LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XX
Dell'assicurazione
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 1882

Nozione
TESTO A FRONTE

I. L'assicurazione è il contratto col quale l'assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l'assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana.


GIURISPRUDENZA

Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Contratto in corso - Prosecuzione "ope legis" - Dichiarazione di scioglimento del commissario - Conseguenze - Prededucibilità del credito del contraente in bonis - Sussistenza - Fattispecie.
Nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, l'art. 50, comma 2, del d.lgs. n. 270 del 1999, come interpretato dall'art. 1 bis del d.l. n. 134 del 2008, conv., con modif., dalla l. n. 166 del 2008, dispone la prosecuzione "ope legis" dei contratti in corso in funzione della conservazione dell'impresa ammessa alla procedura, sicché, da un lato, i detti contratti continuano ad avere esecuzione fino a quando il commissario non eserciti la facoltà di sciogliersi e, dall'altro, i crediti maturati dal contraente "in bonis" dopo l'apertura della procedura devono essere ammessi al passivo in prededuzione, essendo le relative prestazioni finalizzate alla continuazione dell'attività d'impresa ex art. 52 del d.lgs. n. 270 del 1999 (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ammesso in prededuzione il credito per la rata del premio relativo ad un contratto di assicurazione sulla responsabilità civile pendente all'apertura della procedura, maturato tra quest'ultima data e la dichiarazione del commissario di scioglimento dal detto contratto). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Novembre 2018, n. 28797.


Assicurazione della responsabilità civile – Clausole “on claims made basis” – Atipicità – Esclusione – Deroga al modello legale di cui all’art. 1917, comma 1, c.c. – Conseguenze – Controllo di meritevolezza degli interessi – Esclusione – Verifica di rispondenza del regolamento contrattuale ai limiti imposti dalla legge – Conseguenze.
Il modello di assicurazione della responsabilità civile con clausole "on claims made basis", quale deroga convenzionale all'art. 1917, comma 1, c.c., consentita dall'art. 1932 c.c., è riconducibile al tipo dell'assicurazione contro i danni e, pertanto, non è soggetto al controllo di meritevolezza di cui all'art. 1322, comma 2, c.c., ma alla verifica, ai sensi dell'art. 1322, comma 1, c.c., della rispondenza della conformazione del tipo, operata attraverso l'adozione delle suddette clausole, ai limiti imposti dalla legge, da intendersi come l'ordinamento giuridico nella sua complessità, comprensivo delle norme di rango costituzionale e sovranazionale. Tale indagine riguarda, innanzitutto, la causa concreta del contratto – sotto il profilo della liceità e dell'adeguatezza dell'assetto sinallagmatico rispetto agli specifici interessi perseguiti dalle parti -, ma non si arresta al momento della genesi del regolamento negoziale, investendo anche la fase precontrattuale (in cui occorre verificare l'osservanza, da parte dell'impresa assicurativa, degli obblighi di informazione sul contenuto delle "claims made") e quella dell'attuazione del rapporto (come nel caso in cui nel regolamento contrattuale "on claims made basis" vengano inserite clausole abusive), con la conseguenza che la tutela invocabile dall'assicurato può esplicarsi, in termini di effettività, su diversi piani, con attivazione dei rimedi pertinenti ai profili di volta in volta implicati. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 24 Settembre 2018, n. 22437.


Comunione dei diritti reali - Condominio negli edifici - Azioni giudiziarie - Rappresentanza giudiziale del condominio - Legittimazione dell'amministratore - In genere - Contratto di assicurazione stipulato dal condominio - Azione per conseguire l’indennizzo - Legittimazione dell’amministratore - Sussistenza.
Nel caso di contratto di assicurazione stipulato dal condominio, l’amministratore condominiale è legittimato ad agire giudizialmente per il conseguimento dell’indennizzo, ai sensi degli artt. 1130, comma 1, n. 4, e 1131 c.c., senza necessità di preventiva autorizzazione da parte dell’assemblea dei condomini. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 08 Marzo 2017, n. 5832.


