Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XXII
Della fideiussione
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 1936

Nozione
TESTO A FRONTE

I. È fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l'adempimento di un'obbligazione altrui.

II. La fideiussione è efficace anche se il debitore non ne ha conoscenza.


GIURISPRUDENZA

Contratto monofirma – Mancata prova della consegna al correntista – Nullità – Sussistenza – Non debenza delle somme scaturenti dal rapporto di conto corrente

Eccezioni fondate su violazione di norme imperative – Opponibilità da parte del garante autonomo – Sussistenza

Clausola a prima richiesta – Qualificazione del Contratto autonomo di garanzia – Insussistenza
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Nell’ipotesi in cui un contratto di conto corrente è solo sottoscritto dal correntista e non anche dalla banca, non può dirsi rispettato il requisito della forma scritta ex art. 117 TUB nel caso in cui la banca non offra la prova della consegna della scheda contrattuale al correntista; pertanto in carenza della prova della consegna del contratto al correntista, detto contratto sarà affetto da nullità, con la conseguenza della non può dirsi provato il credito preteso dalla banca, come risultante dal saldo (a debito del correntista) dell’ultimo estratto conto.

Attesa la natura di norma imperativa dell’art. 117 TUB, l’eccezione relativa al difetto di forma scritta del contratto di conto corrente, non può essere preclusa al garante autonomo, il quale è legittimato a sollevare eccezioni riguardanti la violazione di nome imperative.

Per qualificare una garanzia in termini di contratto autonomo non è sufficiente l’inserimento della clausola a prima richiesta. (Antonio De Piano) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 15 Ottobre 2021.


Tribunale delle Imprese – Conflitto tra competenze inderogabili – Pendenza del giudizio opposizione a decreto ingiuntivo – Fideiussione omnibus – Nullità parziale – Efficacia di giudicato del decreto non opposto.
L’azione diretta a far dichiarare la nullità, per violazione della normativa antitrust, della clausola di rinuncia della facoltà prevista dall’art. 1957 c.c., della clausola c.d. di sopravvivenza e della clausola c.d. di riviviscenza, riproducenti le analoghe clausole del modello A.B.I. di fideiussione omnibus, rientra nella competenza per materia del Tribunale delle imprese e la contestuale pendenza del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso sulla scorta della medesima fideiussione, pur configurando in astratto un’ipotesi di continenza del giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo rispetto al giudizio instaurato innanzi al Tribunale delle imprese - atteso che l’accertamento della nullità del contratto “a valle” implica necessariamente l’accertamento della nullità dell’intesa anticoncorrenziale “a monte”-, non consente l’applicazione dell’art. 39, 2° comma, c.p.c., essendosi in presenza di criteri di competenza parimenti inderogabili.
Le clausole riproduttive del contenuto del modulo A.B.I. sono affette da nullità “virtuale” ex art. 1418, 1° comma, c.c. per contrarietà diretta norme imperative di ordine pubblico economico, essendo il contratto lo strumento attraverso il quale si realizzano gli effetti dell’illecito anticoncorrenziale. Trattasi di nullità parziale ex art 1419 c.c., potendo solo banca provare l’essenzialità delle clausole ai fini della stipula del contratto, circostanza che non può desumersi sic et simpliciter dalla mera alterazione del sinallagma contrattuale.
Il provvedimento della Banca d’Italia del 2005 ha efficacia vincolante ai sensi dell’art. 7 del d. lgs. n. 3/2017 nei giudizi risarcitori solo per le fideiussioni omnibus e con riferimento all’esistenza di un’intesa anticoncorrenziale, sicché l’attore dovrà sempre provare il danno subito ed il nesso di causalità. Nei giudizi di risarcimento non aventi ad oggetto contratti di fideiussione omnibus, l’attore dovrà anche provare, non solo che le clausole inserite nella fideiussione sono analoghe a quelle dello schema A.B.I., ma che le stesse hanno avuto una diffusa “standardizzazione contrattuale” che ha generato in concreto effetti anticoncorrenziali.
Il decreto ingiuntivo emesso sulla scorta di una fideiussione contenente le suddette clausole e non opposto nei termini di legge spiega effetti sostanziali e processuali del tutto equivalenti a quelli di cui una sentenza passata in giudicato per cui, coprendo il dedotto ed il deducibile, preclude la possibilità di agire per la nullità ed il risarcimento dei danni per violazione della normativa antitrust. (Stefano Vitale) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 04 Dicembre 2020.


Fideiussione – Clausole riproduttive schema ABI – Nullità parziale o totale – Esclusione – Tutela risarcitoria

Fideiussione – Clausole riproduttive schema ABI – Tutela risarcitoria – Condizioni e onere della prova
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La nullità per violazione della disciplina antitrust è espressamente prevista per le intese illecite tra imprenditori, ma non per i contratti, come quelli di fideiussione in favore di una banca, stipulati a valle, rispetto ai quali, in quanto costituiscano lo sbocco delle intese illecite e ne rappresentino l'esecuzione, l'ordinamento giuridico prevede la tutela risarcitoria a favore del contraente danneggiato.

