LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XXII
Della fideiussione
SEZIONE II
Dei rapporti tra creditore e fideiussore

Art. 1945

Eccezioni opponibili dal fideiussore
TESTO A FRONTE

I. Il fideiussore può opporre contro il creditore tutte le eccezioni che spettano al debitore principale, salva quella derivante dall'incapacità.


GIURISPRUDENZA

Contratti di garanzia - Fideiussione e contratto autonomo di garanzia - Distinzione - Effetti ai fini della revocatoria fallimentare - Incidenza per la massa dei creditori.
Il fatto che fideiussione e contratto autonomo diano luogo a figure di garanzia tra loro diverse non comporta che le stesse siano regolate, o debbano venire regolate, in modo diverso sotto ogni profilo di disciplina; ai fini della revocatoria, infatti, nel rapporto tra debitore principale e creditore beneficiario, il pagamento fatto dal garante autonomo produce effetti identici - sotto il profilo dell'attribuzione patrimoniale - a quello posto in essere dal fideiussore: in entrambi i casi si tratta di un pagamento del terzo che trova titolo nell'assunzione negoziale di un obbligo di garanzia e che risulta dunque revocabile ex art. 67, comma 2, l.fall. al ricorrere di identici presupposti, sia oggettivi (pagamento e regresso) che soggettivi.

A ben vedere, anzi, nel porre a confronto fideiussione e contratto autonomo rispetto all'angolo visuale del fallimento (o liquidazione coatta) del debitore principale, è proprio questa seconda figura a risultare di maggiore peso e incidenza per la massa dei creditori insinuati, in quanto il contratto autonomo assicura al garante che ha pagato un regresso assai più agevole di quello del fideiussore, perchè in sè svincolato dalle vicende inerenti al rapporto garantito (salvo il caso ricorrano gli estremi dell'exceptio doli generalis). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 02 Novembre 2017, n. 26062.


Contratti di swap - Eccezione di nullità del rapporto garantito - Legittimazione attiva del fideiussore - Sussistenza.
Il fideiussore ha legittimazione attiva in relazione alla domanda di liberazione dalla propria obbligazione di garanzia sul presupposto della nullità del rapporto contrattuale sottostante garantito, e ciò anche laddove le ragioni dedotte in giudizio attengano non direttamente al contratto di garanzia, ma all’oggetto della garanzia stessa, ossia al rapporto contrattuale sottostante garantito. (Michele Cespa) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07 Luglio 2016.


Fideiussione – Clausole a semplice richiesta – Effetti – Contratto autonomo di garanzia.
Nel caso in cui il fideiussore si impegni a provvedere al pagamento di quanto dovuto dal debitore principale «a semplice richiesta scritta, anche in caso di opposizione del debitore», così rinunciando alla facoltà di opporre eventuali eccezioni spettanti al debitore medesimo, l’esplicita deroga al regime normativo tipico della fideiussione riconduce la polizza che la contiene alla categoria del contratto autonomo di garanzia, che ammette la sola «exceptio doli». (Avv. Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Maggio 2016.


Nullità clausole contrattuali - Azione del garante ex art. 1945 c.c..
L'azione del garante ex art. 1945 c.c. è volta alla corretta rideterminazione del saldo dare-avere del rapporto bancario di c/c attraverso una ricostruzione che depuri il rapporto stesso dagli effetti determinati dalla presenza di eventuali clausole nulle, quali la capitalizzazione trimestrale, da prassi del tutto arbitrarie, quali l'addebito di interessi ultralegali non concordati e indeterminati e da altri eventuali oneri non pattuiti, come la commissione di massimo scoperto, le valute e le spese. (Adolfo Pesaresi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 12 Aprile 2016.


Obbligazioni e contratti - Nullità del contratto principale - Legittimazione del fideiussore - Sussistenza.
Il fideiussore è legittimato a fare accertare la nullità per contrarietà a norme imperative o per illiceità della causa dell'obbligazione assunta dal debitore principale nei confronti del terzo tendendo altrimenti il contratto di garanzia ad assicurare un risultato che l'ordinamento vieta; ne consegue che l'invalidità del contratto presupposto si estende al contratto di garanzia, rendendo la sua causa illecita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Gennaio 2016.


Diritto del cliente e del fideiussore alla consegna dei documenti bancari ex art 119 TUB – Ratio ed oggetto della norma – Decreto ingiuntivo consegna documentazione bancaria.
Il diritto del cliente alla consegna di documenti relativi ai rapporti bancari ha la consistenza ed il rango di vero e proprio diritto soggettivo autonomo, il quale trova fondamento nei doveri di solidarietà e negli obblighi di comportamento secondo buona fede nella esecuzione del rapporto e per altro verso sulla disposizione dell'art. 119 IV co Dlgs 385/1993.

