LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XV
Del mutuo

Art. 1815

Interessi
TESTO A FRONTE

I. Salvo diversa volontà delle parti, il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutuante. Per la determinazione degli interessi si osservano le disposizioni dell'articolo 1284.

II. Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi.


GIURISPRUDENZA

Inadempimento del debitore – Interessi moratori e interessi corrispettivi – Sommatoria

Inadempimento del debitore – Interessi moratori – Inesistenza tasso soglia interessi moratori

Inadempimento del debitore – Interessi moratori – Inesistenza tasso soglia interessi moratori
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Nessuna norma di Legge, né tantomeno la sentenza di Cassazione n. 350/2013 consentono di operare la sommatoria tra gli interessi corrispettivi e gli interessi moratori al fine di rapportarne il risultato al tasso soglia.

Gli interessi di mora sono funzionalmente diversi da quelli corrispettivi, avendo in comune con questi solo le modalità di calcolo ma integrano per il resto un risarcimento del danno in via forfettaria. (Enrico De Crescenzo) (riproduzione riservata)

Non esiste un tasso soglia degli interessi moratori, ma solo di quelli corrispettivi pertanto applicare questo, puramente e semplicemente, anche a quelli moratori darebbe vita ad un’applicazione priva di base normativa, priva di razionalità e censurabile ex art 3 Cost.

Peraltro, quand’anche la Banca d’Italia procedesse a rilevare e a quantificare un tasso soglia specificamente moratorio, resterebbe il fatto che una fonte secondaria non può decidere se anche tali interessi possono integrare la fattispecie di reato ex art 644 c.p., competendo solo al legislatore individuare l’area dell’illecito penalmente rilevante. (Enrico De Crescenzo) (riproduzione riservata)

Gli interessi moratori rappresentano un’eventualità non preventivamente quantificabile nella sua incidenza, non potendo le parti sapere al momento della conclusione del contratto se e per quanto tempo il mutuatario sarà inadempiente e, quindi, per quanto tempo decorreranno gli interessi di mora.  (Enrico De Crescenzo) (riproduzione riservata)
Tribunale Ferrara, 06 Luglio 2018.


Usura pattizia del contratto di mutuo per il TEG promesso in caso di eventuale estinzione anticipata – Rilevanza ai fini usura della penale per l’estinzione anticipata per il solo fatto di essere stata pattuita – Conseguente gratuità del mutuo – L’omissione dell’ISC, la discrasia tra l’ISC indicato in contratto e quello effettivamente applicato o la mancanza del documento di sintesi danno luogo all’applicazione dei tassi BOT ex art. 117 TUB.
Ai sensi della legge antiusura ed ai fini della conseguente non debenza di qualsiasi interesse come disposto dall’art. 1815 c.c. e dalla legge n. 24 del 2001 di conversione del D.L. 394/2000, il CTU deve valutare l’eventuale usurarietà del contratto di mutuo tenendo conto che si qualificano usurari gli interessi che superino il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, indipendentemente dal momento del loro pagamento.

Nella valutazione della usurarietà, il CTU deve procedere confrontando le soglie fissate dalla Banca d’Italia nel periodo di riferimento con il tasso contrattuale, determinandolo maggiorando il T.A.N. contrattualizzato delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse collegate all’erogazione del credito e, in caso di riscontrata usurarietà, dovrà azzerare qualsiasi addebito per interessi, spese, commissioni.

Il costo promesso per l’estinzione anticipata va computato nel riscontro dell’usurarietà perché: non solo gli interessi convenzionali o moratori debbono sottostare al vaglio della normativa antiusura, ma anche qualsiasi altro costo (escluse imposte e tasse) connesso al finanziamento che il cliente ha promesso di pagare; la legge punisce anche la sola promessa di pagare costi usurari, e quindi è sufficiente la semplice stipula della clausola senza necessità che il fatto ivi ipotizzato si concretizzi, ovvero senza la necessità che il cliente ne paghi il costo convenuto; trattandosi di promessa usuraria da valutarsi con giudizio prognostico ex ante al momento della pattuizione del finanziamento, è sufficiente la sola potenzialità che il costo usurario si verifichi sulla scorta delle condizioni contrattuali a nulla rilevando che detto costo, al momento della contestazione o dell'azione legale, non possa più verificarsi.

In conclusione, il costo promesso per l'estinzione anticipata, eventuale ma potenzialmente verificabile, risponde ai presupposti perché debba soggiacere alla normativa antiusura in quanto è un costo, futuro ed eventuale, che la parte finanziata ha promesso di pagare all'intermediario; è un costo collegato alla erogazione del credito; è un costo che non consiste in una imposta o tassa da pagare.

Ai fini del vaglio usurario, è lecito calcolare il TAEG del finanziamento nella ipotesi che la clausola usuraria si verifichi in un determinato momento storico consentito dal contratto; qualora il costo potenziale promesso in contratto si riveli usurario, il cliente è tenuto alla restituzione del solo capitale ricevuto a prestito e non deve più pagare gli interessi del finanziamento, che va ritenuto gratuito (e se li ha pagati, anche in parte, ha diritto alla restituzione).

In caso di mancata allegazione dell’ISC e/o di sensibile inesattezza di quello indicato (non tenendo cioè conto di scostamenti contenuti nell’ambito di qualche centesimo di punto percentuale) e/o di mancata allegazione del documento di sintesi, il CTU deve procedere ex art. 117 u.c. TUB alla sostituzione del tasso contrattuale con il tasso minimo di cui all’art. 117 – 7° comma TUB. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Chieti, 13 Giugno 2018.


Inadempimento del debitore – Interessi moratori e interessi corrispettivi – Sommatoria

Inadempimento del debitore – Interessi moratori – Inesistenza tasso soglia interessi moratori

Inadempimento del debitore – Interessi moratori

Inadempimento del debitore – Interessi moratori – Inesistenza tasso soglia interessi moratori

Inadempimento del debitore – Interessi moratori – Tasso periodale – Tasso leasing

Inadempimento del debitore – Interessi moratori – Tasso leasing
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Nessuna norma di Legge, né tantomeno la sentenza di Cassazione n. 350/2013 consentono di operare la sommatoria tra gli interessi corrispettivi e gli interessi moratori al fine di rapportarne il risultato al tasso soglia.

Gli interessi di mora sono funzionalmente diversi da quelli corrispettivi, avendo in comune con questi solo le modalità di calcolo ma integrano per il resto un risarcimento del danno in via forfettaria. (Enrico de Crescenzo) (riproduzione riservata)

Non esiste un tasso soglia degli interessi moratori, ma solo di quelli corrispettivi pertanto applicare questo, puramente e semplicemente, anche a quelli moratori darebbe vita ad un’applicazione priva di base normativa, priva di razionalità e censurabile ex art 3 Cost.

Peraltro, quand’anche la Banca d’Italia procedesse a rilevare e a quantificare un tasso soglia specificamente moratorio, resterebbe il fatto che una fonte secondaria non può decidere se anche tali interessi possono integrare la fattispecie di reato ex art 644 c.p., competendo solo al legislatore individuare l’area dell’illecito penalmente rilevante.

La normazione secondaria può solo specificare ma mai dare vita a fattispecie frutto di una scelta legislativa mancata o equivoca. (Enrico de Crescenzo) (riproduzione riservata)

Rapportare il tasso effettivo di un singolo contratto, comprendendovi anche il tasso di mora, significa operare un rapporto tra entità non omogenee.

Non sono plausibili concetti quali tasso effettivo di mora o tasso annuo effettivo nominale di mora, quando sganciati dai costi concretamente sostenuti dal debitore. (Enrico de Crescenzo) (riproduzione riservata)

Gli interessi moratori rappresentano un’eventualità non preventivamente quantificabile nella sua incidenza, non potendo le parti sapere al momento della conclusione del contratto se e per quanto tempo il mutuatario sarà inadempiente e, quindi, per quanto tempo decorreranno gli interessi di mora.

Si deve notare l’assurdità di considerare come costo un quid che dipende unicamente dalla condotta imputabile al debitore, e non certo del creditore, vale a dire l’inadempimento (si creerebbe il paradosso per il quale il debitore avrebbe interesse a coltivare il proprio inadempimento per far maturare interessi in misura da tale da determinare lo sfondamento del tasso soglia). Del resto, considerare gli interessi di mora come un costo di finanziamento significa ipotizzare un contraente homo oeconomicus che valuta se gli conviene adempiere o meno. Tale tesi è in aperto contrasto con la politica legislativa di tutela del credito. (Enrico de Crescenzo) (riproduzione riservata)

Quando non si tiene conto della periodizzazione contrattualmente prevista (tasso periodale ossia tasso da applicarsi di volta in volta sul montante precedentemente maturato), a parità di condizioni contrattuali, si finisce per determinare un tasso di attualizzazione superiore a quello che emerge invece nel caso di applicazione dei criteri propri del tasso leasing (che non da vita a fenomeni di anatocismo), ossia tenendo conto dei criteri di capitalizzazione periodica. (Enrico de Crescenzo) (riproduzione riservata)

L’importo previsto al fine di riscattare la proprietà del bene deve essere ricompreso al fine del calcolo del tasso leasing in quanto previsto nella definizione di tasso leasing della Banca d’Italia e perché, diversamente, si dovrebbe eliminare anche il flusso finanziario che risulta incluso nel capitale iniziale finanziato.
Ciò è fondamentale al fine di mantenere l’uguaglianza dei flussi finanziari.
Il carattere aleatorio del relativo esercizio non vale in altri termini a falsare il risultato finale del calcolo del tasso leasing. (Enrico de Crescenzo) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 06 Giugno 2018.


Credito al consumo - Usura - Verifica del superamento del tasso soglia - Tasso corrispettivo e tasso moratorio - Verifica autonoma

Credito al consumo - Usura - Commissione di estinzione anticipata - Somma algebrica erroneità - Fattispecie meramente ipotetica - Esclusione

Credito al consumo - Usura - Clausola penale - Irrilevanza - Calcolo TAEG - Applicabilità della direttiva n°48/2008/CE
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La verifica relativa all'usurarietà va condotta tanto con riferimento agli interessi corrispettivi, quanto con riferimento agli interessi di mora - autonomamente considerati - e che in entrambi i casi occorre considerare non solo l'interesse nominale, ma tutte le voci, comunque denominate, che concorrono a determinare il costo complessivo del denaro (con esclusione di imposte e tasse).

È irrilevante lo scrutinio di usurarietà del costo dell'operazione comprensivo di una voce di spesa (la commissione di estinzione anticipata) mai concretamente applicata al rapporto e, dunque, mai pretesa nei confronti dei clienti.

Si ritiene di non annoverare la clausola penale tra le voci inerenti l'erogazione del credito, sfuggendo essa dalla verifica di usurarietà. (Francesco Namio) (riproduzione riservata)
Tribunale Palermo, 05 Giugno 2018.


Contratti bancari - Mutuo - Interessi moratori - Nullità per superamento del tasso soglia usura - Gratuità del mutuo.
La nullità della clausola degli interessi moratori (anche solo pattuiti e mai corrisposti) per superamento del tasso soglia travolge anche la clausola che fissa gli interessi corrispettivi, determinando così la gratuità del mutuo ex art. 1815 c.c. (Antonello Falco) (riproduzione riservata) Appello Bari, 04 Giugno 2018.


Usura – Tasso soglia – Nullità – Primi assicurativi.
Una volta verificato il superamento del tasso soglia rilevante ai fini dell’usura genetica, in virtù della corretta interpretazione del secondo comma dell’art. 1815 cod. civ. – letto in connessione con il quarto comma dell’art. 644 cod. pen. – che sancisce la nullità della clausola, restano colpiti non solo gli interessi propriamente intesi, ma tutti gli oneri e le spese inclusi nel calcolo del TEG, compresi i premi assicurativi, escluse imposte e tasse, che, pertanto, debbono essere restituiti al mutuatario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) ABF, 16 Maggio 2018.


Mutuo – Nullità della clausola sugli interessi di mora per indeterminatezza, sostituzione con interessi nella misura legale – Formula matematica con soluzioni differenti, nullità. Gli interessi di mora non rilevano ai fini dell'usura.
Ai sensi degli artt. 1418 e 1346 c.c., la clausola di determinazione degli interessi di cui si tratta (ossia quella relativa agli interessi di mora), non consentendo una univoca applicazione, va dichiarata nulla non soddisfacendo il requisito della determinatezza o determinabilità dell’oggetto'

La formula matematica di determinazione degli interessi indicata nel contratto con riferimento a due punti semestrali più il tasso in quietanza, appare relativa ad un valore incerto, tale da dar luogo a soluzioni applicative differenti.

Alla declaratoria di nullità di detta clausola segue la sostituzione di diritto della sola clausola nulla ex art. 1284, comma 3, c.c., con la conseguenza che gli interessi di mora devono quindi riconoscersi dovuti nella misura legale.

La mancata inclusione del tasso degli interessi moratori ai fini del calcolo del T.E.G.M. risponde all'interesse dell'utente bancario adempiente, posto che tenere conto di tale tasso a tali fini comporterebbe con ogni probabilità l'innalzamento del "tasso soglia" rendendo assai difficile la configurabilità dell'usura oggettiva nell'ambito dello sviluppo fisiologico del rapporto. Per evitare il confronto tra tassi disomogenei, in assenza di una previsione legislativa specifica circa gli interessi moratori, che possa determinare per tali interessi una specifica soglia, quest’ultima deve venire calcolata con i corrispondenti criteri dettati dai decreti trimestrali. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata)
Tribunale Livorno, 04 Maggio 2018.


Contratti bancari – Mutuo – Usura – Calcolo del TEG – Rilevanza degli interessi moratori – Affermazione

Superamento del tasso-soglia anti usura – Gratuità del contratto – Affermazione
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Ai fini del calcolo del tasso soglia anti usura sono rilevanti sia gli interessi corrispettivi sia quelli di mora. Ne consegue che, ai sensi dell’art.1815, comma 2, c.c. la clausola relativa agli interessi, siano essi corrispettivi o di mora, deve essere dichiarata nulla. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 20 Aprile 2018.


Mutuo ipotecario – Interessi di mora – Usura – Applicazione art 1815 c.c. – Gratuità del mutuo.
Nell'ambito di un mutuo ipotecario, la pattuizione degli interessi moratori è rilevante ai fini del calcolo del tasso soglia usura.

La conseguenza del superamento del tasso soglia usura da parte degli interessi moratori semplicemente pattuiti, comporta la gratuità del mutuo ai sensi dell’art 1815, comma 2, c.c. (Cass. n. 23192/2017). (Lorenzo Buldrini) (riproduzione riservata)
Tribunale Ferrara, 20 Aprile 2018.


Contratti bancari – Contratto di finanziamento – Usura – Computo del tasso effettivo – Inclusione del costo della polizza assicurativa per il rischio di incapacità patrimoniale sopravvenuta del finanziato – Sussiste.
Il costo della polizza assicurativa a tutela della restituzione del finanziamento è da includere nel computo del tasso di usura qualora sostanzialmente imposta dalla società finanziaria per garantirsi dal rischio di incapacità patrimoniale sopravvenuta della persona fisica del finanziato. La natura obbligatoria e la imposizione del relativo costo al cliente al fine di pervenire alla stipulazione del contratto di finanziamento escludono che si tratti di una garanzia accessoria autonoma rispetto al contratto stesso – unica condizione per sottrarne il relativo costo dal computo del tasso di usura. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 16 Aprile 2018, n. 9298.


Tasso di mora usurario – Non debenza di alcun interesse – Sospensione dell’esecuzione se all’epoca del precetto non v’è morosità in linea capitale – Sussiste.
Il tasso soglia di usura del mutuo a stato di avanzamento lavori che soddisfi i c.d. “requisiti di fondiarietà” ex art. 38 TUB specificati dalla Banca d’Italia in conformità alle delibere del CICR, va individuato in quello inferiore relativo alla categoria dei “mutui a tasso fisso” anziché in quello superiore della categoria “altri finanziamenti”.

Ai fini usura non può condividersi il criterio i della maggiorazione del tasso di mora di 2,1 punti percentuali, trattandosi di criterio che non trova alcun referente positivo, avendo il legislatore delineato precisamente il metodo di computo del tasso soglia, modificato nel 2011.
 
Come sancito da ultimo da Cass. Civ. Sez. VI 04.10.2017 n. 23192, l’usurarietà pattizia del tasso di mora comporta la non debenza di alcun interesse, neanche corrispettivo, sicché quanto pagato dal mutuatario va imputato integralmente al capitale da restituire.

