LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia

TITOLO VII
Dello stato di figlio (1)
(1) Rubrica sostituita dall'art. 7, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154. La rubrica sostituita era «Della filiazione».

CAPO III
Dell'azione di disconoscimento e delle azioni di contestazione
e di reclamo dello stato di figlio (1)
(1) Rubrica sostituita dall'art. 7, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154. La rubrica sostituita era «Dell'azione di disconoscimento e delle azioni di contestazione e di reclamo di legittimità» .


Art. 244

Termini dell'azione di disconoscimento (1)
TESTO A FRONTE

I. L'azione di disconoscimento della paternità da parte della madre deve essere proposta nel termine di sei mesi dalla nascita del figlio ovvero dal giorno in cui è venuta a conoscenza dell'impotenza di generare del marito al tempo del concepimento.

II. Il marito può disconoscere il figlio nel termine di un anno che decorre dal giorno della nascita quando egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui è nato il figlio; se prova di aver ignorato la propria impotenza di generare ovvero l'adulterio della moglie al tempo del concepimento, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto conoscenza.

III. Se il marito non si trovava nel luogo in cui è nato il figlio il giorno della nascita il termine, di cui al secondo comma, decorre dal giorno del suo ritorno o dal giorno del ritorno nella residenza familiare se egli ne era lontano. In ogni caso, se egli prova di non aver avuto notizia della nascita in detti giorni, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto notizia.

IV. Nei casi previsti dal primo e dal secondo comma l'azione non può essere, comunque, proposta oltre cinque anni dal giorno della nascita.

V. L'azione di disconoscimento della paternità può essere proposta dal figlio che ha raggiunto la maggiore età. L'azione é imprescrittibile riguardo al figlio.

VI. L'azione può essere altresì promossa da un curatore speciale nominato dal giudice, assunte sommarie informazioni, su istanza del figlio minore che ha compiuto i quattordici anni ovvero del pubblico ministero o dell'altro genitore, quando si tratti di figlio di età inferiore.



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(1) Articolo sostituito dall'art. 18, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154, con effetto dal 7 febbraio 2014. L'articolo sostituito: «I. L'azione di disconoscimento della paternità da parte della madre deve essere proposta nel termine di sei mesi dalla nascita del figlio. II. Il marito può disconoscere il figlio nel termine di un anno che decorre dal giorno della nascita quando egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui è nato il figlio; dal giorno del suo ritorno nel luogo in cui è nato il figlio o in cui è la residenza familiare se egli ne era lontano. In ogni caso, se egli prova di non aver avuto notizia della nascita in detti giorni, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto notizia. III. L'azione di disconoscimento della paternità può essere proposta dal figlio, entro un anno dal compimento della maggiore età o dal momento in cui viene successivamente a conoscenza dei fatti che rendono ammissibile il disconoscimento. IV. L'azione può essere altresì promossa da un curatore speciale nominato dal giudice, assunte sommarie informazioni, su istanza del figlio minore che ha compiuto i sedici anni, o del pubblico ministero quando si tratta di minore di età inferiore».

GIURISPRUDENZA

Filiazione legittima - Disconoscimento di paternità - Termine di decadenza annuale previsto dall'art. 244 c.c. - Decorrenza - Presupposto - "Scoperta dell'adulterio" - Nozione - Portata - Fattispecie.
La scoperta dell'adulterio commesso all'epoca del concepimento - alla quale si collega il decorso del termine annuale di decadenza fissato dall'art. 244 c.c. (come additivamente emendato con sentenza n. 134 del 1985 della Corte costituzionale) - va intesa come acquisizione certa della conoscenza (e non come mero sospetto) di un fatto rappresentato o da una vera e propria relazione, o da un incontro, comunque sessuale, idoneo a determinare il concepimento del figlio che si vuole disconoscere, non essendo sufficiente la mera infatuazione, la mera relazione sentimentale o la frequentazione della moglie con un altro uomo. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di appello che ha riconosciuto la tempestività della domanda di disconoscimento della paternità, ritenendo che, pur risultando una pregressa conoscenza dell’adulterio da parte dell’attore, solo all’esito dell’espletamento della prova del DNA, questi ne avesse acquisito la certezza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Febbraio 2018, n. 3263.


