Codice Civile


LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO VII
Della società a responsabilità limitata
SEZIONE V
Delle modificazioni dell'atto costitutivo

Art. 2482-ter

Riduzione del capitale al disotto del minimo legale (1-Covid)
TESTO A FRONTE

I. Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al disotto del minimo stabilito dal numero 4) dell'articolo 2463, gli amministratori devono senza indugio convocare l'assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo.
II. È fatta salva la possibilità di deliberare la trasformazione della società.


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(1,Covid) Si riporta l’art. 6 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 come modificato dalla legge di conversione 5 giugno 2020, n. 40.
Art. 6 - Disposizioni temporanee in materia di riduzione del capitale
A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla data del 31 dicembre 2020 per le fattispecie verificatesi nel corso degli esercizi chiusi entro la predetta data non si applicano gli articoli 2446, commi secondo e terzo, 2447, 2482-bis, commi quarto, quinto e sesto, e 2482-ter del codice civile. Per lo stesso periodo non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, primo comma, numero 4), e 2545-duodecies del codice civile.

GIURISPRUDENZA

Società – Contratto associativo – Opzione put e meccanismo contrattuale di elusione della causa del contratto associativo – Divieto di patto leonino.
Costituisce un’ipotesi non consentita di deroga, volta a snaturare la funzione del contratto associativo descritta nell’art. 2247 c.c. (esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili e, simmetricamente, le perdite), ed un elusione del divieto di patto leonino la previsione di un’opzione put e di un meccanismo contrattuale che esonerino il socio dalla partecipazione alle perdite finanche in caso di azzeramento del valore della partecipazione in conseguenza della perdita integrale del capitale sociale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 13 Febbraio 2020.


Fallimento - Società a responsabilità limitata - Azione di responsabilità ex art. 146 L.F. - Natura contrattuale dell’azione esercitata dal curatore fallimentare - Riduzione del capitale al di sotto del limite legale art. 2482-ter c.c. - Prosecuzione dell’attività art. 2485, 2486 c.c. - Aggravamento del dissesto - Responsabilità solidale degli amministratori

Fallimento - Società a responsabilità limitata - Azione di responsabilità - Onere del curatore di allegazione - Indicazione dei singoli atti gestori e rilevanti

Fallimento - Società a responsabilità limitata - Azione di responsabilità - Valutazione equitativa del danno nella causa di merito - Differenza tra passivo fallimentare, attivo fallimentare e patrimonio netto negativo
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L'art. 146, co. 2, legge fall. prevede che il curatore è legittimato a esercitare cumulativamente contro gli amministratori sia lazione sociale di responsabilità che sarebbe stata esperibile dalla medesima società, se ancora in bonis, nei confronti dei propri amministratori, di natura contrattuale, sia l'azione che sarebbe spettata ai creditori sociali danneggiati dall'incapienza del patrimonio della società debitrice, che prevalentemente si ritiene di natura aquiliana. La conseguenza della natura contrattuale dell’azione sociale sul piano dell’onere probatorio è che il creditore è tenuto ad allegare l’inadempimento (qualificato, in quanto idoneo astrattamente a causare il danno), mentre il debitore è tenuto a dimostrare l’adempimento ovvero che l’inadempimento è dovuto a causa a lui non imputabile; sull’attore grava comunque l'onere di allegare, e poi di provare, gli elementi indispensabili per aversi responsabilità civile, che sono elementi costitutivi della domanda risarcitoria: danno e nesso di causalità. (Alberto Rinaldi) (riproduzione riservata)

Il criterio che appare utilizzabile ai fini di una valutazione equitativa del danno, resa necessaria dallo svolgimento di attività di gestione prolungata per quasi due anni dopo l’erosione del capitale sociale con importante aggravio delle perdite, senza che siano nel contempo individuabili singolarmente specifiche operazioni dannose, anche a causa della parziale mancanza della contabilità, è costituito dalla quantificazione del passivo accertato in sede fallimentare e dalla sottrazione da tale importo dell’attivo realizzato in sede fallimentare; così determinato lo sbilancio attivo – passivo fallimentare, da tale importo va detratto il patrimonio netto negativo accertato al momento della perdita del capitale sociale, al fine di ottenere l’importo finale relativo all’aggravio del passivo, costituente il risarcimento del danno. (Alberto Rinaldi) (riproduzione riservata)
Tribunale Venezia, 15 Febbraio 2017.


