LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XXII
Della fideiussione
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 1941

Limiti della fideiussione
TESTO A FRONTE

I. La fideiussione non può eccedere ciò che è dovuto dal debitore, né può essere prestata a condizioni più onerose.

II. Può prestarsi per una parte soltanto del debito o a condizioni meno onerose.

III. La fideiussione eccedente il debito o contratta a condizioni più onerose è valida nei limiti dell'obbligazione principale.


GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Applicazione al creditore pignoratizio che abbia offerto  in cessione i propri beni - Esclusione.
La norma di cui alla art. 168, comma 1, l.fall., la quale fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore (e, quindi, di procedere esecutivamente per la realizzazione di un eventuale diritto di pegno) dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato della sentenza di omologazione, non può ritenersi legittimamente applicabile anche al creditore pignoratizio del terzo che abbia, in luogo del debitore insolvente, offerto in cessione i propri beni (tra cui quello oggetto di pegno) in funzione di adempimento del concordato (v. Cass. n. 6671-98); in detta ipotesi, trattandosi di beni del terzo al quale, come è noto, non si estende l'effetto esdebitatorio previsto dall'art. 184 l.fall., non ricorrono i presupposti di conservazione e di tutela che ispirano la ratio dell'art. 168 citato, ossia la garanzia della par condicio creditorum e la conservazione dell'integrità del patrimonio del debitore insolvente nella prospettiva di un negativo epilogo della procedura concordataria con conseguente dichiarazione di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2017, n. 19007.


Possibilità di prevedere una durata della fideiussione inferiore a quella del rapporto garantito - Ammissibilità.
Deve ritenersi consentita la possibilità di prevedere un limite di tempo alla fideiussione inferiore a quello del rapporto garantito; sebbene non espressamente prevista dal codice, può ricondursi alla previsione dell'art. 1941 secondo comma c.c. che consente di prestare la fideiussione per una parte soltanto del debito ο a condizioni meno onerose, e comunque non è vietata perché tesa a mettere il garante in una posizione più favorevole rispetto a quella del debitore principale. E' la possibilità inversa, ovvero la possibilità che il garante sia impegnato più severamente del debitore principale, che è vista sfavorevolmente dall'ordinamento e sanzionata con la riconduzione della garanzia fideiussoria prestata a condizioni più onerose rispetto al debito principale alle stesse condizioni della obbligazione principale stessa (art. 1941 terzo comma c.c.). (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)

La giurisprudenza di legittimità, sebbene si sia raramente occupata del problema, non ha trovato ostacoli alla ammissibilità della prestazione della garanzia per un tempo inferiore a quello del contratto principale, precisando che il fideiussore non può essere tenuto a condizioni più onerose del debitore principale, che possono riguardare il tempo, il luogo, le modalità. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)

Ne segue che, laddove il rapporto garantito sia un contratto di mutuo ipotecario, se per l'intero periodo di prestazione della garanzia il piano di ammortamento è stato rispettato, il debitore non è decaduto dal beneficio del termine e non si è verificato alcun inadempimento, il residuo credito capitale, pur in quel momento esistente, non è però esigibile, e pertanto il fideiussore non potrà essere tenuto a pagare per un inadempimento verificatosi dopo la scadenza della garanzia. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 30 Dicembre 2014, n. 27531.