L'azione risarcitoria per danno ingiusto esperibile dal fideiussore che lamenti la conformità del modello di fideiussione adottato in favore di una banca a quello predisposto dall'ABI - censurato dalla Banca d'Italia perché contrastante con la normativa sulla concorrenza - implica, quale carattere costitutivo della pretesa attorea, che il fideiussore fornisca la prova del carattere uniforme dell'applicazione della clausola contestata, uniformità che necessita della prova a) dell’esistenza di un illecito anticoncorrenziale, b) della corrispondenza tra lo schema contrattuale cui è acceduto il garante e quello derivante dal predetto illecito e c) della effettiva lesione della libertà di scelta del fideiussore. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 21 Settembre 2020.


Fideiussione – Clausole schema ABI – Nullità – Esclusione.
L’inserimento nel contratto di fideiussione stipulato in favore di una banca, in conformità allo schema di contratto predisposto dall’ABI nel 2003, secondo un modello che la Banca d’Italia, con provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005, aveva ritenuto essere contrastante con il divieto di intese anticoncorrenziali, non determina la nullità del contratto (a valle) di fideiussione che non può dirsi giuridicamente collegato alla intesa anticoncorrenziale, perché detta intesa non viene richiamata nella fideiussione, perché il cliente stipula il contratto per soddisfare un proprio interesse che si ricollega ed esaurisce nel fine tipico dell’operazione e perché l’art. 2 della legge 287/1990 vieta le intese ma nulla dispone circa le sorti dei rapporti commerciali stipulati tra l’impresa e altri contraenti in un sistema governato dal principio della non interferenza tra regole di comportamento e regole di validità degli atti. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 26 Maggio 2020.


Fidejussione - Limiti - Scadenza dell'obbligazione principale - Contratto atipico di "prestito d'uso d'oro" - Qualificazione - Scadenza dell'obbligazione principale - Recesso del fideiussore - Effetti - Fattispecie.
In caso di recesso dalla garanzia fideiussoria prestata in relazione alle obbligazioni nascenti dal contratto atipico di "prestito d'uso d'oro" - assimilabile al mutuo per l'obbligazione di restituzione del "tantundem" e per la sua funzione di finanziamento - il fideiussore è liberato qualora alla data del recesso risulti essere stata adempiuta dal debitore principale l'obbligazione principale di restituzione dell'oro utilizzato oppure, a seguito della c.d. "opzione d'acquisto", quella alternativa di pagamento dell'equivalente in denaro dell'oro trattenuto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva applicato il diverso principio, elaborato con riferimento alla differente ipotesi dell'apertura di credito in conto corrente senza predeterminazione di durata, secondo il quale il recesso del fideiussore produce l'effetto di circoscrivere l'obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento di efficacia del recesso, senza verificare se le "proroghe", intervenute dopo il recesso del fideiussore e la scadenza dei due prestiti d'uso, costituissero la messa a disposizione di nuovo oro - ad obbligazione "alternativa" ormai adempiuta e, dunque, nell'ambito di un nuovo prestito - ovvero un mero differimento del termine per adempiere l'obbligazione nascente dai prestiti originari oppure operazioni finanziarie di altra natura). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 20 Maggio 2020, n. 9256.


Processo civile – Procedimenti speciali – Opposizione a decreto ingiuntivo – Provvisoria esecutorietà del decreto opposto – Presupposti sospensione

Fideiussione a favore di istituto di credito – Violazione normativa antitrust – Nullità – Presupposti
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I "gravi motivi" che consentono al giudice di sospendere la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto a norma dell’art. 649 c.p.c. possano attenere al periculum, qualora si ritenga che l'esecuzione forzata del decreto ingiuntivo opposto possa danneggiare in modo grave il debitore, senza garanzia di risarcimento, in caso di accoglimento dell'opposizione oppure, a prescindere dalla sussistenza di tale presupposto, alla probabile fondatezza dell'opposizione e finanche alla legittimità della concessione del decreto o della provvisoria esecutività dello stesso.

Sebbene una intesa vietata ai sensi dell’art. 2, l. 287/1990 può essere dannosa anche per un soggetto, consumatore o imprenditore, che non vi abbia preso parte, affinchè gli si possa riconoscere un interesse ad invocare la tutela di cui all’art. 33, comma 2, l. 287/1990 non è sufficiente che egli alleghi la nullità della intesa medesima – essendo comunque onerato di provare la coincidenza delle convenute condizioni contrattuali, oggetto di contestazione, col testo di uno schema contrattuale che potesse ritenersi espressivo della vietata intesa restrittiva, oltre che il carattere uniforme delle clausole contestate - ma occorre anche che precisi la conseguenza che tale vizio ha prodotto sul proprio diritto ad una scelta effettiva tra una pluralità di prodotti concorrenti, in quanto l’unica tutela concessa al soggetto rimasto estraneo alla intesa anti-concorrenziale che abbia allegato e dimostrato un pregiudizio ad essa conseguente, è quella risarcitoria. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Velletri, 05 Marzo 2020.


