LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XXII
Della fideiussione
SEZIONE III
Dei rapporti tra fideiussore e debitore principale

Art. 1953

Rilievo del fideiussore
TESTO A FRONTE

I. Il fideiussore, anche prima di aver pagato, può agire contro il debitore perché questi gli procuri la liberazione o, in mancanza, presti le garanzie necessarie per assicurargli il soddisfacimento delle eventuali ragioni di regresso, nei casi seguenti:

1) quando è convenuto in giudizio per il pagamento;

2) quando il debitore è divenuto insolvente;

3) quando il debitore si è obbligato di liberarlo dalla fideiussione entro un tempo determinato;

4) quando il debito è divenuto esigibile per la scadenza del termine;

5) quando sono decorsi cinque anni, e l'obbligazione principale non ha un termine, purché essa non sia di tal natura da non potersi estinguere prima di un tempo determinato.


GIURISPRUDENZA

Fidejussione - Estinzione - Liberazione del fidejussore per obbligazione futura - Fideiussione prestata dal socio di una società a responsabilità limitata in favore della stessa società con esonero del creditore dall'osservanza dell'art. 1956 c.c. - Aggravamento del rischio - Informazione in tal senso fornita dal fideiussore alla creditrice - Violazione da parte di quest'ultima degli obblighi di informazione nei confronti del fideiussore - Esclusione - Liberazione del fideiussore - Esclusione.
Il socio che abbia prestato fideiussione per ogni obbligazione futura di una società a responsabilità limitata, esonerando l'istituto bancario creditore dall'osservanza dell'onere impostogli dall'art. 1956 c.c., non può invocare, per ottenere la propria liberazione nonostante la sottoscritta clausola di esonero, la violazione dei principi di correttezza e buona fede da parte del creditore per avere quest'ultimo concesso ulteriore credito alla società benché avvertito dallo stesso fideiussore della sopravvenuta inaffidabilità di quest'ultima a causa della condotta dell'amministratore. In tale situazione, infatti, per un verso, non è ipotizzabile alcun obbligo del creditore di informarsi a sua volta e di rendere edotto il fideiussore, già pienamente informato, delle peggiorate condizioni economiche del debitore e, per altro verso, la qualità di socio del fideiussore consente a quest'ultimo di attivarsi per impedire che continui la negativa gestione della società (mediante la revoca dell'amministratore) o per non aggravare ulteriormente i rischi assunti (mediante l'anticipata revoca della fideiussione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Febbraio 2016.


Rilievo del fideiussore – Art. 1953 c.c. – Rapporto subordinazione azione di rilievo per liberazione e azioni di rilievo per cauzione – Sussistenza .
L’azione di rilievo per liberazione e l’azione di rilievo per cauzione di cui all’art. 1953 c.c. non si pongono tra loro in rapporto di equivalenza, bensì di subordinazione, nel senso dell’alternatività dei rimedi, sicché il fideiussore può far ricorso al rilievo per cauzione solo dopo aver inutilmente tentato di ottenere la liberazione dalla fideiussione. (Giovanni Cedrini, Francesca Corsano) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 08 Febbraio 2016.


Rilievo del fideiussore – Art. 1953 c.c. – Ricorso ex art. 671 c.p.c. – Nesso strumentalità – Insussistenza – Inammissibilità del sequestro conservativo.
Le domande tese ad ottenere la liberazione dalla garanzia fideiussoria prestata e, solo in subordine ed in mancanza di tale liberazione, il rilascio delle garanzie per assicurare il soddisfacimento dell’eventuale azione di regresso, prevedono unicamente un obbligo di facere in capo al debitore sicché, con riguardo a tali domande, la misura cautelare del sequestro conservativo ex art. 671 c.p.c. è inammissibile poiché priva del necessario nesso di strumentalità. Solo con riguardo alla domanda di risarcimento danni (ove proposta) il sequestro conservativo può ritenersi astrattamente concedibile. (Giovanni Cedrini, Francesca Corsano) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 08 Febbraio 2016.