Concordato preventivo – Concordato in continuità – Concordato misto – Liquidatore giudiziale – Nomina – Esclusione

Concordato preventivo – Concordato in continuità – Sussistenza del capitale sociale minimo post omologazione
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Nel concordato preventivo in continuità non è necessaria la nomina di un liquidatore ai sensi dell’art. 182 l.f., se viene proposta la nomina di un procuratore per la vendita dei beni no core.

La complessiva attività della società ricorrente deve comunque essere soggetta alla rigorosa valutazione dei commissari. (Francesco Porcaro) (riproduzione riservata)

L’eventuale mancanza di capitale sociale, almeno nei minimi di legge, una volta avvenuta l’omologa va valutata alla stregua di un impedimento giuridico all’omologazione.
 
Nel concordato in continuità aziendale diretta l’inesistenza delle condizioni di legge per la prosecuzione dell’attività, determinate dalla messa in liquidazione ipso facto per effetto della perdita del capitale sociale, impedirebbe l’omologazione.

La copertura dell’art. 182 sexies l.f., cessa per espresso disposto di legge al momento della definitiva omologazione della proposta. (Francesco Porcaro) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 21 Luglio 2016.


Società – Deliberazioni assembleari – Approvazione del bilancio d’esercizio – Aumento di capitale – Istanza cautelare di sospensione dell’esecuzione delle deliberazioni – Inammissibilità.
Va respinta la richiesta di sospensione della delibera di approvazione del bilancio in quanto inammissibile, avendo essa natura dichiarativa e di mero accertamento e come tale non suscettibile di esecuzione.

La rimozione della delibera ex art.2482 ter c.c., con efficacia retroattiva, nel caso di accertata sussistenza dei vizi fondanti l’impugnazione è compito del solo giudice di merito, non di quello della cautela. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 19 Maggio 2015.


Concordato preventivo - Riduzione o perdita del capitale sociale delle società in crisi - Applicazione ai concordati liquidatori e con continuità aziendale - Effetti limitati dalla domanda alla omologazione.
La disposizione di cui all'articolo 182 sexies L.F., relativa agli obblighi di riduzione o perdita del capitale sociale, si applica ai concordati liquidatori ed a quelli con continuità aziendale e spiega la sua efficacia dalla data del deposito della domanda di concordato sino alla sua omologazione, dopo di che, ovvero dopo il passaggio in giudicato del decreto di omologazione, trovano nuovamente piena applicazione le norme in tema di riduzione del capitale sociale per perdite, di obblighi degli amministratori e di operatività della causa di scioglimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 03 Dicembre 2014.


Società – Deliberazioni assembleari – Approvazione del bilancio d’esercizio – Aumento di capitale – Istanza cautelare di sospensione dell’esecuzione delle deliberazioni – Inammissibilità.
L’utile accesso al rimedio della sospensione ex at.2378 c.c. è ipotizzabile solo in relazione a quelle deliberazioni che richiedano un’attività esecutiva e che non siano state già interamente eseguite.
La delibera di approvazione del bilancio di esercizio non necessita di alcuna attività esecutiva e risulta pertanto insuscettibile di sospensione.
Esaurita, con la sottoscrizione ed il versamento dell’intero aumento di capitale deliberato, l’esecuzione della delibera ex art.2482 ter c.c., l’istanza di sospensione non può più trovare ingresso. La rimozione della delibera con efficacia retroattiva è compito del solo giudice di merito, non di quello della cautela. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 25 Luglio 2013.


Società di capitali - Limitazione od esclusione del diritto di opzione - Operazioni che siano conseguenza della riduzione del capitale sociale al di sotto dei minimi di legge - Esclusione - Fattispecie - Obbligo di esercitare il diritto di opzione in misura corrispondente alla quota di partecipazione - Limitazione - Sussistenza..
Dopo la riforma della disciplina delle società di capitali di cui al d.lgs. 6/2003, ogni limitazione od esclusione del diritto di opzione attraverso operazioni che siano conseguenza della riduzione del capitale sociale al di sotto dei minimi di legge va esclusa alla luce della espressa salvezza dell’art. 2482 ter c.c. fatta dall’art. 2481 bis, comma 1, c.c. Questa interpretazione trova conferma nella ratio della norma che è stata individuata, dalla relazione ministeriale al predetto testo di legge, nell’intenzione di impedire “prassi non commendevoli che la pratica ha a volte elaborato per ridurre sostanzialmente, o addirittura eliminare, la partecipazione delle minoranze”. (Nel caso di specie, con la delibera impugnata è stato imposto al socio di minoranza di esercitare il predetto diritto per intero, ossia in misura corrispondente alla quota di partecipazione del medesimo al capitale sociale e così, inevitabilmente, lo si è limitato.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 21 Marzo 2012.