Garanzia – Clausola “a prima richiesta”, “a semplice richiesta” o “senza eccezioni” – Natura di contratto autonomo di garanzia.
La garanzia che contiene la clausola con cui il garante si impegna al pagamento di quanto richiesto “a prima richiesta”, “a semplice richiesta” o “senza eccezioni” ha natura di contratto autonomo di garanzia, salvo che dal contesto contrattuale risulti una diversa volontà delle parti. (Carmine Volpe) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 05 Marzo 2020.


Responsabilità patrimoniale - Conservazione della garanzia patrimoniale - Revocatoria ordinaria (azione pauliana) - Rapporti con la simulazione - Condizioni e presupposti (esistenza del credito, "eventus damni, consilium fraudis et scientia damni".
La nullità della fideiussione posta a fondamento dell'azione revocatoria è rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità, ma non può essere accertata sulla base di una "nuda" eccezione, sollevata per la prima volta con il ricorso per cassazione, basata su contestazioni in fatto in precedenza mai effettuate, a fronte della quale l'intimato sarebbe costretto a subire il "vulnus" delle maturate preclusioni processuali. (Nella specie, un istituto di credito ha esercitato l'azione revocatoria nei confronti di alcuni fideiussori e questi ultimi hanno eccepito, solo davanti alla S.C., la nullità della garanzia da loro prestata perché conforme ad uno schema contrattuale elaborato dall'ABI, in tema di clausole da apporre alle fideiussioni, dichiarato illegittimo dall'Autorità competente in quanto conseguente ad un'intesa fra imprese restrittiva della concorrenza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Febbraio 2020, n. 4175.


Contratti bancari – Mancanza di contratto scritto – Nullità – Usura sopravvenuta – Irrilevanza – Fideiussione – Contratto autonomo di garanzia.
Nel caso in cui la banca, nell’ambito di un’opposizione a decreto ingiuntivo, non produca il contratto scritto di finanziamento, sussiste la nullità assoluta del negozio e la sanzione è l’azzeramento di ogni interesse e commissione, non potendosi applicare il c.d. tasso BOT di cui al 7° comma dell’art. 117 T.U.B., che concerne le diverse ipotesi di nullità parziale per mancanza della clausola di pattuizione degli interessi in quanto assente (4° comma) o indeterminata (6° comma).

Qualora l’usura si manifesti nell’ambito di un’apertura di credito in conto corrente per anticipazioni nel corso del rapporto e non risulti pattuita nel contratto, va qualificata come sopravvenuta ed è quindi irrilevante.

Nel caso in cui vi sia prestazione di garanzia da parte di un terzo, ai fini della qualificazione come contratto autonomo di garanzia occorre che la banca dia la prova del rafforzamento della posizione creditoria non solo con l’affiancamento di un ulteriore soggetto obbligato, ma anche con la possibilità di pretendere da parte di quest’ultimo l’adempimento a prescindere dalle vicende relative al rapporto fondamentale; tale qualificazione è esclusa quando risulti che le parti abbiano espressamente e ripetutamente qualificato il negozio come fideiussione e la garanzia sia stata prestata su un modulo prestampato e predisposto unilateralmente con clausole serialmente sottoposte a tutti i clienti della banca. (Paolo Doria) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 05 Febbraio 2020.


Comportamento contrario a buona fede e correttezza contrattuale - Conseguenze - Fattispecie.
In materia di responsabilità da fideiussione, gli obblighi di buona fede e correttezza contrattuale - da intendersi in senso oggettivo - impongono alla parte garantita di salvaguardare la posizione del proprio fideiussore, con la conseguenza che la loro violazione non consente l'esercizio di pretese nei confronti del garante, nella misura in cui la sua posizione sia stata aggravata dal garantito. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva escluso la violazione delle clausole di correttezza e buona fede sul mero assunto che la scelta dell'appaltante garantito di pagare all'appaltatore il saldo finale, nonostante la presenza di vizi ed a fronte dell'impegno all'eliminazione degli stessi, non fosse censurabile sotto il profilo della colpa - non essendo l'inadempimento ancora divenuto definitivo -, laddove avrebbe dovuto invece considerare - sul piano oggettivo - l'idoneità della condotta a salvaguardare l'interesse del garante ovvero ad aggravarne la posizione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 12 Dicembre 2019, n. 32478.


