recesso del fideiussore produce l'effetto di circoscrivere l'obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento di efficacia del recesso, senza verificare se le "proroghe", intervenute dopo il recesso del fideiussore e la scadenza dei due prestiti d'uso, costituissero la messa a disposizione di nuovo oro - ad obbligazione "alternativa" ormai adempiuta e, dunque, nell'ambito di un nuovo prestito - ovvero un mero differimento del termine per adempiere l'obbligazione nascente dai prestiti originari oppure operazioni finanziarie di altra natura). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 20 Maggio 2020, n. 9256.


Contratto di mutuo - Idoneità fungere da titolo esecutivo - Interpretazione del contratto integrata con quanto previsto nell'atto di erogazione e quietanza o quietanza a saldo - Ammissibilità - Condizioni .
Al fine di accertare se un contratto di mutuo possa essere utilizzato quale titolo esecutivo, ai sensi dell'art. 474 c.p.c., occorre verificare, attraverso la sua interpretazione integrata con quanto previsto nell'atto di erogazione e quietanza o di quietanza a saldo ove esistente, se esso contenga pattuizioni volte a trasmettere con immediatezza la disponibilità giuridica della somma mutuata, e che entrambi gli atti, di mutuo ed erogazione, rispettino i requisiti di forma imposti dalla legge. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 05 Marzo 2020, n. 6174.


Socio di cooperativa edilizia - Finanziamento in favore della società - Espressa pattuizione dell'obbligo di restituzione - Necessità - Esclusione - Fondamento - Conseguenze.
Il finanziamento del socio di cooperativa edilizia in favore della società partecipata è riconducibile alla figura dei contratti con scopo di mutuo, ove l'obbligo di restituzione è insito nell'operazione compiuta, senza che sia necessaria una esplicita pattuizione che lo preveda; il mutuante può infatti ricorrere al giudice per ottenere la fissazione del termine di adempimento di tale obbligo, qualora non indicato dalle parti, fermo restando che la prescrizione del corrispondente diritto comincia a decorrere dalla data di stipula del mutuo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Gennaio 2020, n. 732.


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In tema di insinuazione allo stato passivo, la banca mutuante che chieda l'ammissione del proprio credito nel fallimento del mutuatario assolve l'onere di provare la consegna del denaro, mediante la produzione della quietanza di erogazione del mutuo e della contabile che attesta lo svincolo delle somme, riprodotte in un atto notarile. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto non provata l'erogazione del mutuo, in mancanza della produzione degli estratti del conto corrente su cui era stato effettuato l'accredito, nonostante fosse stata depositata la sopra illustrata documentazione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2019, n. 28526.


Obbligazioni e contratti - Mutuo - Perfezionamento - Consegna della somma mutuata - Necessità della traditio - Esclusione.
Pur ribadendo che il contratto di mutuo si perfeziona con la consegna, questa non può essere riduttivamente intesa quale fisica traditio del denaro nelle mani del mutuatario, ben potendo quest'ultimo rilasciare quietanza a fronte dell'acquisizione della disponibilità giuridica della somma mutuata.

[Nel caso di specie, il mutuatario aveva disposto l'accredito della somma su un conto vincolato appositamente acceso e a lui intestato; a rilevare, secondo il giudice, non era la gestione del conto vincolato bensì la circostanza che lo stesso fosse stato costituito su disposizione del mutuatario e dopo il rilascio di quietanza liberatoria.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce, 20 Settembre 2019.