In tal caso, se all’epoca del precetto non può configurarsi inadempimento, ne discende l’illegittimità del pignoramento che giustifica l’accoglimento della chiesta sospensione della procedura esecutiva. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Brindisi, 01 Marzo 2018.


Contratti bancari – Tasso d’interesse – Usurarietà – Calcolo del tasso effettivo – Computabilità del tasso di mora – Sussiste – Superamento del tasso-soglia – Gratuità del contratto – Sussiste.
Il ritardo colpevole non può giustificare un’obbligazione eccessivamente onerosa e contraria al principio generale posto dalla legge 108/96, che tende ad assicurare una copertura completa dall’usura, estesa a tutti i costi dell’operazione di credito.
Pertanto, per determinare il tasso di interesse usurario non si può non tenere conto di quanto disposto dall’art.644, comma 4, c.p. e dall’art.1, comma 1, D.L. 394/00 di interpretazione autentica dello stesso, nel cui ambito il legislatore espressamente chiarisce che nello stabilire l’usurarietà o meno del contratto occorre tenere conto degli interessi dovuti a qualsiasi titolo.
Dal superamento del tasso soglia discende non solo la nullità della clausola con la quale sono stati convenuti gli interessi, espressamente comminata, ma anche la sanzione civile della gratuità del contratto, non essendo dovuti interessi tout court. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 02 Febbraio 2018.


Cessione del quinto dello stipendio – Usura – Calcolo del TEG e inclusione del costo della polizza assicurativa – Nullità della clausola per accertamento di tassi “oltre soglia” – Modalità di applicazione dell’art. 1815, 2° comma c.c..
Nei contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, i conteggi per determinare il TEG (Tasso Effettivo Globale - indicatore per accertare se le condizioni di costo di tali operazioni creditizie presentino o meno carattere usurario) devono includere il costo della polizza assicurativa, in quanto collegato all’erogazione del credito.

Secondo recentissima giurisprudenza della Suprema Corte (Cassazione Civile, Sez. I, 05.04.2017, n. 8806), per il riscontro dell'eventuale usurarietà di un contratto di credito, è necessario e sufficiente che una spesa di assicurazione risulti collegata all'operazione di credito.

La sussistenza del collegamento, se può essere dimostrata con qualunque mezzo di prova, risulta presunta nel caso di contestualità tra la spesa e l'erogazione.

L’art. 644, comma 4 c.p. riveste centralità sistematica in punto di definizione della fattispecie usuraria, che prevede l'inclusione di tutte le commissioni collegate alla erogazione del credito.

L’accertamento di tassi “oltre soglia” comporta l’applicazione dell’art. 1815 c.c., con azzeramento di tutte le voci di costo del finanziamento e non della sola voce riferibile agli interessi. (Oscar Sozzi) (riproduzione riservata)
Giudice di Pace Como, 02 Febbraio 2018.


Pignoramento immobiliare - Espropriazione per pubblica utilità del bene pignorato - Sorte del processo esecutivo - Trasformazione del processo esecutivo quanto all'oggetto - Esclusione - Posizione degli aventi diritto - Sopravvivenza - Esercizio con azione di cognizione - Necessità.
L’esigenza di una simmetria di metodologia di calcolo del TEGM e del TEG contrattuale non può prevalere sul chiaro dato testuale della legge 108/96 in punto elementi da computare ai fini della verifica dell’usura. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 23 Gennaio 2018.


Tasso di mora usurario – Non debenza di alcun interesse – Illegittima la maggiorazione del 2,1% del tasso di mora – Sospensione dell’esecuzione se alla data della risoluzione o del precetto non v’è morosità in linea capitale – Sussiste.
Qualora il tasso di mora pattuito sia di poco inferiore al tasso soglia vigente al momento pattizio, dovendosi tener conto di tutte le voci di costo del rapporto come prescrive l’art. 644 c.p., si rende necessario, in sede istruttoria del giudizio di merito a cognizione piena, accertare l’incidenza di tali costi sul TAEG contrattuale, oltre all’incidenza, sul computo del tasso effettivo, dell’interesse di mora da pagare non solo sulle rate insolute, ma anche sul capitale residuo in caso di inadempimento.

Non può condividersi il criterio invocato dalla banca che, nel computo della soglia rispetto agli interessi di mora, invoca una maggiorazione del 2,1%, trattandosi di criterio che non trova alcun referente positivo avendo il legislatore delineato precisamente il criterio di computo del tasso soglia, modificato nel 2011.     

Come anche confermato da Cass. Civ. Sez. VI 04.10.2017 n. 23192, l’usurarietà pattizia del tasso di mora comporta la non debenza di alcun interesse, neanche corrispettivo, sicché quanto pagato dal mutuatario va imputato integralmente al capitale da restituire.

In tal caso, se alla data di comunicazione della risoluzione del mutuo ovvero di notifica dell’atto di precetto quanto complessivamente versato dal mutuatario estingue il debito in linea capitale, la morosità non sussiste e l’esecuzione va sospesa ricorrendo i gravi motivi ex art. 624 c.p.c., attesa anche la serietà delle questioni sollevate con l’opposizione (cfr. Cass. 22033/2011). (Dario Nardone) (Giuseppe Baldassarre) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 11 Gennaio 2018.


Contratti bancari – Usura – Calcolo – Sommatoria interessi corrispettivi e moratori – Esclusione.
Il tasso degli interessi moratori previsti in un contratto di mutuo non può essere sommato a quello degli interessi corrispettivi ai fini della verifica del superamento del tasso soglia usura. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 19 Dicembre 2017.


Diritto Bancario - Contratti bancari - Leasing - Usura - Qualsiasi remunerazione a qualsiasi titolo - Verifica in ordine a interessi corrispettivi e interessi moratori senza cumulo tra loro - Usura originaria applicabilità art.1815 cc - Usura sopravvenuta riconduzione a tasso soglia - Necessità.
In tema di contratti bancari, è necessario, ai fini della verifica dell’usura originaria o contrattuale, computare tutti i costi aggiuntivi indicati in contratto, sia con riguardo agli interessi corrispettivi sia con riguardo agli interessi moratori (senza cumulo tra i medesimi stante la loro ontologica differenza). L’eventuale usurarietà originaria produce l’espunzione degli interessi ex art.1815 c.c.

Ai fini della verifica dell’usura sopravvenuta, fermo restando il metodo testé descritto, computare i minori interessi dovuti separatamente, riconducendo l’effetto usura entro il limite del tasso soglia (Cass. Civ. SS.UU.24675/2017). (Domenico Fioretti) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 05 Dicembre 2017.


Mutuo e finanziamento in genere - Usura - Rilevabilità di ufficio

Clausola di salvaguardia - Limitata al tasso moratorio - Idoneità ad impedire il superamento del tasso soglia - Esclusione
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La violazione della normativa antiusura è rilevabile d’ufficio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

La clausola di salvaguardia limitata al tasso moratorio non consente di ritenere in ogni caso non superabili (quanto al tasso d’interesse complessivamente risultante quale dovuto sulla quota capitale) i limiti imposti dalla normativa antiusura. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Brindisi, 05 Dicembre 2017.


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Ai fini del calcolo del superamento del tasso soglia usura, vanno compresi nel TAEG la commissione per estinzione anticipata come pure gli interessi moratori, perché l’art. 1 comma 1 D.L. 394/2000, convertito in L. 20/2001, statuisce che “si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal loro pagamento”.

La valutazione in ordine all’usurarietà delle pattuizioni deve essere operata ricomprendendo nel TAEG tutte le voci connesse all’erogazione del credito, escluse imposte e tasse (art. 644, comma IV, c.p.), ed il parametro di riferimento del TAEG è quello di cui all’art. 2, comma IV, L. 108/96.

Il tasso soglia usura è unicamente quello previsto con la legge primaria; pertanto l’aumento di 2,1 punti percentuali, operato per raffrontare il TEG del singolo mutuo con il TEGM che non comprende la mora, non potrà essere utilizzato per il c.d. “tasso soglia usura composto”, poiché detta “innovazione” o direttiva o istruzione che dir si voglia della Banca d’Italia, anche se recepita in decreti ministeriali, non può incidere sulla norma primaria.

In caso di accertata usurarietà pattizia, ai sensi dell’art. 1815, comma II, la banca va condannata a restituire al mutuatario tutti gli interessi e commissioni illecitamente percepiti, oltre interessi legali e rivalutazione sulle singole indebite percezioni dal dovuto al saldo effettivo. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Siena, 21 Novembre 2017.


Separazione dei coniugi – Mediante negoziazione assistita – Accordo di trasferimento immobiliare tra i coniugi – Trascrizione – Autenticazione delle firme – Necessità di pubblico ufficiale – Sussiste.
La certificazione di autenticità delle sottoscrizioni dei coniugi resa dai loro avvocati è strumentale non già alla trascrizione dell’accordo di negoziazione assistita nei registri immobiliari, ma alla trascrizione del medesimo nell’archivio dello stato civile e all’annotazione dello stesso a margine dell’atto di nascita e dell’atto di matrimonio.

L’equiparazione tra l’accordo di negoziazione assistita e i provvedimenti giurisdizionali di separazione e divorzio prevista dall’art. 6, comma 3, primo periodo, del d.l. n. 132/2014 concerne esclusivamente i contenuti tipici dei provvedimenti giurisdizionali di divorzio e di separazione; non riguarda, invece, quelle pattuizioni che esulano da tale contenuto tipico, che certamente le parti possono stipulare a latere ed inserire nei verbali d’udienza, ma di cui il Tribunale si limita a prendere atto, senza statuire alcunché.

Ove i coniugi intendano aggiungere delle pattuizioni che esulano dal contenuto tipico dell’accordo di separazione o divorzio, sarà necessario rispettare le forme prescritte per tali negozi dalla normativa civilistica, sia ad substantiam, sia ai fini della trascrizione. Di conseguenza, non potrà che farsi applicazione di quanto previsto dall’art. 5 del d.l. n. 132/2014. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Venezia, 21 Novembre 2017.


Contratti bancari – Usura – Calcolo – Sommatoria interessi corrispettivi e moratori – Esclusione.
Deve escludersi la possibilità di procedere a una sommatoria dei tassi di interesse corrispettivi e di quelli moratori, al fine di valutare la pretesa usurarietà degli stessi, in quanto le predette tipologie di interessi sono tra loro differenti per natura e funzione. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Sondrio, 20 Novembre 2017.


Contratti bancari – Usura – Interessi moratori – Esclusione – Assenza tasso soglia di riferimento.
Poiché il tasso soglia rilevante in materia di usura viene determinato attraverso rilevazioni che non fanno riferimento ai tassi moratori - i quali hanno natura e funzione differenti rispetto a quelle degli interessi corrispettivi - la possibilità di sottoporre a un vaglio di usurarietà anche gli interessi moratori è preclusa sul piano logico dalla mancanza di un termine di raffronto - ossia di un tasso soglia - che sia coerente con il valore - ossia il tasso di interesse moratorio - che si vuole raffrontare; in caso contrario si finirebbe per raffrontare fra di loro valori disomogenei, quali appunto il tasso di interesse moratorio pattuito e il tasso soglia calcolato in base ad un TEGM che non considera gli interessi moratori. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Sondrio, 20 Novembre 2017.


Contratti bancari – Mutuo – Tassi d’interesse – Soglia anti usura – Calcolo del tasso globale – Cumulabilità dei tassi convenzionale e moratorio – Affermazione.
La previsione contrattuale che stabilisce che ogni somma dovuta per qualsiasi titolo e non pagata produce l'interesse di mora a carico della parte mutuataria determina la necessaria sommatoria dei tassi applicati (giacché sulla stessa quota capitale si dovrebbe calcolare l'interesse convenzionale, e, in forma composta, l'interesse moratorio sia sulla quota capitale che sulla quota interessi). Considerata la natura evidentemente sanzionatoria della disciplina in materia di usura, non pare accoglibile la tesi della non cumulabilità delle obbligazioni di interesse moratorio e di interesse corrispettivo-convenzionale.

Pertanto, dall’importo complessivo delle singole rate deve detrarsi la quota parte dovuta per interessi. [Fattispecie relativa ad un mutuo con piano di ammortamento cd. alla francese] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Brindisi, 08 Novembre 2017.


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Al fine di verificare l’usurarietà degli interessi pattuiti nel contrato di mutuo fondiario, il CTU deve tenere conto di tutte le voci di costo previste nel contratto quali, a titolo esemplificativo, le penali per estinzione anticipata. (Dario Nardone) (Giuseppe De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Viterbo, 26 Ottobre 2017.


Tasso di mora usurario - Non debenza di alcun interesse - Sospensione dell’esecuzione se al momento della risoluzione non v’è morosità in linea capitale - Sussiste.
Come anche confermato da Cass. Civ. Sez. VI 04.10.2017 n. 23192, l’usurarietà pattizia del tasso di mora comporta la non debenza di alcun interesse, neanche corrispettivo, sicché quanto pagato dal mutuatario va imputato integralmente al capitale da restituire.

In tal caso, se alla data di comunicazione della risoluzione del mutuo quanto complessivamente versato dal mutuatario estingue il debito in linea capitale, la morosità non sussiste, difetta il titolo esecutivo e l’esecuzione va sospesa ricorrendo i gravi motivi ex art. 624 c.p.c.

Attesa la nullità ab origine della clausola usuraria, il difetto originario del credito si risolve in un vizio genetico del titolo esecutivo inficiante ab initio l’intera procedura esecutiva, con effetto travolgente i successivi interventi di creditori seppur titolati (Cass. SS. UU. Sentenza 7 gennaio 2014, n. 6). (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 24 Ottobre 2017.


Contratto di mutuo – Interessi – Usurarietà sopravvenuta – Esclusione della nullità o inefficacia della clausola di determinazione degli interessi – Buona fede e correttezza nell'esecuzione del contratto.
Allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell'usura come determinata in base alle disposizioni della legge n. 108 del 1996, non si verifica la nullità o l'inefficacia della clausola di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all'entrata in vigore della predetta legge, o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula; né la pretesa del mutuante di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di tale soglia, contraria al dovere di buona fede nell'esecuzione del contratto. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 19 Ottobre 2017, n. 24675.


Contratto di mutuo – Usura – Rilevanza interessi moratori – Art. 1815 co. 2 – Non comunicabilità del vizio del tasso di mora al tasso corrispettivo – Nullità della clausola del tasso di mora.
In caso di usurarietà degli interessi moratori, l’applicazione dell’art. 1815 co. 2 c.c. non comporta la gratuità del finanziamento ma unicamente la pronuncia di nullità della clausola relativa agli interessi moratori ex art. 1419 c.c. (Nel caso di specie, dove il superamento del tasso soglia riguardava solo il tasso di mora, il Giudice ha limitato la pronuncia di nullità alla clausola relativa agli interessi moratori, disponendo la restituzione al mutuatario dei soli interessi moratori usurari effettivamente corrisposti e non dovuti, non potendo accogliersi la tesi della “comunicabilità” del vizio del tasso di mora al tasso corrispettivo). (Leotta Eleonora) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 11 Ottobre 2017.


Usura – Tasso soglia – Determinazione – Applicazione dell’art. 1815 comma 2 in caso di interessi moratori usurari – Sussiste.
In tema di contratto di mutuo, l'art. 1 della l. n. 108 del 1996, la quale prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che quelli moratori. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 04 Ottobre 2017, n. 23192.


Finanziamento con cessione del quinto dello stipendio – Usura – Spese assicurative – Inclusione ai fini del calcolo del TEG – Affermazione – Superamento del tasso soglia – Nullità della pattuizione sugli interessi – Sussiste – Ripetizione dei costi del finanziamento – Esclusione .
Anche gli oneri assicurativi vanno qualificati come costi e spese connessi all’erogazione del credito, e in quanto tali ricompresi nel calcolo del tasso effettivo globale al fine di verificare il superamento o meno del tasso soglia.

La distinzione tra le spese computabili nel TEG e quelle non computabili, non attiene alla distinzione tra spese imposte dal mutuante e costi previsti ex lege, ma piuttosto deve aversi riguardo al soggetto al cui vantaggio sono destinati i costi e le spese sostenute dal mutuatario. Nell’ambito del credito al consumo contro cessione del quinto, è vero che l’assicurazione è imposta per legge; tuttavia, tale previsione si traduce in un vantaggio per il mutuante, il quale in caso di insolvenza potrà beneficiare dell’assicurazione. E’ pertanto ragionevole che l’onere così sostenuto dal debitore rientri tra i costi collegati all’erogazione del credito idonei ad incidere sul calcolo del TEG.