Provvedimento Banca d’Italia n. 55 del 2 maggio 2005 in funzione anti-concorrenziale – Applicabilità alle sole fideiussioni omnibus.
Il provvedimento della Banca d’Italia del 2.05.2005 di censura di alcune disposizioni dello schema contrattuale predisposto dall’ABI si riferisce esclusivamente alla fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie (c.d. “fideiussione omnibus)”, la quale è fattispecie diversa dalla fideiussione – come quella azionata nella presente procedura esecutiva – che, lungi dal garantire tutte le operazioni bancarie intercorrenti tra la società garantita e l’istituto di credito finanziatore, è delimitata nel suo oggetto alle obbligazioni scaturenti dal contratto di mutuo, essendo, dunque, priva delle caratteristiche proprie della c.d. fideiussione omnibus. (Lorenzo Biscaglia) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa, 06 Novembre 2019.


Concordato preventivo - Fideiussore del proponente - Adunanza dei creditori - Diritto di voto - Esclusione - Ragioni.
Nel concordato preventivo il fideiussore del proponente non ha diritto di voto, atteso che l'art. 174, comma 4, l.fall. consente soltanto il suo intervento nell'adunanza e che prima del pagamento egli non ha un credito di regresso nei confronti del debitore, potendo esercitare verso di lui solo l'azione di rilievo, ex art. 1950 c.c., che mira ad ottenere un "facere" e non un "dare". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Settembre 2019, n. 22382.


Fideiussore del proponente - Adunanza dei creditori - Diritto di voto - Esclusione - Ragioni.
Nel concordato preventivo il fideiussore del proponente non ha diritto di voto, atteso che l'art. 174, comma 4, l.fall. consente soltanto il suo intervento nell'adunanza e che prima del pagamento egli non ha un credito di regresso nei confronti del debitore, potendo esercitare verso di lui solo l'azione di rilievo, ex art. 1950 c.c., che mira ad ottenere un "facere" e non un "dare". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Settembre 2019, n. 22382.


Contratti bancari – Finanziamento – Coobbligato del debitore – Qualità di fideiussore – Affermazione.
In ambito contrattuale o si è parte, e quindi in caso di pluralità soggettiva si assumono di regola obbligazioni solidali nonché contitolarità degli effetti favorevoli del contratto, o si è garanti/fideiussori, cioè responsabili delle obbligazioni assunte con il contratto principale, senza diventare parte di questo. Non è invece prevista dall'ordinamento la qualità del coobbligato in un contratto ex sé, di soggetto che cioè pur non essendo parte, e quindi non essendo titolare degli effetti di esso, assumerebbe, senza assumere la qualità di fideiussore, l'obbligo di garantire l'adempimento altrui. [Sulla base di tale principio, il giudice riconosceva al coobbligato la liberazione ex art.1957 c.c., non essendo stata tempestivamente promossa dalla banca alcuna iniziativa giudiziale contro il debitore principale.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 23 Maggio 2019.


Fideiussione – Forma – Difetto sottoscrizione creditore – Irrilevanza

Fideiussione – Schema ABI – Nullità parziale – Condizioni
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Il contratto di fideiussione non richiede l’accettazione espressa del creditore atteso che l'obbligazione fideiussoria sorge per effetto della proposta del fideiussore non rifiutata dall’oblato-creditore. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)

L’inserimento nel contratto di fideiussione stipulato in favore di una banca, in conformità allo schema di contratto predisposto dall’ABI nel 2003, secondo un modello che la Banca d’Italia, con provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005, aveva ritenuto essere contrastante con il divieto di intese anticoncorrenziali, in un’ottica di conservazione del contratto può determinare unicamente la nullità parziale della fideiussione limitatamente alle relative clausole (articoli 2-6-8 dello schema contrattuale predisposto dall’ABI), sempre che il fideiussore abbia  dato la prova che dette intese siano confluite nel contratto in questione e della lesione della sua liberta contrattuale. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 03 Maggio 2019.


Eccezione di nullità della fideiussione “omnibus”, predisposta in modo conforme allo schema ABI del 2002 - Sospensione della esecutività della sentenza di primo grado.
L’eccezione di nullità, sollevata per la prima volta nel corso del giudizio di appello, ad oggetto un negozio di fideiussione stipulato conformemente alle norme bancarie uniformi predisposte dall'ABI nel 2002 (e sanzionate da Banca d’Italia con provvedimento 55/2005, in quanto aventi l'effetto di restringere, impedire o falsare in modo consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale, e perciò atte ad escludere il diritto del cliente ad una scelta tra prodotti in concorrenza), costituisce, alla luce della recente giurisprudenza di legittimità di cui alla sentenza della Cassazione n. 29810/2017, circostanza idonea per l’accoglimento della richiesta di sospensione della esecutività della sentenza di primo grado. (Matteo Nerbi) (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 18 Luglio 2018.


