Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XXII
Della fideiussione
SEZIONE III
Dei rapporti tra fideiussore e debitore principale

Art. 1953

Rilievo del fideiussore
TESTO A FRONTE

I. Il fideiussore, anche prima di aver pagato, può agire contro il debitore perché questi gli procuri la liberazione o, in mancanza, presti le garanzie necessarie per assicurargli il soddisfacimento delle eventuali ragioni di regresso, nei casi seguenti:

1) quando è convenuto in giudizio per il pagamento;

2) quando il debitore è divenuto insolvente;

3) quando il debitore si è obbligato di liberarlo dalla fideiussione entro un tempo determinato;

4) quando il debito è divenuto esigibile per la scadenza del termine;

5) quando sono decorsi cinque anni, e l'obbligazione principale non ha un termine, purché essa non sia di tal natura da non potersi estinguere prima di un tempo determinato.


GIURISPRUDENZA

Fallimento – Ricorso per dichiarazione – Legittimazione – Del fideiussore – Limiti.
Il fideiussore che, escusso dal creditore garantito, non abbia provveduto al pagamento del debito, non è legittimato, ai sensi della L. Fall., art. 6, a proporre l’istanza di fallimento contro il debitore principale per il solo fatto di averlo convenuto in giudizio con l’azione di rilievo ex art. 1953 c.c., atteso che tale azione non lo munisce di un titolo astrattamente idoneo ad attribuirgli la qualità di creditore concorsuale in caso di apertura del fallimento; deve escludersi, per altro verso, che il diritto del fideiussore al regresso (o alla surrogazione nella posizione del creditore principale) possa sorgere, ancorché in via condizionale, anteriormente all’adempimento dell’obbligazione di garanzia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11 Novembre 2020, n. 25317.


Fallimento – Istanza ex art. 6 l. fall. – Fideiussore escusso – Legittimazione – Esclusione – Pagamento del debito – Necessità – Sussistenza

Fallimento – Insinuazione al passivo – Fideiussione – Diritto di regresso tra coobbligati – Necessità della previa soddisfazione del creditore – Credito di regresso – Ammissione con riserva – Condizioni

Concordato Preventivo – Fideiussore del debitore in concordato – Diritto di voto del fideiussore prima del pagamento – Esclusione

Rilievo del fideiussore ex art. 1953 c.c. – Azione giudiziale di rilievo – Finalità – Azione di regresso – Differenze
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Il fideiussore che, escusso dal creditore garantito, non abbia provveduto al pagamento del debito, non è legittimato a proporre l'istanza di fallimento contro il debitore principale per il solo fatto di averlo convenuto in giudizio con l'azione di rilievo ex art.1953 c.c., atteso che tale azione non lo munisce di un titolo astrattamente idoneo ad attribuirgli la qualità̀ di creditore concorsuale in caso di apertura del fallimento; deve escludersi, per altro verso, che il diritto del fideiussore al regresso (o alla surrogazione nella posizione del creditore principale) possa sorgere, ancorché́ in via condizionale, anteriormente all'adempimento dell'obbligazione di garanzia.

In tema di concorso di creditori, ex art. 61, comma 2, l. fall., il fideiussore non ha un credito di regresso prima del pagamento e dunque non può essere ammesso con riserva per un credito condizionale; potrà invece essere ammesso al passivo solo dopo il pagamento, in surrogazione del creditore, considerata la natura concorsuale del credito di regresso.

Il fideiussore del proponente il concordato preventivo non ha diritto di voto, atteso che l'art. 174, comma 4, l.fall. consente soltanto il suo intervento nell'adunanza; prima del pagamento egli non ha un credito di regresso nei confronti del debitore, potendo esercitare verso di lui solo l’azione di rilievo, ex art. 1953 c.c.

Il limite dell'azione di rilievo di cui all'art.1953 c.c. resta governato da un possibile petitum di solo facere, e non di dare, dovendosi escludere che il fideiussore, prima di avere pagato e così onorando la garanzia, possa conseguire con quell'iniziativa e a propria volta il pagamento da parte del debitore garantito; la norma consente dunque al fideiussore, prima di aver pagato, ed a tutela delle proprie ragioni di regresso suscettibili di essere pregiudicate dallo stato d'insolvenza del debitore principale, di agire contro quest'ultimo, affinché lo liberi dall'impegno fideiussorio, mediante pagamento diretto del creditore od ottenendo rinuncia del creditore alla fideiussione (cosiddetto rilievo per liberazione), ovvero affinché presti garanzia idonea ad assicurare le suddette ragioni (cosiddetto rilievo per cauzione). L’oggetto dell'azione di rilievo, volta a tutelare il fideiussore dal rischio di dover pagare senza potersi poi rivalere nei confronti del debitore principale, ne esclude l'assimilabilità a quella di regresso, rispetto al cui esercizio essa assume una mera funzione cautelare. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 11 Novembre 2020, n. 25317.