Le istruzioni, le circolari e le direttive di Banca d’Italia non rappresentano una fonte di diritto, vieppiù ove le previsioni in esse contenute risultino contrarie a disposizioni di legge o all’interpretazione che la giurisprudenza ne dà. La stessa circostanza che Banca d’Italia abbia superato la precedente previsione con decorrenza dal 1 gennaio 2010, ritenendo di dover computare nel TEG anche le spese assicurative, è indice del fatto che l’Istituto abbia preso atto della reale volontà legislativa.

Accertato il superamento del tasso soglia, la clausola con la quale sono stati convenuti gli interessi va quindi dichiarata nulla ex art.1815, comma 2, c.c.. I costi sostenuti dal cliente per l’erogazione del mutuo sono legittimi e sono dovuti al mutuante; l’unica conseguenza del superamento del tasso soglia dovuto all’imposizione di tali costi è la nullità della pattuizione sugli interessi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 03 Ottobre 2017.


Usura - Calcolo del superamento del tasso soglia - Penale per la risoluzione anticipata del mutuo - Rilevanza.
In materia di usura bancaria, ai fini del calcolo del superamento del tasso soglia deve tenersi conto anche della prevista penale in caso di risoluzione anticipata del mutuo, a nulla rilevando che trattasi di onere eventuale, dovendosi fare necessariamente riferimento al momento della promessa di pagamento con relativa assunzione di responsabilità da parte del debitore in caso di risoluzione del contratto, in aderenza alla nuova formulazione dell’art. 644 c.c. (per tutte Trib. Pescara 28.11.2014).
In caso di usura originaria, che va calcolata non tenendo conto dell’aumento di punti 2.1 come indicato dalla Banca d’Italia la cui statuizione non ha certamente valore normativo per il Giudice, vanno eliminate tutte le altre spese ed accessori diversi dalle imposte e tasse, sicché dal superamento del tasso soglia vigente al momento della pattuizione deriva come conseguenza la nullità della pattuizione degli interessi e la gratuità del mutuo (Cass. 350/13). (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Chieti, 24 Agosto 2017.


Usura pattizia del tasso di mora da valutarsi senza nessun incremento – Onnicomprensività ai fini usura di tutti gli oneri ad eccezione di imposte e tasse e rilevanza della penale d’estinzione anticipata – Irrilevanza della esclusione degli interessi moratori dal TEGM – Conversione del mutuo da oneroso a gratuito – Inesistenza del diritto del creditore a procedere ad esecuzione forzata se alla data del pignoramento non v’era morosità in linea capitale .
Se la diversa natura tra interessi corrispettivi e moratori giustifica la legittima esclusione di quest’ultimi dalla rilevazione trimestrale del TEGM, non giustifica la loro estraneità dalla valutazione della usurarietà del rapporto. La rilevazione del TEGM, infatti, è intrinsecamente diretta a registrare il costo fisiologico del denaro, ovvero il normale prezzo praticato alla normale clientela ed è quindi evidente che gli interessi moratori, come ogni altro elemento che attenga alla patologia del rapporto, rimangano estranei a tale rilevazione.

Il tasso soglia rappresenta un concetto diverso (e tale diversità esclude ogni rilevanza della loro diversa estensione degli interessi e, segnatamente, della esclusione del tasso moratorio dalla rilevazione trimestrale effettuata dalla Banca d’Italia), ovvero il limite massimo entro il quale può concretamente muoversi l’autonomia privata, individuato aumentando il TEGM di uno spread, un “cuscinetto” entro il quale devono essere ricompresi la remunerazione del credito e tutte le voci di costo, anche quelle che appartengono alla patologia del contratto.

L’art. 644 c.p., così come successivamente precisato nella legge di interpretazione autentica (“…si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento”) e nella connessa relazione governativa (“sia esso corrispettivo, compensativo o moratorio”) riconduce alla valutazione di usurarietà ogni elemento che, direttamente o indirettamente, rappresenti un costo per il mutuatario comunque collegato alla erogazione del credito, con la sola esclusione delle imposte e delle tasse.

Pertanto il tasso di mora, anche se non rilevato nel TEGM, deve essere valutato ai fini della valutazione del TEG e ricompreso all’interno del tasso soglia, senza alcun ulteriore incremento e conseguentemente il superamento del tasso soglia determina la gratuità del mutuo (per esplicito dettato dell’art. 1815 cod. civ.), nonché l’inesistenza del diritto del creditore a procedere ad esecuzione forzata se alla data del pignoramento risulti acclarato l’integrale pagamento delle rate scadute a quella data, depurate della quota interessi.

Per la verifica oggettiva del rispetto del tasso soglia, occorre calcolare il costo complessivo dell’operazione, tenendo conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del mutuo, così attribuendo rilievo a tutti gli oneri che la parte mutuataria sopporta in relazione all’uso del credito dovendosi ricomprendere, quale voce di spese ai fini del calcolo del costo complessivo del credito, anche la clausola di estinzione anticipata, in omaggio al principio di onnicomprensività espressamente affermato da Cass. Civ., sez. I, 05 aprile 2017, n. 8806.

In ipotesi di superamento della soglia antiusura, nessun interesse è dovuto in favore della banca, mutandosi il contratto oneroso di mutuo in contratto gratuito con l’ulteriore effetto che la gratuità del mutuo per la pattuizione di interessi moratori superiori alla soglia, determina l’insussistenza dell’inadempimento al momento della decadenza dal beneficio del termine, che quindi si palesa illegittimamente intimata dalla Banca qualora risulta che a detta data la mutuataria avesse corrisposto quanto dovuto a titolo di sola restituzione del capitale. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Benevento, 26 Luglio 2017.


Usura - Clausola che contempli voci per un calcolo che comporti il superamento del tasso soglia - Nullità.
E’ nulla la clausola che preveda la corresponsione di somme per una cifra che, comunque, risulta superiore al tasso soglia con conseguente applicazione dell’art. 1815 comma 2 c.c. (Massimo Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 15 Giugno 2017.


Conto corrente con apertura di credito – Illegittimità degli interessi ultralegali (usi piazza), cms, interessi anatocistici, spese ed oneri non validamente pattuiti. Calcolo degli interessi al tasso sostitutivo ex art 117 T.U.B. – Tasso Bot – Condanna della Banca alla restituzione delle somme illegittimamente trattenute.
Le comunicazioni di variazione (ius variandi) inviate dalla Banca al cliente sono inefficaci in presenza di una clausola di rinvio agli “usi di piazza”.

Inoltre, l’anatocismo relativo ai contratti bancari stipulati prima dell’entrata in vigore della Delibera CICR del 9/2/2000 è legittimo solo se la banca ha specificamente pattuito con il cliente la modifica contrattuale, non essendo sufficiente la mera comunicazione da parte dell’intermediario. (Lorenzo Buldrini) (riproduzione riservata)
Tribunale Ferrara, 08 Giugno 2017.


Clausola disciplinante la risoluzione per inadempimento del mutuo – Pattuizione di una penale per la risoluzione anticipata – Inclusione nel TAEG ai fini usura in termini di promessa – Sussistenza.
Al fine di accertare la usurarietà di un contratto di mutuo, il CTU deve tener conto della commissione per estinzione anticipata pattuita anche in caso di risoluzione del contratto di mutuo.
Nel caso di accertata usurarietà, il CTU deve calcolare l’eventuale somma da restituire tenendo conto che gli interessi legali decorrono dalla data della domanda di restituzione. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 09 Maggio 2017.


Mutuo – Usura – Verifica superamento tasso soglia – Tasso corrispettivo e tasso moratorio – Somma algebrica – Erroneità

Mutuo – Usura – Tasso moratorio – Verifica superamento tasso soglia – Esclusione

Mutuo – Usura – Interessi di mora – Ipotesi di ritardi di pagamento – Inammissibilità – Parametrazione a quota di capitale di singola rata – Inammissibilità

Mutuo – Usura – Calcolo TEG – Penale per estinzione anticipata – Non va compresa

Mutuo – Ammortamento alla francese – Anatocismo – Non ricorre

Mutuo – Ammortamento alla francese – Rate impagate – Addebito interessi di mora – Anatocismo – Non ricorre
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Ai fini della verifica del superamento del tasso soglia d’usura è scorretta la pretesa di sommare tasso corrispettivo e tasso di mora dal momento che gli interessi moratori nel caso di inadempimento si sostituiscono e non si aggiungono agli interessi corrispettivi. Ciò anche nel caso in cui il tasso di mora sia determinato applicando una maggiorazione percentuale sull’interesse corrispettivo perché ciò assume rilievo solo sotto il profilo della modalità adottata per la quantificazione del tasso. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

In assenza di rilevazioni specifiche del TEGM per gli interessi moratori da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze il vaglio di usurarietà di tale categoria di interessi resta circoscritto alla dimensione soggettiva dell’usura quando si dimostri ai sensi dell’art. 644 cp che detti interessi siano stati pattuiti in maniera tale da creare una sproporzione delle prestazioni, con approfittamento delle condizioni di difficoltà economiche e finanziarie del debitore. Deve, invece, escludersi qualunque valutazione di carattere oggettivo per sforamento del tasso soglia. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

Del tutto arbitraria, ai fini della verifica dello sforamento del tasso soglia d’usura da parte del tasso effettivo di mora (c.d. T.E.MO.), è la pratica di ipotizzare ritardi nei pagamenti che non abbiano alcun riscontro nei fatti di causa, così come è errato parametrare la quota di interessi moratori alla quota capitale della rata tardivamente onorata e non al capitale residuo al momento del pagamento, con l’effetto di individuare un tasso di mora nettamente superiore a quello effettivamente applicato. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

La penale per anticipata estinzione del mutuo non va computata nel TEG in quanto questa non costituisce un onere collegato all’erogazione del credito ma riguarda piuttosto una fase successiva e eventuale, ossia la risoluzione anzitempo del rapporto, volta a indennizzare la parte mutuante della perdita del lucro discendente dalla mancata corresponsione degli interessi originariamente programmati. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

Non comporta anatocismo la pattuizione di un piano di ammortamento alla francese, ossia mediante la previsione di rate di importo costante, ciascuna delle quali composta di una quota di capitale e una quota di interessi. Ciò in quanto in ciascuna rata la quota di interessi è calcolata non sull’intero importo mutuato ma sulla sola quota capitale via via decrescente per effetto del pagamento delle rate precedenti. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

Non comporta anatocismo l’addebito di interessi moratori su rate non tempestivamente pagate, comprensive anche della quota di interessi corrispettivi. Ciò a condizione che sugli interessi moratori così calcolati non siano calcolati interessi. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 16 Febbraio 2017.


Contratto di mutuo fondiario – Interessi moratori usurari – Esclusione gratuità mutuo.
Gli interessi di mora sono soggetti alla disciplina sull'usura ma, non essendo possibile accomunare interessi moratori e interessi corrispettivi in quanto aventi natura e funzioni diverse, la usurarietà degli interessi moratori comporta la nullità soltanto della clausola che li prevede, con riduzione degli interessi al tasso legale in caso di usura originaria e al tasso soglia in caso di usura sopravvenuta. In tal modo si scongiura il rischio di premiare ed incentivare l'inadempimento, che costituisce pur sempre una mera eventualità patologica nello svolgimento del rapporto contrattuale e che potrebbe risultare addirittura conveniente se si accede alla tesi della gratuità dell'intero negozio. (Maria Genovese) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 10 Febbraio 2017.


Usura – Spese di sollecito e di quelle convenute per l’estinzione anticipata del mutuo – Rilevanza.
Al fine di verificare la presenza di pattuizioni usurarie nel contratto di mutuo ipotecario, il CTU deve tenere conto anche delle spese di sollecito e di quelle convenute per l’estinzione anticipata del mutuo, con riferimento al momento della stipula.

Qualora il CTU accerti, sotto l’aspetto esclusivamente tecnico contabile, l’indeterminatezza delle clausole relative al TAEG ed al tasso di mora, deve rideterminare il saldo del rapporto applicando i tassi sostitutivi BOT ex art. 117 TUB, comma 7. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Chieti, 10 Febbraio 2017.


Mutuo – Usura – Clausola di salvaguardia – E’ legittima

Mutuo – Usura – Tasso Soglia – Verifica del superamento – Tasso corrispettivo e tasso moratorio – Somma algebrica – Erroneità

Mutuo – Ammortamento alla francese – Non è anatocismo

Mutuo – Tasso corrispettivo – Tasso Euribor oltre spread – Determinazione per relationem 
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La presenza in un contratto di mutuo di una clausola di salvaguardia che circoscrive la misura degli interessi moratori entro il limite fissato dalla Legge n. 108 del 1996 impedisce il superamento del tasso soglia. Tale clausola è pienamente valida anche nel caso di sua non operatività al momento della stipula, essendo predisposta per un numero indeterminato di casi di mutuo a prescindere dal tasso applicato quale interesse corrispettivo e dal tasso soglia al momento della stipula. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

E’ del tutto infondata la tesi del confronto tra tasso soglia d’usura e somma algebrica di tasso corrispettivo e tasso moratorio. Tasso corrispettivo e tasso d’usura hanno, infatti, base di calcolo differente, essendo il tasso corrispettivo il tasso percentuale applicato sul credito concesso e il tasso di mora il tasso percentuale applicato alla singola rata scaduta e non pagata. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

E’ pienamente legittima la pratica del piano di ammortamento alla francese, non individuandosi in esso alcuna ipotesi di anatocismo, posto che pacificamente in tal caso l’interesse sul capitale residuo è calcolato secondo il metodo dell’interesse semplice e non composto. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

Non è nulla per indeterminatezza la clausola di un contratto di mutuo che fissa il tasso di interesse corrispettivo ancorandolo alla media giornaliera del tasso euribor a tre mesi, maggiorato di un dato tasso percentuale (cd spread) in ragione di anno, essendo il tasso determinabile per relationem. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 25 Gennaio 2017.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Provvedimenti cautelari o conservativi - Norme del modello cautelare uniforme - Applicabilità.
Nei rapporti di conto corrente con apertura di credito, ai fini della determinazione del Teg sono rilevanti gli interessi, le cms e le spese collegate all’erogazione del credito.

Il CTU ha rilevato la pattuizione ed applicazione di interessi usurai in entrambi i rapporti di conto corrente ed in applicazione dell’art. 1815, secondo comma, del Cod. Civ., ha ricalcolato il saldo dei conti eliminando tutti gli interessi. (Lorenzo Buldrini) (riproduzione riservata)
Tribunale Ferrara, 18 Gennaio 2017.


Mutuo – Usura – Decreti ministeriali di rilevazione del tasso soglia – Mancata allegazione – Mancata prova di fatti costitutivi della domanda.
La mancata produzione dei decreti ministeriali di rilevazione dei tassi impedisce ogni accertamento in tema d’usura. L’art. 113, comma 1 cpc va, infatti, letto e applicato con riferimento all’art. 1 delle disposizioni preliminari al codice civile che non comprende tali atti tra le fonti di diritto, di modo che nel caso di mancata produzione dei decreti ministeriali l’attore non ottempera all’onere di provare i fatti costitutivi della propria pretesa (nel caso di specie l’entità del tasso che si ritiene superato). (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Cremona, 16 Gennaio 2017.


Contratti bancari – Eccezione di indebito per usura da parte del correntista convenuto – Mancata produzione della documentazione – Azzeramento del saldo iniziale di riferimento: affermazione

Usura – Commissione di massimo scoperto – Rilevanza per il computo del tasso effettivo ante DL 185/08 – Affermazione
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Nel caso in cui pendano sia la domanda del correntista che quella della banca, e sia il correntista che la banca non producano la documentazione completa, si ha una causa unica a tutti gli effetti, con la banca che propone l’azione principale e il correntista che vuole paralizzare in tutto o in parte l’azione della banca eccependo l’indebito: la conseguenza è che si parte da saldo zero. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Per il periodo fino al 31/12/209, occorre provvedere a ricalcolare il tasso effettivo medio globale sulla base dei dati esistenti relativi alla commissione massimo scoperto sul sito internet della Banca d’Italia, secondo i criteri previsti dalla Legge n.108/96. Questo tasso dovrà poi essere confrontato con il TEG applicato dalla banca, nel quale dovranno essere computati “commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito”.

