LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XVI
Del conto corrente

Art. 1832

Approvazione del conto
TESTO A FRONTE

I. L'estratto conto trasmesso da un correntista all'altro s'intende approvato, se non è contestato nel termine pattuito o in quello usuale, o altrimenti nel termine che può ritenersi congruo secondo le circostanze.

II. L'approvazione del conto non preclude il diritto di impugnarlo per errori di scritturazione o di calcolo, per omissioni o per duplicazioni. L'impugnazione deve essere proposta, sotto pena di decadenza, entro sei mesi dalla data di ricezione dell'estratto conto relativo alla liquidazione di chiusura, che deve essere spedito per mezzo di raccomandata.


GIURISPRUDENZA

Contratti bancari – Conto corrente di corrispondenza – Erronea annotazione in conto – Duplice scritturazione a credito del cliente – Indebito oggettivo ex art. 2033 c.c. – Sussistenza – “Approvazione” dell’estratto conto – Decorso del termine di cui all’art. 1832, comma 2°, c.c. – Preclusione dell’azione di ripetizione – Esclusione.
Nel contesto di un rapporto di conto corrente, le attribuzioni patrimoniali, pur annotate in conto, che siano tuttavia prive di idonea causa di giustificazione, costituiscono indebito oggettivo ex art. 2033 c.c. Ai fini della proponibilità dell’azione di ripetizione, è irrilevante il termine di decadenza previsto per l’impugnazione dell’estratto conto dall’art. 1832, comma 2°, c.c., il cui decorso non è idoneo a consolidare attribuzioni patrimoniali prive di causa in capo alle parti. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Gennaio 2018, n. 372.


Contratti bancari – Rapporto di conto corrente – Opposizione a decreto ingiuntivo – Approvazione tacita dell’estratto conto – Estensione alla validità ed efficacia dei rapporti obbligatori sottostanti – Non sussiste

Contratti bancari – Rapporto di conto corrente – Opposizione a decreto ingiuntivo – Onere della prova a carico della banca – Obbligo di produzione integrale degli estratti conto da parte della banca – Sussiste

Contratti bancari – Opposizione a decreto ingiuntivo – Onere della prova a carico della Banca – Onere di conservazione delle scritture contabili oltre dieci anni – Sussiste

Contratti bancari – Pattuizione di interessi non dovuti – Presunzione di avvenuta applicazione della clausola invalida nel periodo non documentato dagli estratti conto in assenza di prova contraria da parte della banca – Sussiste
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L’approvazione degli estratti conto non implica l'insussistenza di addebiti illegittimi da parte della banca. Come è noto, infatti, l'approvazione tacita dell'estratto di conto corrente non si estende alla validità ed efficacia dei rapporti obbligatori sottostanti, ma ha la funzione di certificare la verità storica dei dati riportati nel conto. (Debora Spinelli) (riproduzione riservata)

Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità della pattuizione relativa agli interessi a carico del correntista, la banca ha l’onere di produrre gli estratti a partire dall’apertura di conto, né essa banca può sottrarsi all’assolvimento di tale onere invocando l’insussistenza dell’obbligo di conservare le scritture contabili oltre dieci anni, perché non si può confondere l’onere di conservazione della documentazione contabile con quello di prova del proprio credito. (Debora Spinelli) (riproduzione riservata)

Soltanto la produzione degli estratti conto a partire dall’apertura del conto corrente consente di determinare il credito della banca. Allo stesso risultato non si può pervenire con la prova del saldo, comprensivo di capitali ed interessi, al momento della chiusura del conto. Infatti, tale saldo non solo non consente di conoscere quali addebiti, nell’ultimo periodo di contabilizzazione, siano dovuti ad operazioni passive per il cliente e quali alla capitalizzazione degli interessi, ma esso a sua volta discende da una base di computo che è il risultato di precedenti capitalizzazioni degli interessi. (Debora Spinelli) (riproduzione riservata)

Una volta accertata la pattuizione di interessi non dovuti, il giudice di merito non può ritenere che la disposizione contrattuale non abbia trovato applicazione nel periodo non documentato dagli estratti conto, salvo che la banca non alleghi e non provi il fatto modificativo o estintivo che determini la caducazione, totale o parziale, della disposizione sessa o comunque la sopravvenuta sua inettitudine a regolamentare il rapporto in conformità di quanto in essa prescritto. (Debora Spinelli) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 25 Maggio 2017, n. 13258.