Responsabilità solidale del committente – Diritto di regresso sottoposto a condicio iuris sospensiva – Sequestro conservativo nei confronti dell’appaltatore prima del pagamento dei lavoratori – Prognosi di avveramento – Ammissibile.
Il diritto di regresso del committente verso l’appaltatore, in relazione a somme che il primo debba corrispondere ai lavoratori impiegati nell’appalto a titolo di responsabilità solidale ex art. 29 D.lgs. 10 settembre 2003, n. 276, è sospensivamente condizionato all’effettivo pagamento nei confronti di questi ultimi. Tuttavia, ammesso che sussista il periculum in mora richiesto dall’art. 671 c.p.c., il committente può ottenere il sequestro conservativo dei beni dell’appaltatore, nei limiti della pretesa fatta valere nei suoi confronti dai lavoratori, anche in via anticipata rispetto all’effettivo pagamento, purché nelle sedi proprie del rito lavoristico non ne contesti la debenza; ciò, sul presupposto che il diritto positivo, contemplando già ipotesi nelle quali un credito di futuro regresso possa essere tutelato anzitempo (fra tutte, l’azione di rilievo del fideiussore prevista dall’art. 1953 c.c.), consente di ritenere integrato il requisito del fumus boni iuris sulla sola base di un rapporto di solidarietà obiettivamente esistente e di un giudizio prognostico sul futuro avveramento della condicio iuris da cui dipende l’esperibilità dell’azione di regresso. (Luca Monosi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 07 Gennaio 2019.


Fidejussione - Estinzione - Liberazione del fidejussore per obbligazione futura - Fideiussione prestata dal socio di una società a responsabilità limitata in favore della stessa società con esonero del creditore dall'osservanza dell'art. 1956 c.c. - Aggravamento del rischio - Informazione in tal senso fornita dal fideiussore alla creditrice - Violazione da parte di quest'ultima degli obblighi di informazione nei confronti del fideiussore - Esclusione - Liberazione del fideiussore - Esclusione.
Il socio che abbia prestato fideiussione per ogni obbligazione futura di una società a responsabilità limitata, esonerando l'istituto bancario creditore dall'osservanza dell'onere impostogli dall'art. 1956 c.c., non può invocare, per ottenere la propria liberazione nonostante la sottoscritta clausola di esonero, la violazione dei principi di correttezza e buona fede da parte del creditore per avere quest'ultimo concesso ulteriore credito alla società benché avvertito dallo stesso fideiussore della sopravvenuta inaffidabilità di quest'ultima a causa della condotta dell'amministratore. In tale situazione, infatti, per un verso, non è ipotizzabile alcun obbligo del creditore di informarsi a sua volta e di rendere edotto il fideiussore, già pienamente informato, delle peggiorate condizioni economiche del debitore e, per altro verso, la qualità di socio del fideiussore consente a quest'ultimo di attivarsi per impedire che continui la negativa gestione della società (mediante la revoca dell'amministratore) o per non aggravare ulteriormente i rischi assunti (mediante l'anticipata revoca della fideiussione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Febbraio 2016.


Rilievo del fideiussore – Art. 1953 c.c. – Rapporto subordinazione azione di rilievo per liberazione e azioni di rilievo per cauzione – Sussistenza .
L’azione di rilievo per liberazione e l’azione di rilievo per cauzione di cui all’art. 1953 c.c. non si pongono tra loro in rapporto di equivalenza, bensì di subordinazione, nel senso dell’alternatività dei rimedi, sicché il fideiussore può far ricorso al rilievo per cauzione solo dopo aver inutilmente tentato di ottenere la liberazione dalla fideiussione. (Giovanni Cedrini, Francesca Corsano) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 08 Febbraio 2016.


Rilievo del fideiussore – Art. 1953 c.c. – Ricorso ex art. 671 c.p.c. – Nesso strumentalità – Insussistenza – Inammissibilità del sequestro conservativo.
Le domande tese ad ottenere la liberazione dalla garanzia fideiussoria prestata e, solo in subordine ed in mancanza di tale liberazione, il rilascio delle garanzie per assicurare il soddisfacimento dell’eventuale azione di regresso, prevedono unicamente un obbligo di facere in capo al debitore sicché, con riguardo a tali domande, la misura cautelare del sequestro conservativo ex art. 671 c.p.c. è inammissibile poiché priva del necessario nesso di strumentalità. Solo con riguardo alla domanda di risarcimento danni (ove proposta) il sequestro conservativo può ritenersi astrattamente concedibile. (Giovanni Cedrini, Francesca Corsano) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 08 Febbraio 2016.