Contratto di mutuo - Ripianamento di un debito a mezzo di nuovo credito - Ipoteca contestuale - Nuovo contratto di mutuo - Esclusione - Consegna delle somme - Necessità - Pactum de non petendo ad tempus.
Il «ripianamento» di un debito a mezzo di nuovo «credito», che la banca già creditrice metta in opera con il proprio cliente al fine di conseguire un’ipoteca contestuale, non dà vita a nuovo contratto di mutuo, perché la struttura contrattuale del mutuo implica la consegna delle somme di denaro che ne costituiscono oggetto e, per essere tale, la consegna deve realizzare il passaggio delle somme dal patrimonio del mutuante a quello del mutuatario, con conseguente trasferimento della proprietà delle somme e connessa acquisizione della loro disponibilità da parte dal mutuatario. L’accordo tra banca e cliente esclude la stessa eventualità di consegna e trasferimento di proprietà delle somme, giusta la compiuta posta «in dare» sul conto corrente, che in via automatica ed immediata modifica il saldo ex art. 1852 cod. civ.

Il «ripianamento» di un debito a mezzo di nuovo «credito», che la banca già creditrice metta in opera con il proprio cliente al fine di conseguire un’ipoteca contestuale, determinando il riposizionamento della scadenza del debito pregresso, configura un pactum de non petendo ad tempus. Non comportando novazione, tale patto non è sufficiente a reggere una domanda di ammissione al passivo fallimentare che abbia ad oggetto la restituzione delle somme di danaro di cui al pregresso credito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 05 Agosto 2019, n. 20896.


Contratto di mutuo - Opposizione a precetto - Sospensione dell’esecuzione.
L’eventuale nullità del contratto di mutuo fondiario per violazione degli artt. 38 ss. TUB e 1418 c.c., in ragione del superamento del limite di finanziabilità prescritto dalla delibera del CICR del 22.4.1995, consente la conversione di detto in contratto in un contratto di mutuo ipotecario.

La mancata enunciazione del procedimento logico-matematico di determinazione della somma dovuta non inficia la validità del precetto, essendo sufficiente l’indicazione numerica del credito vantato.

La mera nomina di un professionista quale OCC, ai sensi della L. n. 3/2012, non consente la sospensione dell’esecuzione o la sua inibitoria; in ogni caso tali provvedimenti possono essere emessi solo dal giudice investito del procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento, ma non anche dal giudice dell’esecuzione o da quello investito del giudizio di opposizione a precetto. (Giacomo Mastrorosa) (riproduzione riservata)
Tribunale Busto Arsizio, 01 Giugno 2019.


Contratto di mutuo – Verifica dell’usurarietà – Somma del tasso corrispettivo e del tasso di mora previsti in contratto – Esclusione

Contratto di mutuo – Verifica dell’usurarietà – Analisi di una singola rata – Esclusione

Contratto di mutuo – Verifica dell’usurarietà – Verifica condotta sul solo tasso di mora – Esclusione

Contratto di mutuo – Verifica dell’usurarietà – Rilevazione TAEG del singolo contratto – Metodo utilizzato dalla banca d’Italia – Necessità
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È escluso che, ai fini della verifica dell’usurarietà del contratto di mutuo, il TEG (tasso effettivo globale) possa calcolarsi sommando il tasso corrispettivo ed il tasso di mora previsti in contratto, dal momento che il debitore, a seconda che sia adempiente o meno, paga l’uno o l’altro.

Premesso che, ai sensi dell’art. 2, comma 1, l. n. 108/96, il tasso medio rilevante al fine del calcolo del tasso soglia deve essere effettivo, globale e riferito ad anno, non è possibile sottoporre a verifica la singola rata del contratto di mutuo al fine di dichiarare usurario il contratto.

Il carattere di globalità del tasso medio rilevante ai fini del calcolo dell’eventuale usurarietà del contratto di mutuo, e di conseguenza il carattere di globalità del “tasso soglia”, esclude che allo stesso fine possano confrontarsi con il tasso soglia il solo tasso di mora.

Ai fini della verifica dell’eventuale usurarietà del contratto di credito il TAEG, ossia il tasso annuo effettivo globale del singolo contratto deve essere calcolato secondo il metodo prescritto dalle Istruzioni della Banca d’Italia (§ 3, lett. b), perché, qualora si seguisse un metodo diverso, verrebbero meno 1) la determinatezza della norma che definisce il reato di usura e  2) la conoscibilità ex ante del tasso medio del credito rilevato e pubblicato in funzione sia del principio nullum crimen sine previa lege (art. 25 Cost.), sia della libertà dell’imprenditore bancario di pianificare la propria offerta economica nel rispetto della legalità evitando la sanzione civile comminata dall’art. 1815 cpv. c.c. (Gioacchino La Rocca) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 30 Maggio 2019.


Opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c. - Mutuo Fondiario - Sospensione dell’esecuzione ex art. 624 c.p.c. - Carenza dei requisiti di cui all’art. 474 c.p.c. nel contratto di mutuo condizionato - Sussistenza.
Il mutuo fondiario, a norma dell’art. 1813 c.c., è innanzitutto un contratto reale, un contratto cioè la cui peculiarità è quella di perfezionarsi con la datio rei, e non per effetto del mero consenso espresso dalle parti nei modi di legge.

Al fine di accertare se un contratto di mutuo possa essere utilizzato quale titolo esecutivo, pertanto, ai sensi dell’art. 474 c.p.c., occorre verificare se contenga pattuizioni volte a trasmettere con immediatezza la disponibilità giuridica della somma mutuata e che entrambi gli atti, di mutuo e di erogazione, rispettino i requisiti di forma imposti dalla legge.

Sebbene la giurisprudenza abbia tradizionalmente considerato idonea qualunque forma di consegna capace di determinare il conseguimento della disponibilità giuridica della somma oggetto del mutuo in capo al destinatario, affinché il contratto di mutuo possa dirsi validamente perfezionato il mutuatario deve poter compiere atti di autonomia privata, dispositivi degli importi ricevuti. Allorquando manchi la suddetta libertà, invero, non può dirsi raggiunta la disponibilità giuridica della somma.

Qualora il contratto di mutuo, dunque, preveda che la somma mutuata sia rimasta indisponibile in deposito cauzionale presso la banca mutuante sino al verificarsi di condizioni future e incerte, rimesse alla volontà della parte mutuataria, siffatto contratto, che per definizione dovrebbe essere reale, diventa in realtà un contratto condizionato e, pertanto, difetta della immediata consegna del denaro dal mutuante al mutuatario, posticipando necessariamente ad un momento futuro e incerto il perfezionamento negoziale.

Il contratto di mutuo condizionato risulta, quindi, inidoneo ad essere impiegato come titolo esecutivo dal mutuante, atteso che, nonostante sia stato stipulato con atto notarile, difetta dei requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità di cui all’art. 474 c.p.c. e, pertanto, in tali casi deve necessariamente essere disposta la sospensione dell’esecuzione, ricorrendo i gravi motivi previsti dall’art. 624 c.p.c. (Vincenzo Cancrini) (Beatrice Cancrini) (riproduzione riservata)
Tribunale Tivoli, 05 Aprile 2019.


Contratto di mutuo fondiario.
Ai fini del perfezionamento del contratto di mutuo, l’uscita del denaro dal patrimonio dell’istituto di credito mutuante e l’acquisizione dello stesso al patrimonio del mutuatario costituisce effettiva erogazione dei fondi, anche se, contestualmente alla stipula del contratto, le somme siano versate su un deposito cauzionale infruttifero, destinato ad essere svincolato in conseguenza dell’adempimento degli obblighi e delle condizioni contrattuali.  

Il motivo illecito comune alle parti, consistente nella finalizzazione del mutuo all’estinzione di una precedente esposizione di natura chirografaria, è prospettabile solo in sede fallimentare, nel cui ambito un simile atto può determinare la lesione della par condicio creditorum, con conseguente revocabilità dell’atto dispositivo. (Giacomo Mastrorosa) (riproduzione riservata)
Tribunale Bergamo, 03 Aprile 2019.