La sentenza della Cass. Civ. 22.6.2016 n.12965 non può costituire un punto di svolta su cui ancorare la decisione in merito alla predetta questione: il precetto normativo è quello indicato dal’art.644 c.p. comma IV e non dalla prassi che lo ha attuato; si è verificato un fenomeno connotato da un’applicazione concreta contra legem della norma, attraverso un meccanismo per cui la commissione massimo scoperto veniva sì rilevata, ma non conteggiata nel TEGM.

Nessun istituto di credito nei suoi vertici può legittimamente affermare di non avere compreso il chiaro disposto della norma e la difformità applicativa; applicare tassi e commissioni tali da sfiorare o superare i tassi soglia è dunque stata “un’attività pericolosa” liberamente scelta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 05 Gennaio 2017.


Contratto di mutuo – Indicatore Sintetico di Costo – Usura – Interessi moratori e tasso soglia usura – Sommatoria interessi moratori e corrispettivi.
Solo dopo il 4 marzo 2003, con la delibera CICR, è stato specificamente introdotto l’obbligo di espressa indicazione dell’Indicatore Sintetico di Costo (ISC), obbligo che, pertanto, non sussisteva per tutti i contratti stipulati in data antecedente.

Il vaglio di usurarietà degli interessi moratori è limitato all’ipotesi della cd. usura “soggettiva”, così come ricavabile dalla disciplina penalistica dell’istituto.

Ai fini del tasso usurario, agli interessi moratori non si sommano né gli interessi corrispettivi, né le spese. (Giacomo Mastrorosa) (riproduzione riservata)
Tribunale Varese, 29 Novembre 2016.


Contratti bancari - Conto corrente - Usurarietà del tasso di interesse (TEG) - Criteri di calcolo tasso d'interesse (TEG) - Metodo della Banca d'Italia per la rilevazione del t.e.g.m. - Inapplicabilità.
Per determinare il tasso di interesse usurario applicato nel conto corrente bancario, ai sensi e per gli effetti dell'art. 644 c.p. e quindi con la conseguente nullità di ogni onere del finanziamento ai sensi e per gli effetti dell'art. 1815 c.c., non è applicabile la metodologia per la rilevazione del t.e.g.m. indicata dalla Banca d'Italia nelle proprie Istruzioni agli intermediari creditizi. (Andrea Fontana) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 03 Novembre 2016.


Commissioni di Massimo Scoperto ed interessi usurari – Inclusione nel calcolo del T.E.G. – Ammissibilità – Nullità ex art. 1815 c.c. – Contrarietà ai sensi dell'art. 644 c.p. e dell'art. 1, primo comma del D.L. 394/2000, convertito con la legge n.24/2001.
Deve essere accolta l’eccezione di nullità parziale ex art. 1815, co.2, c.c. dei contratti di conto corrente per usurarietà dei tassi praticati acclarata, previa inclusione nel calcolo del T.E.G. delle commissioni di massimo scoperto, quando queste costituiscono un accessorio che si aggiunge agli interessi passivi - come potrebbe inferirsi anche dall'esser conteggiata, nella prassi bancaria, in una misura percentuale dell'esposizione debitoria massima raggiunta, e, quindi sulle somme effettivamente utilizzate, nel periodo considerato, che solitamente è trimestrale, e dalla pattuizione della sua capitalizzazione trimestrale, come per gli interessi passivi e non abbia, invece, una una funzione autonoma, remunerativa dell'obbligo della banca di tenere a disposizione dell'accreditato una determina somma per un determinato periodo di tempo, indipendentemente dal suo utilizzo

Non v’è viceversa ragione sistematica per riservare alle CMS un trattamento diverso da quello spettante agli interessi passivi quanto al vaglio di usurarietà, laddove le stesse figurino in concreto applicate sull’importo massimo dell’esposizione di conto evidenziata nel trimestre, sia pure contenuta nei limiti del fido accordato, ovvero sull’esposizione eccedente l’ammontare dell’affidamento accordato o anche sulla massima esposizione di un conto non assistito da alcun affidamento (cd. conto scoperto).

Tanto l’inciso finale “sotto qualsiasi forma”, contenuto nel primo comma dell’art. 644 c.p., quanto l’inciso “a qualunque titolo” contenuto nell’art. 1, primo comma del D.L. 394/2000, convertito con la legge n.24/2001, vale a definitivamente chiarire che la ratio legis della disciplina vigente in materia di usura è proprio quella di considerare usurari anche gli interessi corrispettivi dissimulati ovvero convenuti in appositi patti aggiunti, diretti ad aggirare il divieto posto dalla medesima disciplina imperativa; solo nel caso in cui, viceversa, le CMS risultassero convenute ed applicate con la funzione “remunerativa” e dunque, non in aggiunta agli interessi passivi per il correntista pattuiti per l’affidamento, ma al solo fine di compensare la banca della messa a disposizione del fido rimasto inutilizzato e limitatamente al periodo di detta mancata utilizzazione, sarebbe astrattamente legittimo non includere le commissioni nel calcolo del TEG ai fini del vaglio di usurarietà. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)
Tribunale Pistoia, 20 Ottobre 2016.


Mutuo usurario – Opposizione all'esecuzione immobiliare – Sospensione dell'esecuzione – Principio di omnicomprensività – Inclusione nel TEG dei costi eventuali – Clausola di salvaguardia – Gratuità del contratto di finanziamento.
La verifica della usurarietà di un contratto di finanziamento (nella specie mutuo ipotecario azionato esecutivamente) va condotta osservando il principio di omnicomprensività, sicché vanno inclusi nel TEG anche gli interessi di mora e la penale per l'anticipata estinzione, ancorchè si tratti di costi solo eventuali. A favore di tale conclusione depone non solo il dato letterale dell'art. 644 c.p., ma anche la considerazione che, dal punto di vista funzionale, il fatto che il c.d. tasso – soglia sia fissato in una misura sensibilmente superiore a quella del TEGM (il 50% in più secondo, la previsione originaria; il 25% in più con un ulteriore margine aggiuntivo di 4 punti percentuali, secondo la previsione attuale) serve proprio a tener conto di variabili inerenti al singolo rapporto, variabili tra le quali ben potrebbe rientrare anche l'inadempimento e la connessa applicazione degli interessi moratori convenzionalmente pattuiti. Va perciò confermato l'orientamento costante espresso sul punto dalla Suprema Corte (Cass. n. 5286/2000; Cass. n. 14899/2000; Cass. n. 5324/2003) nonché dalla Corte Costituzionale, secondo cui è “plausibile l'assunto” che gli interessi di mora siano assoggettati alla normativa antiusura (Sent. n. 29/2002).

E' inefficace la clausola di salvaguardia che si limiti a ricondurre al tasso soglia i costi contrattuali riferiti agli interessi corrispettivi ovvero di mora, senza alcun riferimento ai costi ulteriori.

Dal superamento del tasso-soglia discendono, ai sensi dell'art. 1815, II comma, c.c., gli effetti della nullità e della gratuità del contratto, quest'ultima da intendersi quale sanzione civile aggravata rispetto alla precedente formulazione dell'art. 1815 c.c. secondo cui, nel caso fossero stati convenuti costi usurari, gli interessi sarebbero stati dovuti nella misura del tasso legale. (Daniele Nacci) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 18 Ottobre 2016.


Mutuo – Usura – Cessione credito pro soluto – Banca mutuante – Carenza legittimazione passiva.
Nel caso di cessione pro soluto dei crediti derivanti da un contratto di mutuo sussiste difetto di legittimazione passiva della banca mutuante rispetto alla domanda di accertamento negativo del credito in conseguenza dell’invocata nullità del contratto per superamento del tasso soglia d’usura e rideterminazione dell’importo della rata. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 12 Ottobre 2016.


Mutuo – Usura – Verifica usurarietà del tasso – Interessi Moratori cumulo di tutti gli oneri contrattuali – Utlizzabilità della penale per inadempimento

Mutuo – Usura – Insussistenza dell'inadempimento – Illegittimità della decadenza dal beneficio del termine
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Ai fini del calcolo dell'interesse di mora si deve considerare il cumulo di tutti gli oneri contrattuali, ivi compresa la penale di inadempimento. (Andrea D'Agosto) (riproduzione riservata)

La gratuità del mutuo per la pattuizione di interessi moratori superiori alla soglia determina l'insussistenza dell'inadempimento al momento dell'illegittima decadenza dal beneficio del termine, operate le relative operazioni di dare avere a tale momento e ciò in relazione, appunto, alla sua gratuità. (Andrea D'Agosto) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 08 Ottobre 2016.


Mutuo – Piano di ammortamento alla francese – Legittimità – Interessi moratori – Valutazione dell'usurarietà di questi in concreto e solo a seguito di inadempimento – Carenza di interesse ad agire per la ripetizione della parte non inadempiente – Interessi moratori – Natura di liquidazione anticipata del risarcimento per l’inadempimento – Irrilevanza doglianza ex art. 644 c.p – Valutazione usura solo se applicati al rapporto.
1. Nel mutuo il piano di ammortamento alla francese non cela un illegittima pattuizione anatocistica poiché nella determinazione della rata periodica nell’ammortamento con metodo alla francese viene utilizzata la formula di capitalizzazione composta, ma ciò non ha alcun effetto nella determinazione della quota interessi, calcolata sul debito residuo, quindi sul solo capitale e senza anatocismo La nota formula matematica del piano di ammortamento alla francese viene utilizzata esclusivamente per determinare l’equivalenza tra il totale delle quote capitale contenute nelle rate e il prestito, in pratica con la formula è determinato l’unico importo della rata costante che sia in grado di rimborsare quel prestito, con l’applicazione di quel tasso ed in quel lasso di tempo. L’onerosità di un piano di rimborso è giuridicamente irrilevante, non avendo conseguenze in punto di nullità, ma afferendo alla convenienza economica di una certa proposta commerciale rispetto ad altra. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)

2. Una clausola che prevedesse la pattuizione di interessi usurari sarebbe colpita da nullità, come testualmente previsto dall’art. 1815 c.c. e, quindi, in tal caso, non sono dovuti gli interessi di mora mentre sarebbero dovuti quelli corrispettivi. La parte che non abbia mai pagato interessi moratori è, tuttavia, sprovvista di interesse ad agire in punto di ripetizione di interessi moratori usurari. In ogni caso per verificare l’usurarietà di un tasso di mora non è possibile ipotizzarlo solo virtualmente ed ab origine poiché la mora si applica e viene pattuita in vista dell’inadempimento e per la durata per cui permane la mora prima della regolarizzazione ad opera del cliente piuttosto che alla definitiva risoluzione del rapporto. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)

3. Solo a fronte di una mora conclamata e prolungata, la perdurante applicazione della mora come prevista dal contratto, che ha recepito l’art. 3 della delibera CICR del 2000, può portare ad una applicazione di interessi usurari; ma per verificare ciò  non è, però, possibile farlo in astratto e sul contratto al tempo 0, ma bisogna verificare come si sia sviluppata la condotta della banca che, invece di applicare correttamente la mora sulla sola sorte capitale scaduta, la abbia al contrario applicato su tutta la rata rimasta impagata comprensiva anche della quota interessi corrispettivi così sommando, di fatto, per due volte il tasso corrispettivo e lo spread di mora. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)

4. In punto di  interessi moratori irrilevante è la doglianza  per cui l’art. 644 c.p. prevede che il reato sia consumato alla pattuizione (cd. reato contratto) e non alla dazione perché mentre gli interessi corrispettivi attengono alla fase fisiologica del rapporto e possono essere verificati anche nel tempo 0 essendo dovuti fin dal primo giorno successivo alla erogazione della somma mutuata, quelli di mora che in realtà rappresentano una forma di liquidazione anticipata del risarcimento collegato all’inadempimento, solo allorquando venissero applicati al rapporto potranno essere indagati per verificare se siano stati applicati in modo usurario. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 05 Ottobre 2016.


Contratti - Invalidità - Nullità del contratto - In genere - Norma imperativa - Violazione - Conseguenze - Nullità del contratto - Condizioni - Limiti - Mutuo ipotecario stipulato in violazione dell'art. 216, comma 3, l.fall. - Nullità del contratto per illiceità della causa - Esclusione.
La violazione di una norma imperativa non dà luogo necessariamente alla nullità del contratto, giacché l'art. 1418, comma 1, c.c., con l'inciso «salvo che la legge disponga diversamente», impone all'interprete di accertare se il legislatore, anche nel caso di inosservanza del precetto, abbia consentito la validità del negozio predisponendo un meccanismo idoneo a realizzare gli effetti voluti della norma, sicché, in assenza di un divieto generale di porre in essere attività negoziali pregiudizievoli per i terzi, la stipulazione di un contratto di mutuo ipotecario in violazione dell'art. 216, comma 3, l.fall., che punisce la condotta di bancarotta preferenziale, non dà luogo a nullità per illiceità di causa, ai sensi del citato art. 1418, ma costituisce il presupposto per la revocazione degli atti lesivi della "par condicio creditorum". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Settembre 2016, n. 19196.


Nullità del contratto - In genere - Norma imperativa - Violazione - Conseguenze - Nullità del contratto - Condizioni - Limiti - Mutuo ipotecario stipulato in violazione dell'art. 216, comma 3, l.fall. - Nullità del contratto per illiceità della causa - Esclusione.
La violazione di una norma imperativa non dà luogo necessariamente alla nullità del contratto, giacché l'art. 1418, comma 1, c.c., con l'inciso «salvo che la legge disponga diversamente», impone all'interprete di accertare se il legislatore, anche nel caso di inosservanza del precetto, abbia consentito la validità del negozio predisponendo un meccanismo idoneo a realizzare gli effetti voluti della norma, sicché, in assenza di un divieto generale di porre in essere attività negoziali pregiudizievoli per i terzi, la stipulazione di un contratto di mutuo ipotecario in violazione dell'art. 216, comma 3, l.fall., che punisce la condotta di bancarotta preferenziale, non dà luogo a nullità per illiceità di causa, ai sensi del citato art. 1418, ma costituisce il presupposto per la revocazione degli atti lesivi della "par condicio creditorum". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Settembre 2016, n. 19196.


Usura – Criteri di determinazione del tasso applicato – Computabilità degli importi da restituire per l’estinzione anticipata del finanziamento – Sussiste.
Gli oneri che maturano nel corso del rapporto, ancorché pagati anticipatamente, devono essere rimborsati pro quota in caso di estinzione anticipata del finanziamento. Sono rimborsabili, per la parte non maturata, non solo le commissioni bancarie, ma anche le commissioni di intermediazione ed i costi assicurativi. Al loro rimborso è tenuto l’intermediario mutuante.
In assenza di una chiara ripartizione nel contratto tra oneri up front e recurring, l’intero importo di ciascuna delle suddette voci dev’essere preso in considerazione al fine della individuazione della quota parte da rimborsare.
L’importo da rimborsare deve essere equitativamente stabilito secondo un criterio proporzionale tale per cui l’importo di ciascuna delle suddette voci viene moltiplicato per la percentuale del finanziamento estinto anticipatamente, risultante (se le rate sono di eguale importo) dal rapporto fra il numero complessivo delle rate e il numero delle rate residue.
Al fine di determinare l’effettivo costo dell’operazione di finanziamento in relazione alla sua durata si deve provvedere a ricalcolare gli importi che, alla stregua dei menzionati principi, avrebbero dovuto essere restituiti al cliente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Giudice di Pace Belluno, 10 Settembre 2016.


Usura – Opposizione a precetto – Richiesta di sospensione dell’efficacia esecutivo del titolo (contratto di mutuo fondiario) – Usurarietà del tasso di mora – Rilevanza.
Il superamento del tasso soglia previsto dalla legge n. 108/1996 da parte del tasso di mora determina la sussistenza dei “gravi motivi” di cui all’art.615 c.p.c, cui consegue la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo esecutivo (nella specie contratto di mutuo fondiario) posto alla base del precetto. Tanto alla luce della giurisprudenza di legittimità e una parte rilevante della giurisprudenza di merito (Antonello Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 29 Agosto 2016.