La ratio ispiratrice (dell'art 119 TUB ndr) è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l'esecuzione del rapporto. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata)

Il termine “singole operazioni” non deve essere inteso in senso letterale, per non correre il rischio di imporre al cliente il diabolico onere di indicare gli estremi (ad esempio data e natura) di una operazione di cui non ha riscontro contabile, vanificando di fatto quella tutela che il legislatore ha inteso, invece, garantire (…) il diritto previsto dal quarto comma dell'art 119 tub si configura come un diritto sostanziale, la cui tutela è garantita come situazione giuridica finale e non strumentale. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata)

Il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativa, oltre che nel citato art 119 tub, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto, scolpito nell'art 1375 cc

Identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all'ipotesi di proposizione dell'istanza ex art 119 IV co TUB da parte del garante (…). Tale diritto risulta, altresì, intimamente connesso alla natura stessa della garanzia fideiussoria (…) non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell'art 119 IV co TUB nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata)
Tribunale Prato, 08 Ottobre 2015.


Conto corrente – Opposizione a decreto ingiuntivo – Fideiussione – Contratto autonomo di garanzia – Natura e contenuto – Clausola di pagamento a semplice richiesta – Rilevanza

Opposizione a decreto ingiuntivo – Fideiussore – Domanda riconvenzionale di ripetizione d'indebito – Eccezione di compensazione – Difetto di legittimazione – Sussistenza
.
L'inserzione nel contratto di clausole che prevedano il pagamento a semplice richiesta scritta del creditore, evidentemente incompatibile con la proponibilità da parte del garante di eccezioni relative al rapporto tra creditore e debitore, determina l'impossibilità di qualificare il rapporto come fideiussione ordinaria, se non in presenza di altre clausole contrattuali dalle quali emerga in maniera evidente una diversa volontà delle parti. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)

E' da escludersi che il fideiussore, in sede di opposizione a decreto ingiuntivo, possa formulare domanda riconvenzionale per ottenere la condanna della banca opposta alla restituzione delle somme indebitamente corrisposte dal correntista, come anche che possa eccepire la compensazione tra il credito restitutorio da ripetizione d'indebito che sarebbe sorto - in tesi - in capo al correntista e quanto preteso dal creditore, poiché trattasi di diritti estranei alla sfera giuridica propria del garante. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)
Tribunale Cagliari, 16 Giugno 2015.


Ricorso monitorio consegna documentazione bancaria art 119 TUB - Legittimazione del fideiussore - Consegna documenti.
Non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore.

Si è ulteriormente precisato come l’art.119 Tub debba essere interpretato alla luce della sua ratio ispiratrice, che è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l’esecuzione del rapporto (…); neppure appare, in tale ipotesi, necessario che siano rese note le ragioni per le quali la richiesta è avanzata, atteso che il diritto previsto dal quarto comma dell’art.119 Tub si configura come un diritto sostanziale, (…); che il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativo, oltre che nel citato art.119 TUB, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto,scolpito nell’art.1375 c.c. (…); identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all’ipotesi di proposizione dell’istanza ex art. 119, IV co., T.U.B. da parte del garante e ciò in quanto, dal momento stesso della costituzione della garanzia, sorge tra il fideiussore ed il creditore garantito un rapporto diretto e comunque qualificato, anche alla luce del fatto che il garante è soggetto potenzialmente destinatario degli effetti del rapporto garantito (…); non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata)
Tribunale Prato, 13 Aprile 2015.


Diritto alla difesa - Legittimazione a stare in giudizio del legale rappresentante di ente inesistente - Sussistenza - Condizioni e limiti..
In virtù del principio costituzionale del diritto alla difesa, qualora un soggetto venga attinto da un provvedimento in astratto pregiudizievole, in proprio o nella qualità di legale rappresentante di un ente ormai inesistente, qualunque atto che costituisca opposizione nell'ambito dell'esercizio del diritto medesimo, non può essergli denegato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 17 Dicembre 2013.


Dichiarazione di incompetenza – Applicazione dell'art. 50 c.p.c. – Sussiste – Condizioni. .
L'art. 819 ter comma 2, c.p.c., laddove afferma che "nei rapporti tra arbitrato e processo" non si applica l'art. 50 c.p.c., riguarda solo il caso in cui siano gli arbitri ad escludere la loro competenza ed a riconoscere quella del giudice ordinario. Allorquando, invece, sia il giudice togato a dichiarare la propria incompetenza a beneficio di quella degli arbitri, oppure sia la Corte di cassazione, adita con riferimento ad una pronuncia affermativa della competenza del giudice ordinario, a dichiarare la competenza degli arbitri oppure a rigettare, per ragioni di rito o di merito, l'istanza di regolamento contro una pronuncia declinatoria, è possibile la riassunzione dinanzi agli arbitri nel termine fissato o, in mancanza, in quello previsto dall'art. 50 c.p.c., con salvezza dell'effetto interruttivo cd. istantaneo della prescrizione ai sensi dell'art. 2943 comma 3, c.c., e di quello permanente, di cui all'art. 2945, comma 2, dello stesso codice. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 06 Dicembre 2012.