Procedimento sommario di cognizione – Contratto autonomo di garanzia – Azione di rilievo.
La causa concreta del contratto autonomo di garanzia è quindi ravvisabile nel trasferimento del rischio economico del rapporto garantito sul soggetto garante, il quali si assume, nei confronti del beneficiario, un’obbligazione autonoma rispetto a quella del contraente. Così individuata la causa del contratto autonomo di garanzia, si osserva che la clausola della polizza che attiene al rapporto tra contraente e garante prevedendo la possibilità per il garante di cautelarsi quando ancora non è avvenuta l’escussione della garanzia, nel caso di mutamento in peius della situazione del contraente, ovvero nel caso di un sopravvenuto aggravio della propria posizione per l’inadempimento del contraente, non riguarda il rapporto con il beneficiario della garanzia, la cui posizione resta invariata. (Antonella Cozzi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Febbraio 2015.


Azione di rilievo – Nullità clausola contrattuale.
Invero la nullità non presuppone soltanto la non tassatività dei casi previsti dall’art. 1953 c.c., ma richiede l’inderogabilità della norma, che non è ravvisabile nella specie, non essendo la norma prevista a tutela di diritti indisponibili. (Antonella Cozzi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Febbraio 2015.


Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Ammissione al passivo - Credito del coobbligato che abbia pagato il comune creditore - Fatto costitutivo - Individuazione - Pagamento avvenuto nel corso di procedura concorsuale apertasi a carico del debitore - Credito concorsuale - Avvenuta ammissione al passivo con riserva benchè richiesta, "ab origine", come incondizionata - Opposizione ex art. 98 legge fall. comunque promossa - Sindacato del giudice - Contenuto.

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Per i creditori - Concorso dei creditori - Ammissione al passivo - Credito del coobbligato che abbia pagato il comune creditore - Fatto costitutivo - Individuazione - Pagamento avvenuto nel corso di procedura concorsuale apertasi a carico del debitore - Credito concorsuale - Avvenuta ammissione al passivo con riserva benchè richiesta, "ab origine", come incondizionata - Opposizione ex art. 98 legge fall. comunque promossa - Sindacato del giudice - Contenuto.
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L'insinuazione al passivo del credito del coobbligato può aver luogo solo se e nella misura in cui sia già avvenuto il pagamento, che configura il fatto costitutivo del diritto al regresso o della modifica in sede di surrogazione o della sua assunzione, nel rapporto principale, della veste di unico creditore, in quanto l'ammissione al passivo dei crediti con riserva esige una situazione soggettiva non dispiegabile con pienezza soltanto per difetto di elementi accidentali esterni, diversi dal pagamento futuro al creditore comune. Ove, pertanto, tale pagamento sia stato effettuato nel corso di una procedura concorsuale (nella specie, l'amministrazione straordinaria ex art. 1 del d.lgs. 8 luglio 1999, n. 270), ed in particolare dopo la proposizione, da parte del fideiussore, della relativa domanda di insinuazione, ma anteriormente alla esecutività dello stato passivo, il giudice, comunque adito ex artt. 53 del citato d. lgs. e 98 legge fall. (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore alla riforma di cui al d. lgs. 9 gennaio 2006, n. 5) per l'ammissione al passivo incondizionata, come richiesto "ab origine", in luogo dell'ivi avvenuta ammissione con riserva, non può restringere il suo sindacato critico ancora sul mezzo oppositivo adottato, dovendo, invece, considerare nel merito, e per tutta la sua latitudine, la descritta domanda finalmente fondata sul presupposto solutorio comunque attuato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Maggio 2013, n. 613.


Fallimento – Effetti – Per i creditori – Concorso dei creditori – Fideiussore del fallito – Pagamento del creditore dopo la dichiarazione di fallimento del debitore principale – Credito di regresso nei confronti del fallito – Assenza di precedente ammissione al passivo con riserva – Azionabilità da parte del fideiussore solvente anche in via di insinuazione tardiva – Fondamento – Limiti..
Il credito di regresso del fideiussore che abbia pagato integralmente il creditore dopo la dichiarazione di fallimento del debitore principale fallito ha natura concorsuale in quanto, oltre a trarre origine da un atto giuridico anteriore all'apertura della procedura fallimentare, esclude dal concorso, con effetto surrogatorio, il credito estinto e può quindi essere esercitato dal "solvens", nei limiti imposti dalle regole inderogabili del concorso, anche quando questi non abbia chiesto e ottenuto in precedenza la insinuazione al passivo con riserva, ex art.55 legge fall., della propria pretesa di rivalsa. (Fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 17 Gennaio 2008, n. 903.