Conto corrente – Interessi usurari – Accertamento dell’usurarietà del tasso applicato – Commissione di massimo scoperto.
Solo con l'entrata in vigore della legge di conversione n. 2 del 2009 la commissione di massimo scoperto (ma solo a far data dal 1° gennaio 2010) "entra", quale possibile addendo, nel calcolo attraverso cui si computa il costo del credito e, quindi, si opera la rilevazione del tasso effettivo globale medio; e solo da tale momento l'onere qui oggetto di studio è suscettivo di concorrere al superamento delle soglie d'usura di cui alla legge n. 108 del 1996. Tribunale Teramo, 26 Luglio 2016.


Usurarietà originaria di mutuo – Applicabilità della disciplina antiusura nel caso di superamento della soglia nel solo tasso di mora – Sussistenza

Conseguenze della pattuizione del tasso di mora in misura superiore alla soglia – Gratuità integrale del mutuo ai sensi dell’art. 1815 secondo comma codice civile – Sussistenza
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E’ pacifico che i tassi di mora non concorrano a determinare il TEGM; a ciò non consegue la non assoggettabilità dei medesimi al rispetto delle soglie d’usura.
In tema di contratto di mutuo l’art. 1 della legge 108/96 che prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti devono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che gli interessi moratori; pertanto ai fini della applicazione dell’art. 644 c.p. e dell’art. 1815 comma 2 c.c., si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi di mora. (Domenico Baiani) (riproduzione riservata)

L’art. 1815 comma 2 c.c. esprime un principio giuridico valido per tutte le obbligazioni pecuniarie e prevede la conversione forzosa del mutuo da usuraio in gratuito, in ossequio alla esigenza di maggiore tutela del debitore: in caso di interessi usurari la clausola che li prevede è nulla e dunque non sono dovuti interessi per il capitale prestato dal mutuante. (Domenico Baiani) (riproduzione riservata)
Appello Roma, 07 Luglio 2016.


Usura – Calcolo del superamento del tasso-soglia – Importo dei premi di polizze sulla vita del mutuatario – Interessi di mora – Rilevanza – Presupposti .
Per determinare il TEG complessivo vanno considerati anche i premi delle polizze a copertura del rischio morte del mutuatario, che, pur non essendo previste nel contratto, risultano connesse al credito e ne assicurano il rimborso; ciò, in ragione del collegamento negoziale tra le polizze e il contratto di mutuo.
Si considerano anche gli interessi di mora ove calcolati anche sulla parte di interessi corrispettivi delle rate scadute e non pagate. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Prato, 11 Giugno 2016.


Contratti bancari – Usura – Valutazione dell’usurarietà del tasso applicato – Tasso d’interesse moratorio – Inclusione nel computo – Sussiste.
Nonostante l’oggettiva diversità di funzione e la “doverosa” esclusione dalla determinazione del TEGM, gli interessi moratori devono essere ricompresi all’interno del tasso soglia.
La rilevazione del TEGM è intrinsecamente diretta a registrare (attraverso un’indagine di mercato) il costo fisiologico del denaro, il “normale prezzo praticato alla normale clientela”, per cui evidentemente non può ricomprendere il tasso moratorio, che non rappresenta una voce di costo dell’operazione.
Il tasso soglia, invece, per come è stato costruito dalla norma, rappresenta il limite massimo entro il quale può concretamente muoversi l’autonomia privata nella complessiva determinazione di tutte le voci economiche, anche quelle che appartengono alla patologia del contratto, nella cui determinazione il TEGM rappresenta solo la base di calcolo per la successiva maggiorazione.
Ne consegue, logicamente, che il tasso moratorio, pur non contribuendo a determinare il costo dell’operazione, deve comunque contenersi all’interno del cuscinetto individuato per la determinazione del tasso soglia. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Benevento, 11 Maggio 2016.


Contratto di mutuo – Usura – Interessi moratori e tasso soglia usura – Sommatoria interessi moratori e corrispettivi.
Sebbene gli interessi moratori, al pari di quelli corrispettivi, debbano sottostare ai limiti derivanti dalla disciplina in materia di usura e, quindi, siano suscettibili di essere pattuiti in misura usuraria, ad oggi è precluso l’accertamento in concreto del carattere usurario degli stessi, in quanto i tassi soglia sono determinati in base alle rilevazioni del TEGM, operate dalla Banca d’Italia, in linea con le prescrizioni del Ministero delle Finanze, che tengono conto solo degli interessi corrispettivi e non di quelli moratori.

Il vaglio di usurarietà degli interessi moratori è limitato all’ipotesi della cd. usura “soggettiva”, così come ricavabile dalla disciplina penalistica dell’istituto.

Ai fini del tasso usurario, agli interessi moratori non si sommano né gli interessi corrispettivi, né le spese. (Giacomo Mastrorosa) (riproduzione riservata)
Tribunale Varese, 27 Aprile 2016.


Usura – Mutuo bancario – Usurarietà del tasso di mora – In caso di superamento del tasso-soglia corrispettivo – Non sussiste – Modalità di confronto tra tasso di mora e tasso-soglia corrispettivo.
La Banca d’Italia e quindi i D.M. ministeriali non rilevano la soglia di usura dei tassi di mora medi, sicché confrontare il tasso di mora con il tasso soglia corrispettivo è improprio.
Nella giurisprudenza di merito si sta affermando il principio per cui per confrontare il tasso di mora si debba operare un aumento per la mora media rilevata dalla Banca d’Italia con un delta del 2,10%.
Tale maggiorazione va applicata per sopperire a quello che evidentemente è un vuoto, ovvero la mancata rilevazione trimestrale dei tassi medi di mora. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 27 Aprile 2016.


Contratti bancari – Mutuo – Interessi – Tasso corrispettivo – Tasso di mora – Sommatoria – Usurarietà – Esclusione

Contratti bancari – Mutuo – Interessi – Tasso di mora – Usurarietà – Computo
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Ai fini della verifica del superamento del tasso soglia, la determinazione del tasso moratorio in una misura percentuale maggiorata rispetto al tasso corrispettivo non implica la sommatoria dei due interessi, in quanto il tasso moratorio, in caso di inadempimento, si sostituisce al tasso corrispettivo. (Marta Gilli) (riproduzione riservata)

Ai fini della verifica della usurarietà del tasso di mora, occorre calcolare se l’importo complessivo degli interessi (corrispettivi e di mora) conteggiati a carico del mutuatario inadempiente, rapportato alla quota capitale, comporti in termini percentuali un superamento del tasso soglia. (Marta Gilli) (riproduzione riservata)
Tribunale Como, 20 Aprile 2016.


Le istruzioni della Banca d'Italia devono essere prese quale riferimento per il calcolo del TEG - Il giudice non può valutare arbitrariamente il contenuto del precetto di cui all'art. 644 c.p. - Le commissioni di massimo scoperto non possono essere inserite nel calcolo del TEG fino al 1.1.2010 - Probabilistici come quello c.d. "worst case".
ln materia di usura, le tanto contestate istruzioni della Banca d’Italia non vengono in rilievo come atto amministrativo, ma costituiscono uno strumento che viene impiegato dall’autorità amministrativa nel procedimento di integrazione del contenuto dell’art. 644 c.p, e dell'art.2 della L. 108/1996 che la stessa legge le demanda per la concreta determinazione del tasso medio d'interesse in base al quale viene stabilito, con un agevole automatismo, il tasso soglia per ciascuna categoria d'operazione.
Al giudice resta comunque preclusa la possibilità di ricorrere ad un criterio di calcolo del TEG diverso, perché in tal modo egli non si limiterebbe, come gli compete, a verificare il rispetto della legge (che, in questa materia, è integrata dal suddetto procedimento amministrativo), ma andrebbe di fatto a stabilire arbitrariamente proprio il contenuto del precetto, sostituendosi alle autorità amministrative coinvolte.
 
È poi tutto da dimostrare che la formula di matematica finanziaria che viene frequentemente proposta nelle consulenze di parte sia la più idonea a tradurre in percentuale il costo del credito in un finanziamento ad utilizzo  flessibile qual è l’apertura di credito in conto corrente: dividere gli oneri per l’utilizzato invece che per l’accordato, può portare a dei risultati abnormi.
 
Poiché il giudizio sull'usurarietà di un rapporto di credito si basa su di un raffronto tra un dato concreto (lo specifico TEG applicato nell’ambito del contratto oggetto di contenzioso) ed un dato astratto (il TEGM  rilevato con riferimento alla tipologia di appartenenza del contratto in questione), se detto raffronto non viene effettuato ricorrendo alla medesima metodologia di calcolo, il risultato che se ne ricava sarà inevitabilmente falsato.
 
Le esigenze di simmetria dei termini del raffronto della verifica circa l’eventuale superamento del tasso soglia di cui all'art. 2 della L 108/1996 non consentono quindi nemmeno di includere le commissioni di massimo scoperto nel computo del TEG per il periodo anteriore al 1.1.2010, atteso che tale onere era in precedenza espressamente escluso dalla rilevazione.
 
Questo giudice si è già espresso in altre occasioni circa l’assoluta irrilevanza, ai fini della verifica del rispetto della normativa antiusura, dei c.d. scenari probabilistici e a fortiori della suggestiva teoria del “worst case”. (Giuseppe Campo) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 14 Aprile 2016.


Contratti bancari – Contratto di mutuo a tasso variabile – Determinabilità ex art.1284 c.c. del tasso di interesse – Usura – Usura sopravvenuta – Esclusione – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Rigetto.
Ai fini della determinabilità ex art. 1284 C.C. del tasso di interesse applicato ad un contratto di mutuo, è sufficiente che il tasso concretamente applicato sia determinato per relationem rinviando a criteri esterni al documento contrattuale, purché oggettivamente individuabili. In questa prospettiva, il richiamo al Prime Rate della banca mutuante consente di determinare con certezza l’entità del tasso da applicare al mutuo, non essendo esso calcolato sulla base di criteri discrezionali o determinazioni unilaterali della stessa, ma in relazione al prime rate dell’A.B.I, indice che rappresenta il tasso nominale usualmente praticato dal sistema bancario alla clientela primaria.

Ai fini della valutazione del superamento del tasso soglia non può essere effettuata la sommatoria tra gli interessi convenzionalmente pattuiti tra le parti e quelle moratori: la verifica dell'eventuale superamento del tasso soglia deve essere autonomamente eseguita con riferimento a ciascuna delle due categorie sopra indicate, senza sommarli tra loro, come è stato invece isolatamente sostenuto in qualche pronuncia di merito. La Suprema Corte con la propria sentenza n. 350.2013 ha inteso semplicemente indicare la necessità di accertare il rispetto del tasso soglia anche in relazione agli interessi moratori. In particolare la tesi del cumulo fra interessi moratori e corrispettivi non può essere condivisa in ragione della diversità ontologica e funzionale delle due categorie di interessi, avendo il tasso di mora una autonoma funzione quale penalità per il fatto, imputabile al mutuatario e solo eventuale, del ritardato pagamento, con la conseguenza che la sua incidenza va rapportata al protrarsi ed alla gravità della inadempienza, del tutto diversa dalla funzione di remunerazione propria degli interessi corrispettivi.

Il Tribunale ritiene di dovere aderire all’orientamento decisamente maggioritario che ha sostenuto l’impossibilità di configurare la c.d. usura sopravvenuta. A tale proposito va evidenziato come non ci si possa discostare dal dato normativo dall’esame del quale si ricava necessariamente che, ai fini della configurabilità dell’usura, momento decisivo e determinante risulta essere solo quello della pattuizione negoziale, senza che modifiche esterne sopravvenute possano incidere sulla situazione sebbene vadano ad incidere sul rapporto ancora in essere. Del resto, ove si ritenesse che l’istituto bancario fosse tenuto a ridurre gli interessi in misura pari al tasso soglia, esso potrebbe anche risultare inferiore (nell’ipotesi di finanziamento a tasso fisso) a quello inizialmente concordato. Detta situazione comporterebbe una modifica genetica del rapporto contrattuale con trasformazione del tasso fisso in tasso variabile e pregiudizio dell’affidamento sulla stabilità delle condizioni negoziali lecitamente e regolarmente pattuite tra le parti; il che porrebbe in discussione anche la stabilità del sistema bancario posto che le banche non potrebbero più fare affidamento sull’entità degli oneri da corrispondere dal mutuatario (o comunque rendendo molto difficoltoso procedere a tale valutazione), con inevitabile contrazione (in presenza di un atteggiamento negativo della parte mutuante verso la concessione di finanziamenti) della possibilità per i risparmiatori di accesso al credito. (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)
Tribunale Savona, 10 Marzo 2016.


Mutuo – Usura – Superamento del tasso soglia – Somma algebrica tassi corrispettivo e moratorio – Non rileva.
Ai fini del confronto tra TEG e tasso soglia d’usura è priva di fondamento l’operazione consistente nel compiere la somma algebrica tra tasso corrispettivo e tasso moratorio che si presentano come entità tra di loro eterogenee, riferite a basi di calcolo differenti. Il tasso corrispettivo si applica, infatti, al capitale residuo al fine di determinare la quota di interessi della rata di ammortamento, mentre il tasso di mora si calcola sulla singola rata d’ammortamento, nel caso in cui la stessa non sia pagata alla scadenza. L’interesse corrispettivo è, per altro, espressione della fruttuosità del denaro, mentre quello moratorio ha natura risarcitoria dell’inadempimento relativo al pagamento della singola rata. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 08 Marzo 2016.


Mutuo – Tasso di mora – Usura – Superamento tasso soglia – Nullità sola clausola determinativa di interessi moratori.
Nel caso di superamento del tasso soglia d’usura da parte del tasso di mora la nullità opera unicamente rispetto alla clausola determinativa del tasso di mora, senza estendersi alla clausola determinativa degli interessi corrispettivi. L’art. 1815, comma 2 cc, nel caso di superamento del tasso soglia, riferisce, infatti, la sanzione della nullità non ad ogni clausola determinativa di interessi ma alla sola clausola determinativa di interessi usurari. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 08 Marzo 2016.


Mutuo – Anatocismo – Ammortamento alla francese – Irrilevanza.
Nel contratto di mutuo che preveda un piano di ammortamento cd alla francese non vi è alcuna violazione del divieto di anatocismo, posto che in tal caso la quota di interessi dovuta per ciascuna rata di ammortamento è calcolata applicando il tasso convenuto solo sul capitale residuo, mentre l’anatocismo consiste nella diversa  operazione di calcolare interessi sugli interessi. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 08 Marzo 2016.


Mutuo bancario – Interessi – Tassi usurari – Calcolo - Sommatoria di tasso per interesse corrispettivo e tasso per interesse moratorio - Esclusione

Mutuo bancario – Interessi – Tassi usurari – Riferiti al solo interesse moratorio – Nullità dell’obbligo di corresponsione della totalità degli interessi - Esclusione

Mutuo bancario – Interessi – Sistema di ammortamento “alla francese” – Anatocismo - Esclusione

Mutuo bancario – Interessi – Tassi usurari – Usura soggettiva – Elemento oggettivo
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Gli interessi corrispettivi e gli interessi moratori si caratterizzano per la loro diversità ontologica e funzionale. Ne discende che la verifica del superamento del tasso soglia deve essere eseguita autonomamente con riferimento a ciascuna delle due categorie di interessi, con conseguente irrilevanza, ai fini dello scrutinio sull’usura, della sommatoria tra tasso corrispettivo e tasso moratorio. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)

In caso di superamento del tasso soglia con riguardo al tasso moratorio, la nullità ex art.1815, comma 2, c.c. colpisce soltanto la clausola concernenti gli interessi moratori, senza intaccare l’obbligo di corresponsione degli interessi corrispettivi convenzionalmente fissati al di sotto della soglia. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)

L’ammortamento “alla francese”, che prevede il pagamento, da parte del mutuatario, di una rata (tendenzialmente) fissa, in cui la quota interessi risulta decrescente nel tempo mentre, con un meccanismo inverso, cresce la quota capitale, non produce una capitalizzazione di interessi, poiché questi vengono comunque calcolati sulla quota di capitale via via decrescente per il periodo corrispondente a quello di ciascuna rata, e non anche sugli interessi pregressi. Inoltre, alla scadenza della rata gli interessi maturati non vengono capitalizzati, ma sono pagati come quota di interessi della rata di rimborso del mutuo, essendo tale pagamento periodico della totalità degli interessi elemento essenziale e caratterizzante, dove la rata è costante e la quota capitale rimborsata è determinata per differenza rispetto alla quota interessi, anch’essa predeterminata. Ed invero, visto che ad ogni rata corrisponde il pagamento, oltre che degli interessi sul capitale a scadere, anche della quota di debito in linea capitale – quota man mano crescente con il progredire del rimborso – a ciò consegue che il pagamento a scadenza del periodo X riduce il capitale che fruttifica nel periodo X+1, ossia si verifica un fenomeno esattamente inverso rispetto a quello sulla capitalizzazione. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)

Per l’integrazione della c.d. usura in concreto o soggettiva sono richiesti due requisiti: 1) un rilevante squilibrio, valutato in relazione alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, fra la prestazione erogata dall’agente e la controprestazione promessa o pagata quale corrispettivo dal soggetto passivo; 2) le condizioni di difficoltà economica o finanziaria del soggetto che dà o promette il corrispettivo usurario. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 24 Febbraio 2016.


