LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XXII
Della fideiussione
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 1941

Limiti della fideiussione
TESTO A FRONTE

I. La fideiussione non può eccedere ciò che è dovuto dal debitore, né può essere prestata a condizioni più onerose.

II. Può prestarsi per una parte soltanto del debito o a condizioni meno onerose.

III. La fideiussione eccedente il debito o contratta a condizioni più onerose è valida nei limiti dell'obbligazione principale.


GIURISPRUDENZA

Obbligazioni e contratti – Fideiussione – Per finalità commerciali - Derogabilità dell’art.1957 c.c. – Sussiste – Nullità della deroga per vessatorietà – Esclusione – Eccezione ex art.66 Legge Cambiaria – Spettanza al fideiussore – Affermazione – Obbligo di offerta in restituzione delle cambiali al fideiussore – Sussiste.
L’art. 1957, I co., c.c. è derogabile con la doppia sottoscrizione prescritta dall’art. 1341 c.c.. La parte diversa dall’amministratore unico della società debitrice non può accampare la nullità ex art. 33 del d.lgs. 2005 n. 206 (codice del consumo), dal momento che in tema di fideiussione occorre, per l’applicabilità della predetta normativa di favore, avere riguardo all’obbligazione principale cui accede quella di garanzia: e l’obbligazione principale ineriva certamente ad un rapporto commerciale.

il fideiussore, pur non avendo la legittimazione ad esperire l’azione cambiaria, può comunque opporre ex art. 1945 c.c. l’eccezione che avrebbe potuto proporre il debitore principale cartolare ai sensi dell’art. 66 della legge cambiaria. La circostanza infine che in concreto il debitore principale non esista più, per essere stata cancellata la società dal registro delle imprese, non rileva, nel senso che l’art. 1945 c.c. si applica valutando in astratto le eccezioni che avrebbe potuto proporre ex art. 66 della legge cambiaria il debitore principale, prescindendo quindi dalla circostanza che poi il debitore decida di proporla in concreto o che possa proporle perché, come nel caso in esame non esiste più come soggetto di diritto.
       
Non convince neanche la tesi che esonera il creditore cambiario, quando agisca, ex causa, contro un debitore non cartolare, quale il fideiussore omnibus di obbligazioni cambiarie derivanti da sconto, dall’onere di produrre i titoli ex art. 66 della legge cambiaria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Taranto, 05 Novembre 2018.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Applicazione al creditore pignoratizio che abbia offerto  in cessione i propri beni - Esclusione.
La norma di cui alla art. 168, comma 1, l.fall., la quale fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore (e, quindi, di procedere esecutivamente per la realizzazione di un eventuale diritto di pegno) dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato della sentenza di omologazione, non può ritenersi legittimamente applicabile anche al creditore pignoratizio del terzo che abbia, in luogo del debitore insolvente, offerto in cessione i propri beni (tra cui quello oggetto di pegno) in funzione di adempimento del concordato (v. Cass. n. 6671-98); in detta ipotesi, trattandosi di beni del terzo al quale, come è noto, non si estende l'effetto esdebitatorio previsto dall'art. 184 l.fall., non ricorrono i presupposti di conservazione e di tutela che ispirano la ratio dell'art. 168 citato, ossia la garanzia della par condicio creditorum e la conservazione dell'integrità del patrimonio del debitore insolvente nella prospettiva di un negativo epilogo della procedura concordataria con conseguente dichiarazione di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2017, n. 19007.


Possibilità di prevedere una durata della fideiussione inferiore a quella del rapporto garantito - Ammissibilità.
Deve ritenersi consentita la possibilità di prevedere un limite di tempo alla fideiussione inferiore a quello del rapporto garantito; sebbene non espressamente prevista dal codice, può ricondursi alla previsione dell'art. 1941 secondo comma c.c. che consente di prestare la fideiussione per una parte soltanto del debito ο a condizioni meno onerose, e comunque non è vietata perché tesa a mettere il garante in una posizione più favorevole rispetto a quella del debitore principale. E' la possibilità inversa, ovvero la possibilità che il garante sia impegnato più severamente del debitore principale, che è vista sfavorevolmente dall'ordinamento e sanzionata con la riconduzione della garanzia fideiussoria prestata a condizioni più onerose rispetto al debito principale alle stesse condizioni della obbligazione principale stessa (art. 1941 terzo comma c.c.). (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)

La giurisprudenza di legittimità, sebbene si sia raramente occupata del problema, non ha trovato ostacoli alla ammissibilità della prestazione della garanzia per un tempo inferiore a quello del contratto principale, precisando che il fideiussore non può essere tenuto a condizioni più onerose del debitore principale, che possono riguardare il tempo, il luogo, le modalità. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)

Ne segue che, laddove il rapporto garantito sia un contratto di mutuo ipotecario, se per l'intero periodo di prestazione della garanzia il piano di ammortamento è stato rispettato, il debitore non è decaduto dal beneficio del termine e non si è verificato alcun inadempimento, il residuo credito capitale, pur in quel momento esistente, non è però esigibile, e pertanto il fideiussore non potrà essere tenuto a pagare per un inadempimento verificatosi dopo la scadenza della garanzia. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 30 Dicembre 2014, n. 27531.