Codice Civile


LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO III
Del lavoro autonomo
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 2223

Prestazione della materia
TESTO A FRONTE

I. Le disposizioni di questo capo si osservano anche se la materia è fornita dal prestatore di opera, purché le parti non abbiano avuto prevalentemente in considerazione la materia, nel qual caso si applicano le norme sulla vendita.


GIURISPRUDENZA

Insinuazione al passivo - Società fallita - Compenso spettante al sindaco - Eccezione di inadempimento del curatore - Valutazione - Criteri - Fattispecie.
Ai fini dell'ammissione al passivo fallimentare del credito da compenso professionale del sindaco non incombe su quest'ultimo l'onere di dimostrare di avere agito con la prescritta diligenza, spettando, di contro, al curatore che sollevi l'eccezione d'inadempimento della prestazione di "facere", l'allegazione di uno specifico comportamento negligente e la doverosità della condotta non tenuta in relazione al mandato ricevuto. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione di rigetto dell'opposizione allo stato passivo avanzata da un sindaco cui veniva genericamente imputata l'errata valutazione dell'incidenza di alcuni fatti). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Maggio 2021, n. 13207.


Contratto scritto tra avvocato e cliente che determini il compenso del primo – Obbligo del professionista di consegnare un preventivo scritto al cliente – Esclusione

Inadempimento da parte dell’avvocato all’obbligo di informare il cliente sui costi dell’incarico – Sue conseguenze – Onere probatorio relativo
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La consegna al cliente di un preventivo scritto di massima della spesa che dovrà sostenere per l’incarico al professionista legale è necessaria, ai sensi dell’art. 13, comma 5, l. 247/2012, come modificato dall’art. 141, comma 6, lett. D) l.124/2017, a far data dal 29 agosto 2017, al fine di assolvere all’obbligo informativo relativo solo qualora tra cliente e professionista non si sia concluso un contratto scritto.

Già prima dell’entrata in vigore dell’art. 13, comma 5, l. 247/2012, come modificato dall’art. 141, comma 6, lett. D) l.124/2017, il professionista era soggetto ad un obbligo informativo nei confronti del cliente ed esso investiva anche i costi dell’incarico e, di conseguenza, anche la sua complessità.

Tale informativa si colloca nella fase anteriore alla stipulazione del contratto d’opera intellettuale, vale a dire durante le trattative, e la violazione da parte del professionista del corrispondente dovere, secondo la ricostruzione dottrinaria tradizionale, determinerebbe a suo carico una responsabilità di tipo pre-contrattuale, con conseguente obbligo di risarcire i danni commisurati all’interesse negativo.

E’ evidente peraltro che tale condotta omissiva giustifica anche l’eccezione di inadempimento a fronte della richiesta di compenso da parte del professionista. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 17 Luglio 2019.


Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Creditori privilegiati - Convenzione stipulata da ASL avente ad oggetto attività didattica dei propri dipendenti - Assoggettamento dell'ente convenzionato ad amministrazione straordinaria - Istanza di ammissione al passivo - Privilegio ex art. 2751 bis n. 2, c.c. – Sussistenza - Condizioni.
In tema di insinuazione al passivo, deve essere riconosciuta la natura privilegiata del credito ex art. 2751 bis n.2 c.c. nel caso di convenzione stipulata da ASL con autorizzazione per i propri dipendenti allo svolgimento di attività didattica retribuita in orario non lavorativo in favore di un soggetto privato (nella specie, ente di formazione di un'organizzazione sindacale successivamente sottoposto ad amministrazione straordinaria), poiché tali attività sono da ritenere prestazione di opera professionale, sebbene il credito sia fatto valere da un soggetto diverso dal prestatore, sempre che ricorra la prova della riferibilità del credito alla prestazione svolta personalmente dal professionista dipendente della ASL. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Ottobre 2017, n. 23584.


Onorario professionale - Mancata determinazione convenzionale - Debito illiquido - Conseguenze - Foro del luogo di esecuzione dell'obbligazione - Domicilio del debitore al tempo della scadenza - Sussistenza - Conseguenze.
L'obbligazione avente ad oggetto il pagamento, in favore di un avvocato, del compenso professionale che non sia stato determinato all'atto del conferimento dell'incarico va adempiuta al domicilio del debitore, ai sensi dell'art. 1182, comma 4, c.c., trattandosi di credito non liquido, sicché, tanto nel caso di azione volta all'accertamento ed alla liquidazione dei compensi dovuti in favore del professionista, quanto di azione di accertamento negativo circa l'esistenza stessa dell'obbligazione, la competenza ex art. 20 c.p.c., in relazione al "forum destinatae solutionis", va radicata in capo al giudice del luogo ove il debitore ha il proprio domicilio alla sua scadenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 04 Gennaio 2017, n. 118.