Disconoscimento della paternità – Art. 244 c.c. – Termine di decadenza – Modifiche introdotte dal d.lgs. 154/2013 – Entrata in vigore – Regime transitorio (art. 244 c.c.).
Il D.Lgs. n. 154 del 2013, art. 104 contiene la disciplina transitoria della riforma della filiazione. Per quanto interessa ai fini del termine ex art. 244 c.c., il comma 7 della disposizione prevede che "Fermi gli effetti del giudicato formatosi prima dell'entrata in vigore della L. 10 dicembre 2012, n. 219, le disposizioni del codice civile, come modificate dal presente decreto legislativo, si applicano alle azioni di disconoscimento di paternità, di reclamo e di contestazione dello stato di figlio, relative ai figli nati prima dell'entrata in vigore del medesimo decreto legislativo". Nella parte rilevante ai fini della decisione del ricorso, risultano modificati, dell'art. 244 c.c., il comma 2 (Il marito può disconoscere il figlio nel termine di un anno che decorre dal giorno della nascita quando egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui è nato il figlio; se prova di aver ignorato la propria impotenza di generare ovvero l'adulterio della moglie al tempo del concepimento, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto conoscenza) e il comma 4 (Nei casi previsti dai commi 1 e 2 l'azione non può essere, comunque, proposta oltre cinque anni dal giorno della nascita). L'art. 104 cit., comma 9 a sua volta, prevede che "Fermi gli effetti del giudicato formatosi prima dell'entrata in vigore della L. 10 dicembre 2012, n. 219, i termini per proporre l'azione di disconoscimento di paternità, previsti dall'articolo 244 c.c., comma 4, decorrono dal giorno dell'entrata in vigore del presente decreto legislativo". Appare evidente, dunque, che alla regola della immediata applicabilità - con salvezza del giudicato - disposta dalla norma di cui al settimo comma, la norma di cui al nono comma introduce una deroga per la quale il termine di proponibilità (secondo la dottrina, ma di "prescrizione", secondo la Relazione illustrativa) opera solo a far tempo dall'entrata in vigore della riforma ("...decorrono dal giorno ..."). La lettura innanzi proposta è, d'altra parte, espressamente enunciata anche nella Relazione illustrativa al D.Lgs. n. 154 del 2013, nella quale si afferma che "L'art. 104 detta le disposizioni transitorie che, nel rispetto del principio dell'intangibilità dell'eventuale giudicato formatosi prima dell'entrata in vigore della legge delega, prevedono in quali limiti debbano essere applicate le nuove disposizioni" ... "Il comma 7, applicando il principio generale in forza del quale gli istituti di diritto sostanziale si applicano dal momento della loro entrato in vigore, stabilisce che le disposizioni del codice civile, come modificate dal presente decreto legislativo si applichino a tutte le azioni sulle quali la norma è intervenuta (disconoscimento di paternità, reclamo o contestazione dello stato di figlio) anche se relative a figli nati prima della entrata in vigore della legge stessa". Inoltre, "Il comma 9 stabilisce che dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo inizino a decorrere i termini, previsti dal quarto comma dell'art. 244 c.c., per proporre l'azione di disconoscimento di paternità". (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26 Giugno 2014, n. 14556.


Disconoscimento di paternità - Prescrizione.
L’azione di disconoscimento di paternità – a seguito della recente novella legislativa che ha riformato l’art. 244 c.c., applicabile al caso di specie (v. art. 104, 7° comma D. Lgs. n. 154/2013), è imprescrittibile per il figlio maggiorenne. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 Marzo 2014.