SACE – Contratti di assicurazione del credito – Applicabilità della disciplina codicistica in materia di assicurazione.
I contratti di assicurazione stipulati dalla SACE ai sensi della Iegge 24.5.1977 n. 227 sono contratti di assicurazione, come tali soggetti alla disciplina prevista dal codice civile per questa tipologia contrattuale, ove non espressamente derogata dalla legge speciale.
In particolare, viene in rilievo l’articolo 13, comma 3, della legge 24.5.1977 n. 227, il quale prevede che la SACE si doti dei mezzi finanziari necessari alle spese di gestione ed al pagamento degli indennizzi "con i mezzi derivanti dalla riscossione dei premi, con gli introiti derivanti da recuperi a fronte di indennizzi corrisposti, con i mezzi provenienti dall'investimento del fondo di dotazione, nonché con le riserve".
Da questa norma si desume che la SACE opera con metodo assicurativo, ovvero attraverso la comunione dei rischi (ovvero I'assunzione di un numero indeterminato di rischi) e la mutualità tra gli assicurati (ovvero la distribuzione tra tutti gli assicurati, attraverso la corresponsione del premio, dell’onere economico derivante dal pagamento degli indennizzi).
Se dunque la SACE è tenuta ex lege ad operare con metodo assicurativo, I‘esistenza del rischio è elemento essenziale dei contratti da essa stipulati. Se cosi non fosse, non sarebbe concepibile né la concentrazione del rischi, né la mutualità tra gli assicurati, né la rilevazione statistica della sinistrosità e la distribuzione del relativo onere tra tutti gli assicurati attraverso il pagamento dei premi.
Del tutto irrilevante è la finalità perseguita dal legislatore attraverso la legge 224/77. Che si tratti di una finalità di interesse pubblico è indubbio; ma altrettanto indubbio è che il legislatore, nell'esercizio della sua discrezionalità, abbia scelto di perseguire tale scopo con uno strumento di diritto privato (il contratto di assicurazione), che resta perciò soggetto alla disciplina di cui agli artt. 1882 e ss. c.c.. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 06 Giugno 2014, n. 12832.


Contratto di assicurazione sulla vita – Evento riguardante la vita con incidenza irrisoria – Estraneità al genus dei contratti assicurativi sulla vita.

Polizza unit linked – Causa del contratto – Rischi relativi all’andamento del mercato borsistico assunti dall’assicurato – Natura assicurativa del contratto – Esclusione.
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Nel contratto assicurativo sulla vita l’obbligazione dell’assicuratore deve essere collegata ad un evento attinente alla vita umana, per cui quando l’evento riguardante la vita incide in misura insignificante sul quantum, il contratto è estraneo al genus dei contratti assicurativi sulla vita. (Laura de Simone) (riproduzione riservata)

La causa della polizza unit linked non è di assicurazione, atteso che gli unici rischi, relativi all’andamento del mercato borsistico, sono assunti dall’assicurato. (Laura de Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 26 Giugno 2012.


Concordato preventivo - Effetti - Per i creditori - Apertura del concordato a carico dell'assicurato - Conseguente scioglimento del contratto di assicurazione contro i danni - Esclusione - Premi inerenti a periodi assicurativi esauritisi prima di detta apertura - Assoggettamento al pagamento nella percentuale concordataria - Premi attinenti a periodi assicurativi in corso - Soddisfazioni integrali - Necessità.
L'apertura del concordato preventivo a carico dell'assicurato non determina lo scioglimento del contratto di assicurazione contro i danni, al pari degli altri rapporti contrattuali in vigore alla relativa data, dato che le disposizioni degli artt. 72 e segg. del R.D. 16 marzo 1942 n. 267, in tema di effetti su detti rapporti della dichiarazione di fallimento, non sono richiamate per il concordato dal successivo art. 169. L'instaurazione di tale procedura, peraltro, comporta che i premi inerenti a periodi assicurativi esauritisi prima dell'indicata data restano soggetti al pagamento nella percentuale prevista dal concordato, rientrando nell'ambito di applicazione dell'art. 184 del citato regio decreto, mentre i premi attinenti a periodi assicurativi in corso, ancorché dovuti anticipatamente, devono essere integralmente soddisfatti, sottraendosi agli effetti vincolanti di cui al suddetto art. 184. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Settembre 1993, n. 9758.