LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XX
Dell'assicurazione
SEZIONE II
Dell'assicurazione contro i danni

Art. 1917

Assicurazione della responsabilità civile
TESTO A FRONTE

I. Nell'assicurazione della responsabilità civile l'assicuratore è obbligato a tenere indenne l'assicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dell'assicurazione, deve pagare a un terzo, in dipendenza della responsabilità dedotta nel contratto. Sono esclusi i danni derivanti da fatti dolosi.

II. L'assicuratore ha facoltà, previa comunicazione all'assicurato, di pagare direttamente al terzo danneggiato l'indennità dovuta, ed è obbligato al pagamento diretto se l'assicurato lo richiede.

III. Le spese sostenute per resistere all'azione del danneggiato contro l'assicurato sono a carico dell'assicuratore nei limiti del quarto della somma assicurata. Tuttavia, nel caso che sia dovuta al danneggiato una somma superiore al capitale assicurato, le spese giudiziali si ripartiscono tra assicuratore e assicurato in proporzione del rispettivo interesse.

IV. L'assicurato, convenuto dal danneggiato, può chiamare in causa l'assicuratore.


GIURISPRUDENZA

Assicurazione - Assicurazione della responsabilità civile - Limitazioni (fatti dolosi) - Clausola limitativa del rischio assicurato relativa alla conseguenza di fatti accidentali - Fatti dannosi derivanti da colpa grave - Inclusione nella copertura assicurativa - Sussistenza - Fondamento.
L'assicurazione della responsabilità civile, mentre non può concernere fatti meramente accidentali, dovuti, cioè, a caso fortuito o forza maggiore, dai quali non sorge responsabilità, per la sua stessa natura importa necessariamente l'estensione ai fatti colposi, restando escluso, in mancanza di espresse clausole limitative del rischio, che la garanzia assicurativa non copra alcune forme di colpa. Pertanto la clausola della polizza stipulata da un condominio, la quale preveda la copertura dei danni "involontariamente cagionati a terzi in conseguenza di un fatto accidentale", senza contenere alcuna limitazione con riguardo a determinati gradi di colpa, fa ritenere operante la garanzia anche in ipotesi di comportamento gravemente colposo dell'assicurato, con la sola eccezione delle condotte dolose. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 11 Agosto 2017, n. 20070.


Clausole assicurative claims made - Sindacato di meritevolezza - claims made impure o miste - Presunzione semplice di nullità.
Le clausole assicurative claims made c.d. impure sono presuntivamente nulle in quanto clausole atipiche non meritevoli di tutela. La presunzione di nullità è correlata alla presunzione di immeritevolezza ed è la conseguenza della compressione del periodo di retroattività: nelle clausole claims made pure il periodo di retroattività è illimitato, mentre nelle clausole impure o miste detto periodo di operatività retroattiva è del tutto assente o limitato a qualche anno, rendendo di fatto eccessivamente contratta la manleva assicurativa e sostanzialmente inutile la copertura assicurativa medesima. E’ sempre ammessa la prova contraria volta a superare la presunzione di nullità della clausola. (Paolo Fortina) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 29 Aprile 2017.


Comunione dei diritti reali - Condominio negli edifici - Azioni giudiziarie - Rappresentanza giudiziale del condominio - Legittimazione dell'amministratore - In genere - Contratto di assicurazione stipulato dal condominio - Azione per conseguire l’indennizzo - Legittimazione dell’amministratore - Sussistenza.
Nel caso di contratto di assicurazione stipulato dal condominio, l’amministratore condominiale è legittimato ad agire giudizialmente per il conseguimento dell’indennizzo, ai sensi degli artt. 1130, comma 1, n. 4, e 1131 c.c., senza necessità di preventiva autorizzazione da parte dell’assemblea dei condomini. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 08 Marzo 2017, n. 5832.


Responsabilità civile - Contratto di assicurazione - Clausola clams made mista o impura - Vessatorietà - Esclusione - Nullità per difetto di meritevolezza - Significativo squilibrio dei diritti degli obblighi derivanti dal contratto.
Nel contratto di assicurazione della responsabilità civile la clausola che subordina l'operatività della copertura assicurativa alla circostanza che tanto il fatto illecito quanto la richiesta risarcitoria intervengano entro il periodo di efficacia del contratto o, comunque, entro determinati periodi di tempo, preventivamente individuati (c.d. clausola clams made mista o impura) non è vessatoria; essa, in presenza di determinate condizioni, può tuttavia essere dichiarata nulla per difetto di meritevolezza ovvero, laddove sia applicabile la disciplina di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005, per il fatto di determinare, a carico del consumatore, un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto; la relativa valutazione, da effettuarsi dal giudice di merito, è incensurabile in sede di legittimità, ove congruamente motivata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 06 Maggio 2016, n. 9140.


Chiamata in Garanzia – Impugnazione del garante – Effetti – Garanzia propria e impropria – Rilevanza – Esclusione.
L’impugnazione del garante riguardo al rapporto principale, tanto nel caso in cui la chiamata si sia esaurita nella sola richiesta di estensione soggettiva dell’accertamento sul rapporto principale al garante, quanto nel caso in cui ad essa sia stata cumulata la domanda di garanzia, è idonea ad investire il giudice dell’impugnazione anche a favore del garantito, attesa la struttura necessaria del litisconsorzio sul piano processuale e considerato che è stato lo stesso garantito a realizzare l’estensione soggettiva della legittimazione sul rapporto principale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 04 Dicembre 2015, n. 24707.


Assicurazione contro i danni – Elemento soggettivo nell’assicurato – Dolo eventuale – Esclusione della garanzia.
L’assicurazione contro i danni cagionati a terzi richiede (art. 1917, co. 1, c.c.) la sussistenza della colpa, anche grave, ma resta esclusa in caso di dolo eventuale, ossia allorquando l'assicurato agisca accettando consapevolmente il rischio, prevedibile o addirittura previsto, di cagionare il danno.

Il concetto di dolo eventuale, infatti, non è limitato all'ambito penalistico, nel quale pure più usualmente si pone la questione di accertare l'esatta natura dell'elemento psicologico, ma assume natura generale.

Nell’ipotesi del dolo eventuale, del resto, l'assicurato accollerebbe all'assicuratore non tanto un rischio, quanto il costo specifico della propria attività. (Luigi Galasso) (riproduzione riservata)
Tribunale Benevento, 26 Agosto 2015.