Sospensione provvisoria esecutorietà decreto ingiuntivo – Fideiussione – Nullità – Normativa antitrust.
Il mutamento giurisprudenziale di cui alla sentenza della Cassazione n. 29810 del 2017, che sancisce la nullità delle fideiussioni omnibus quando dalla loro conformità al modello ABI ne derivi una violazione della normativa antitrust, costituisce circostanza idonea per l’accoglimento della richiesta di sospensione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo opposto in relazione alla posizione dei fideiussori. (Paolo Porena) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 05 Giugno 2018.


Consumatore - Persona fisica che presta fideiussione in favore della società commerciale - Foro del consumatore - Applicabilità - Condizioni - Assenza di collegamenti funzionali con la società - Sufficienza - Accessorietà dell’obbligazione di garanzia - Irrilevanza - Rapporto di mera parentela - Irrilevanza.
In base alla condivisibile giurisprudenza comunitaria, nonostante la natura accessoria dell’obbligazione di garanzia rispetto all’obbligazione principale, la persona fisica che presta fideiussione per le obbligazioni assunte da una società commerciale deve essere considerata “consumatore” ai sensi e per gli effetti della relativa normativa di matrice comunitaria qualora, al momento della sottoscrizione della fideiussione, non abbia collegamenti funzionali con la società stessa, quali incarichi di amministrazione o partecipazioni non trascurabili nel capitale sociale, a nulla rilevando, invece, meri rapporti di parentela con amministratori o soci. (Mauro De Rossi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 22 Maggio 2018.


Decreto del tribunale emesso su reclamo avverso l'autorizzazione del giudice delegato al curatore al riscatto di polizze assicurative del fallito - Natura ordinatoria - Configurabilità - Fondamento - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Inammissibilità.
Il decreto emesso dal tribunale, a seguito del reclamo avverso il provvedimento con il quale il giudice delegato autorizza il curatore al riscatto di polizze assicurative sulla vita già stipulate dal fallito, ha natura ordinatoria, essendo emesso in relazione all'esercizio della funzione di vigilanza e direzione, svolta dal giudice delegato all'interno della procedura, sull'amministrazione attiva cui è preposto il curatore; ne consegue che è inammissibile il ricorso per cassazione, ai sensi dell'art. 111 Cost., nei confronti del menzionato decreto, non incidendo esso, se non in modo indiretto e mediato, sui diritti dei terzi, suscettibili di lesione solo per effetto della condotta illegittima del curatore nei rapporti con i medesimi terzi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 14 Maggio 2018, n. 11711.


Debiti assunti dalla società di persone - Natura - Debiti personali dei soci illimitatamente responsabili - Esclusione - Garanzia ex lege - Fondamento.
I debiti assunti da una società di persone non possono essere considerati debiti personali dei suoi soci illimitatamente responsabili, essendo riconducibili esclusivamente alla società, nei confronti dei quali i soci illimitatamente responsabili assumono piuttosto la posizione e il trattamento di garanti "ex lege", come è dimostrato dalla possibilità che i soci prestino fideiussione per le obbligazioni della società ai sensi dell'art. 1936 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Marzo 2018, n. 6650.


Opposizione a decreto ingiuntivo – Eccezione incompetenza territoriale fideiussione – Foro del consumatore – Applicabilità Foro Consumatore a persona fisica che presta fideiussione in favore di società commerciale – Sussistenza.
La normativa introdotta con la Direttiva 93/13/CEE (trasposta in Italia negli articoli 33 e seguenti del d.lgs. 206/2005, cd. “codice del consumo”) è applicabile anche in relazione ai contratti accessori, quale appunto la fideiussione, dovendosi accertare l’applicabilità della Direttiva in concreto e con riferimento alla qualità dei contraenti. In particolare sarà applicabile la normativa del consumatore nel caso di una persona fisica che abbia garantito l’adempimento delle obbligazioni di una società commerciale con la quale non abbia collegamenti funzionali quali l’amministrazione o una partecipazione non trascurabile al suo capitale sociale. (Alessandro Frigerio) (riproduzione riservata) Tribunale Sondrio, 20 Dicembre 2017.


Contratti di garanzia - Fideiussione e contratto autonomo di garanzia - Distinzione - Effetti ai fini della revocatoria fallimentare - Incidenza per la massa dei creditori.
Il fatto che fideiussione e contratto autonomo diano luogo a figure di garanzia tra loro diverse non comporta che le stesse siano regolate, o debbano venire regolate, in modo diverso sotto ogni profilo di disciplina; ai fini della revocatoria, infatti, nel rapporto tra debitore principale e creditore beneficiario, il pagamento fatto dal garante autonomo produce effetti identici - sotto il profilo dell'attribuzione patrimoniale - a quello posto in essere dal fideiussore: in entrambi i casi si tratta di un pagamento del terzo che trova titolo nell'assunzione negoziale di un obbligo di garanzia e che risulta dunque revocabile ex art. 67, comma 2, l.fall. al ricorrere di identici presupposti, sia oggettivi (pagamento e regresso) che soggettivi.