Clausola uso su piazza – Interessi ultra-legali – Capitalizzazione trimestrale degli interessi – Commissione di massimo scoperto – Usura – Prescrizione della ripetizione di indebito.
Gli interessi sugli addebiti, uso su piazza, su contratto anteriore all'entrata in vigore della legge 154 del 1992, devono essere calcolati al tasso legale ex art. 1284 c.c. sino alla conclusione del nuovo contratto di conto corrente.
La mera comunicazione della banca di variazione del saggio degli interessi non ha effetto e non è retroattiva e si applica solo a condizione che detta facoltà, di modifica unilaterale dei tassi, sia una condizione espressamente prevista per iscritto nel contratto.
Gli interessi sugli addebiti, uso su piazza, su contratto successivo all'entrata in vigore della legge 154 del 1992, devono essere calcolati applicando i tassi di sostituzione previsti dall'art.5 legge 154/92 (poi art.117 comma VII TUB). Tale conteggio deve essere eseguito fino alla prima comunicazione della banca della variazione del saggio degli interessi idonea a soddisfare il requisito della determinatezza del tasso, a condizione che il contratto preveda la facoltà di variazione delle clausole ex art. 6 legge 154/92 (ora 118 TUB) e in mancanza fino alla conclusione di nuovo contratto idoneo.
Gli interessi ultra-legali devono essere calcolati applicando il tasso di interesse debitorio previsto nel contratto, distinguendo tra il tasso nei limiti del fido e quello di scoperto extrafido.
Il ricalcolo della capitalizzazione trimestrale degli interessi sul contratto anteriore alla delibera CICR del 9.02.2000, deve essere eseguita eliminando ogni forma di capitalizzazione degli interessi debitori dall'accensione del rapporto fino al nuovo contratto (o comunicazione espressamente approvata dal cliente), che preveda pari periodicità nella chiusura e accredito/addebito di interessi e in difetto fino alla chiusura del conto.
La commissione di massimo scoperto anteriore al d.l 185/2008 può essere applicata sino alla scadenza del termine di 150 giorni dall'entrata in vigore dell'art. 2 bis del 28.06.2009 incrementando il saldo passivo del cliente a condizione che il contratto o una variazione autorizzata per contratto preveda la c.m.s e determini in modo specifico i criteri per la sua esatta applicazione
Nel calcolo dell'usura deve essere determinato per ciascun trimestre il tasso effettivo globale (TEG) applicato dalla banca seguendo i criteri stabiliti dalla legge 108/1996 e le istruzioni della Banca d'Italia (agosto 2009), tenendo conto di tutti i costi e le remunerazioni ivi compresa la c.m.s, ad eccezione di imposte e tasse e attenendosi alla istruzioni di Banca d'Italia anteriori al 2009 e perciò senza computo ai fini del tasso soglia della c.m.s all'epoca rilevata separatamente.
Qualora il TEG applicato ecceda il tasso soglia, applicabile ratione temporis,gli interessi devono essere stornati ex art.1815 II comma c.c. se il tasso risulta usuraio già al momento della conclusione del contratto, mentre nei limiti del tasso soglia se il tasso è divenuto usurario in epoca successiva alla conclusione del contratto.
In tema di prescrizione dell'indebito, l'importo contabilmente a debito del correntista, risultante dal calcolo del saldo deve essere ridotto delle somme indebitamente annotate, ma per le quali non è prescritta l'azione di ripetizione, ossia decorso oltre un decennio dalla notifica dell'atto di citazione o altri atti interruttivi.
Si intendono pagate: a) le somme annotate su conto in saldo attivo alla data di esecuzione con prescrizione decorrente dalla data medesima; b) le somme annotate a debito e pagate con rimessa successiva con funzione solutoria, ovvero, su conto scoperto o affidato in passivo oltre i limiti del fido, o a seguito di riduzione del fido, nei limiti della differenza tra il maggiore e il minor fido concesso.
In entrambi i casi la prescrizione decorre dalla data della rimessa solutoria. (Massimiliano Elia) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 17 Febbraio 2016.


Clausola Penale – Leasing – Disciplina cd. Antiusura – Inapplicabilità.
Non può ricomprendersi nelle remunerazioni da considerare ai fini della verifica del superamento del cosiddetto “tasso soglia” anche la somma dovuta a titolo di penale per l'inadempimento, in quanto essa non incide sul calcolo del tasso di interesse praticato, considerato che si tratta di una somma predeterminata, se pure in proporzione alla somma rimasta inadempiuta, la quale, pur avendo una funzione assimilabile a quella degli interessi moratori, ha natura diversa rispetto agli interessi in genere, la cui caratteristica peculiare è il maturare con il passare del tempo, caratteristica che non si riscontra nella penale.
Conferma tale interpretazione la possibilità concessa al debitore di chiedere giudizialmente la riduzione ad equità della penale che sia "eccessiva", avuto sempre riguardo all’interesse che il creditore aveva all’adempimento. (Nicola Vascellari) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 07 Gennaio 2016.


Usura – Verifica superamento soglia – Cumulo interessi moratori e commissione di estinzione anticipata .
Ai fini dell’accertamento dell’usurarietà di un mutuo deve aversi riguardo al tasso previsto per gli interessi moratori nonché ogni altra spesa e commissione(quali le spese di istruttoria, eventuali assicurazioni stipulate a garanzia del finanziamento, commissioni per anticipata risoluzione del contratto e così via). (Rosario Beninato) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 14 Dicembre 2015.


Clausola di salvaguardia – Irrilevanza – Conseguenze: intervenuta gratuità del mutuo.
Il mutuo di cui è causa deve ritenersi gratuito ai sensi dell’art. 1815 cod civ. a nulla rilevando la clausola di salvaguardia prevista nel contratto in esame la quale non esclude il carattere usurario del mutuo e quindi la sua gratuità. (Rosario Beninato) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 14 Dicembre 2015.


Mutuo - Interessi di mora - Corrispettivo del mutuo - Esclusione - Cumulo dei tassi corrispettivi e di mora - Esclusione - Ammortamento alla francese.
La manualistica insegna che gli interessi di mora costituiscono una forma di liquidazione preventiva del danno da ritardo nell'adempimento e svolgono altresì una funzione deterrente dell’inadempimento stesso. Essi non possono quindi considerarsi un corrispettivo del mutuo in quanto non costituiscono un costo economico necessario del finanziamento, ma un onere del tutto eventuale destinato a venire in rilievo solo nella fase esecutiva del contratto e in caso di andamento patologico del rapporto
 
L’impiego dei termini "corrispettivo” e "remunerazioni" evoca senza dubbio quel rapporto di sinallagmaticità (e quindi l’interdipendenza causale delle prestazioni tra loro, per l’appunto, corrispettive) che non può sussistere con riguardo agli interessi moratori, la cui pattuizione ha invece funzione di preventiva liquidazione del danno da ritardo nell'obbligazione pecuniaria e di coercizione indiretta finalizzata a sollecitare lo spontaneo adempimento del debitore.
 
Va senz'altro  accantonata la tesi del cumulo tra i tassi d'interesse corrispettivi e i moratori. Si tratta infatti di una operazione assolutamente errata e illogica già dal punto di vista matematico. Se si parte dal presupposto che il tasso d'interesse è, in parole povere, la grandezza espressa in percentuale per un dato periodo di tempo che indica quanta parte della somma prestata debba essere corrisposta come interesse al termine del periodo di tempo considerato, è agevole comprendere come non sia possibile effettuare un calcolo unitario sommando il tasso dei corrispettivi con quello di mora perché sono totalmente diversi gli elementi del calcolo ed il lasso temporale da prendere in considerazione.
 
L’interesse di mora non può essere raffrontato con i tassi soglia. Così come sarebbe palesemente scorretto calcolare nel costo del credito convenzionalmente pattuito gli addebiti a titolo di imposte (senz’altro esclusi in forza delle stessa norma primaria) così come sarebbe errato confrontare gli interessi pattiziamente convenuti per una data operazione di credito con i tassi soglia di una diversa tipologia di operazione creditizie, risulta altrettanto scorretto procedere al raffronto tra dati che costituiscono lo sviluppo ed il risultato di calcoli matematici differenti ovvero l’inclusione nel TEG di oneri non contemplati per la rilevazione del TEGM.
 
Anche ove si volesse ritenere che gli interessi moratori siano soggetti al rispetto della normativa antiusura, l’eventuale nullità ex art. 1815, co. 2 c.c., proprio in ragione della pacificazione riconosciuta autonomia funzionale tra le diverse tipologie di interessi, riguarderebbe unicamente la clausola in questione e non travolgerebbe l’onerosità del contratto, rendendo l’operazione di finanziamento gratuita.
 
Deve escludersi che nell'ammortamento con rata costante e rimborso graduale del capitale vi possa essere l’applicazione di interessi anatocistici, in quanto tale fenomeno può sussistere e si avrebbe "interesse composto" soltanto se gli interessi maturati sul debito in un dato periodo si aggiungono al capitale, andando cosi a costituire la base di calcolo, ossia il capitale produttivo di interessi, del periodo successivo e così via. (Giuseppe Campo) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 12 Novembre 2015.


Mutuo – Usura – Verifica usurarietà del tasso – Commissione di estinzione anticipata – Interessi Moratori

Mutuo – Usura – Commissione di estinzione anticipata – Condizioni contrattuali – Momento di pattuizione

Mutuo – Usura – Cumulo interessi moratori commissione estinzione anticipata – Risoluzione inadempimento mutuatario
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Ai fini della verifica della usurarietà del tasso convenuto nel contratto di mutuo deve tenersi conto non solo del tasso di interessi convenuto ma anche di tutti gli altri costi previsti in contratto, sia quelli certi (spese di istruttoria, assicurazione immobile concesso in garanzia ecc.) che quelli eventuali quali possono essere gli interessi moratori e la commissione per estinzione anticipata. (Andrea D'Agosto) (riproduzione riservata)

Sebbene la commissione di estinzione anticipata sia determinata in misura percentuale sul capitale residuo ai fini dell’accertamento dell’usurarietà del mutuo il calcolo deve essere operato con riferimento al capitale concesso a mutuo dovendosi aver riguardo al momento in cui le condizioni contrattuali del mutuo vengono pattuite, così come prescrive la legge, considerato che in ipotesi ben può accadere che l’estinzione anticipata venga richiesta a distanza di qualche giorno. (Andrea D'Agosto) (riproduzione riservata)

La necessità di cumulare gli interessi moratori con la commissione di estinzione anticipata appare evidente nel caso in cui tale commissione per contratto è dovuta anche in caso di risoluzione per inadempimento del mutuatario. (Andrea D'Agosto) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 19 Ottobre 2015.


Contratto di mutuo – Usura bancaria – Verifica superamento soglie – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Esclusione.
Nel silenzio del legislatore e nel perdurare di oscillazioni di carattere interpretativo, appare da condividere la tesi che nega il cumulo tra interessi moratori e corrispettivi, dovendosi escludere, altresì, l’indole onnicomprensiva del tasso-soglia, attesa la chiara disomogeneità tra gli stessi, e tanto in ragione della diversità di funzione, i primi costituendo una liquidazione forfettaria del danno da inadempimento contrattuale, i secondi integrando la più nitida espresso del principio della naturale fecondità del denaro, stante la sua fisiologica attitudine a produrre frutti civili. (Paolo Maria Tosi) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 25 Settembre 2015.


Contratto di mutuo – Usura bancaria – Verifica superamento soglie – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Esclusione.
Il legislatore, che distingue tra interessi corrispettivi (artt. 1282 e 1284 c.c.) e danni nelle obbligazioni pecuniarie (art. 1224 comma 1 c.p.c.), mostra di annettere rilievo alle due differenti categorie di interessi.
Il quadro degli interessi nel nostro ordinamento appare frastagliato ed eterogeneo, e di tanto, in una logica finanziaria, ha tenuto cono la stessa Banca d’Italia, titolare per legge del potere di rilevare trimestralmente il tasso soglia, la quale ha rimarcato come nella rilevazione del dato richiamato sino tenga conto degli interessi di mora di regola applicati.
Orbene, pur nella consapevolezza del carattere non vincolante dei chiarimenti offerti dall’organo di vigilanza, il Tribunale reputa che i principi espressi dalla Banca d’Italia risultino nondimeno condivisibili perché conformi ad un dato costante proprio della prassi commerciale. (Paolo Maria Tosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce, 25 Settembre 2015.


Contratto di prestito personale – Necessità, al fine della verifica del superamento del tasso soglia vigente al momento della pattuizione contrattuale degli interessi, ai sensi dell’art. 2 della Legge 108/1996, recante disposizioni in materia di usura, che il tasso effettivo ai sensi dell’art. 1, comma 6, Legge 108/1996, sia determinato a tale momento della pattuizione contrattuale – Sussiste

Contratto di prestito personale – Necessità, nell’ipotesi di verifica del superamento del tasso soglia vigente al momento della pattuizione contrattuale degli interessi, ai sensi dell’art. 2 della Legge 108/1996, recante disposizioni in materia di usura, dal tasso effettivo, determinato ai sensi dell’art. 1, comma 6, Legge 108/1996, pattuito originariamente in contratto, di rideterminazione dell’ammortamento contrattuale con espunzione di tutti gli interessi, competenze ed oneri, come sopra determinati, ed imputazione dei pagamenti dovuti al solo capitale, ai sensi dell’art. 1815, comma 2, c.c., e, nell’ipotesi di contratto risolto per decadenza dal beneficio del termine, ai sensi dell’art. 1186 c.c., di determinare il dare avere tra le parti contrattuali con imputazione di quanto già versato a titolo di interessi, competenze ed oneri non dovuti, al solo capitale, ai sensi dell’art. 181, comma 2, c.c. – Sussiste
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In materia di contratto di prestito personale sottoscritto con intermediario autorizzato, al fine della verifica, in sede di indagine contabile, del superamento del c.d. tasso soglia, di cui all’art. 2, commi 1, 2 e 4, Legge 7 marzo 1996 n. 108, e successive modifiche, recante disposizioni in materia di usura, vigente al tempo della pattuizione contrattuale degli interessi, occorre accertare il tasso effettivo, di cui all’art. 1, comma 6, della medesima legge, al momento della detta pattuizione contrattuale, computando le commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo, inclusi eventuali compensi di mediazione percepiti da soggetti intermediari, spese, ivi comprese quelle notarili e per perizie tecniche, interessi di mora, ed escluse quelle per imposte e tasse. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata)

In materia di contratto di prestito personale sottoscritto con intermediario autorizzato, nell’ipotesi di verifica del superamento del tasso soglia vigente al momento della pattuizione contrattuale degli interessi, ai sensi dell’art. 2 della Legge 108/1996, recante disposizioni in materia di usura, dal tasso effettivo, determinato ai sensi dell’art. 1, comma 6, Legge 108/1996, pattuito originariamente in contratto, occorre rideterminare l’ammortamento contrattuale con espunzione delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo convenute, inclusi eventuali compensi di mediazione percepiti da soggetti intermediari, spese, ivi comprese quelle notarili e per perizie tecniche, interessi di mora, ed escluse quelle per imposte e tasse, ed imputazione dei pagamenti dovuti al solo capitale, ai sensi dell’art. 1815, comma 2, c.c., e, nell’ipotesi di contratto risolto per decadenza dal beneficio del termine, ai sensi dell’art. 1186 c.c., occorre determinare il dare avere tra le parti contrattuali al momento della decadenza con imputazione di quanto già versato a titolo di interessi, competenze ed oneri non dovuti, al solo capitale, ai sensi dell’art. 1815, comma 2, c.c.. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce, 10 Settembre 2015.