Contratto di mutuo - Causale del versamento - Contestazione da parte dell'asserito mutuatario - Natura di eccezione in senso sostanziale - Esclusione - Onere probatorio a carico dell'attore - Permanenza.
Qualora l'attore fondi la sua domanda su un contratto di mutuo, la circostanza che il convenuto ammetta di avere ricevuto una somma di denaro dall'attore, ma neghi che ciò sia avvenuto a titolo di mutuo, non costituisce una eccezione in senso sostanziale, sì da invertire l'onere della prova, giacché negare l'esistenza di un contratto di mutuo non significa eccepirne l'inefficacia, la modificazione o l'estinzione, ma vuol dire negare il titolo posto a base della domanda, benché il convenuto riconosca di avere percepito una somma di denaro ed indichi la ragione per la quale tale somma sarebbe stata versata, con la conseguenza, pertanto, che rimane fermo l'onere probatorio a carico dell'attore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 Novembre 2018, n. 30944.


Azione di restituzione di una somma di danaro data a mutuo - Onere della prova - A carico dell'attore - Contenuto.
La "datio" di una somma di danaro non vale - di per sé - a fondare la richiesta di restituzione, allorquando, ammessane la ricezione, l'"accipiens" non confermi il titolo posto "ex adverso" alla base della pretesa di restituzione e, anzi, ne contesti la legittimità, posto che, potendo una somma di danaro essere consegnata per varie cause, la contestazione, ad opera dell'"accipiens", della sussistenza di un'obbligazione restitutoria impone all'attore in restituzione di dimostrare per intero il fatto costitutivo della sua pretesa, onere questo che si estende alla prova di un titolo giuridico implicante l'obbligo della restituzione, mentre la deduzione di un diverso titolo, ad opera del convenuto, non configurandosi come eccezione in senso sostanziale, non vale ad invertire l'onere della prova. Ne consegue che l'attore che chieda la restituzione di somme date a mutuo è tenuto a provare gli elementi costitutivi della domanda e, pertanto, non solo l'avvenuta consegna della somma, ma anche il titolo da cui derivi l'obbligo della vantata restituzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 Novembre 2018, n. 30944.


Titolo esecutivo – Contratto di mutuo – Costituzione di deposito cauzionale infruttifero.
La costituzione presso la Banca di un deposito cauzionale infruttifero, intestato alla parte mutuataria e destinato ad essere svincolato all’esito dell’adempimento di alcuni obblighi gravanti sul mutuante, è da considerarsi come effettiva erogazione della somma da parte della mutuante, tenuto conto che la costituzione del deposito realizza quella piena disponibilità giuridica equivalente alla traditio materiale della somma. (Stefano Vitale) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 19 Luglio 2018.


Fallimento - Mutuo ipotecario - Insinuazione del credito al passivo - Produzione piano di ammortamento - Necessità - Esclusione - Condizioni.
In sede di opposizione allo stato passivo, la produzione del piano di ammortamento non costituisce elemento indefettibile della prova del residuo credito da mutuo, specie ove i requisiti costitutivi delle reciproche obbligazioni, ed in particolare quella restitutoria, risultino dalla chiara previsione contrattuale e dalla natura delle rate, dalla prevedibilità del loro importo per quota di interessi separata rispetto al capitale e si tratti di circostanze allegate al giudizio dal creditore, non bastando al riguardo una generica contestazione di rilevanza del curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 08 Novembre 2017, n. 26426.


Procedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. - Illegittimità dichiarazione di recesso unilaterale della banca - Domanda di accertamento dell’inefficacia della dichiarazione di recesso - Applicabilità.
E’ possibile il ricorso al rimedio cautelare atipico ex art. 700 c.p.c. al fine di sentire dichiarare l’inefficacia di dichiarazioni di recesso unilaterale della Banca da contratti di apertura di credito in conto corrente e/o di dichiarazioni unilaterali della Banca di risoluzione di contratti di mutuo ipotecario, purché tali dichiarazioni unilaterali siano illegittime e pertanto in contrasto con la legge, con il regolamento contrattuale inter partes e con il contegno in precedenza tenuto dalla stessa Banca. (Paolo Cevasco) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 02 Dicembre 2016.