Operazioni bancarie in conto corrente - Obbligo di conservazione delle scritture contabili per un decennio - Onere della prova limitato al detto periodo - Esclusione - Fondamento.
Nei rapporti bancari in conto corrente, la banca non può sottrarsi all'onere di provare il proprio credito invocando l'insussistenza dell'obbligo di conservare le scritture contabili oltre dieci anni dalla data dell'ultima registrazione, in quanto tale obbligo, volto ad assicurare una più penetrante tutela dei terzi estranei all'attività imprenditoriale, non può sollevarla dall'onere della prova piena del credito vantato anche per il periodo ulteriore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Novembre 2016, n. 7972.


Operazioni di giroconto tra due rapporti di conto corrente – Annotazioni contabili – Esclusione del collegamento negoziale – Ratifica tacita dell'operazione – Eccezione in senso lato.
Le operazioni di giroconto dai movimenti “dare” di un conto corrente in favore di un altro rapporto di conto corrente costituiscono mere annotazioni contabili che non consentono di qualificare in termini unitari i due rapporti. L'operazione di giroconto, infatti, viene in rilievo non già come uno spostamento dell'intero saldo di chiusura di un rapporto in favore di un altro (ipotesi in cui è doverosa la qualificazione unitaria dei due rapporti in esame), bensì come singola operazione contabile attraverso cui la banca, senza alcuna contestazione della correntista, ha distratto in favore del conto ordinario singoli movimenti passivi. Da ciò consegue, per un verso, che la mancata tempestiva contestazione da parte della correntista che abbia avuto conoscenza dell'operazione di giroconto implichi una tacita ratifica della citata operazione (Cass. n.11626/2011); per altro verso, va evidenziato come, a monte, una tale doglianza vada qualificata come eccezione in senso lato, sicchè la sua deduzione è soggetta al termine decadenziale di cui all'art.183 co.6 c.p.c. non potendo la stessa essere formulata a seguito del deposito della consulenza. (Maria Genovese) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 19 Ottobre 2015.


Conto corrente bancario – Procedimento di ingiunzione – Giudizio di opposizione – Gravi motivi ex art. 649 c.p.c. che giustificano la sospensione della provvisoria esecutorietà dell’ingiunzione concessa ex art. 642 c.p.c...
A fronte della contestazione del credito, oggetto di ingiunzione, in base ad un atto di opposizione cui è stata allegata una relazione contabile di parte e quindi eccepita, sia la violazione di normativa imperativa per applicazione di tassi di interessi usurari, che l’illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi (in fattispecie in cui l’inizio dei rapporti bancari risale a periodo antecedente rispetto alla delibera CICR 09/02/2000, sicché si dovrà verificare l’eventuale adeguamento da parte della Banca alla disciplina introdotta da tale delibera), sussistono gravi motivi, ai fini della sospensione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, ex art. 649 c.p.c.. (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 28 Gennaio 2014.


Conto corrente bancario – Prova – Procedimento di ingiunzione – Giudizio di opposizione – Prova del credito della banca – Gravi motivi ex art. 649 c.p.c. che giustificano la sospensione della provvisoria esecutorietà dell’ingiunzione concesse ex art. 642 c.p.c. – Relazione contabile di parte opponente..
L'eccezione di illegittima applicazione di interessi anatocistici o di tasso usurario può in determinate circostanze giustificare la sospensione, ai sensi dell'articolo 649 c.p.c., della provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo opposto. (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa Carrara, 19 Giugno 2013.