Contratto di mutuo – Usura bancaria – Verifica superamento soglie – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Esclusione

Contratto di mutuo – Usura bancaria – Verifica superamento soglie – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Esclusione

Contratto di mutuo – Usura bancaria – Verifica superamento soglie – Interessi moratori – Impossibilità di confronto con il tasso soglia
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Gli arresti della Suprema Corte nelle sentenze n. 350/2013 e n. 5324/2003 non consentono di sommare al tasso degli interessi corrispettivi il tasso degli interessi moratori, al fine di verificarne la legittimità o meno sul piano dell’usura, ma si limitano a evidenziare come il controllo dell’usurarietà degli interessi debba operare non solo con riferimento agli interessi corrispettivi, ma anche per gli interessi moratori. (Paolo Maria Tosi) (riproduzione riservata)

Deve escludersi la possibilità di procedere a una sommatoria dei tassi di interesse pattuiti ma va ulteriormente precisato come allo stato non si possa neppure procedere a una valutazione del carattere usurario o meno degli interessi di mora mediante un loro raffronto con il tasso soglia. (Paolo Maria Tosi) (riproduzione riservata)

Il fatto che il TEGM, e conseguentemente il Tasso Soglia che dal primo dipende, siano determinati in forza di rilevazioni statistiche condotte esclusivamente con riferimento agli interessi corrispettivi (oltre alle spese, commissioni e oneri accessori all’erogazione del credito), porta a concludere come non si possa pretendere di confrontare la pattuizione relativa agli interessi di mora con il Tasso Soglia così determinato, al fine di accertare se i primi siano o meno usurari. La tesi relativa all’impossibilità di raffrontare il tasso di interesse moratorio con il Tasso Soglia ai fini di verificarne l’usurarietà, oggi appare ulteriormente confortata dal D.L. 132/2014 convertito con la Legge 10 novembre 2014 n. 162. (Paolo Maria Tosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Vibo Valentia, 22 Luglio 2015.


Costi per la stipula di un contratto di assicurazione - Collegamento ad un contratto di mutuo - Conteggio di tali costi nel TAEG - Sussiste nonostante le diverse istruzioni della Banca d’Italia.
Diversamente da quanto indicato dalle istruzioni della Banca d’Italia, anche i costi per la stipula di un contratto di assicurazione, ove connesso alla stipula del contratto di mutuo, devono essere tenuti presenti ai fini del calcolo del TAEG. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 09 Luglio 2015.


Procedimento di opposizione a precetto - Verifica presenza tasso usuraio.
Il riferimento contenuto nell’art. 644 c.p. al “corrispettivo” non significa che solo gli interessi corrispettivi possono dare luogo al reato di usura. Il reato appare integrato per il solo fatto che vi sia una “corrispettività” e quindi in termini contrattuali si direbbe un sinallagma tra una dazione di denaro ed un vincolo giuridico sia esso anche solo una promessa, che possa consentire al mutuante di ottenere un vantaggio, tra cui interessi, sproporzionati rispetto al valore del denaro, mentre la corrispettività non attiene alla natura degli interessi o della utilità.

Ai sensi dell’art. 1815 c.c., qualora siano convenuti interessi usurari “non sono dovuti interessi, nemmeno nella misura legale. (Barbara Maseri) (riproduzione riservata)
Tribunale Rovereto, 30 Giugno 2015.


Contratto di mutuo – Usura bancaria – Verifica superamento soglie – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Esclusione.
La diversità ontologica e funzionale degli interessi corrispettivi, destinati fisiologicamente a remunerare il denaro dato in prestito, e moratori, destinati nella eventuale fase patologica del rapporto a sanzionare l’inadempimento del cliente, esclude che per la verifica del superamento delle soglie usura di un contratto di mutuo si debba procedere ad una loro sommatoria (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 25 Giugno 2015.


Usura - Applicazione della sanzione di cui all'articolo 1815, comma 2, c.c. anche gli interessi corrispettivi - Opposizione all'esecuzione - Richiesta di sospensione dell'esecuzione - Credito restitutorio dei clienti superiore all'importo delle rate scadute - Illegittimità della decadenza dal beneficio del termine.
La possibilità che la sanzione prevista dall'articolo 1815, comma 2, c.c. possa essere applicata non solo agli interessi di mora usurari ma anche a quelli corrispettivi e che, conseguentemente, possa rivelarsi fondata l'eccezione sollevata dai clienti della banca di illegittimità della contestazione della decadenza dal beneficio del termine, possono costituire buone ragioni per accogliere la richiesta di sospensione della procedura esecutiva ai sensi dell'articolo 615 c.p.c. qualora il credito restitutorio nei confronti della banca per l'indebita percezione di interessi appaia superiore all'importo delle rate di mutuo scadute e non pagate. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 16 Giugno 2015.


Contratti bancari – Interessi – Usura – Riferita a gli interessi moratori – Applicabilità degli interessi corrispettivi nella fase di mora – Sussiste

Tasso soglia per interessi moratori – Determinazione – Criteri – Rilevazione statistica Banca d’italia
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Gli interessi moratori continuano ad esprimere la funzione di remunerazione del denaro già affidata agli interessi corrispettivi nella fase fisiologica del rapporto: funzione che corrisponde ad una quota del danno da ritardo, cui si aggiunge una quota ulteriore ed aggiuntiva che quindi da sola e più propriamente caratterizza la fase patologica del rapporto.
Anche qualora gli interessi moratori siano pattuiti in sostituzione dei corrispettivi, in caso di superamento del tasso soglia da parte dei soli interessi moratori la sanzione di gratuità prevista dall’art.1815 cpv. c.c. deve investire la sola clausola affetta da nullità, ovvero la sola clausola relativa agli interessi moratori, con conseguente diritto per il mutuante di esigere gli interessi corrispettivi anche nella fase di mora. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

È necessario che le grandezze esaminate per rilevare il TEGM siano omogenee con quelle sottoposte alla valutazione, quindi che si comparino interessi corrispettivi con interessi corrispettivi, interessi moratori con interessi moratori.
In mancanza di tabelle dei TEGM differenziate tra interessi corrispettivi e moratori, il valido criterio normativo che consente di determinare in via generale lo spread che caratterizza il TEGM degli interessi moratori rispetto a quello rilevato per gli interessi corrispettivi è quello rilevato dalla Banca d’Italia nell’indagine statistica del 2002. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara, 30 Aprile 2015.


Provvedimenti di istruzione preventiva – Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite – Quesito in materia di interessi usurari, anatocismo, commissioni e spese indebite – Determinazione e rettifica saldo di conto corrente ancora in essere – Ammissibile.
E’ pienamente ammissibile la procedura di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ex art. 696 bis c.p.c. anche nell’ambito dei rapporti bancari per controversie aventi ad oggetto la contestazione di addebiti illegittimi (interessi usurari e anatocistici, commissioni di massimo scoperto, valute fittizie, etc.).
L’azione del ricorrente, infatti, è preordinata a verificare l’illegittimità di tali addebiti negli estratti conto e, pertanto, il diritto di credito può annoverarsi nella categoria dei “crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito” previsti dalla norma codicistica.

La funzione deflattiva dell’istituto, unita alla finalità di istruzione preventiva, non permette interpretazioni eccessivamente formalistiche e restrittive.

Il ricorso è ammissibile anche nell’ipotesi di conto corrente ancora aperto, in quanto l’interesse del cliente trova soddisfazione nel ricalcolo dell’effettivo saldo, depurato dagli addebiti nulli, e la domanda di nullità può essere sempre proposta anche in costanza di rapporto. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 17 Marzo 2015.


Usura pecuniaria non ad interessi - Sanzione civile - Rimedi - Rescissione - Nullità.
L’usura pecuniaria di interessi presenta carattere oggettivo (art. 644, comma 1 e 3 primo periodo, c.p.) e sanzione civilistica nell’art. 1815 c.c..
L’usura, pur pecuniaria, non ad interessi (seppur contro un capitale), invece, presenta sempre carattere soggettivo, postulando la condizione di difficoltà economica o finanziaria della persona pregiudicata, oltre che la sproporzione rispetto al tasso medio praticato per operazioni analoghe sul mercato. Secondo la corrente che ricostruisce il rimedio civilistico di tale reato nella nullità virtuale, tali requisiti soggettivi ed oggettivi sono sufficienti per determinare l’invalidità del contratto di scambio, mentre per la corrente che rintraccia il suddetto rimedio nell’azione di rescissione generale, è altresì necessario che ricorrano i presupposti di sproporzione qualificata e di approfittamento di cui all’art. 1448 c.c.. (Francesco Lupia) (riproduzione riservata)
Tribunale Avezzano, 04 Marzo 2015.


Interessi usurari - Tasso soglia - Applicabilità non solo agli interessi corrispettivi ma anche agli interessi moratori - Sussiste - Verifica del superamento del tasso soglia autonomamente per ciascuna categoria di interessi - Impossibilità di loro sommatoria - Sussiste

Superamento del tasso soglia da parte dei soli interessi moratori e non anche di quelli corrispettivi - Elisione dei soli interessi moratori e non anche di quelli corrispettivi - Sussiste
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Il tasso soglia al di là del quale gli interessi sono considerati usurari, riguarda non solo gli interessi corrispettivi, ma anche quelli moratori; peraltro, la verifica dell’eventuale superamento del tasso deve essere autonomamente eseguita con riferimento a ciascuna delle due categorie di interessi, senza sommarli tra loro. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Ove il superamento del tasso soglia riguardi solo gli interessi moratori, la nullità ex art. 1815, comma 2, c.c. colpisce unicamente la clausola concernente i medesimi interessi moratori, senza intaccare l’obbligo di corresponsione degli interessi corrispettivi convenzionalmente fissati al di sotto della soglia. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 24 Febbraio 2015.


Ricorso per consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, ex art. 696-bis c.p.c. - Accertamento di nullità parziale di contratto bancario di mutuo - Ammissibilità della consulenza tecnica preventiva a fronte di contestazioni sull’an della pretesa - Sussiste

Ricorso per consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, ex art. 696-bis c.p.c. - Accertamento di nullità parziale di contratto bancario di mutuo - Ammissibilità della consulenza tecnica preventiva a fronte di manifestato disinteresse del resistente rispetto alla conciliazione - Sussiste
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Il procedimento ex art. 696-bis c.p.c. è applicabile in ipotesi di contenzioso vertente sull’accertamento ovvero sulla determinazione di crediti che traggono fonte dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito in contratti bancari di prestito personale e, in quanto finalizzato all’ammissione di una consulenza tecnica preventiva che può essere prodotta nel giudizio di merito che una delle parti instauri in caso di mancata definizione conciliativa della controversia, presuppone la positiva delibazione dal Giudice della sua utilizzabilità quale mezzo di prova nel successivo eventuale giudizio di merito a cognizione piena, sicché essa può essere disposta anche a fronte di contestazioni sull’an della pretesa, a condizione che la stessa sia comunque volta ad acquisire elementi tecnici di fatto risolutivi ai fini non solo della quantificazione ma altresì dell’accertamento del credito derivante dalla inesatta esecuzione delle obbligazioni contrattuali assunte. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata)

Il procedimento ex art. 696-bis c.p.c. è uno strumento non esclusivamente deputato alla risoluzione alternativa delle controversie rivenienti da contratti bancari di mutuo, residuando la funzione probatoria della consulenza tecnica preventiva, che può essere prodotta nel giudizio di merito eventualmente instaurato in caso di mancata definizione conciliativa della controversia. La funzione conciliativa della consulenza tecnica preventiva deve dunque costituire potenziale esito del procedimento, in funzione dell’attività peritale in concreto espletata, ma non deve necessariamente preesistere allo svolgimento di detta attività nella comune dichiarata intenzione delle parti, sì che la consulenza tecnica può essere ammessa anche a fronte di un manifestato disinteresse del resistente rispetto ad un eventuale utilizzo di essa a fini di conciliazione della controversia. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce, 30 Gennaio 2015.


Contratto di finanziamento – Usura oggettiva – Sommatoria tassi corrispettivi e moratori – Esclusione – Maggiorazione del TEGM di punti 2,10 per i tassi di mora – Corretta classificazione dell’operazione – Conseguenze.
Ai fini della verifica del mancato superamento del tasso soglia dell’usura non è corretta l’operazione di sommatoria dei tassi d’interesse corrispettivo e moratorio previsti contrattualmente, o in un certo momento applicati, al fine di confrontare il risultato con il tasso soglia vigente, né simile operazione ha mai ricevuto l’avallo della Cassazione nella sentenza 09.01.2013 n. 350. (Lorenzo Biscaglia) (riproduzione riservata)

Il tasso soglia previsto per gli interessi corrispettivi non trova applicazione per gli interessi di mora, in quanto i tassi di mora sono esclusi dal calcolo del Tasso Effettivo Globale. (Lorenzo Biscaglia) (riproduzione riservata)

I TEGM pubblicati trimestralmente per ciascuna categoria di operazioni debbono essere maggiorati di punti 2,10 allorché vengano utilizzati ai fini della verifica della pretesa usurarietà del tasso moratorio convenuto. (Lorenzo Biscaglia) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 27 Gennaio 2015.


Usura bancaria – Determinazione del TEG della singola operazione – Artt. 644 IV comma c.p. e 1815 c.c. – Il tasso di interesse oggetto della fattispecie penale – Nullità parziale del contratto – Nullità virtuale di protezione – Istruzioni per la rilevazione del TEGM fornite dalla Banca d’Italia – Irrilevanza.
L’art. 644 c.p. contiene una definizione del concetto di “tasso di interesse usurario” costituente l’elemento centrale dell’oggetto della condotta vietata (pattuizione o addebito di interesse a tasso usurario) onnicomprensiva, precisata al IV comma.

Il tasso di interesse della fattispecie penale (e della corrispondente norma imperativa rilevante per il diritto civile e avente come conseguenza sanzionatoria quella prevista dall’art. 1815 II comma c.c.) è costituito dalla somma di interessi in senso tecnico, nonché di commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese connesse alla erogazione del credito e dunque in rapporto causale, in senso civilistico, con la concessione del finanziamento o del mutuo.

Il concetto di tasso di interesse oggetto della condotta tipizzata (dal reato e quindi vietata anche sul piano civilistico) è determinato in modo tassativo da una norma definitoria legale integratrice del precetto.
Il parametro di antigiuridicità della condotta è dato dal superamento del tasso in concreto rilevato (secondo la definizione anzidetta) con un limite soglia che è individuato dalla legge attraverso il rinvio ad un dato normativo secondario, ossia il Decreto Ministeriale che, con cadenza trimestrale individua il tasso effettivo globale medio, per ciascun tipo di operazione (TEGM) aumentato della metà.

In caso di nullità totale del contratto, il creditore, sia pure in mala fede, potrebbe richiedere immediatamente la restituzione quantomeno del capitale. Viceversa, prevedendo l’art. 1815 c.c. una ipotesi di nullità parziale del contratto con finalità di protezione, il debitore potrà comunque avvantaggiarsi degli eventuali termini stabiliti a suo favore nel contratto e non ancora scaduti, rimanendo il negozio valido, salva la nullità parziale della clausola di interessi.

La norma di cui all’art. 2 comma 1 della Legge 108/96si limita a definire  attraverso un circoscritto rinvio “in bianco” a fonte sub legislativa la sola soglia percentuale della usurarietà dell’interesse e non già il concetto di tasso di interesse ai sensi della disciplina antiusura che trova pieno e completo quadro definitorio nel solo art. 644 c.p..

La natura prescrittiva delle rilevazioni è limitata alla sola definizione del TEGM e, quindi, della soglia di usurarietà per ciascuna operazione e per ciascun periodo, senza che rivestano qualifica di normatività i presupposti della attività di rilevazione o le attività o le direttive della Banca d’Italia seguite dagli intermediari e dalle Banche per le segnalazioni dei tassi riscontrati e presupposto della emanazione dell’atto normativo secondario consacrato nel trimestrale Decreto Ministeriale.

Ove il decreto ministeriale, nelle proprie rilevazioni, non abbia considerato certi costi, che invece avrebbe dovuto tenere in conto ai sensi dell’art. 2 comma 1 legge 108/96, non può negarsi l’esistenza del potere di disapplicazione dell’atto di normazione secondaria ai sensi dell’art. 4 e 5 dell’allegato E legge 2248/1865: al giudice penale in ogni caso d’ufficio, e al giudice civile – pur sempre d’ufficio -, ma previa deduzione dei motivi di illegittimità dell’atto ad opera della parte che ne abbia interesse. (Pasquale Coppola) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 04 Dicembre 2014.