Società per azioni – Partecipazione paritetiche – Stallo decisionale (c.d. deadlock) – Compravendita di azioni a mezzo di “asta” privata tra i due soci al 50% – Concentrazione dell’intero pacchetto azionario in capo al miglior offerente – Operazioni sulle proprie azioni – Concessione di prestito per l’acquisto di azioni al socio risultato di conseguenza vincitore dell’asta – Violazione delle condizioni previste dall’art. 2358 c.c. – Nullità del finanziamento concesso – Affermazione.
Il divieto di assistenza finanziaria di cui all’art. 2358 c.c. comporta la nullità del finanziamento erogato dalla società per l’acquisto di azioni proprie in favore del socio. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 26 Agosto 2016.


Mutuo di scopo – Progetto di investimento – Difetto di causa in concreto – Nullità.
Il modello legale del “mutuo di scopo” prevede che il mutuatario, oltre a dover restituire la somma mutuata e i maturati interessi, abbia altresì l’obbligo di realizzare l’attività programmata, che pertanto assume rilievo causale nell’economia del contratto.
La destinazione, anche solo parziale, della somma erogata a finalità differenti rispetto a quello previste nel contratto sottrae quelle stesse somme alla realizzazione dello scopo per cui il finanziamento è stato concesso e può dunque comportare un’effettiva deviazione dal modello legale ed in particolare il difetto in concreto della causa che caratterizza il mutuo di scopo, con conseguente nullità del contratto stesso.

Sarà ovviamente necessario, non sussistendo alcun obbligo per il mutuatario di impiegare le somme mutuate esclusivamente per il conseguimento dello scopo, valutare, ai fini della nullità del mutuo, l’effettivo raggiungimento del risultato programmato, non potendosi ravvisare difetto di causa e conseguente nullità laddove, anche in presenza di destinazione parziale delle somme ad altra finalità, lo scopo del mutuo sia stato comunque conseguito (Cass. civ. Sez. 1 Sentenza n. 8564 dell’8 aprile 2009).

L’onere della prova circa l’effettivo raggiungimento del risultato concordato grava, in quanto presupposto di validità, sulla parte che invoca l’efficacia del contratto. (Sergio Mina, Roberto Bianchi) (riproduzione riservata)
Tribunale Asti, 12 Gennaio 2016.


Mutuo - Domanda di restituzione - Onere probatorio - Prova dell’avvenuta consegna del denaro - Sufficienza - Esclusione - Riconoscimento da parte del convenuto del ricevimento della cosa per un diverso titolo - Eccezione in senso sostanziale - Esclusione - Inversione dell’onere della prova - Esclusione.
L’attore che chiede la restituzione di somme date a mutuo è tenuto a provare, ai sensi del primo comma dell’art. 2697 c.c., gli elementi costitutivi della domanda, e quindi non solo la consegna, ma anche il titolo della stessa, dal quale derivi l’obbligo della reclamata restituzione, senza che la contestazione del convenuto - il quale, riconoscendo di aver ricevuto la somma, deduca una diversa ragione della dazione di essa - si tramuti in eccezione in senso sostanziale, sì da invertire l’onere della prova. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 25 Febbraio 2015.


Contratto di mutuo – Natura – Modalità di perfezionamento – Conseguenze.

Titolo esecutivo – Titoli stragiudizali – Requisiti – Verifica officiosa del giudice –  Integrazione extratestuale – Insussistenza – Conseguenze.
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Stante la natura reale del contratto di mutuo, ai fini del suo perfezionamento deve ritenersi necessario ed, al tempo stesso, anche sufficiente, che il mutuante permetta al mutuatario di entrare nella giuridica disponibilità della somma di denaro, in quanto con l'uscita di essa dal patrimonio del primo ed il correlato ingresso in quello del secondo, la fattispecie deve ritenersi perfezionata, e tale effetto può dirsi raggiungo anche attraverso modalità sostitutive della materiale consegna della somma al mutuatario, quali ad esempio il versamento diretto della stessa ad un terzo, per realizzare un interesse del mutuante. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata)