Conto corrente bancario – Prova – Procedimento di ingiunzione – Giudizio di opposizione – Prova del credito della banca – Produzione dell’estratto conto relativo all’intero rapporto – Necessità..
L'opposizione a decreto ingiuntivo ex art. 645 c.p.c., avente ad oggetto la contestazione di un credito, comporta oneri probatori diversi incombenti sulle parti in causa: l’istituto di credito opposto (attore sostanziale) deve dimostrare ex art. 2697 c.c. la sussistenza del proprio credito (mentre il debitore opponente deve contestare la valenza probatoria dei documenti posti a base della richiesta monitoria), così che solo gli estratti del conto corrente costituiscono il mezzo di prova idoneo a sostenere la pretesa della Banca creditrice. Ne deriva che, essendosi la Banca opposta limitata a produrre gli estratti del conto corrente, certificati ex art. 50 TUB, solo relativamente ad un certo periodo del rapporto di conto corrente, questi documenti nel giudizio di opposizione possono assumere soltanto un valore indiziario, con la conseguenza che la domanda della Banca non può ritenersi provata, per aver questa omesso di produrre gli estratti di conto corrente relativi all’intera durata del rapporto bancario, cui si riferisce il credito azionato, intesi come gli unici elementi conoscitivi in base ai quali ricostruire il rapporto stesso ed il definitivo saldo preteso. (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 05 Marzo 2013.


Conto corrente (contratto di) - Chiusura del conto - Approvazione del conto - Estratto conto - Approvazione tacita - Effetti - Incontestabilità delle risultanze del conto - Limiti - Ratifica successiva dell'operazione negoziale sottostante da parte del correntista - Ammissibilità - Conseguenze.
Ai sensi dell'art. 1832 cod. civ., la mancata contestazione dell'estratto conto e la connessa implicita approvazione delle operazioni in esso annotate riguardano gli accrediti e gli addebiti considerati nella loro realtà effettuale, nonché la verità contabile, storica e di fatto delle operazioni annotate, ma non impediscono la formulazione di censure concernenti la validità ed efficacia dei rapporti obbligatori sottostanti. Peraltro, dedotta l'inefficacia della registrazione di un'operazione di giroconto, in quanto derivante da un atto dispositivo compiuto in difetto o contro la volontà del correntista, ben può il giudice accertare che il cliente abbia avuto tempestiva comunicazione del giroconto e abbia dato consapevole approvazione all'operazione negoziale sottostante, e ritenere, quindi, tardive le sue contestazioni, non a causa della decadenza dal termine fissato dalla norma bancaria, quanto per la ragione sostanziale che l'operazione di giroconto sia stata consapevolmente ratificata dal medesimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Maggio 2011, n. 11626.


Mandato - Obbligazioni del mandatario - Obbligo di rendiconto - Contratto di gestione individuale di portafogli titoli - Rendiconto periodico - Onere legale del cliente di contestazione entro un termine determinato - Sussistenza - Esclusione - Fondamento - Obbligo del cliente di agire in buona fede - Configurabilità - Valutazione del comportamento complessivo del contraente da parte del giudice - Ammissibilità.
Con riguardo al contratto di gestione individuale di patrimoni mobiliari, il rendiconto periodicamente inviato al cliente dalla società di gestione del portafoglio di strumenti finanziari costituisce un vero conto di gestione e non un mero riepilogo di dati storico-contabili, ma la normativa di settore non pone alcun termine entro cui il cliente sia onerato della contestazione del rendiconto, né si dà applicazione analogica dell'art. 119 del d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385 o dell'art. 1832 c.c. in tema di approvazione tacita dell'estratto conto bancario, attesa la differenza di contenuto e di funzione fra quest'ultimo ed i rendiconti di gestione, ovvero dell'art. 1712, secondo comma, cod. civ., il quale presuppone che l'esecuzione dell'incarico sia già interamente avvenuta e non si presta a disciplinare il contratto di gestione individuale di portafogli, che ha regole sue proprie essenzialmente dettate dall'esigenza di fornire all'investitore un "surplus" di tutela: pertanto, il mancato reclamo entro il termine prefissato non comporta la decadenza dal diritto di agire in responsabilità nei confronti del gestore, sebbene il comportamento complessivo del cliente, che come quello del gestore deve essere improntato a buona fede, possa essere valutato dal giudice nel contesto delle risultanze istruttorie. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Dicembre 2010, n. 24548.