Codice Civile


LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO III
Del lavoro autonomo
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 2222

Contratto d'opera
TESTO A FRONTE

I. Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV.


GIURISPRUDENZA

Amministratore di società – Compenso – Privilegio generale di cui all'art. 2751-bis, n. 2, cod. civ. – Esclusione.
Il credito costituito dal compenso in favore dell'amministratore di società, anche se di nomina giudiziaria, non è assistito dal privilegio generale di cui all'art. 2751-bis, n. 2, cod. civ., atteso che egli non fornisce una prestazione d'opera intellettuale, né il contratto tipico che lo lega alla società è assimilabile al contratto d'opera, di cui agli artt. 2222 e ss. cod. civ. non presentando gli elementi del perseguimento di un risultato, con la conseguente sopportazione del rischio, mentre l' “opus" (e cioè l'amministrazione) che egli si impegna a fornire non è, a differenza di quello del prestatore d'opera, determinato dai contraenti preventivamente, né è determinabile aprioristicamente, identificandosi con la stessa attività d'impresa. (Cass. 27/2/2014 n. 2729; 18/5/2007 n. 11652; 24/4/2004 n. 9911). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21 Febbraio 2017, n. 4406.


Privilegi - Prestatore d'opera intellettuale - Intervento della Corte costituzionale - Estensione del privilegio a tutti i prestatori d'opera anche non intellettuale svolta in modo autonomo.
In seguito all'intervento della Corte Costituzionale, che con la sentenza 29 gennaio 1998, n. 1, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2751-bis c.c. nella parte in cui limita il privilegio ai soli prestatori d'opera intellettuale, il privilegio in esame si estende a tutte le attività riconducibili al tipo contrattuale delineato dall'art. 2222 c.c. e, quindi, anche ai prestatori d'opera di carattere non intellettuale svolta in modo autonomo. Pertanto, il riferimento normativo per l'individuazione delle attività protette non è più limitato agli artt. 2229 e 2230 c.c., ma è costituito dall'art. 2222 c.c., il quale regola il contratto d'opera, che rappresenta una fattispecie residuale di lavoro autonomo in quanto numerose altre fattispecie di lavoro autonomo costituiscono contratti tipici con propria peculiare disciplina (appalto, trasporto, deposito, ecc.); di conseguenza i crediti di chi si è obbligato a compiere un'opera o un servizio, che richieda o non attività intellettuale, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente godono del privilegio di cui all'art.  2751-bis n. 2 c.c., sempre che il rapporto da cui nasce il credito non sia inquadrabile in altra fattispecie tipica di lavoro autonomo. In sostanza, ai fini dell'attribuzione del privilegio, non è più necessario accertare che l'attività espletata rientri in una prestazione di carattere intellettuale, ma occorre valutare: i) se questa sia riconducibile ad una forma di lavoro autonomo; ii) se rientri in una figura tipica contrattuale; iii) se sia riconducibile alla persona del prestatore o sia prestata in forma di impresa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 27 Ottobre 2015.


Privilegi - Prestatore d'opera intellettuale - Privilegio del prestatore d'opera individuale - Applicazione estensiva a favore delle società - Esclusione.
Il privilegio di cui all'articolo 2751-bis n. 2 c.c. fa riferimento esclusivo alla retribuzione del professionista (e del prestatore d’opera anche non intellettuale in virtù della pronuncia n.1/98 della Corte Costituzionale) individuale, con la conseguenza che deve escludersi una interpretazione estensiva di tale norma a favore delle società che svolgono attività oggettivamente identiche a quelle delle professioni intellettuali, ciò in considerazione della confusione, nell’ambito societario, tra la remunerazione del capitale e la retribuzione del lavoro (in tal senso Cass. 5002/2000 e, con particolare riferimento alle società di revisione contabile Cass. 14 aprile 1992 n. 4549; Trib. Torino 19 luglio 1996; Trib. Milano 12 febbraio 1996; Trib. Perugia 19 novembre 1994). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 27 Ottobre 2015.


Privilegi - Prestatore d'opera intellettuale - Presupposti - Prevalenza dell'apporto personale rispetto all'organizzazione imprenditoriale.
Il privilegio per il prestatore d'opera intellettuale di cui all'articolo  2751-bis n. 2 c.c. deve essere negato tutte le volte in cui l'impiego dell'intelligenza o del lavoro personale costituiscano un fattore non prevalente rispetto all'organizzazione imprenditoriale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 27 Ottobre 2015.


Società di capitali - Società cooperative - Organi sociali - Amministratori - Rapporto tra società e amministratore - Natura - Individuazione - Contratto d'opera - Esclusione - Fondamento - Conseguenze in tema di determinazione del compenso non pattuito al momento della nomina.
I compiti che la società affida al suo amministratore riguardano la gestione stessa dell'impresa, costituita da un insieme variegato di atti materiali, negozi giuridici ed operazioni complesse, sicché, quand'anche taluni di questi atti ed operazioni possano compararsi all'attività di un prestatore d'opera, il rapporto che intercorre tra amministratore e società non può essere equiparato, in ragione del rapporto di immedesimazione organica tra essi esistente, a quello derivante dal contratto d'opera, intellettuale o non intellettuale. Ne consegue che, al fine della liquidazione del compenso all'amministratore non determinato dalle parti al momento della nomina, non è consentito alcun riferimento automatico alle tariffe dei dottori commercialisti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Ottobre 2014, n. 22046.