Usura – Interessi di mora – Individuazione tasso soglia – Maggiorazione del 2,1% prevista dai Decreti Trimestrali – Sommatoria corrispettivi e moratori (Divieto) – Clausola di salvaguardia .
Quand'anche si volesse ritenere che anche gli interessi di mora debbano essere rispettosi del limite legale antiusura, tesi per la quale sussiste ancora incertezza giurisprudenziale in assenza di una previsione legislativa specifica al riguardo e che possa determinare per tali interessi una specifica soglia, quest'ultima deve venire calcolata con i criteri dettati dai decreti trimestrali, con la maggiorazione pari a 2,1 punti percentuali, secondo la stessa Banca d'Italia e la sua nota di chiarimento in materia di applicazione delle legge antiusura del 3 luglio 13.
La sentenza della Cassazione n. 350/13 non ha mai espresso come principio la sommatoria dei tassi di interessi nella misura in cui il tasso corrispettivo e quello di mora hanno funzione e natura e applicazione del tutto diversi.
La previsione della cd clausola di salvaguardia evita l’automatico superamento del tasso soglia. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 03 Dicembre 2014.


Contratto di leasing – Accertamento usurarietà del tasso di mora – Indeterminabilità del tasso di mora in concreto applicabile – Operatività della cd clausola contrattuale di salvaguardia per la determinazione del tasso di mora – Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite in materia di usura – Inammissibilità.
La determinazione del tasso di mora eccepito usurario, pattuito in 8 punti oltre l’Euribor vigente alle singole inadempienze, resta ipotetica e perciò irrilevante in mancanza di inadempimenti contrattuali, non potendosi applicare in concreto il pertinente indice Euribor che deve fungere da base di calcolo per la maggiorazione di 8 punti. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata)

La cd clausola contrattuale di salvaguardia per la determinazione del tasso di mora prevedendo espressamente che “laddove questo risultasse superiore al tasso soglia ... al suddetto titolo sarà applicato quest’ultimo tasso”, determina contrattualmente l’incidenza degli interessi moratori entro l’applicazione del tasso soglia. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata)

E’ inammissibile una consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite in materia di usura quando la parte resistente contesta in radice l’usurarietà del finanziamento, così come ogni eventuale obbligo restitutorio. Fuori da siffatta stretta interpretazione della proponibilità del rimedio, l’art. 696-bis c.p.c. finirebbe per accreditare risultati di indagini peritali privi di completezza e di adeguato scrutinio di ammissibilità che, nell’ordinario giudizio, segue generalmente alla dimostrazione dell’obbligo restitutorio desunta dalla complessità del rapporto sub iudice. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 14 Novembre 2014.


Usura bancaria – Interessi corrispettivi e moratori – Diversità di natura e funzione – Escluso rapporto di presupposizione – Autonomia di valutazione ed autonomia di effetti sanzionatori – Nullità parziale.
In materia di usura bancaria, la profonda diversità di causa tra interessi corrispettivi e moratori comporta che dall’invalidità dell’uno non deriva necessariamente anche quella dell’altro: gli interessi moratori assolvono ad una funzione risarcitoria forfetizzata e preventiva del danno da ritardo nel pagamento di una somma esigibile; quelli corrispettivi implicano la regolare esecuzione del rapporto e rappresentano il corrispettivo del prestito. Tra i due istituti non sussiste un rapporto di presupposizione necessaria. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Stante il disposto di cui all’art. 1419 cc, siccome la nullità parziale non importa, generalmente, la nullità dell’intero contratto, l’invalidità che involga la clausola degli interessi moratori usurari non si estende alla clausola degli interessi corrispettivi, che sono comunque dovuti. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Non si ravvisano elementi normativi sui quali fondare l’estensione della sanzione della nullità del tasso di mora usurario anche a quello corrispettivo (non usurario), per cui quest’ultimo si conserva, in virtù del principio di tassatività delle nullità ex art. 14 delle Preleggi. Tanto è coerente con l’art. 1224 cc, primo comma, laddove quest’ultimo prevede che, in mancanza di tasso di mora, si applica quello corrispettivo o legale. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Taranto, 17 Ottobre 2014.


Ricorso per consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, ex art. 696-bis c.p.c. - Accertamento di nullità parziale di contratto di prestito personale - Consulenza tecnica preventiva per finalità conciliative - Ammissibilità.
E' ammissibile una consulenza tecnica preventiva, ai sensi dell’art. 696-bis c.p.c., per l’accertamento della nullità della clausola determinativa degli interessi di un contratto di prestito personale, ed eventuale ripetizione di indebito oggettivo, ove questa appaia in grado di risolvere effettivamente le questioni controverse ed evitare, con elevata probabilità, stimata ex ante, l’instaurazione di una futura lite attraverso il raggiungimento di una ragionevole e definitiva intesa tra le parti. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 15 Ottobre 2014.


Usura – Interessi corrispettivi e moratori – Divieto di cumulo – Lite temeraria – Responsabilità aggravata ex art.96 cpc – Ammortamento c.d. alla francese – Liceità – Esclusione anatocismo.
Costituisce dato lapalissiano che gli interessi corrispettivi si applicano soltanto sul capitale a scadere, essendo il corrispettivo del diritto del mutuatario a godere della somma capitale in conformità al piano di rimborso graduale, mentre gli interessi di mora si applicano soltanto sul debito scaduto. Il tasso di mora dunque sostituisce il tasso corrispettivo – con formula equivalente può dirsi che, con riguardo al debito scaduto, al tasso corrispettivo si aggiunge lo spread di mora – e pertanto i due tassi non possono sic et simpliciter sommarsi tra loro, come maccheronicamente pretende l’attore. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)
 
La previsione di un piano di rimborso del mutuo graduale – in particolare con rata fissa costante (c.d. ammortamento alla francese) – non comporta alcuna violazione dell’art. 1283 c.c. per i seguenti tre motivi:
1) gli interessi di periodo vengono calcolati sul solo capitale residuo;
2) alla scadenza della rata gli interessi maturati non vengono capitalizzati, ma sono pagati come quota interessi della rata di rimborso del mutuo, essendo tale pagamento periodico della totalità degli interessi elemento essenziale e caratterizzante, in particolare dell’ammortamento alla francese dove la rata costante e la quota capitale rimborsata è determinata per differenza rispetto alla quota interessi;
3) peraltro, visto che la rata paga, oltre agli interessi sul capitale a scadere, anche la quota del debito in linea capitale – quota man mano crescente con il progredire del rimborso – a ciò segue che il pagamento a scadenza del periodo X riduce il capitale che fruttifica nel periodo X+1, ossia si verifica un fenomeno inverso rispetto alla capitalizzazione. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

È fonte di responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. l’aver sostenuto in giudizio tesi contraddittorie, controproducenti, che ignorano arbitrariamente chiari dati normativi che segnalano la non cumulabilità di interessi moratori e corrispettivi e il diritto della banca a pretendere interessi moratori sulla rata scaduta. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 17 Settembre 2014.


Usura bancaria – Interessi moratori – Divieto di cumulo con gli interessi corrispettivi – Diversità funzionale – Clausola di salvaguardia ed esclusione dell’usura.
Gli interessi moratori rientrano tra le prestazioni accessorie ed eventuali, sinallagmaticamente riconducibili al futuro inadempimento e destinate ad assolvere alla funzione di pressione finalizzata alla realizzazione del corretto adempimento del contratto, in chiave sanzionatoria. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

In tema di raffronto con il tasso soglia antiusura, la diversità di natura e funzione delle due categorie di interessi corrispettivi ed interessi moratori non ne consente il mero cumulo, né la Cassazione ha affermato un simile principio con la nota sentenza n.350/2013. Vieppiù, anche ove quest’ultima avesse realmente stabilito la possibilità del cumulo, il precedente sarebbe comunque da disattendere, per quanto autorevole, in virtù della diversità ontologica e funzionale dei due tipi di interessi. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

L’impianto normativo in materia di usura fa riferimento alle prestazioni di natura "corrispettiva” gravanti sul mutuatario e collegate allo svolgimento fisiologico del rapporto, sicché gli oneri che non partecipano di tale natura corrispettiva non rilevano al fine dell’individuazione del tasso “effettivo” da raffrontare alla soglia. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Quando al mutuo acceda una clausola di salvaguardia, resta esclusa alla radice l’usurarietà del tasso pattuito. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

In caso di superamento del tasso soglia per effetto dell’applicazione degli interessi di mora, la soluzione va ricercata nella riconduzione di questi ultimi nei limiti del tasso soglia ai sensi degli artt. 1419, comma 2 cc e 1339 cc, trattandosi al più di usurarietà sopravvenuta. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 16 Settembre 2014.


Usura bancaria – Interessi di mora – Nullità parziale – Interessi corrispettivi comunque dovuti – Additività tasso di mora e tasso corrispettivo – Esclusa.
Interessi corrispettivi e di mora sono oggetto di autonome pattuizioni, che devono sì rispettare entrambe le soglie di usura, come affermato dalla Cassazione con la sentenza n.350/2013, ma vanno a tal fine singolarmente considerate. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Allorché si verifichi superamento del tasso soglia per effetto dell’applicazione degli interessi moratori, gli interessi corrispettivi pattuiti entro la soglia sono comunque dovuti. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Anche se gli interessi moratori si calcolano sull'intera rata costituita da capitale ed interessi, non può asserirsi che il tasso annuo effettivamente applicato sia pari alla somma dei due saggi, essendo invece inferiore a tale valore. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 15 Settembre 2014.


Usura bancaria – Interesse corrispettivo – Interesse moratorio – Divieto di cumulo – Fondamento

Interessi moratori – Funzione sanzionatoria – Applicazione eventuale – Superamento tasso soglia – Usura sopravvenuta – Fondamento
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Gli interessi corrispettivi devono essere differenziati da quelli moratori non solo in contemplazione della loro funzione e natura giuridica, ma anche della loro misura come si evince dal chiaro tenore letterale dell’art. 1224 c.c. La mora, al momento di stipula del contratto, non costituisce affatto un’evenienza certa e dunque la mera pattuizione dell’interesse moratorio non può determinare l’usura originaria. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Al fine di provare l’usura sopravvenuta non possono essere sommati gli interessi corrispettivi e quelli moratori ma occorre dimostrare in concreto che sull’intero capitale restituito l’effetto di quella combinazione tra interessi diversi abbia determinato usura. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Sciacca, 13 Agosto 2014.


Leasing immobiliare – Art. 1815, II comma c.c. – Divieto di cumulo del tasso corrispettivo e di quello moratorio ai fine della verifica del superamento del “tasso soglia”..
Se è vero che la verifica del rispetto della soglia di usura va estesa alla pattuizione del tasso di mora, con la conseguenza che ove detto tasso risultasse pattuito in termini da superare il tasso soglia la pattuizione del primo sarebbe nulla ex art. 1815, II comma, c.c., è anche vero che, al fine della verifica del rispetto del tasso soglia, non possono cumularsi il tasso corrispettivo e il tasso di mora. Si potrebbe parlare di cumulo usurario di interesse corrispettivo e di interesse di mora soltanto nel caso in cui, in presenza di ritardato pagamento,  il conteggio dell'interesse di mora sull'intera rata, comprensiva di interessi, sommato all'interesse corrispettivo, determinasse un conteggio complessivo di interessi che, rapportato alla quota capitale, si esprimesse in una percentuale superiore al tasso soglia, ipotesi, questa, di difficile verificazione. (Lorenzo Barbieri) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 11 Aprile 2014.


Provvedimenti di istruzione preventiva – Consulenza tecnica preventiva ai fini della conciliazione delle liti – Quesito in materia di determinazione contrattuale dei tassi di interesse – Inammissibilità..
E’ inammissibile il ricorso ex art. 696 bis c.p.c. avente ad oggetto quesiti in materia di determinazione dei tassi di interesse, di individuazione delle spese e commissioni, il tutto con riferimento all’eventuale superamento del tasso soglia, in quanto nell’instaurando giudizio di merito si prospettano questioni di nullità di singole clausole contrattuali (nullità al cui accertamento l’invocata consulenza tecnica preventiva dovrebbe essere in larga misura destinata), sicché rimane escluso che la materia del contendere concerna inadempimenti nella esecuzione delle obbligazioni contrattuali, ovvero risarcimenti da fatto illecito (cfr. 1° comma dell’art. 696 bis c.p.c.). (Augusto Azzini) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 03 Marzo 2014.


Contratto di mutuo - Clausola di salvaguardia - Impedisce il superamento del tasso soglia ai fini usurari..
La clausola di salvaguardia impedisce alla radice il superamento del tasso soglia ai fini della normativa in materia di usura (nel caso di specie, il contratto di mutuo conteneva, all'articolo 4, una clausola di salvaguardia la quale prevedeva che "la misura degli interessi non potrà mai essere superiore al limite fissato ai sensi dell'art. 2 co 4 della L. 7.3.1996 n. 108, dovendosi intendere, in caso di teorico superamento di detto limite, che la loro misura sia pari al limite medesimo"). (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 09 Gennaio 2014.


Credito al consumo – Cessione del quinto dello stipendio – Usura – Voci ricomprese – Polizza assicurativa a garanzia del rischio morte, invalidità e perdita di impiego del debitore – Inclusione – Necessità..
La determinazione del tasso ai fini dell’indagine sulla usura deve essere condotta tenendo conto di commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse solo quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito. In tale prospettiva deve essere ricompresa, nel calcolo del tasso praticato, anche la polizza assicurativa finalizzata alla garanzia del rimborso del mutuo. (Massimiliano Farinelli) (riproduzione riservata)

Le direttive e le istruzioni della Banca d’Italia, quale organo di vigilanza ed indirizzo delle banche e degli operatori finanziari, non sono vincolanti per gli organi giurisdizionali, non essendo fonti normative. (Massimiliano Farinelli) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 17 Luglio 2013.


Interessi usurari – Sistema di calcolo e accertamento – Riferimento al tasso Effettivo – Sussiste..
  Tribunale Catanzaro, 07 Febbraio 2013.


Credito e risparmio - Contratti bancari - Mutuo ipotecario - Soglia antiusura - Interessi moratori - Superamento - Sussiste..
Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1815 c.c. e dell'articolo 644 c.p., si considerano usurari gli interessi che superano il limite stabilito nella legge al momento in cui sono promessi o comunque convenuti a qualunque titolo, e quindi anche a titolo d'interessi moratori. (Il Sole 24 Ore, Guida al Diritto, 2013, 7, pg. 22, annotata da E. Sacchettini) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Gennaio 2013, n. 350.


Contratto di mutuo - Prescrizione dei ratei e dei relativi interessi - Prescrizione quinquennale di cui all'articolo 2948 n. 4 c.c. - Esclusione..
La prescrizione quinquennale, prevista dall’art. 2948 n. 4 c.c., opera con riguardo ai debiti che devono essere soddisfatti periodicamente ad anno, od in termini più brevi, mentre resta esclusa dalla previsione della citata norma l’ipotesi di debito unico, rateizzato in più versamenti periodici. La prescrizione quinquennale non si applica, quindi, ai ratei di mutuo fondiario ed ai relativi interessi, non trattandosi di prestazioni periodiche dovute ad un’unica causa continuativa, bensì degli adempimenti parziali dell’unico debito derivante dal mutuo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 30 Novembre 2012.


Mutuo fondiario - Obbligo del mutuatario di pagare gli interessi delle rate non ancora scadute - Esclusione..
Nel caso di risoluzione del contratto di mutuo fondiario, sussiste l’obbligo del debitore di corrispondere, oltre l’importo delle rate già scadute, la quota di capitale residua, con gli interessi di mora al tasso convenzionale sull’intera somma dovuta, ma non anche gli interessi conglobati nelle rate a scadere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 30 Novembre 2012.


Usura sopravvenuta – Applicabilità del tasso soglia..
Qualora i tassi d’interesse previsti dai contratti non siano usurari al momento in cui sono convenuti, non potrà trovare applicazione l’articolo 1815 c.c. in base al quale, se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi; l’unico tasso che appare logico sostituire a quello divenuto usurario è quello pari al limite massimo del tasso soglia, poiché il tasso di interesse è divenuto illegittimo solo nella misura in cui ha superato il tasso soglia. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 24 Giugno 2012.