A ben vedere, anzi, nel porre a confronto fideiussione e contratto autonomo rispetto all'angolo visuale del fallimento (o liquidazione coatta) del debitore principale, è proprio questa seconda figura a risultare di maggiore peso e incidenza per la massa dei creditori insinuati, in quanto il contratto autonomo assicura al garante che ha pagato un regresso assai più agevole di quello del fideiussore, perchè in sè svincolato dalle vicende inerenti al rapporto garantito (salvo il caso ricorrano gli estremi dell'exceptio doli generalis). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 02 Novembre 2017, n. 26062.


Fideiussione – Prestata da persona fisica per debito contratto da imprenditore – Inapplicabilità al fideiussore del codice del consumatore.
Ai fideiussori non è applicabile la disciplina degli art. 1469 bis e ss. c.c. quando il debitore principale rivesta la qualità di imprenditore, atteso che, in tal caso, la qualità del debitore principale attrae quella del fideiussore ai fini dell’individuazione del soggetto che deve rivestire la qualità di consumatore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 16 Ottobre 2017.


Fideiussione – Termine per escussione – Efficacia atto unilaterale recettizio – Decadenza.
Nel caso in cui una decadenza sia legalmente o contrattualmente connessa al compimento di un atto unilaterale recettizio, essa potrà compiersi solo nel caso in cui il termine fissato per il compimento dell’atto sia decorso al momento del suo invio, qualora la legge o la clausola contrattuale non prevedano espressamente che entro il termine decadenziale l’atto debba pervenire nella sfera giuridica del destinatario; in quest’ultima ipotesi, in deroga alla regola generale, è la stessa legge o la volontà delle parti ad ancorare l’effetto decadenziale alla ricezione dell’atto, sicchè l’effetto estintivo non dipende dall’attività del mittente bensì dal prodursi degli effetti dell’esercizio del diritto nella sfera del destinatario. (Lorenzo Del Giudice) Tribunale Reggio Calabria, 30 Giugno 2017.


Fidejussione – Prestata a garanzia del pagamento di canoni di locazione – Alienazione dell’immobile locato – Operatività della garanzia in favore del nuovo proprietario-locatore – Affermazione.
Il terzo beneficiario va individuato in relazione alla posizione assunta nel rapporto al quale il contratto di garanzia fa riferimento, essendo rilevante il nesso tra garanzia prestata (rapporto di garanzia) e rapporto di base (rapporto garantito). [Nella fattispecie, il Giudice ha ritenuto la garanzia operante in favore del locatore subentrato a quello in favore del quale era stata originariamente prestata la garanzia fideiussoria.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 31 Gennaio 2017.


Opposizione a decreto ingiuntivo – Garanti opponenti – Eccezione di nullità del contratto garantito – Legittimazione – Fideiussione e contratto autonomo di garanzia – Criteri distintivi .
L’identità dell’obbligazione gravante sul fideiussore rispetto a quella gravante sul garantito esclude che possa configurarsi un contratto autonomo di garanzia.

In caso di garanzia prestata a titolo gratuito difetta un ulteriore elemento proprio dei contratti autonomi di garanzia.

La clausola che estende la garanzia all’obbligo di restituzione delle somme erogate presuppone che la garanzia sia influenzata dalla declaratoria di invalidità delle obbligazioni garantite, con la conseguenza che non può essere considerata autonoma.

La clausola che prevede la propagazione della decadenza dal beneficio del termine al fideiussore è segno di mancanza di autonomia e separatezza tra obbligazione principale e obbligazione dei garanti.

La qualificazione dei contratti quali fideiussione, se non rappresenta un elemento decisivo, posto che ciò che occorre prendere in considerazione è soprattutto il contenuto del contratto, costituisce pur sempre un elemento di interpretazione, tra l’altro a favore del garante, ai sensi dell’art. 1370 c.c., trattandosi di garanzie prestate su moduli predisposti dalla banca.

L’uso di espressioni quali 'a prima richiesta' 'a semplice richiesta scritta' e consimili non è considerato decisivo ai fini della qualificazione delle garanzie in termini di contratti autonomi di garanzia, potendo tali espressioni stare a significare che le parti hanno corredato la fideiussione della clausola del solve et repete senza che sia preclusa al garante la possibilità di far valere la nullità della garanzia ovvero dell’obbligazione garantita. (Armida Dal Bo) (riproduzione riservata)
Tribunale Venezia, 29 Dicembre 2016.