Procedimento sommario di cognizione – Contratto autonomo di garanzia – Azione di rilievo.
La causa concreta del contratto autonomo di garanzia è quindi ravvisabile nel trasferimento del rischio economico del rapporto garantito sul soggetto garante, il quali si assume, nei confronti del beneficiario, un’obbligazione autonoma rispetto a quella del contraente. Così individuata la causa del contratto autonomo di garanzia, si osserva che la clausola della polizza che attiene al rapporto tra contraente e garante prevedendo la possibilità per il garante di cautelarsi quando ancora non è avvenuta l’escussione della garanzia, nel caso di mutamento in peius della situazione del contraente, ovvero nel caso di un sopravvenuto aggravio della propria posizione per l’inadempimento del contraente, non riguarda il rapporto con il beneficiario della garanzia, la cui posizione resta invariata. (Antonella Cozzi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Febbraio 2015.


Azione di rilievo – Nullità clausola contrattuale.
Invero la nullità non presuppone soltanto la non tassatività dei casi previsti dall’art. 1953 c.c., ma richiede l’inderogabilità della norma, che non è ravvisabile nella specie, non essendo la norma prevista a tutela di diritti indisponibili. (Antonella Cozzi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Febbraio 2015.


Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Ammissione al passivo - Credito del coobbligato che abbia pagato il comune creditore - Fatto costitutivo - Individuazione - Pagamento avvenuto nel corso di procedura concorsuale apertasi a carico del debitore - Credito concorsuale - Avvenuta ammissione al passivo con riserva benchè richiesta, "ab origine", come incondizionata - Opposizione ex art. 98 legge fall. comunque promossa - Sindacato del giudice - Contenuto.

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Per i creditori - Concorso dei creditori - Ammissione al passivo - Credito del coobbligato che abbia pagato il comune creditore - Fatto costitutivo - Individuazione - Pagamento avvenuto nel corso di procedura concorsuale apertasi a carico del debitore - Credito concorsuale - Avvenuta ammissione al passivo con riserva benchè richiesta, "ab origine", come incondizionata - Opposizione ex art. 98 legge fall. comunque promossa - Sindacato del giudice - Contenuto.
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L'insinuazione al passivo del credito del coobbligato può aver luogo solo se e nella misura in cui sia già avvenuto il pagamento, che configura il fatto costitutivo del diritto al regresso o della modifica in sede di surrogazione o della sua assunzione, nel rapporto principale, della veste di unico creditore, in quanto l'ammissione al passivo dei crediti con riserva esige una situazione soggettiva non dispiegabile con pienezza soltanto per difetto di elementi accidentali esterni, diversi dal pagamento futuro al creditore comune. Ove, pertanto, tale pagamento sia stato effettuato nel corso di una procedura concorsuale (nella specie, l'amministrazione straordinaria ex art. 1 del d.lgs. 8 luglio 1999, n. 270), ed in particolare dopo la proposizione, da parte del fideiussore, della relativa domanda di insinuazione, ma anteriormente alla esecutività dello stato passivo, il giudice, comunque adito ex artt. 53 del citato d. lgs. e 98 legge fall. (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore alla riforma di cui al d. lgs. 9 gennaio 2006, n. 5) per l'ammissione al passivo incondizionata, come richiesto "ab origine", in luogo dell'ivi avvenuta ammissione con riserva, non può restringere il suo sindacato critico ancora sul mezzo oppositivo adottato, dovendo, invece, considerare nel merito, e per tutta la sua latitudine, la descritta domanda finalmente fondata sul presupposto solutorio comunque attuato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Maggio 2013, n. 613.


Fallimento – Effetti – Per i creditori – Concorso dei creditori – Fideiussore del fallito – Pagamento del creditore dopo la dichiarazione di fallimento del debitore principale – Credito di regresso nei confronti del fallito – Assenza di precedente ammissione al passivo con riserva – Azionabilità da parte del fideiussore solvente anche in via di insinuazione tardiva – Fondamento – Limiti..
Il credito di regresso del fideiussore che abbia pagato integralmente il creditore dopo la dichiarazione di fallimento del debitore principale fallito ha natura concorsuale in quanto, oltre a trarre origine da un atto giuridico anteriore all'apertura della procedura fallimentare, esclude dal concorso, con effetto surrogatorio, il credito estinto e può quindi essere esercitato dal "solvens", nei limiti imposti dalle regole inderogabili del concorso, anche quando questi non abbia chiesto e ottenuto in precedenza la insinuazione al passivo con riserva, ex art.55 legge fall., della propria pretesa di rivalsa. (Fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 17 Gennaio 2008, n. 903.