Allorquando da una scrittura privata autentica nella sottoscrizione, azionata esecutivamente, con cui le parti hanno inteso documentare la concessione di una somma a titolo di mutuo ed il correlato obbligo di restituzione a carico del mutuatario, non possa dirsi dimostrata l'attuale esistenza del diritto, per il mutuante, di ottenere la restituzione della somma, poiché dal complessivo contesto contrattuale emerge invece una diversa volontà, volta a ritardare l'effettivo perfezionamento dell'accordo, detta scrittura non può considerarsi valido titolo esecutivo, in quanto il diritto che essa documenta non appare assistito dagli indispensabili requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità, per cui, ove non venga fornita, nei modi previsti dall'art. 474 c.p.c., da parte del procedente, prova dell'effettivo verificarsi di uno di quegli eventi cui le parti hanno inteso subordinare il perfezionamento della fattispecie, tanto impedisce la prosecuzione dell'esecuzione avviata sulla scorta di esso, la cui sorte è l'improcedibilità. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata)
Tribunale Torre Annunziata, 03 Maggio 2013.


Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - In genere - Debito chirografario garantito da mutuo ipotecario - Negozio indiretto - Configurabilità - Revocabilità dell'ipoteca - Sussistenza - Conseguenze..
Qualora venga dichiarato il fallimento dell'obbligato, è revocabile ex art. 67 legge fall. l'ipoteca, accessoria ad un mutuo, che integri in concreto una garanzia costituita per un debito chirografario preesistente, ma la revoca di detta ipoteca non comporta necessariamente l'esclusione dall'ammissione al passivo di quanto erogato per il suddetto mutuo, essendo l'ammissione incompatibile con le sole fattispecie della simulazione e della novazione, e non anche con quella del negozio indiretto, poiché, in tal caso, la stessa revoca dell'intera operazione - e, quindi, anche del mutuo - comporterebbe pur sempre la necessità di ammettere al passivo la somma (realmente) erogata in virtù del mutuo revocato, e ciò in quanto all'inefficacia del contratto conseguirebbe pur sempre la necessità di restituzione, sia pur in moneta fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Gennaio 2013, n. 1807.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Scioglimento e sospensione - Contratto di mutuo - Natura di contratto pendente - Esclusione..
Il contratto di mutuo stipulato ed adempiuto dalla mutuante prima del deposito della domanda di concordato preventivo non può qualificarsi come rapporto pendente, poiché l'obbligazione restitutoria gravante sul mutuatario si configura come debito disciplinato dall'articolo 55, legge fall. in forza del richiamo contenuto nell'articolo 169, legge fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 16 Gennaio 2013.


Accollo - Accollo del mutuo - Notifica dell'acquisto - Liberazione del mutuatario originario - Condizioni..
La notifica dell’avvenuto acquisto con accollo del mutuo non è sufficiente a liberare il mutuatario originario dalle obbligazioni assunte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 30 Novembre 2012.


Mutuo fondiario – Omessa erogazione della somma mutuata – Ripianamento di preesistente esposizione chirografaria – Incompatibilità della causa con il contratto di mutuo – Nullità..
Qualora il contratto di mutuo fondiario venga utilizzato non già al fine di erogare la somma mutuata ma per ripianare debiti nei confronti della banca mutuante e sostituire gli stessi con altri di pari importo assistiti da garanzie reali e personali, l’operazione non è meritevole di tutela in quanto il contratto di mutuo viene utilizzato non già per concedere un finanziamento ma per costituire una ipoteca a garanzia di un debito preesistente. La fattispecie appare quindi viziata sotto il profilo causale, in quanto la causa concreta di garanzia è incompatibile con il tipo legale del mutuo, ed affetta da nullità ex art. 1418 c.c.. (Francesco Santarcangelo) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 16 Dicembre 2009.