Fideiussione – Clausole a semplice richiesta – Effetti – Contratto autonomo di garanzia.
Nel caso in cui il fideiussore si impegni a provvedere al pagamento di quanto dovuto dal debitore principale «a semplice richiesta scritta, anche in caso di opposizione del debitore», così rinunciando alla facoltà di opporre eventuali eccezioni spettanti al debitore medesimo, l’esplicita deroga al regime normativo tipico della fideiussione riconduce la polizza che la contiene alla categoria del contratto autonomo di garanzia, che ammette la sola «exceptio doli». (Avv. Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Maggio 2016.


Fallimento - Azione revocatoria fallimentare  - Conto corrente bancario - Fallimento del correntista - Rimesse sul conto corrente da parte del fideiussore - Revocabilità - Esclusione - Presupposti - Fondamento.
In tema di azione revocatoria fallimentare, le rimesse effettuate dal terzo fideiussore sul conto corrente dell'imprenditore, poi fallito, non sono revocabili ai sensi dell'art. 67, comma 2, l.fall., quando risulti che, con tali pagamenti, il terzo - senza utilizzare una provvista del debitore e senza rivalersi nei suoi confronti prima del fallimento - ha solo adempiuto, in qualità di fideiussore, l'obbligazione di garanzia nei confronti della banca creditrice, di carattere autonomo, ancorchè accessoria e di contenuto identico rispetto all'obbligazione principale, sì da evitare le conseguenze cui resterebbe esposto per effetto dell'inadempimento, dovendosi ritenere che la modalità del pagamento, che ha valenza solo contabile e non incide sulla provenienza della somma dal terzo e sulla causa del pagamento (estinzione dell'obbligazione fideiussoria, in difetto di una diversa imputazione), non determini, di per sè, l'acquisizione della disponibilità della somma da parte del titolare del conto corrente, sicché non viola la "par condicio creditorum". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Febbraio 2016, n. 2903.


Crediti fondiari – Esecuzione immobiliare – Opposizione all’esecuzione – Garanzia personale – Contratto autonomo di garanzia – Fidejussione.
Quando la garanzia personale assunta dall’ente risulta priva di qualsiasi accessorietà rispetto al rapporto principale, essa deve essere qualificata come contratto autonomo di garanzia e non come fidejussione. Ne consegue che tale negozio avrà valenza anche in caso di invalidità del contratto di finanziamento. (Ivan Salvadori) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 11 Febbraio 2016.


Crediti fondiari – Esecuzione immobiliare – Opposizione all’esecuzione – Garanzia personale – Estinzione della fidejussione per fatto del creditore.
Ai sensi dell’art. 1955 c.c. il “fatto del creditore” non può consistere nella mera inazione, bensì deve costituire violazione di un dovere giuridico imposto dalla legge o nascente dal contratto; il pregiudizio deve, inoltre, essere giuridico e non solo economico, e concretizzarsi nella perdita di un diritto e non nella maggiore difficoltà di attuarlo per le diminuite capacità satisfattive del patrimonio del debitore. (Ivan Salvadori) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 11 Febbraio 2016.


Fideiussione – Conflitto di interessi – Annullabilità ex art. 1394 c.c. – Garanzia prestata da società per importo superiore al capitale sociale – Sottoscrizione capitale sociale società garantita – Irrilevanza – Eterogeneità oggetto sociale società garantita – Illiceità fideiussione.
È annullabile ex art. 1394 c.c., in quanto rilasciata in conflitto di interessi, la fideiussione prestata da una società in favore di una banca per un importo notevolmente superiore al proprio capitale sociale e che sia stata sottoscritta per garantire un ingente debito contratto da altra società. Il conflitto di interessi non è escluso dalla circostanza che la società garante abbia sottoscritto il capitale sociale della società garantita. E tanto perché la predetta circostanza non è giustificativa del fatto che la garante abbia accettato di assumere su di sé, per lo più gratuitamente, una posta debitoria di entità tale da compromettere la propria stabilità economico-finanziaria. Ciò vale a maggior ragione se la società garantita ha diverso scopo sociale rispetto a quello della garante e l’oggetto sociale della società garante preveda che la partecipazione ad altre imprese o società sia possibile solo a condizione che queste abbiano scopo sociale analogo al proprio. Invero, in tal caso viene in rilievo un’ulteriore ragione di illiceità della concessa fideiussione, in quanto la stessa risulterebbe fondata su una partecipazione societaria contrastante con lo statuto. (Roberto Cicerone) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 10 Febbraio 2016.


Fallimento - Formazione dello stato passivo - Impugnazione dei crediti ammessi - Fideiussore del fallito - Legittimazione all'impugnazione - Configurabilità - Esclusione - Fondamento.
Il fideiussore dell'imprenditore fallito non è attivamente legittimato alle impugnazioni allo stato passivo di cui all'art. 98 l.fall., atteso che, da un lato, la sua posizione è accessoria a quella del debitore principale, a sua volta privo di interesse a veder ridotta la consistenza del proprio passivo, essendo stata la relativa legittimazione attribuita, in sua vece, al curatore fallimentare, e, dall'altro, è estraneo alle ragioni sottostanti all'ammissione dei crediti e, quindi, alla stessa formazione dello stato passivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 07 Gennaio 2016, n. 119.


Fideiussione - Revocatoria ordinaria dell'atto di disposizione posto in essere dal fideiussore - Determinazione dell'anteriorità ovvero della posteriorità del credito rispetto all'atto dispositivo - Momento dell'accreditamento a favore del debitore - Fattispecie in tema di trust.
Con riferimento all'onere probatorio del creditore che agisce in revocatoria ai sensi dell'articolo 2901 c.c. di atto posto in essere dal fideiussore, ai fini della determinazione dell'anteriorità ovvero della posteriorità del credito rispetto all'atto dispositivo del fideiussore, occorre fare riferimento al momento dell'accreditamento dell'importo garantito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 16 Giugno 2015.


Fallimento e procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ipoteca rilasciata su propri beni da socio illimitatamente responsabile - Effetto esdebitatorio - (In)sussistenza - Rimessione alle S.U...
La Sezione Prima civile ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, oggetto di contrasto e ritenuta di particolare importanza, se l’effetto esdebitatorio del concordato preventivo si estenda alla garanzia ipotecaria, prestata su propri beni dal socio illimitatamente responsabile di società personale per i debiti di quest’ultima, e se, in caso di risposta negativa, il creditore ipotecario conservi la garanzia per la parte di credito non coperta dalla percentuale concordataria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Febbraio 2014, n. 3163.


Concordato preventivo - Effetti - Omologazione - Effetto esdebitatorio in favore dei soci illimitatamente responsabili - Condizioni - Sussistenza della qualità di socio al momento dell'omologazione - Prestazione di fidejussione per debito sociale da parte di socio successivamente cessato - Conseguenze - Assunzione da parte del socio, ai fini concorsuali, della qualità di terzo garante - Fondamento - Fattispecie.
Nel concordato preventivo proposto da società con soci illimitatamente responsabili, l'omologazione della proposta non estende i suoi effetti remissori, ai sensi dell'art.184, secondo comma, legge fall., anche in favore del socio che, avendo prestato fidejussione per debiti della società ed a favore di un terzo creditore di questa, successivamente non rivesta più la predetta qualità al momento della citata omologa, dovendo allora l'ex socio, cui non si applica l'art. 10 legge fall., essere considerato, ai fini del concorso, alla stregua di un terzo garante; ne conseguono, da un lato, l'irrilevanza dell'accertamento dell'epoca della perdita della qualità di socio illimitatamente responsabile rispetto all'apertura del concordato e, dall'altro, nei confronti del creditore sociale, la responsabilità piena di tale ex socio, in virtù dell'obbligazione fidejussoria assunta, poichè debito proprio, del tutto distinto da quelli sociali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Dicembre 2011, n. 29863.


Sequestro conservativo - Dichiarazione di fallimento - Effetto - Giudizio di convalida - Improcedibilità - Conseguenza ulteriore - Liberazione della fideiussione prestata in luogo della cauzione "ex" art. 684 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento.
L'improcedibilità del giudizio di convalida del sequestro conservativo che deriva come effetto dalla dichiarazione di fallimento in ragione del divieto posto dall'art. 51 legge fall., non determina anche, nel medesimo giudizio di convalida, la liberazione della fideiussione che sia stata prestata, in luogo della cauzione, al fine di far conseguire al debitore principale la revoca del sequestro "ex" art. 684 cod. proc. civ., atteso che la fideiussione dà vita ad un rapporto con un soggetto terzo ed estraneo al giudizio di convalida, il fideiussore, la cui obbligazione è regolata dal tenore del contratto che ne costituisce la autonoma fonte, potendo la eventuale controversia sulla sorte di tale rapporto di garanzia a seguito della mancata convalida del sequestro essere oggetto di un separato giudizio tra creditore e fideiussore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Maggio 2001, n. 7110.


Contratto autonomo di garanzia - Eccezioni relative al rapporto principale - Inopponibilità - Conseguenze - Estinzione di tale rapporto - Irrilevanza - Fattispecie relativa all'incidenza della dichiarazione di fallimento del soggetto garantito.
Nei contratti autonomi di garanzia il garante non può opporre eccezioni in ordine alle vicende del rapporto principale e quindi neanche eccepire la sopravvenuta estinzione del medesimo. (Fattispecie relativa a polizza cauzionale stipulata a garanzia dell'esecuzione di opere inerenti a convenzioni urbanistiche; la S.C., in base all'accertata natura giuridica del contratto e al riportato principio di diritto, ha ritenuto irrilevante la questione circa l'applicabilità o meno al rapporto principale della norma dell'art. 81 legge Fall. sullo scioglimento dei contratti di appalto in caso di fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 21 Aprile 1999, n. 3964.